Unicoop al fianco di 14 centri antiviolenza toscani

Unicoop al fianco di 14 centri antiviolenza toscani

A novembre 2020 nei Coop.Fi le vendite di 40 prodotti toscani scontati contribuivano a sostenere 14 associazioni della rete contro la violenza di genere. Oggi la consegna di 23.812 euro ad Artemisia.

Quasi 24mila euro per aiutare le donne vittime di violenza e per sostenere le attività del Centro Antiviolenza Artemisia di Firenze. Una parte permetterà di lavorare sugli effetti a lungo termine delle violenze subite in passato da quelli che oggi sono giovani uomini e giovani donne, offrendo loro supporto psicologico, un’altra servirà per gli aiuti diretti alle persone, per le piccole spese della quotidianità (abbonamenti ai mezzi pubblici, tablet per i ragazzi che devono fare didattica a distanza, utenze e così via) che le donne uscite da situazioni di violenza non riescono a sostenere.
Oggi l’importo è stato consegnato alle rappresentanti del centro antiviolenza Artemisia, alla presenza dei rappresentanti di Unicoop Firenze, dell’assessore alle pari opportunità del Comune di Firenze Benedetta Albanese e di Angela Bagni, consigliera della Metrocittà delegata alle pari opportunità, presso il Centro*Ponteagreve di Unicoop Firenze.
 “Sostenere i centri antiviolenza della Toscana, una risorsa fondamentale per la nostra Regione e per tutte le toscane e i toscani, è, in un momento di crisi come quello attuale, basilare per la tenuta stessa della comunità. La pandemia ha colpito particolarmente i soggetti più fragili. Le donne in generale sono state più penalizzate e sicuramente si sono aggravate le situazioni delle vittime di violenza e di chi sta intraprendendo un percorso di autonomia. Inoltre, giorno dopo giorno la cronaca continua a riportare notizie di violenze e femminicidi: sostenere chi opera in prima linea per aiutare le vittime a denunciare è doveroso – fanno sapere da Unicoop Firenze – Con la consegna di questo contributo al Centro Artemisia, con cui la cooperativa collabora già costantemente da anni, Unicoop Firenze ribadisce la sua vicinanza ai centri antiviolenza toscani e al territorio. Lo fa con il risultato di una iniziativa che ha coinvolto soci e clienti, perché anche la sensibilizzazione è un elemento checontribuisce all’eliminazione della violenza contro le donne”.
“Ringraziamo la cooperativa per il contributo economico – spiegano da Artemisia – ma soprattutto per l’appoggio che ci è stato dato come comunità. È fondamentale per chi opera per l’eliminazione della violenza sulle donne farsi trovare nei posti più frequentati. In questo senso il supermercato è uno strumento di sensibilizzazione importante. Parliamo con tante vittime che riescono a chiamarci e chiedere aiuto solo nel momento in cui vanno a fare la spesa. Non solo, la presenza del 1522 e le altre indicazioni per uscire dalle situazioni di violenza, se vengono veicolate nei luoghi della quotidianità, fanno passare anche un altro messaggio che è che le donne non sono sole e non c’è niente da vergognarsi nel chiedere aiuto, anzi è un loro diritto”.
“Ringraziamo Unicoop Firenze per questa iniziativa che, oltre a sensibilizzare, sostiene concretamente la battaglia di chi ogni giorno aiuta le donne maltrattate – ha aggiunto l’assessora a diritti e pari opportunità Benedetta Albanese -. Siamo qui per testimoniare il nostro appoggio ad Artemisia, associazione che garantisce assistenza a donne, bambine e bambini che subiscono violenza, e portare i nostri ringraziamenti per l’importante lavoro quotidiano contro la violenza”.
“Iniziative come questa di Unicoop Firenze – sottolinea Angela Bagni, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alle Pari opportunità- sono decisive per sensibilizzare la città e danno sollievo ai centri antiviolenza e alle donne che vi si rivolgono. Dunque un altro passo avanti, molto concreto, in ordine al sostegno materiale e a una crescita educativa di cui c’è grande bisogno”.
In passato Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore si scioglie hanno già collaborato per progetti di vario tipo, sempre per il contrasto alla violenza di genere, con Artemisia. Fra questi il crowdfunding per offrire percorsi alle giovani donne nell’ottica di interrompere precocemente le situazioni di violenza in atto e di elaborare le violenze vissute, azione fondamentale e decisiva nel contrasto alla violenza. Obiettivo della raccolta fondi che raggiunse l’obiettivo grazie ai contributi dei soci e al raddoppio della Fondazione è stato offrire gratuitamente, a circa 35 donne, percorsi e interventi focalizzati alla protezione e riduzione del danno e alla prevenzione di relazioni future disfunzionali e violente.
Anche nel 2019, per la campagna in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, parte dei contributi legati alla vendita del pane nei Coop.Fi sono stati destinati ad Artemisia.
IL CENTRO ANTIVIOLENZA ARTEMISIA
Il centro antiviolenza Artemisia è un’associazione di Promozione Sociale – Onlus che ha sede a Firenze e garantisce assistenza a donne, bambine e bambini che subiscono violenza e ad adulti/e che hanno subito violenza nell’infanzia. L’Associazione prende il suo nome dalla prima donna che denunciò di avere subito una violenza e affrontò un processo per stupro, Artemisia Gentileschi, pittrice del Seicento.
LA BUONA SPESA E’ BUONA DUE VOLTE
La Buona Spesa è Buona due volte è stata l’iniziativa che Unicoop Firenze ha intrapreso dal 12 al 25 novembre 2020, con l’obiettivo di devolvere a 14 centri antiviolenza toscani il 25% del ricavato della vendita di quaranta prodotti di fornitori toscani scontati del 25%. In pratica il meccanismo coinvolgeva il cliente, che poteva scegliere il prodotto toscano aderente alla campagna, e la cooperativa, che si è impegnata a donare alle associazioni l’equivalente di quanto il cliente risparmiava. In questo modo il vantaggio per la comunità è stato doppio e la spesa più buona sia per il consumatore che ha potuto acquistare il prodotto toscano ad un prezzo più conveniente, sia per le associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere che proprio in questi giorni stanno ricevendo i contributi.
I centri antiviolenza che stanno ricevendo i contributi sono: La Nara (Prato), Artemisia (Firenze), Donneinsieme Valdelsa (Siena), Libere tutte (Pistoia), Frida Kahlo (Pisa), Associazione Donna chiama donna (Siena), Aiuto donna Lilith (Firenze), L’una per l’altra (Lucca), Pronto donna (Arezzo), Donna Amiata Val d’Orcia (Siena), Amica donna (Siena), Casa della donna (Pisa), Luna (Lucca) e Aiutodonna (Pistoia).
Intervista di Chiara Brilli a Franca Alacevich del Centro Artemisia di Firenze

