Lavoro: Cgil Firenze,includere persone con disabilità psichica in concorsi

Lavoro: Cgil Firenze,includere persone con disabilità psichica in concorsi

Cgil e Fp Cgil Firenze ai sindaci e alla politica del territorio per non lasciare fuori le persone con disabilità psichica dai concorsi

Appello di Cgil e Fp Cgil Firenze ai sindaci e alla politica del territorio per dire ‘no’ all’esclusione dei disabili psichici dai concorsi riservati alle categorie protette: “Da sempre – hanno spiegato Giancarla Casini della Cgil e Simone Baldacci della Fp Cgil – ci impegniamo per la tutela dei diritti delle persone disabili e quindi del loro inserimento nel mondo del lavoro, dell’accesso ai servizi, della tutela della salute e del benessere.

La normativa vigente consente di escludere dai concorsi riservati alle categorie protette coloro che ne fanno parte perché disabili psichici, riservando loro percorsi specifici che di fatto non vengono attivati se non molto di rado. Riteniamo che il dispositivo di legge lasci una discrezionalità rispetto a questa esclusione che riteniamo discriminatoria”. I sindacati hanno fatto sapere di voler “chiedere un incontro con il Comune di Firenze” e di voler attivare “una campagna di sensibilizzazione dei sindaci e di tutti i responsabili degli enti pubblici affinché non si proceda più a questa esclusione, rivolgendosi anche ai rappresentanti politici espressi dal territorio perché agiscano nella modifica della normativa”.

La richiesta è quella di non escludere le persone con disabilità psichici al mondo del lavoro e dai concorsi riservati alle categorie protette questo è l’appello di Cgil e di Fp Cgil Firenze al Comune di Firenze, ai sindaci e alla politica del territorio.

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Affitti universitari, in Toscana costi insostenibili e irregolarità: allarme e proposte di Cgil-Sunia-Udu

Affitti universitari, in Toscana costi insostenibili e irregolarità: allarme e proposte  di Cgil-Sunia-Udu

Contratti irregolari, affitti cari che neanche il Covid ha abbassato, quasi inesistente supporto pubblico: “essere uno studente fuori sede è diventato insostenibile economicamente, si rischia l’abbandono degli atenei, il concetto stesso di mobilità studentesca rischia di scomparire”, è l’allarme lanciato da Cgil, Sunia e Udu in Toscana. Che presentano i numeri del fenomeno e lanciano alcune proposte: più alloggi pubblici, più edilizia residenziale universitaria, fondo di sostegno all’affitto, vantaggi fiscali, lotta alle irregolarità

Circa 20.000 studenti universitari in Toscana sono fuori sede, si stabiliscono in altre città della propria o di altre regioni affrontando spese che incidono pesantemente sui redditi delle famiglie. La possibilità di essere fuori sede in questo momento di crisi economica è un costo che sempre meno studenti possono sostenere. Il costo principale è sicuramente quello legato all’affitto di un posto letto, che si tratti di una stanza doppia o singola, oppure di un monolocale quando la capacita economica è maggiore. Allo stesso tempo il sistema di diritto allo studio universitario italiano offre posti letto in strutture organizzate solo per il 2% degli studenti fuori sede, contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia. Ma quale era la situazione degli studenti prima dello scoppio della pandemia? Dalla ricerca a campione fatta da Cgil, Sunia e Udu (oltre 2mila casi trattati), nel 67% dei casi il contratto risulta totalmente in nero, mentre, per la quota restante, la metà dei contratti risultano registrati per una cifra inferiore a quella realmente pagata. L’affitto incide sul budget degli studenti fino all’80%. Il costo medio si attesta su 11-13 euro a metro quadro, un posto letto costa dai 200 ai 270 euro, una singola da 320 a 400 euro, e nel 75% dei casi di stratta di alloggi privi di qualsiasi manutenzione.  Il 30% degli intervistati ha dichiarato difficoltà da parte delle famiglie a sostenere le spese, anche ridimensionando il bilancio familiare, tanto che il 15 di questi sta pensando di cambiare sede per riavvicinarsi alla famiglia. I centri maggiori risultano quelli con richieste di affitto più elevate, anche se il quadro è problematico anche nelle città di media dimensione, dove i residenti vengono espulsi da intere zone urbane a causa della competizione con gli alti canoni praticati dai proprietari grazie all’affitto dell’alloggio a più studenti. Nella maggior parte dei casi non viene redatto un contratto o viene registrato con una durata minima, con la prospettiva di un rinnovo a canone rivedibile e possibilità di aumenti. Per gli studenti universitari, quindi, a fronte di un quasi inesistente supporto pubblico, costi insostenibili del mercato privato, prevalenza di forme di irregolarità, illegalità ed elusione fiscale, l’accesso allo studio è strettamente legato alla capacita di sostenere soprattutto i costi abitativi.

