Firenze: in ogni quartiere un ‘frutteto urbano’

Firenze:  in ogni quartiere un ‘frutteto urbano’

I cinque frutteti nasceranno nel giardino di Palazzo Vegni nel Quartiere 1, al parco del Mensola (Q2), nel parco di Rusciano (area agricola, Q3), nel parco di San Bartolo a Cintoia (Q4) e nel giardino del Lippi (Q5) a Firenze.

Cinque nuovi frutteti urbani – uno in ogni quartiere di Firenze – da 40 alberi ciascuno per un totale di 200 piante. Dopo ‘Dona un albero’ a Firenze arriva l’iniziativa ‘Dona un frutteto’: i cittadini potranno infatti donare uno o più alberi con dedica alla persona cara, scegliendo la propria specie preferita in una lista che comprende corbezzolo, carrubo, nocciolo, azeruolo, cotogno, diospero, fico, noce nostrano, melo, nespolo, gelso bianco, gelso nero, mandorlo, albicocco, ciliegio, susino, pesco, melograno, pero, sorbo domestico e giuggiolo.

I cinque frutteti nasceranno nel giardino di Palazzo Vegni nel Quartiere 1, al parco del Mensola (Q2), nel parco di Rusciano (area agricola, Q3), nel parco di San Bartolo a Cintoia (Q4) e nel giardino del Lippi (Q5). La piattaforma utilizzata sarà quella già utilizzata per ‘Dona un albero’ sulla quale saranno inseriti 40 alberi per ogni frutteto per un totale di 200 nuovi alberi.

“Vogliamo contribuire a creare nuovi frutteti in città e coinvolgere sempre di più i cittadini nella transizione verde della città – ha detto l’assessore all’ambiente e agricoltura urbana del comune di Firenze  Cecilia Del Re -. Per questo, dopo il successo del progetto ‘Dona un albero’ che ha consentito di donare e mettere a dimora oltre 700 alberi in città, abbiamo deciso di lanciare un progetto specifico legato ai frutteti”.

Intanto anche i piccoli studenti di Firenze hanno dato  il loro contributo alle iniziative collaterali del G20 dell’Agricoltura che si sta svolgendo in città. Atamani alla Fattoria dei ragazzi, dove in questo mese si sono tenuti e si terranno alcuni incontri finalizzati alla progettazione dell’attività della vendemmia, una ventina di studenti della classe III B della scuola primaria Bechi dell’Istituto Comprensivo Piero della Francesca hanno raccolto l’uva nella piccola vigna della struttura di via dei Bassi. Con loro hanno partecipato alla vendemmia anche l’assessore all’Educazione Sara Funaro, il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni e la consigliera metropolitana Letizia Perini.

“È stato bellissimo condividere l’entusiasmo dei bambini durante le operazioni della vendemmia – ha detto l’assessore alla scuola del comune di Firenze, Sara Funaro -. L’iniziativa di stamani, che si inserisce nell’ambito delle iniziative organizzate dalla città per il G20 dell’Agricoltura, ha mostrato quanto i piccoli studenti siano felici di sperimentare sul campo le nozioni apprese durante gli incontri teorici e di avere un rapporto diretto con la natura e le attività agricole”. “La gioia con cui hanno affrontato la vendemmia ci fa capire una volta di più quanto sia alto il loro interesse per questi temi – ha spiegato Funaro – e di quanto sia importante investire nelle scuole in progetti di educazione all’agricoltura e percorsi didattici ed educativi rivolti alla tutela dell’ambiente. Ne ‘Le Chiavi della città’ sono tante le iniziative legate a questi temi e la Fattoria dei ragazzi vede ogni anno il coinvolgimento di tanti studenti, di diverse fasce d’età, in percorsi ispirati ai temi dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente, che riscuotono sempre grande successo”.

 

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It.A.Cà: a Firenze il festival detl tutismo sostenibile

It.A.Cà: a Firenze il festival detl tutismo sostenibile

Escursioni, incontri, laboratori diffusi su tutto il territorio comunale. Una tre giorni di eventi all’insegna del turismo responsabile. E’ It.A.Cà, il festival del turismo sostenibile che per la prima volta fa tappa a Firenze dopo 13 anni di attività a livello nazionale. L’iniziativa, coordinata dall’associazione dei Desideri e realizzata con il contributo e il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con Manifattura Tabacchi, è stata presentata oggi in Palazzo Vecchio dall’assessore al Turismo e all’Ambiente Cecilia Del Re con la partecipazione dei rappresentanti delle 30 realtà associative della città che proporranno oltre 20 eventi nei tre giorni di programma.