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Unicoop al fianco di 14 centri antiviolenza toscani

Unicoop al fianco di 14 centri antiviolenza toscani

A novembre 2020 nei Coop.Fi le vendite di 40 prodotti toscani scontati contribuivano a sostenere 14 associazioni della rete contro la violenza di genere. Oggi la consegna di 23.812 euro ad Artemisia.

Quasi 24mila euro per aiutare le donne vittime di violenza e per sostenere le attività del Centro Antiviolenza Artemisia di Firenze. Una parte permetterà di lavorare sugli effetti a lungo termine delle violenze subite in passato da quelli che oggi sono giovani uomini e giovani donne, offrendo loro supporto psicologico, un’altra servirà per gli aiuti diretti alle persone, per le piccole spese della quotidianità (abbonamenti ai mezzi pubblici, tablet per i ragazzi che devono fare didattica a distanza, utenze e così via) che le donne uscite da situazioni di violenza non riescono a sostenere.
Oggi l’importo è stato consegnato alle rappresentanti del centro antiviolenza Artemisia, alla presenza dei rappresentanti di Unicoop Firenze, dell’assessore alle pari opportunità del Comune di Firenze Benedetta Albanese e di Angela Bagni, consigliera della Metrocittà delegata alle pari opportunità, presso il Centro*Ponteagreve di Unicoop Firenze.
 “Sostenere i centri antiviolenza della Toscana, una risorsa fondamentale per la nostra Regione e per tutte le toscane e i toscani, è, in un momento di crisi come quello attuale, basilare per la tenuta stessa della comunità. La pandemia ha colpito particolarmente i soggetti più fragili. Le donne in generale sono state più penalizzate e sicuramente si sono aggravate le situazioni delle vittime di violenza e di chi sta intraprendendo un percorso di autonomia. Inoltre, giorno dopo giorno la cronaca continua a riportare notizie di violenze e femminicidi: sostenere chi opera in prima linea per aiutare le vittime a denunciare è doveroso – fanno sapere da Unicoop Firenze – Con la consegna di questo contributo al Centro Artemisia, con cui la cooperativa collabora già costantemente da anni, Unicoop Firenze ribadisce la sua vicinanza ai centri antiviolenza toscani e al territorio. Lo fa con il risultato di una iniziativa che ha coinvolto soci e clienti, perché anche la sensibilizzazione è un elemento checontribuisce all’eliminazione della violenza contro le donne”.
“Ringraziamo la cooperativa per il contributo economico – spiegano da Artemisia – ma soprattutto per l’appoggio che ci è stato dato come comunità. È fondamentale per chi opera per l’eliminazione della violenza sulle donne farsi trovare nei posti più frequentati. In questo senso il supermercato è uno strumento di sensibilizzazione importante. Parliamo con tante vittime che riescono a chiamarci e chiedere aiuto solo nel momento in cui vanno a fare la spesa. Non solo, la presenza del 1522 e le altre indicazioni per uscire dalle situazioni di violenza, se vengono veicolate nei luoghi della quotidianità, fanno passare anche un altro messaggio che è che le donne non sono sole e non c’è niente da vergognarsi nel chiedere aiuto, anzi è un loro diritto”.
