Informazione: giornalisti in piazza a Firenze, adesione Giani, Mazzeo, Nardella e mondo politico

Informazione: giornalisti in piazza a Firenze, adesione Giani, Mazzeo, Nardella e mondo politico

Giornalisti in piazza, oggi 1 giugno, alle 11, in via Cavour, a Firenze, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul profondo stato di difficoltà in cui si trova, in Italia, il sistema dell’informazione, vittima di leggi superate e di una crisi economica senza precedenti nell’editoria.

 

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale e Dario Nardella, sindaco di Firenze, sono stati fra i primi ad aderire alla manifestazione dei giornalisti che scenderanno in piazza, a Firenze,  davanti alla Prefetture di Firenze e al Palazzo del Pegaso. Oltre a Giani, Mazzeo e Nardella, hanno aderito in maniera convinta Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Toscana; Francesco Torselli con tutto il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia; Marco Stella, capogruppo di Forza Italia; Irene Galletti, capogruppo regionale Movimento 5 Stelle e Maurizio Sguanci di Italia Viva, sempre del consiglio regionale. Adesione e sostegno anche da Cristina Giachi, presidente della commissione cultura del Consiglio regionale.

 

La manifestazione – organizzata a livello nazionale dalla Fnsi e in Toscana dall’Associazione Stampa e dal Consiglio regionale dell’Ordine – si terrà contemporaneamente nei capoluoghi di regione italiani.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione unica per rilanciare il settore e progettare il futuro.
L’informazione, sottolineano Ast e odg Toscana in una nota, pilastro della democrazia di ogni paese, non può venire esclusa dalle risorse del Piano. I giornalisti in piazza (e in diretta social sui canali della Fnsi, la piazza di Firenze sarà raccontata e commentata da Chiara Brilli, consigliera nazionale Fnsi e componente del direttivo Ast) chiedono quindi al Governo un impegno serio per risolvere problemi che si trascinano da decenni.

Le priorità figurano in un documento che sarà consegnato alla prefetta di Firenze, Alessandra Guidi, dal presidente dell’Ast, Sandro Bennucci e dal presidente del Consiglio dell’Ordine della Toscana, Carlo Bartoli. Sostegno alla protesta dei giornalisti anche da Cgil, Cisl e Uil.

“Buona occupazione per la qualità del lavoro e del prodotto editoriale e basta precarietà, di questo ha bisogno il sistema dell’informazione in Italia – dichiara Dalida Angelini segretaria generale della Cgil Toscana -. Il cambiamento è necessario e non rinviabile. Bene fanno i giornalisti italiani e toscani a scendere in piazza, a loro il sostegno mio personale e della Cgil Toscana”. Per il segretario generale della Cisl Toscana, Ciro Recce, “quelle per la qualità del lavoro, contro la precarietà, per una giusta retribuzione sono battaglie che ovviamente la Cisl condivide e sostiene. Nel caso dei giornalisti poi, queste diventano ancor più battaglie per il bene di tutti, perché solo difendendo la qualità del lavoro giornalistico si può difendere fino in fondo la libertà e la qualità dell’informazione, nutrimento indispensabile della democrazia”. “Siamo dalla parte dei giornalisti che giustamente
scendono in piazza per sensibilizzare sulla grave crisi che incombe sul sistema dell’informazione di tutto il Paese – afferma in una nota Annalisa Nocentini, segretario generale della Uil Toscana – Per creare una coscienza critica nei cittadini servono giornalisti che siano in grado di raccontare senza condizionamenti e ricatti, cioè con editori in grado di garantire occupazione di qualità e lotta al precariato. A nome di tutta la Uil Toscana esprimo solidarietà e vicinanza ai giornalisti che domani saranno in piazza a Firenze e in
contemporanea in altri capoluoghi di regione”.

“Sono vicina ai Giornalisti che saranno in piazza per chiedere la riforma della cassa di previdenza professionale, gravata dal carico eccessivo delle prestazioni pensionistiche a fronte di una platea di lavoratori attivi che si è andata sempre più assottigliando negli anni. E per sollecitare provvedimenti, non più procrastinabili, nella lotta contro il precariato che, nel settore dell’informazione, assume forme particolarmente odiose, con Giornalisti pagati pochi euro ad articolo”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera. “A tal proposito – prosegue l’esponente dem – con i colleghi Pellicani, Sensi, Verini, Rotta, Piccoli Nardelli, Lattanzio, Rossi, Prestipino, Nitti e Orfini, abbiamo presentato in commissione Cultura una risoluzione per impegnare il governo ad anticipare l’attuazione della legge n. 58/2019 per l’allargamento della platea contributiva dell’Inpgi, e a promuovere un confronto volto a superare il precariato e l’applicazione di contratti giornalistici per quella vasta platea di Giornalisti che svolge l’attività professionale inquadrata giuridicamente come prestazioni di lavoro autonomo, ma sempre a favore di aziende editoriali. Nella risoluzione si chiede all’esecutivo anche di intervenire per l’abolizione del carcere per i cronisti, la proposta di legge giace in Senato dal giugno del 2020. E a intervenire in tempi rapidi per approvare la legge contro le querele bavaglio, divenute una vera emergenza democratica. Infine di dare immediata attuazione alla legge sull’equo compenso 233/ 2012, che fissa una soglia minima di pagamento”.