La prima edizione della tappa a Firenze ha il titolo di “Io voglio spazio. La città del futuro nasce dalle comunità e dalle periferie”, interpretando così il tema nazionale del 2021 “Diritto di respirare”, immaginando una città che chiede e si organizza tramite le proprie realtà culturali per essere vissuta e partecipata anche nei suoi spazi fuori dal centro storico, solitamente congestionato da flussi turistici massicci. La rassegna di Firenze sarà composta da un cartellone di attività curate da diverse realtà culturali cittadine, che permetteranno di scoprire e valorizzare i quartieri intorno al centro storico della città, a vari livelli, connettendo storie e soggetti. Nei tre giorni si alterneranno passeggiate, escursioni a piedi e in bicicletta, laboratori e incontri nelle zone delle Cascine, Rifredi, Isolotto, Firenze Sud comprendendo Sorgane, il Parco dell’Anconella. La tappa fiorentina del Festival It.a.Cà sarà inaugurata venerdì 17 settembre con un convegno interattivo presso Manifattura Tabacchi, all’interno di God is Green, dalle ore 16 alle ore 18. Il convegno coinvolgerà le istituzioni, i rappresentanti delle realtà coinvolte nella rete organizzativa del Festival e personaggi di rilevanza nazionale e cittadini; grazie alla struttura fortemente interattiva, verranno alternati gli speech di quattro relatori con esercizi di attivazione mediati su 4 tavoli di lavoro legati a quattro parole (Desideri, Visioni, Emozioni Azioni) sul turismo del futuro in relazione alla città che cambia e alla valorizzazioni delle periferie attraverso l’arte. Scopo del convegno è la redazione condivisa di una serie di manifesti di parole e desideri per il futuro delle periferie non più come dormitori o luoghi da cui andarsene, ma come nuovi “centri” da visitare.

“Il festival del Turismo responsabile approda a Firenze con una rete di oltre 30 associazioni – ha detto l’assessore Del Re – con le quali siamo impegnati per una narrazione del nostro territorio allargata rispetto ai confini turistici classici. Molte di queste realtà hanno partecipato ai primi due bandi dell’assessorato al turismo per la promozione di una “Firenze Insolita”, e ci fa piacere che si sia creata poi una sinergia che ha portato ad un cartellone di eventi coordinato dall’Associazione dei Desideri che si inserisce dentro a questo importante Festival. Una tre giorni che si svolgerà soprattutto nei nostri parchi e nelle nostre aree verdi, con iniziative rivolte ai bambini, ma anche ai più grandi per accrescere la consapevolezza della storia e della bellezza del nostro territorio in tutti e 5 i nostri Quartieri. In programma anche un convegno di apertura a Manifattura Tabacchi per approfondire questi temi con esperti nazionali interessati a valorizzare tutto ciò che si svolge al di fuori del centro storico, che vogliamo poter continuare a vivere, e, appunto, a respirare”.

Tra le realtà partecipanti alla tappa di Firenze: Associazione dei Desideri, Associazione Culturale La Nottola di Minerva, Cooperativa Archeologia, Stamperia N1, Manifattura Tabacchi, Società Italiana dei Viaggiatori, Arpat – associazione regionale produttori apistici toscani, Tempo Nomade, Libreria Tatatà, I libri di Mompracen, Trippando, Collettivo nomadico The Ground Tour Project, Erodoto 108, Pescas, Lumen, Associazione dei Desideri, Associazione Icchè ci vah ci vole, Coocò – cooperativa consapevole, Associazione Libero Accesso, Insieme per Gavinana, Cospe, Toscana Sup, Associazione Comunico, Le Ragazze di San Frediano, Vivere Vegan, Verdiana Network, Associazione Sconfinando, Cooperativa Crocus Trip, Firenze Rafting, Chille de la Balanza. Media Partner Locali: Trippando, StampToscana, Gli amici di Erodoto.