“Ringraziamo Unicoop Firenze per questa iniziativa che, oltre a sensibilizzare, sostiene concretamente la battaglia di chi ogni giorno aiuta le donne maltrattate – ha aggiunto l’assessora a diritti e pari opportunità Benedetta Albanese -. Siamo qui per testimoniare il nostro appoggio ad Artemisia, associazione che garantisce assistenza a donne, bambine e bambini che subiscono violenza, e portare i nostri ringraziamenti per l’importante lavoro quotidiano contro la violenza”.
“Iniziative come questa di Unicoop Firenze – sottolinea Angela Bagni, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alle Pari opportunità- sono decisive per sensibilizzare la città e danno sollievo ai centri antiviolenza e alle donne che vi si rivolgono. Dunque un altro passo avanti, molto concreto, in ordine al sostegno materiale e a una crescita educativa di cui c’è grande bisogno”.
In passato Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore si scioglie hanno già collaborato per progetti di vario tipo, sempre per il contrasto alla violenza di genere, con Artemisia. Fra questi il crowdfunding per offrire percorsi alle giovani donne nell’ottica di interrompere precocemente le situazioni di violenza in atto e di elaborare le violenze vissute, azione fondamentale e decisiva nel contrasto alla violenza. Obiettivo della raccolta fondi che raggiunse l’obiettivo grazie ai contributi dei soci e al raddoppio della Fondazione è stato offrire gratuitamente, a circa 35 donne, percorsi e interventi focalizzati alla protezione e riduzione del danno e alla prevenzione di relazioni future disfunzionali e violente.
Anche nel 2019, per la campagna in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, parte dei contributi legati alla vendita del pane nei Coop.Fi sono stati destinati ad Artemisia.
IL CENTRO ANTIVIOLENZA ARTEMISIA
Il centro antiviolenza Artemisia è un’associazione di Promozione Sociale – Onlus che ha sede a Firenze e garantisce assistenza a donne, bambine e bambini che subiscono violenza e ad adulti/e che hanno subito violenza nell’infanzia. L’Associazione prende il suo nome dalla prima donna che denunciò di avere subito una violenza e affrontò un processo per stupro, Artemisia Gentileschi, pittrice del Seicento.
LA BUONA SPESA E’ BUONA DUE VOLTE
La Buona Spesa è Buona due volte è stata l’iniziativa che Unicoop Firenze ha intrapreso dal 12 al 25 novembre 2020, con l’obiettivo di devolvere a 14 centri antiviolenza toscani il 25% del ricavato della vendita di quaranta prodotti di fornitori toscani scontati del 25%. In pratica il meccanismo coinvolgeva il cliente, che poteva scegliere il prodotto toscano aderente alla campagna, e la cooperativa, che si è impegnata a donare alle associazioni l’equivalente di quanto il cliente risparmiava. In questo modo il vantaggio per la comunità è stato doppio e la spesa più buona sia per il consumatore che ha potuto acquistare il prodotto toscano ad un prezzo più conveniente, sia per le associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere che proprio in questi giorni stanno ricevendo i contributi.
I centri antiviolenza che stanno ricevendo i contributi sono: La Nara (Prato), Artemisia (Firenze), Donneinsieme Valdelsa (Siena), Libere tutte (Pistoia), Frida Kahlo (Pisa), Associazione Donna chiama donna (Siena), Aiuto donna Lilith (Firenze), L’una per l’altra (Lucca), Pronto donna (Arezzo), Donna Amiata Val d’Orcia (Siena), Amica donna (Siena), Casa della donna (Pisa), Luna (Lucca) e Aiutodonna (Pistoia).
Intervista di Chiara Brilli a Franca Alacevich del Centro Artemisia di Firenze

