Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

I Carabinieri della Compagnia di Signa sono intervenuti presso una ditta di materiale plastico di Campi Bisenzio per un malore occorso ad un dipendente che, dopo essersi recato in bagno, nonè più tornato al suo posto di lavoro.

I colleghi della ditta di Campi Bisenzio, allarmati dall’assenza hanno forzato la porta del bagno dove hanno trovato l’uomo in stato di incoscienza. Gli operatori del 118 sono intervenuti, ma senza riuscire a rianimarlo. All’interno del bango è stata trovata una siringa contenente una sostanza imprecisata.

La salma verrà traslata presso la medicina legale del careggi per l’esame autoptico.

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Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

I Carabinieri della Compagnia di Signa sono intervenuti presso una ditta di materiale plastico di Campi Bisenzio per un malore occorso ad un dipendente che, dopo essersi recato in bagno, nonè più tornato al suo posto di lavoro.

I colleghi della ditta di Campi Bisenzio, allarmati dall’assenza hanno forzato la porta del bagno dove hanno trovato l’uomo in stato di incoscienza. Gli operatori del 118 sono intervenuti, ma senza riuscire a rianimarlo. All’interno del bango è stata trovata una siringa contenente una sostanza imprecisata.

La salma verrà traslata presso la medicina legale del careggi per l’esame autoptico.

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Strage di Castello: commemorate le vittime dell’eccidio nazista

Strage di Castello: commemorate le vittime dell’eccidio nazista

Come ogni anno, il Quartiere 5 e il Comune di Firenze hanno ricordato la strage con un corteo partito alle 9 da Piazza del Sodo seguito da una messa celebrata in memoria delle vittime dal Cappellano Militare all’interno dell’Istituto Farmaceutico. In seguito è stata deposta una corona con la partecipazione dei Gonfaloni dei Comuni di Firenze, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e del presidente del Consiglio comunale Milani.

La strage di Castello fu un eccidio nazista avvenuto nella tarda serata del 5 agosto 1944 a Castello, un sobborgo di Firenze. Il teatro del massacro furono i sotterranei dell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Via Reginaldo Giuliani, adibiti allora a rifugio antiaereo e dove gran parte della popolazione civile della zona si era nascosta per sfuggire alle cannonate. Va ricordato che in quei giorni era in pieno svolgimento l’offensiva angloamericana sul fronte dell’Arno che dopo pochi giorni avrebbe portato alla liberazione della città.

foto tratta da Facebook Luca Milani

Verso le 21 del 5 agosto un gruppo di soldati tedeschi si presentò ad una casa della zona con la scusa di chiedere del vino ma i tedeschi, fatti entrare in casa, tentarono di violentare una giovane donna. Mentre la donna cercava di difendersi, partì un colpo di pistola, non si sa bene se sparato da un soldato che cercava di impedire lo stupro o partito per caso, e il proiettile ferì uno degli aggressori. A questo punto i soldati si dettero alla fuga, mentre la donna con i propri familiari si nascose nel vicino ospedale di Careggi; il codice tedesco di guerra prevedeva l’impiccagione per il reato di stupro e va detto che da questo punto di vista la Wehrmacht era molto seria.

I soldati aggressori, tornati al comando, dissero al loro comandante che il loro commilitone era stato ferito da un italiano in Via Reginaldo Giuliani, in modo da evitare la corte marziale. Il capitano Kuhne, comandante della zona, dette ordine allora di fucilare dieci italiani per rappresaglia: un giovane italiano, Giorgio Pipoli, che lavorava come interprete per i tedeschi, ascoltò l’ordine e subito cercò di avvertire la popolazione, correndo ad un rifugio lì vicino, ma il suo generoso sforzo fu inutile, dato che gli ostaggi vennero presi dallo scantinato dell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare.
“Nella strage di Castello dodici civili, tutti uomini, furono fucilati dai tedeschi sei giorni prima della Liberazione di Firenze – ha dichiarato nel suo saluto il presidente del Consiglio comunale Luca Milani che è intervenuto alla cerimonia di commemorazione -. Il più giovane, Vittorio Nardi, aveva appena sedici anni, il più anziano, Francesco Iacomelli, cinquantasette. Solo due di loro erano partigiani, e comunque non attivi in quel periodo.
La rappresaglia dei tedeschi con l’irruzione nell’Istituto farmaceutico cominciò alle 22.20, alle 23.30 tutto era finito. Le donne e gli uomini superstiti videro i cadaveri dei lori figli, mariti, padri, amici.