Il programma completo è consultabile presso il sito: https://www.festivalitaca.net/portfolioarticoli/it-a-ca-firenze/

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Firenze: 400 alberi con sistema di monitoraggio quanlità dell’aria

Firenze: 400 alberi con sistema di monitoraggio quanlità dell’aria

Il progetto prevede la messa a dimora nel parco che sta prendendo forma a San Bartolo a Cintoia di 400 alberi, con relativo sistema di irrigazione, e delle attrezzature di Iret per il monitoraggio, lo studio e la verifica dell’impatto delle specie individuate sulla qualità dell’aria nel lungo periodo.

L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo Airfresh del programma Life, che riguarda lo studio, il monitoraggio e la verifica delle specie arboree più idonee a migliorare la qualità dell’aria in città e in generale lo studio e la realizzazione di strategie per massimizzare la qualità dell’aria tramite il verde urbano. Gli alberi,  individuate in accordo con il Comune di Firenze, saranno fornite e messe a dimora da Iret-Cnr (Istituto di Ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle Ricerche), così come i relativi impianti di irrigazione e monitoraggio. La campagna di monitoraggio della qualità dell’aria sarà realizzata da Iret-Cnr sopra/sotto chioma e dentro/fuori chioma all’interno dall’area boscata situata nel parco pubblico di San Bartolo a Cintoia in via di realizzazione. Come previsto dall’accordo, Iret organizzerà visite didattiche all’area boscata, prevalentemente rivolte agli studenti delle scuole fiorentine.

L’accordo tra il comune di Firenze Iret-Cnr   ha avuto oggi l’ok della giunta su proposta dell’assessore all’Ambiente Cecilia Del Re. L’accordo prevede  concretamente la messa a dimora nel parco che sta prendendo forma a San Bartolo a Cintoia di 400 alberi, con relativo sistema di irrigazione, e delle attrezzature di Iret per il monitoraggio, lo studio e la verifica dell’impatto delle specie individuate sulla qualità dell’aria nel lungo periodo.

“Per ridurre l’inquinamento dell’aria nelle città è necessaria un’adeguata selezione delle specie arboree più adatte – ha detto l’assessore Del Re – in modo da mettere a dimora piante con un alto potenziale di assorbimento di sostanze inquinanti e con potere rinfrescante, e che siano al contempo adattate alle condizioni locali, non o poco allergeniche, resistenti alle malattie e alla siccità. E’ insomma necessario piantare le specie giuste nel posto giusto. Per questo, abbiamo promosso l’accordo con Iret-Cnr che ci consentirà di svolgere campagne di misurazione prima e dopo l’impianto degli alberi e di valutare i vantaggi sia ambientali, in termini di quantità di inquinanti eliminati e regolazione della temperatura dell’aria; sia socio-economici con riferimento al numero di decessi e ricoveri evitati grazie al calo dell’inquinamento e ai relativi costi associati”.

 

 

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Firenze: grazie a superbonus, sarà più facile installare fotovoltaico

Firenze: grazie a superbonus, sarà più facile installare fotovoltaico

Lo prevede, spiega una nota di Palazzo Vecchio, una modifica al regolamento edilizio approvata nell’ultima seduta della giunta su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente del Comune di Firenze, Cecilia Del Re.  

La delibera, che entrerà in vigore dopo il passaggio in consiglio comunale, prevede la modifica di due articoli del regolamento edilizio facendo di fatto cadere le limitazioni più stringenti nella zona B di Firenze, dove si trovano gli edifici di più recente costruzione. In particolare, i cappotti termici non dovranno più rispettare le particolari limitazioni che rimarranno per i soli immobili del tessuto storico (zona A), o di particolare valore, mentre i pannelli solari, termici e fotovoltaici non dovranno più rispettare le limitazioni specifiche di superficie e distanze che resteranno per il solo edificato storico (zona A).