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Povertà abitativa e pandemia, nuove fragilità nel Rapporto Caritas

Povertà abitativa e pandemia, nuove fragilità nel Rapporto Caritas

“Povertà abitativa e costi dell’abitare. Emergenza Covid-19: l’impatto sulle problematiche abitative” è il nono Report sugli effetti della pandemia, elaborato da Caritas Firenze in collaborazione con Fondazione Solidarietà Caritas Onlus.

Un appuntamento mensile che offre un quadro aggiornato su come il coronavirus ha cambiato il tessuto sociale della nostra diocesi sulla base dei dati Mirod e delle interviste a operatori e volontari appartenenti ad Associazioni ed Enti che si occupano del complesso e sfaccettato tema dell’abitare.

L’iniziativa, a cura dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse, nasce all’indomani della crescente domanda di aiuto causata dalla pandemia, per rilevare e rispondere alle situazioni di disagio e vulnerabilità del territorio.

”L’emergenza sanitaria e sociale legata al Covd-19, le ripetute chiusure e le restrizioni alla mobilità per rallentare il contagio o hanno richiesto ai cittadini, in più di un’occasione, di ‘restare a casa’ e questo ha reso ancora più evidenti le condizioni di disagio abitativo in cui versano migliaia di famiglie in Toscana”, afferma Giovanna Grigioni, referente Osservatorio Caritas, nel sottolineare come ”questa situazione abbia reso necessario trovare una sistemazione per tutti coloro che ‘una casa non ce l’hanno’ e dall’altra abbia portato tante nuove famiglie a non riuscire a far fronte al pagamento dell’affitto, delle bollette o di entrambe con il rischio, nelle prossime mensilità, di incorrere in indebitamenti o sfratti (che per il momento sono stati bloccati). ‘

‘Contribuendo così – commenta – ad allargare la forbice delle disuguaglianze, i cui effetti potrebbero amplificarsi se nel 2021 dovessero venire meno gli ammortizzatori sociali o nuove misure ad hoc”.