 

L’IMPATTO DEL COVID

La situazione del mercato delle locazioni, durante il Covid, vede una situazione paradossale: ci sono maggiori disponibilità di alloggi in affitto, ma non è stato scalfito il costo dei canoni. Anzi, addirittura vediamo nel periodo di settembre/ottobre una piccola crescita del prezzo al metro quadro. Sunia, Cgil e Udu in Toscana, nel corso degli ultimi 3 mesi, hanno avuto 2.140 contatti di studenti che hanno disperatamente fatto richiesta di aiuto nel trovare un’abitazione: 22% sono cittadini stranieri, 78% cittadini italiani, il 34% non ha trovato case in affitto tra 900/1100 euro, il 19% ha trovato case tra 1100/1400 euro al mese, il 26% ha trovato case tra 600/900 euro al mese.

LE PROPOSTE

Cgil, Sunia e Udu da anni portano avanti battaglie comuni per tutelare uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona, quello allo studio, oggi sempre più a rischio per gli alti costi e la scarsità di tutele. Soluzioni devono essere ricercate in un progetto complessivo di diritto allo studio, all’interno del quale devono essere individuate anche forme di sostegno abitativo per gli studenti fuori sede, altrimenti il concetto stesso di mobilità studentesca rischia di scomparire nel nostro paese bloccando ulteriormente le sue possibilità di sviluppo ed evoluzione sociale. Queste le richieste di Cgil, Sunia e Udu per la Toscana:

–          Ampliare il parco alloggi pubblico per studenti in tutte le città universitarie, in particolare in quelle a più alta densità abitativa, per portarla almeno ai livelli degli altri Paese Europei. Soluzioni possono essere individuate anche nell’ambito dei programmi volti alla riqualificazione di aree urbane periferiche, prevedendo quote di alloggi in locazione per gli studenti fuori sede.

–          Rifinanziare la Legge 338/2000 per l’edilizia residenziale universitaria, aumentando gli stanziamenti, semplificando le procedure, perfezionando i criteri esistenti di partecipazione al bando.

–          Istituire un fondo nazionale di sostegno all’affitto per gli studenti universitari fuori sede indirizzato alle famiglie con redditi medio-bassi. Un fondo di 80 milioni circa sarebbe sufficiente ad attribuire un contributo all’affitto a circa 100 mila studenti fuori sede, riducendo la spesa abitativa dal 20% al 30%.

–          Combattere l’illegalità del settore e verificare la regolarità dei contratti: l’articolo 13 della legge 431/98 prevede che e nullo ogni patto che preveda durata e canone diversi da quanto stabilito dalla legge e dagli accordi sindacali.

–          Stabilizzare un sistema di vantaggio fiscale per le famiglie degli studenti fuori sede

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Cgil, ospedali Firenze verso collasso

Cgil, ospedali Firenze verso collasso

Firenze, secondo una nota della Fp Cgil di Firenze, “Da una settimana tutti i presidi ospedalieri della zona fiorentina e della Usl Toscana Centro sono investiti in pieno dall’ondata di ricoveri Covid che sta mettendo in ginocchio l’intero sistema ospedaliero. I reparti Covid sono pieni da giorni in tutti i presidi ospedalieri, l’apertura di nuovi posti letto (16 a Torregalli, 10 a Ponte a Niccheri) risulta impossibile a causa della mancanza di personale infermieristico e Oss”.

“Ad oggi la Regione, colpevolmente incapace di percepire la drammatica situazione in atto – si afferma nel comunicato della Cgil – non ha attuato tutte le dovute misure straordinarie che da giorni chiedono le organizzazioni sindacali”, ad esempio “per assumere il personale in modo rapido o la rimodulazione delle attività ambulatoriali non urgenti e differibili. Il picco pandemico di questa nuova ondata è previsto fra alcune settimane, se non saranno prese immediate misure straordinarie le conseguenze per la nostra realtà saranno insostenibili”.

La Cgil afferma inoltre che problemi ci sono anche per l’alto numero di contagiati, “più di 250 nella sola Usl Toscana Centro”, e lamenta che all’ospedale di Ponte a Niccheri gli operatori sono costretti a togliersi le tute Dpi nei terrazzi, mentre a Torregalli “ci scontriamo con impianti vetusti quando i locali individuati per incrementare i posti letto Covid necessitano di ossigeno e macchine a ventilazione assistita”.