In pratica, per buona parte dei residenti di Firenze, quelli che abitano nelle aree di più recente costruzione, da Novoli a Campo di Marte all’Isolotto, sarà più facile accedere al bonus 110% con interventi di pannelli fotovoltaici e cappotti termici. Lo prevede, spiega una nota di Palazzo Vecchio, una modifica al regolamento edilizio approvata nell’ultima seduta della giunta su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente Cecilia Del Re. La delibera, che entrerà in vigore dopo il passaggio in consiglio comunale, prevede la modifica di due articoli del regolamento edilizio facendo di fatto cadere le limitazioni più stringenti nella zona B di Firenze, dove si trovano gli edifici di più recente costruzione. In particolare, i cappotti termici non dovranno più rispettare le particolari limitazioni che rimarranno per i soli immobili del tessuto storico (zona A), o di particolare valore, mentre i pannelli solari, termici e fotovoltaici non dovranno più rispettare le limitazioni specifiche di superficie e distanze che resteranno per il solo edificato storico (zona A).

“In un momento economicamente ancora molto difficile – afferma il sindaco Dario Nardella – ci è sembrato giusto cercare di dare una mano ai cittadini per facilitare interventi di efficientamento energetico a costi molto convenienti che consentiranno anche una riqualificazione ecologica degli edifici. Questo non significa una deregulation ma anzi saremo impegnati in controlli rigorosi”. “Approviamo queste prime modifiche al regolamento edilizio vigente per poi andare avanti con ulteriori modifiche dentro al futuro piano operativo – afferma Del Re – al fine di dare maggiore spazio a questi interventi di efficientamento energetico in un periodo favorevole per la presenza degli incentivi, ma soprattutto in un momento storico in cui diviene fondamentale su ogni fronte accompagnare la transizione ecologica a tutela dell’ambiente in cui viviamo”. 

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Firenze: grazie a superbonus, sarà più facile installare fotovoltaico

Firenze: grazie a superbonus, sarà più facile installare fotovoltaico

Lo prevede, spiega una nota di Palazzo Vecchio, una modifica al regolamento edilizio approvata nell’ultima seduta della giunta su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente del Comune di Firenze, Cecilia Del Re.  

La delibera, che entrerà in vigore dopo il passaggio in consiglio comunale, prevede la modifica di due articoli del regolamento edilizio facendo di fatto cadere le limitazioni più stringenti nella zona B di Firenze, dove si trovano gli edifici di più recente costruzione. In particolare, i cappotti termici non dovranno più rispettare le particolari limitazioni che rimarranno per i soli immobili del tessuto storico (zona A), o di particolare valore, mentre i pannelli solari, termici e fotovoltaici non dovranno più rispettare le limitazioni specifiche di superficie e distanze che resteranno per il solo edificato storico (zona A).

In pratica, per buona parte dei residenti di Firenze, quelli che abitano nelle aree di più recente costruzione, da Novoli a Campo di Marte all’Isolotto, sarà più facile accedere al bonus 110% con interventi di pannelli fotovoltaici e cappotti termici. Lo prevede, spiega una nota di Palazzo Vecchio, una modifica al regolamento edilizio approvata nell’ultima seduta della giunta su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente Cecilia Del Re. La delibera, che entrerà in vigore dopo il passaggio in consiglio comunale, prevede la modifica di due articoli del regolamento edilizio facendo di fatto cadere le limitazioni più stringenti nella zona B di Firenze, dove si trovano gli edifici di più recente costruzione. In particolare, i cappotti termici non dovranno più rispettare le particolari limitazioni che rimarranno per i soli immobili del tessuto storico (zona A), o di particolare valore, mentre i pannelli solari, termici e fotovoltaici non dovranno più rispettare le limitazioni specifiche di superficie e distanze che resteranno per il solo edificato storico (zona A).

“In un momento economicamente ancora molto difficile – afferma il sindaco Dario Nardella – ci è sembrato giusto cercare di dare una mano ai cittadini per facilitare interventi di efficientamento energetico a costi molto convenienti che consentiranno anche una riqualificazione ecologica degli edifici. Questo non significa una deregulation ma anzi saremo impegnati in controlli rigorosi”. “Approviamo queste prime modifiche al regolamento edilizio vigente per poi andare avanti con ulteriori modifiche dentro al futuro piano operativo – afferma Del Re – al fine di dare maggiore spazio a questi interventi di efficientamento energetico in un periodo favorevole per la presenza degli incentivi, ma soprattutto in un momento storico in cui diviene fondamentale su ogni fronte accompagnare la transizione ecologica a tutela dell’ambiente in cui viviamo”. 

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