”La pandemia – prosegue ancora la referente – ha portato alla luce problemi che giacevano latenti e ha generato nuove povertà che lamentano l’impossibilità di pagare le spese legate alla casa. Sono tante infatti le categorie che abbiamo incontrato, in precedenza sconosciute ai servizi Caritas e che ci impongono risposte rapide, efficaci, in grado di prevenire condizioni di disagio croniche, anche attraverso il superamento della frammentarietà delle politiche di welfare, sia a livello locale che nazionale”.

”Le politiche sociali – fa notare Riccardo Bonechi, direttore Caritas Firenze – oltre ad offrire protezione a tutti coloro che sono in uno stato di bisogno, devono agire sulla promozione: oggi come mai è infatti necessario intervenire sulle nuove povertà per evitare che le persone permangano a lungo in questa condizione di necessità”.

”Questo – conclude Bonechi – sarà possibile solo attraverso la costruzione di reti forti sui territori, che guardino ai bisogni e alle fragilità dei cittadini con un approccio integrato, in grado di agire dove non arrivano gli interventi pubblici”.

Lo studio dell’Osservatorio Caritas: Covid-19 e problematiche abitative – Secondo gli studi condotti dall’Osservatorio Caritas, la pandemia sta avendo effetti profondamente negativi sul fenomeno della povertà che, già prima dell’insorgere del Coronavirus, riguardava un numero di famiglie preoccupante. In Toscana, nel 2018, la povertà assoluta risultava in crescita rispetto al 2017 e ben superiore ai livelli precedenti alla recessione del 2009. Nel 2018 il 5% delle famiglie, circa 82 mila, e il 4,6% degli individui, circa 171 mila, disponevano di un reddito minore della soglia di povertà assoluta, contro le 32 mila famiglie ed i 66 mila individui che nel 2008 erano in questa condizione. Un trend che nel 2019 arriva a riguardare ben il 19,7% degli under 30, il 16,8% delle famiglie con capofamiglia straniero e il 15% di quelle con almeno 5 componenti, fino a raggiungere numeri ancor più allarmanti nel 2020, in cui ogni toscano ha mediamente guadagnato 3.400euro in meno. Un dato che corrisponde a una caduta del Pil di 11 punti. Per quanto riguarda invece i redditi da lavoro autonomo si registra un -10% in più di quelli da lavoro dipendente (-5%), con i giovani che hanno avuto i cali più consistenti (-6%) degli over 50 (-4%).

I dati di Caritas Firenze cosa evidenziano? In merito alla condizione abitativa, i dati dei Cda, nel confronto tra 2019 e 2020, fotografano una situazione che si caratterizza per due aspetti. Il primo riguarda la sostanziale stabilità di quelle condizioni che potremmo definire di marginalità grave (dovute alle restrizioni nei sistemi di accoglienza standard), mentre il secondo ci parla di una crescente fragilità di persone e di nuclei familiari in una situazione di relativa stabilità abitativa. I

n questo caso, ad emergere è l’incremento, sia in termini assoluti che percentuali, degli utenti che hanno dichiarato di vivere in affitto: si passa dai 6.565 del 2019 ai 9.206 del 2020 (+40%). Di questi il 93% dichiara di avere un reddito insufficiente per far fronte alle normali esigenze mentre nel 2019 erano il 44,2%.

Chi sono queste persone? Le informazioni raccolte dall’Osservatorio Caritas consentono di definirne il profilo e di evidenziarne le trasformazioni rispetto all’anno precedente. Riguardo al genere, per quanto le donne costituiscano la netta prevalenza (sono il 64,1% contro il 59,6%), crescono gli uomini (sono il 35,9% contro il 24,9%), soprattutto in età centrale (il 55,1% ha tra i 35 e i 54 anni contro il 52,2% nel 2019) e con figli piccoli. Inoltre, per quanto la situazione si riferisca in modo prevalente i cittadini stranieri, si accentua la componente italiana (dal 21,8% al 26,8%).