foto tratta da Facebook Luca Milani

Dalla fine della guerra è iniziato il difficile percorso della memoria nella storia dei fatti che attraversarono l’Italia nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale, stragi che in Toscana videro un picco di violenza inaudito con quasi 4.500 morti tra i civili, con la volontà di scongiurare il loro ripetersi, momento in cui il dolore si è intrecciato con il bisogno di giustizia.

La lapide che ricorda la strage di Castello, ci giunga sempre come monito a non dimenticare gli orrori della guerra e dell’importanza di promuovere i valori della pace e della dignità della persona attraverso il dialogo, la tolleranza e la coesione sociale.
E’ necessario continuare a trasmettere alle generazioni future i valori ed i ricordi delle esperienze dei padri.

foto tratta da Facebook Luca Milani

Quello che ricordiamo oggi è stato un crimine di guerra senza attenuanti. Condanniamo l’odio e l’orrore proprio di ciascuna guerra.
Giunga oggi il messaggio di cordoglio del Consiglio Comunale tutto”.

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Fit-Cils Toscana: “bisogna portare la tramvia all’Osmannoro!”

Fit-Cils Toscana: “bisogna portare la tramvia all’Osmannoro!”

“Per sciogliere il nodo del traffico che soffoca Osmannoro la soluzione c’è e si chiama tramvia. Non si può escludere uno dei più importanti poli manifatturieri della Toscana dal progetto che sta rivoluzionando la mobilità a Firenze. Le soluzioni tecniche esistono, basta avere la volontà politica”. A dirlo è il segretario generale della Fit-Cisl Toscana Stefano Boni.

Il segretario rilancia sull’esigenza di migliorare i collegamenti pubblici con l’area al confine tra i comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio e insieme al segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, Ciro Recce, chiede di completare il tunnel dell’alta velocità e il collegamento veloce della stazione Foster con Santa Maria Novella.

Boni, dopo aver ricordato che in questi giorni si sta definendo il tracciato e i finanziamenti delle linee 2 e 4 della tramvia, sottolinea come nel progetto continua a non trovare spazio Osmannoro: “un polo manifatturiero dove ogni giorno si riversano migliaia di persone, da mezza Toscana che non è servito da un servizio pubblico efficiente e puntuale, né dalla stazione di Santa Maria Novella, né da Rifredi, né da Sesto Fiorentino, costringendo i lavoratori e quanti devono raggiungere l’area ad arrangiarsi, ovvero ad utilizzare l’auto”. Per il segretario Fit, invece, ci sono tre possibili soluzioni: due con la linea 4 della tramvia, e una con la linea 2. “Ora o mai più! – dice Boni – Bisogna portare la tramvia all’Osmannoro”.

Per Recce, inoltre, “per completare e integrare al meglio il servizio pubblico crediamo che sia necessario ripartire con i lavori della Tav e realizzare il tunnel fra Campo Marte e Castello e la stazione Foster. Abbiamo bisogno di più binari per risolvere il congestionamento del nodo ferroviario di Firenze e rendere un servizio efficiente e puntuale sia ai pendolari toscani che a quelli dell’AV”, anche attraverso “un collegamento veloce fra la stazione Foster e Santa Maria Novella, attraverso un tapis roulant sotterraneo”.

