Chiara, tetraplegica, guarita dal Covid, “Non fate vivere ad altri la mia esperienza”

Chiara, tetraplegica, guarita dal Covid, “Non fate vivere ad altri la mia esperienza”

Una lettera indirizzata al presidente Giani e ai consiglieri regionali per chiedere più assistenza e tutele per i ‘fragili dei fragili’ come persone tetraplegiche, paraplegiche

“Il vaccino è arrivato troppo tardi e serve assistenza domiciliare: in ospedale non hanno la formazione necessaria per gestire una persona tetraplegica”. Chiara Branchetti, di Quarrata (PT), tetraplegica da 30 anni è risultata positiva al Covid pochi giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, poi il ricovero al San Jacopo di Pistoia. La struttura ospedaliera nonostante l’impegno del personale non era preparata per una malata tetraplegica.

Diverse associazioni di persone tetraplegiche, paraplegiche e con disabilità gravi tra cui Habilia, erano scese in piazza la settimana scorsa davanti alla Regione per consegnare al presidente Giani una lettera per chiedere tutele per i ‘fragili dei fragili‘.

“L’assistenza sanitaria territoriale che si è dimostrata inadeguata in questa pandemia, in particolare per quanto riguarda le persone fragili, comprese quelle con disabilità”, si legge nella lettera, “È già grave il fatto che il ministro Speranza non abbia messo, fin dall’inizio, la vaccinazione delle persone cosiddette fragili (tra cui anche quelle con disabilità) tra le priorità del Piano Vaccinale. La lodevole decisione della Giunta Regionale Toscana di compensare questa grave mancanza con modifiche alle indicazioni nazionali del Piano di vaccinazione, nell’attuazione si è dimostrata tardiva e fallimentare”.

“Abbiamo casi di persone disabili rimaste sole perché sono stati ricoverati i familiari e i caregiver, disperate perché gli ospedali non riescono a far fronte alle loro necessità assistenziali legate alla disabilità”, conclude la lettera inviata da Habilia. I rappresentanti dell’associazione incontreranno l’assessore Bezzini giovedì alle 12.

Un incontro che è stato sollecitato anche da Chiara Branchetti che oggi ha scritto un’altra lettera aperta al presidente Giani e ai consiglieri regionali per chiedere attenzione e cura per le persone tetraplegiche raccontando la sua testimonianza come malata di Covid tetraplegica. “Quello che ho vissuto non vorrei farlo vivere ad altre persone”.
Sentiamo l’intervista a Chiara Branchetti a cura di Monica Pelliccia

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