L’impatto della pandemia Covid-19 sui servizi rivolti ai senza dimora -Anche nel caso dei senza dimora, il cui numero non è facile da stimare, la situazione si è rivelata particolarmente critica soprattutto rispetto ai servizi di accoglienza, che sono stati rimodulati in ottemperanza alle normative vigenti, ma che hanno continuato a garantire l’apertura, spesso anche in orario diurno per consentire a coloro che non hanno una casa di poter rispettare le norme anti contagio, mostrando una capacità di resilienza notevole.

La risposta di Caritas ai bisogni del territorio – Nonostante il dramma delle conseguenze socio-economiche della pandemia, Caritas non si è però mai fermata. Tante le risposte messe in campo insieme a Fondazione Solidarietà Caritas Onlus, che vengono ampiamente ripercorse nel Report. Da una vera e propria rivoluzione dei servizi rivolti alle fasce più deboli, al Fondo diocesano di solidarietà emergenza Covid-19, istituito con decreto Arcivescovile del 6 giugno 2020, con lo scopo di intervenire in favore di quelle famiglie e singoli che si sono trovati in difficoltà per aver perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria. Il Fondo, tutt’ora attivo, interviene erogando contributi mensili di sostegno del reddito: l’importo massimo previsto per i nuclei familiari è di 1.500euro (in erogazioni mensili di euro300); e di 1.000euro per i single (in erogazioni mensili di euro200). L’attività, avviata a luglio, ha permesso di assegnare 232.000euro a 162 richiedenti, di cui 76 italiani. Di questi, 140 sono stati i contributi destinati alle famiglie, mentre 22 a soggetti single.

Quali interventi devono essere pensati per i prossimi mesi? Il problema abitativo appare un’urgenza della quale farsi carico e che in qualche modo, può toccare chiunque di noi. L’unica soluzione, si legge ancora nel Report di Caritas Firenze, è dunque creare delle reti sempre più forti tra amministrazioni pubbliche, associazioni ed Enti del Terzo Settore, al fine di trovare le risposte più adeguate alla situazione in atto, perché a tutti venga garantita una vita dignitosa.

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Pacchi alimentari, al via domani la distribuzione a Firenze

Pacchi alimentari, al via domani la distribuzione a Firenze

I pacchi, misura di sostegno che va ad affiancare i buoni spesa, saranno distribuiti fino al 30 aprile prossimo per un totale di 300mila euro messi a disposizione dal governo e 25mila euro da Acea, società di multiservizi attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori idrico, energetico e ambientale. L’esecutivo ha erogato anche 1milione e 700mila euro per i buoni per un totale di 2 milioni di euro per entrambe le misure di sostegno alimentare.

Con le risorse del governo sono state approvate 5.585 domande per i buoni spesa, ma il numero delle famiglie fiorentine raggiunte da questa misura di aiuto alimentare è destinato a crescere con la distribuzione dei buoni spesa, che saranno erogati a breve grazie alle risorse regionali per un importo di 1milione e 800mila euro. La media delle persone componenti i nuclei familiari che hanno fatto domanda dei buoni spesa è di poco superiore a 3 unità e tra i componenti del nucleo familiare sono presenti 1.606 minori con meno di 3 anni.

Il 52,5% di coloro che hanno fatto richiesta dei buoni spesa sono lavoratori che hanno visto cambiare la propria situazione reddituale a causa del Covid, mentre gli altri (il 47,5%) sono persone che vivono in soglia di povertà (Isee inferiore a 6000 euro). Tra i lavoratori, due terzi (il 64%) sono a tempo indeterminato, il 16% a tempo determinato, il 13% lavoratori autonomi e il 7% lavoratori intermittenti.