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Focolaio Covid alla Gls di Campi Bisenzio, Cgil: “Si poteva evitare, avevamo fatto denunce”

Focolaio Covid alla Gls di Campi Bisenzio, Cgil: “Si poteva evitare, avevamo fatto denunce”

Il sindacato:  “ci sono aziende fornitrici che rispettano le regole, ma riteniamo che tutto sia vanificato se non viene attuata una applicazione totale dei Dpcm e del Protocollo di regolamentazione da tutti i soggetti coinvolti”

“A seguito dell’emergenza epidemiologica che nella serata di venerdì 2 ottobre ha coinvolto i lavoratori che operano al centro di smistamento Gls di Campi Bisenzio, con 56 positivi Covid19 su un totale di 115, siamo a denunciare che, anche se ora i tamponi sono stati effettuati su tutti i lavoratori, tutto ciò si poteva evitare a seguito delle nostre denunce degli scorsi mesi alle Prefetture ed alle Asl dei Comuni di appartenenza verso alcune aziende della logistica, tra cui Gls. Bastava mettere in campo le necessarie azioni preventive per il contenimento del Covid19” la denuncia è della CGIL e della Filt CGIL.

“Riteniamo che, in un momento così delicato per il nostro paese, tutti debbano fare la loro parte per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Ci sono aziende fornitrici che rispettano le regole, ma riteniamo che tutto sia vanificato se non viene attuata una applicazione totale dei Dpcm e del Protocollo di regolamentazione da tutti i soggetti coinvolti. In questi mesi, nel nostro settore, abbiamo pressato le aziende per far rispettare le misure previste, a partire dal protocollo sottoscritto dalle Segreterie Nazionali con le relative controparti, allegando a tutti i vari Dpcm che si sono susseguiti con il tempo” sottolinea il sindacato.

Che conclude: “chiediamo a Gls di farsi carico, in quanto committente, del rispetto delle norme, nel proprio magazzino e in tutta la filiera e che vengano costituiti i Comitati Aziendali per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione. Non è accettabile nascondersi dietro blandi e generici inviti al rispetto delle regole”.

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Emergenza casa: proposte Cgil-Sunia ai candidati alla Regione

Emergenza casa: proposte Cgil-Sunia ai candidati alla Regione

?Firenze, presentate le proposte di Cgil e Sunia Toscana a tutti i candidati alla Presidenza della Regione per l’emergenza casa.

Secondo Cgil e Sunia, in Toscana +30% di sfratti (oltre mille in più) a partire dal prossimo 1° gennaio, alla fine del blocco. Nel 2019 la nostra regione è stata la quarta italiana per sfratti eseguiti (92% per morosità), nel podio Firenze, Pisa e Livorno. Nel 2020, oltre 18mila famiglie hanno chiesto il contributo affitto per l’emergenza Covid ai Comuni (in testa Firenze, poi Livorno e Prato).

Le proposte di Cgil e Sunia Toscana a tutti i candidati alla Presidenza della Regione: “20 milioni di euro annui per un Piano casa, più alloggi sociali, regolamento unico di utenza delle case popolari, revisione della legge sulle locazioni. Senza interventi, sarà una disfatta per le famiglie in difficoltà: una su tre lo è, non solo nelle città ma anche in provincia”. Il 7 settembre convegno a Firenze sul tema con Giani, Galletti, Fattori.

Secondo il rapporto Cgil-Sunia, la Toscana non sarebbe un’oasi felice: risulta essere l’ottava regione in Italia con più alto numero di sfratti ed il 92% è quasi interamente per morosità. Abbiamo 3300 nuove convalide di sfratto (3029 per morosità, 271 per finita locazione), 6553 richieste di esecuzione con forza pubblica, 2260 sfratti già eseguiti con forza pubblica. In questo caso siamo la quarta Regione con il maggior numero di sfratti eseguiti, dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Firenze è la settima città in Italia per numeri di sfratti, con 802 nuove convalide di sfratto (689 per morosità, 113 per finita locazione), 2877 richieste di esecuzione con forza pubblica, 576 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Empoli è la città con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti. Pisa (e provincia) è seconda, con 379 nuove convalide di sfratto, 181 richieste di esecuzione, 161 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Al terzo posto Livorno con 357 convalide di sfratto, 318 richieste di esecuzione e 282 sfratti già eseguiti con forza pubblica.

Seguono Pistoia con 301 nuove convalide, 276 richieste di esecuzione e 282 sfratti già eseguiti con forza pubblica; Lucca con 298 nuove convalide, 350 richieste di esecuzione e 227 sfratti già eseguiti con forza pubblica; Prato con 282 nuove convalide, 760 richieste di esecuzione e 249 sfratti già eseguiti con forza pubblica; Grosseto con 248 nuove convalide, 371 richieste di esecuzione e 98 sfratti già eseguiti con forza pubblica; Siena con 225 nuove convalide, 437 richieste di esecuzione e 148 sfratti già eseguiti con forza pubblica (22,41 in più rispetto al 2015); Arezzo con 219 nuove convalide, 647 richieste di esecuzione e 253 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Infine Massa Carrara con 189 nuove convalide, 341 richieste di esecuzione e 78 sfratti già eseguiti con forza pubblica.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Laura Grandi, segretaria generale Sunia Toscana:

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