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Campi Bisenzio: firmato protocollo per riqualificazione centro cittadino

Campi Bisenzio: firmato protocollo per riqualificazione centro cittadino

È stato siglato, ieri mattina, tra il Comune di Campi Bisenzio e i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio  il protocollo “centro vivo!” per la riqualificazione del centro storico, con interventi graduali atti a migliorarne la vivibilità, l’accessibilità e la vitalità.

La finalità del protocollo è quella di concertare e condividere gli interventi da attuare all’interno di una cornice di progetto delineata dall’Amministrazione di Campi Bisenzio e che mira a dare risposte alle esigenze delle attività economiche, della cittadinanza che vi risiede e delle persone che lo frequentano.  Un vero e proprio progetto di “rigenerazione urbana” del centro, che vede nella presenza delle imprese e nell’insediamento di nuove, elemento fondamentale per la fruibilità dello stesso.

“Esprimiamo la nostra soddisfazione – sottolinea Fabrizio Matucci di Confcommercio – perché questo protocollo riconosce ufficialmente alla rete di piccoli esercizi di vicinato quel ruolo che da sempre svolgono come presidio di sicurezza e socialità per il territorio, al quale garantiscono coesione e vivacità”.

“Questo protocollo – evidenzia Christian Domizio per Confesercenti – rappresenta un atto vero, con interventi e tempi ben definiti. Rappresenta un impegno che l’amministrazione prende non solamente nei confronti delle associazioni di categoria e di chi siamo a rappresentare, ma dell’intera comunità: un centro più bello, accogliente e accessibile, con attività e servizi che funzionano è un centro più sicuro e funzionale”.

Ai ringraziamenti dei rappresentanti delle associazioni di categoria si unisce Alberto Piras, presidente del Consorzio Fare Centro Insieme che evidenzia come “quelli del protocollo sono interventi attesi da tanti e con la firma si vanno a prendere impegni che confermano l’importanza del gioco di squadra e della sinergia tra più attori, del pubblico e del privato, per il conseguimento di risultati importanti”.

Il progetto “Centro vivo” si articolerà sulla riqualificazione degli arredi urbani e dell’illuminazione e sul completamento dei sistemi di videosorveglianza. L’introduzione del regime di sosta con disco orario nei parcheggi in via Don Minzoni e Piazza Gramsci e un successivo ridisegno delle aree di sosta con un nuovo piano dei parcheggi che interessi Piazza Ballerini, Piazza Matteotti e Piazza Fra Ristoro.

L’istituzione del doppio senso di marcia in via Buozzi a Campi Bisenzio, il miglioramento della segnaletica di ingresso al centro e per arrivare al parcheggio di Piazza Gramsci. La risistemazione di Piazza Matteotti e la rigenerazione del Palazzo Pretorio, del Casello dell’Acqua attivando in quegli spazi nuove funzioni che rendano più viva la zona e dell’ex Caserma dei Carabinieri. Entro settembre 2019 verrà, infine, adottato un provvedimento utile a mantenere il decoro delle vetrine con particolare riferimento ai fondi sfitti.

“Entro fine luglio – dice l’Assessore Ester Artese – si terrà il primo incontro del tavolo di lavoro composto dagli Assessori ai Lavori Pubblici, alla Viabilità e alla Polizia Municipale e allo Sviluppo dei centri e dalle Associazioni di categoria firmatarie per approfondire i vari punti previsti dal protocollo e mettere a punto i primi atti necessari per realizzare alcuni obiettivi di questo protocollo”.

“Questa Amministrazione – conclude il Sindaco Emiliano Fossi – è da sempre impegnata per il rilancio e lo sviluppo di ogni attività che possa consentire un’adeguata valorizzazione del nostro centro cittadino. Vogliamo migliorare ancora la vivibilità del nostro centro, dando seguito a quanto fatto in questi anni. Lo spostamento degli uffici comunali e l’attivazione della Casa dell’Acqua rappresentano due tasselli fondamentali, insieme alla rigenerazione dell’ex caserma, per rendere il centro attrattivo aldilà delle tante iniziative che vi vengono organizzate da noi e dalle associazioni del territorio”.

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