“Con i pacchi alimentari vogliamo dare un ulteriore aiuto ai fiorentini, famiglie e singole persone – ha spiegato l’assessore a Welfare Sara Funaro -, che stanno attraversando un periodo di crisi, in cui anche fare la spesa e acquistare i beni di prima necessità diventa difficile. Con questa misura di sostegno alimentare, come con i buoni, vogliamo essere vicini a coloro che hanno più bisogno. La nostra città non lascia indietro nessuno e in questo duro momento di crisi per la pandemia abbiamo rafforzato gli aiuti alimentari per chi si trova in difficoltà”. “Vorrei rivolgere un ringraziamento particolare ai presidenti dei Quartieri – ha continuato Funaro – per la disponibilità e la collaborazione dimostrate per organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari e alle Reti di solidarietà dei Quartieri e alle associazioni di volontariato che durante l’emergenza Covid hanno dimostrato una volta di più il loro grande valore per la nostra comunità e si sono date un gran da fare per sostenere i fiorentini più fragili. La solidarietà è nel nostro dna e le Reti dei Quartieri ne sono un ottimo esempio. Un grazie di cuore anche ad Acea per aver partecipato al progetto ‘Re-star’ dimostrando di essere sensibile ai bisogni dei fiorentini”.

Rispetto ai mesi del lockdown della scorsa primavera coloro che vogliono richiedere i pacchi dovranno telefonare alla sede delle cinque Reti di solidarietà dei Quartieri e fissare un appuntamento con i volontari, che si occuperanno di gestire la distribuzione in collaborazione con le associazioni di volontariato cittadine coinvolte nel progetto ‘Re-start’.

“Abbiamo riattivato l’associazionismo di territorio – hanno detto i presidenti dei cinque Quartieri -, che nei fatti non si era mai fermato e promosso il coordinamento delle reti di solidarietà con l’intento di raggiungere sul territorio le famiglie che vivono questa fase con grande difficoltà. Un grande grazie va ai volontari e alle loro associazioni che con grande passione sviluppano quotidianamente un grande lavoro di solidarietà dimostrando il valore fortissimo della sussidiarietà, con lo sforzo di non lasciare solo nessuno”.

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“Donate indumenti caldi e coperte per i senzatetto”, raccolta tassisti Firenze

“Donate indumenti caldi e coperte per i senzatetto”, raccolta tassisti Firenze

Iniziativa in nove città d’Italia. Raccolta tassisti Firenze da destinare alle persone senza dimora

Ci sono anche le auto bianche del Società Radiotaxi Firenze 4242 e del Cotafi Radiotaxi Firenze 4390 tra quelle di nove città italiane che raccoglieranno coperte e vestiti da destinare ai fissa dimora nell’ambito dell’iniziativa ‘Emergenza freddo 2021. Viaggio nel tempo della solidarietà’. Una raccolta benefica promossa dall’associazione ‘Tutti taxi per amore’, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio.

Dal 16 al 23 gennaio si svolgerà la raccolta benefica dei tassisti di Firenze, Roma, Milano, Bergamo, Mestre, Padova, Bologna, Bari e Lecce.

Si potranno donare coperte, maglioni, giacconi, sacchi a pelo, scarpe da uomo, puliti e in ottimo stato, e anche di alimenti non deperibili, per associazioni sul territorio che si occupano dell’aiuto ai senza dimora in maniera particolare durante il freddo invernale.

Le cooperative dei taxisti fiorentini hanno spiegato di aderire “con passione e convinzione a questa iniziativa” in modo da “sposare in pieno una precisa visione solidaristica del mondo”. L’invito ai fiorentini è “a donare indumenti caldi e coperte per i senzatetto”.

Per informazioni si può contattare l’organizzazione attraverso il sito web e sui canali social.

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