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Ast e Odg: basta conferenze stampa “tonnare”. Siano rispettati protocolli e norme anti-Covid

Ast e Odg: basta conferenze stampa “tonnare”. Siano rispettati protocolli e norme anti-Covid

Sindacato e Ordine rivolgono “un pressante appello alle Istituzioni, alle organizzazioni sociali, economiche, culturali e sportive” ad aderire concretamente a quanto previsto per evitare le possibilità di contagio Covid in occasione della loro attività di comunicazione e di incontro con i giornalisti

L’Associazione Stampa Toscana  e l’Ordine dei Giornalisti della Toscana tornano, per l’ennesima volta, a chiedere rispetto e tutela per i colleghi addetti ai servizi di cronaca e che svolgono il proprio lavoro in prima linea, esposti in ogni momento al pericolo di contagio Covid 19 e costretti ad operare in situazioni affollate e dove non vengono fatte rispettare le norme antiassembramento. A correre quotidianamente questo rischio sono cronisti in prima linea, fotoreporter, telecineoperatori: colleghi ai quali viene affidato il delicato compito di documentare ed informare in uno dei momenti più drammatici vissuti dal Paese.

Associazione Stampa Toscana e Ordine dei Giornalisti della Toscana ricordano che lo stesso Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro – che per i giornalisti sono ovunque ci sia una notizia e ovunque li si convochi per fornirgliele – varato dalla Regione Toscana e che le disposizioni governative che proibiscono di provocare assembramenti sono norme valide per tutti ed in primo luogo per chi le ha varate e per chi svolge compiti e funzioni istituzionali.

“E’ intollerabile – affermano il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci, ed il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, Carlo Bartoli – che ciò avvenga soprattutto in occasione di avvenimenti e di appuntamenti organizzati dalle stesse istituzioni che si trasformano in vere e proprie tonnare nelle quali i colleghi rischiano oltre ogni limite consentito per la salute propria, delle loro famiglie e dei loro colleghi. E’ paradossale che proprio realtà ed organismi istituzionali che da una parte raccomandano ai cittadini le regole fondamentali per evitare il contagio, dall’altra non si curino di organizzare i loro appuntamenti seguendo quelle stesse regole”.

Per questo l’Associazione Stampa Toscana e l’Ordine dei Giornalisti della Toscana rivolgono un pressante appello alle Istituzioni, alle organizzazioni sociali, economiche, culturali e sportive, coscienti delle loro responsabilità in questi frangenti, ad aderire concretamente a quanto previsto per evitare le possibilità di contagio in occasione della loro attività di comunicazione e di incontro con i giornalisti ed invitano i direttori, i caporedattori ed i capiservizio delle testate giornalistiche a vigilare affinché tali norme vengano rispettate e fatte rispettare a tutela dei colleghi impegnati nei servizi di cronaca.

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Minacce a giornalisti: Lamorgese, massima attenzione su tema

Minacce a giornalisti: Lamorgese, massima attenzione su tema

Incontro fra Odg Toscana e Lamorgese col centro che monitora gli atti intimidatori a esponenti media

“Stiamo seguendo con la massima attenzione il tema delle minacce ai giornalisti, veicolate anche attraverso la rete, perché la stampa è garanzia di circolazione delle notizie ed anche per questo è componente fondamentale della nostra democrazia: dunque non vanno sottovalutati gli atti intimidatori che devono sempre essere denunciati alle forze di polizia anche per una più efficace opera di prevenzione e contrasto di questo gravissimo fenomeno”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in occasione della riunione del Centro di coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente e di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. Lamorgese, spiega una nota, ha impresso nuovo impulso alle attività del Centro di coordinamento presso il Viminale fin dalla prima riunione da lei presieduta il 10 gennaio 2020, cui è seguita una direttiva ai prefetti per avviare un monitoraggio strutturato che consenta di delineare in maniera dinamica un quadro complessivo conoscitivo degli scenari di rischio a livello territoriale nonché delle iniziative conseguentemente assunte.

“Un sincero ringraziamento alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per la sensibilità e l’attenzione” è stato espresso dall’Ordine dei giornalisti della Toscana nel corso dell’incontro del “Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, convocato al Viminale dopo i gravi episodi di cui sono stati oggetto colleghi del Tirreno e di altre testate toscane. Un ringraziamento e un riconoscimento, riferisce una nota dell’Ordine, “anche per l’efficienza con la quale Prefetti e forze dell’ordine della Toscana sono intervenuti per contrastare questi atti”. L’incontro si è svolto oggi in videoconferenza. Il presidente di Odg Toscana, Carlo Bartoli, ha chiesto alla ministra di “intensificare l’attività di prevenzione al fine di scoraggiare atteggiamenti minacciosi nei confronti dei giornalisti toscani sui social e ha ricordato l’importanza di introdurre in legge un’aggravante specifica per i reati di minacce e violenze che hanno per oggetto i giornalisti”.

Presenti oggi anche il capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi, il vicedirettore generale del dipartimento della Pubblica sicurezza Vittorio Rizzi, il presidente e il segretario generale della Federazione nazionale della stampa Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna. E ancora, il presidente dell’Ordine regionale della Toscana Carlo Bartoli, il presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci, e per Il Tirreno il direttore Stefano Tamburini e il rappresentante del Comitato di redazione Giulio Corsi. Nel 2020 gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti sono stati 163, l’87% in più rispetto al 2019 (87 casi). Nel 2021, gli episodi registrati sono 23

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