“Forme del fango”, Accademia di Belle Arti: il fango del ‘66 diventa arte

“Forme del fango”, Accademia di Belle Arti: il fango del ‘66 diventa arte

Trasformare le conseguenze di un evento negativo in risorsa. Domani, in coincidenza con il 53esimo anniversario dell’alluvione che in Toscana colpì la città di Firenze e i Comuni lungo il fiume Arno, l’Accademia di Belle Arti presenta “Forme del fango”, iniziativa in collaborazione con l’artista Caterina Erica Shanta, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Pav Padiglione arte vivente Torino e Dolomiti Contemporanee.

“Forme del fango” nasce dal desiderio di dare nuova vita a un materiale che da più di cinquant’anni ha casa in una parte delle cantine dell’Accademia: 77 metri cubi di terra, residuo di quel fango che nella notte tra il 3 e 4 novembre 1966 tinse di paura i luoghi consacrati all’arte, alla cultura e alla vita quotidiana della città. Un materiale che, rimosso, potrebbe rivelarsi una vera e propria risorsa per l’Accademia oltre che portare al recupero di spazi da destinare ad attività espositive.

forme del fango

Ed è questa stessa materia che, dopo essere stata sottoposta ad analisi chimiche per accertarne l’usabilità, sarà protagonista di un’iniziativa che nei mesi scorsi ha coinvolto una giovane artista emergente, Caterina Erica Shanta, e un gruppo di studenti del corso triennale di Design, coordinati dai docenti Alessandro Scilipoti e Fabrizio Lucchesi.

forme del fango

“Forme del fango” inaugurerà alle ore 17.30 in via Ricasoli 66 con una introduzione del Presidente dell’Accademia di Belle Arti, Carlo Sisi, e del Direttore, Claudio Rocca. Seguirà la presentazione della mostra La Tempesta, a cura dell’artista Caterina Erica Shanta, e della temporanea Oggetti di memoria, con opere realizzate a partire dal materiale residuo dell’alluvione del 1966.

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Trasformare le conseguenze di un evento negativo in risorsa. Domani, in coincidenza con il 53esimo anniversario dell’alluvione che in Toscana colpì la città di Firenze e i Comuni lungo il fiume Arno, l’Accademia di Belle Arti presenta “Forme del fango”, iniziativa in collaborazione con l’artista Caterina Erica Shanta, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Pav Padiglione arte vivente Torino e Dolomiti Contemporanee.

“Forme del fango” nasce dal desiderio di dare nuova vita a un materiale che da più di cinquant’anni ha casa in una parte delle cantine dell’Accademia: 77 metri cubi di terra, residuo di quel fango che nella notte tra il 3 e 4 novembre 1966 tinse di paura i luoghi consacrati all’arte, alla cultura e alla vita quotidiana della città. Un materiale che, rimosso, potrebbe rivelarsi una vera e propria risorsa per l’Accademia oltre che portare al recupero di spazi da destinare ad attività espositive.

forme del fango

Ed è questa stessa materia che, dopo essere stata sottoposta ad analisi chimiche per accertarne l’usabilità, sarà protagonista di un’iniziativa che nei mesi scorsi ha coinvolto una giovane artista emergente, Caterina Erica Shanta, e un gruppo di studenti del corso triennale di Design, coordinati dai docenti Alessandro Scilipoti e Fabrizio Lucchesi.

forme del fango

“Forme del fango” inaugurerà alle ore 17.30 in via Ricasoli 66 con una introduzione del Presidente dell’Accademia di Belle Arti, Carlo Sisi, e del Direttore, Claudio Rocca. Seguirà la presentazione della mostra La Tempesta, a cura dell’artista Caterina Erica Shanta, e della temporanea Oggetti di memoria, con opere realizzate a partire dal materiale residuo dell’alluvione del 1966.

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“Esperimenti e Rivelazioni”: la natura pensata in modo circolare

“Esperimenti e Rivelazioni”: la natura pensata in modo circolare

Sabato 12 ottobre si terrà presso la Limonaia del Giardino Corsini “Esperimenti e Rivelazioni”: un convegno dedicato alla natura vista in un’ottica circolare.

“Esperimenti e Rivelazioni” si tratta di un giorno di incontri circondati dal giardino rinascimentale e dallo spirito di Leonardo Da Vinci, uomo di scienza, botanico e artista. La biorobotica, la botanica, la composizione, il progetto del paesaggio sono i temi su cui vertirà la rassegna.

Il progetto del convegno è di Oliva Avogadro di Collobiano con la collaborazione di Sabina Corsini per la realizzazione; inoltre il convegno è promosso da Barbara Mazzolai, coordinatrice del Center for Micro-BioRobotics del IIT presso la Scuola Sant’Anna Superiore di Pisa, e Marcello Colocci, Professione Ordinario di Struttura della Materia presso l’Università degli Studi di Firenze.

Il programma, coordinato dal presidente dell’Accademia delle Belle Arti Firenze Carlo Sisi, prevede:

– 11,15: Apertura del convegno con Arturo Galansino;
– 11,30 – 12,15: Barbara Mazzolai ‘La Biorobotica e le Piante‘;
– 12,30 – 13,15: Sabrina Sabatini ‘La Scienza delle Radici‘;
– 13,30 – 14,30: coffee break;
– 14,30 – 15,15: Benedetto Camerana ‘Architettura Vegetale‘;
– 15,30 – 16,15: Umberto Pasti ‘Il Giardino per un Futuro‘.

L’iniziativa è aperta al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili.

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A Villa Bardini ingresso gratuito per ricordo Isadora Duncan

A Villa Bardini ingresso gratuito per ricordo Isadora Duncan

Villa Bardini ricorda l’anniversario della morte della danzatrice Isadora Duncan e la chiusura della mostra a lei dedicata con due giornate ad ingresso gratuito. Porte aperte sabato 14 e sabato 21 settembre per consentire ai visitatori di ammirare la mostra allestita al terzo e al quarto piano della villa, e poi il giardino Bardini (la gratuità non comprende la visita al Giardino di Boboli).

L’esposizione “A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative tra Ottocento e avanguardia”, precisa una nota, è la prima mostra in Italia dedicata a questa importante artista; è a cura di Maria Flora Giubilei e di Carlo Sisi in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli, ed è promossa da Fondazione Cr Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il patrocinio del Comune di Firenze.

Sono esposti 170 pezzi fra dipinti, sculture e documenti, fra i quali fotografie inedite, che ripercorrono il legame con l’Italia di colei che rivoluzionò le teorie accademiche della danza, per avviare una moderna e innovativa visione del corpo femminile, e del suo movimento, nello spazio, prendendo le mosse dall’influenza che ebbe nel contesto internazionale.

La mostra chiuderà domenica 22 settembre e, per l’occasione, sabato 21, alle ore 17, sarà replicata la performance ‘Vita’, una delle iniziative collaterali ispirate alla figura della danzatrice, all’interno del progetto ‘Atleta donna’, a cura del Centro Nazionale di produzione Virgilio Sieni/Accademica del gesto.

“Siamo lieti di poter offrire due nuove occasioni – affermano Luigi Salvadori e Jacopo Speranza, rispettivamente presidenti di Fondazione Cr Firenze e di Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – per celebrare la figura di Isadora Duncan. L’esposizione è stata un’occasione importante di dialogo con la città, e non solo, su temi sempre attuali che questa figura ha saputo evocare”.

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