🎧 Firenze, rientrato con 30 profughi ucraini il convoglio delle Misericordie

🎧 Firenze, rientrato con 30 profughi ucraini il convoglio delle Misericordie

Firenze, i mezzi che erano partiti alla volta della Polonia venerdì, con quintali di aiuti per i profughi ucraini, scaricata la merce hanno caricato donne e bambini per portarli in salvo dalle bombe.

Il convoglio di aiuti per l’Ucraina organizzato dalla Misericordie fiorentine e toscane è infatti rientrato a Firenze ed insieme ai volontari sono arrivati 30 profughi ucraini, che verranno accolti in Toscana.

In podcast l’intervista al direttore del Coordinamento Misercordie Area fiorentina, Enrico Sardelli, ai microfoni di Controradio.

La colonna mobile era composta da 12 mezzi e due camion ed era partita l’11 marzo con i beni di prima necessità che erano stati raccolti dalle singole Misericordie e trasportati dai coordinamenti territoriali nel centro logistico allestito dalla Federazione regionale delle Misericordie della Toscana e dal Coordinamento delle Misericordie dell’Area Fiorentina negli spazi messi a disposizione dalla Mercafir.

Direzione Polonia: prima Cracovia, poi Lublino per scaricare gli aiuti con i volontari di Help Ukraine. Una volta vuoti, i veicoli si sono diretti poi a Dorohusk, sul confine tra Polonia e Ucraina, dove ad attenderli c’erano 30 profughi, tutte donne, alcune con bambini, per farle salire a bordo e portarli in salvo in Italia.

“Ringraziamo i toscani che hanno dimostrato tanta generosità nei confronti del popolo ucraino donando generi alimentari, abiti caldi, farmaci, giochi per i bambini: il popolo è stremato e ha bisogno di tutto – dice Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie dell’Area Fiorentina -. Ma l’aiuto più grande che possiamo dare a queste persone è dare loro una speranza di futuro, portarli in salvo dalle bombe, ed è quello che cerchiamo di fare”.

Nella prima spedizione, due settimane fa, le Misericordie hanno portato a Firenze 26 persone, ora altre 30.

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Grosseto, prime 2 famiglie accolgono profughi

Grosseto, prime 2 famiglie accolgono profughi

Grosseto, per la prima volta sul territorio della città toscana due famiglie hanno accolto alcuni profughi ucraini, grazie al servizio attivato dalla diocesi.

È quanto annunciato, in una nota dalla stessa diocesi di Grosseto che ha spiegato come il carico del terzo tir di aiuti, diretti in Ucraina, alla citta’ di Khmelnytsky, sia stato completato e sia partito.

Fin dallo scoppio della guerra la diocesi di Grosseto aveva lanciato un appello a quanti si potevano rendere disponibili ad aprire le loro case per accogliere persone in fuga. “Finora – spiega Luca Grandi, vicedirettore di Caritas Grosseto – il bisogno non si era manifestato, perchè i profughi arrivati da noi, nella maggior parte dei casi avevano parenti o amici sul territorio che già li attendevano oppure sono stati alloggiati, dalle istituzioni, in strutture reperite per questo scopo. Da ieri, invece, si sta allargando la maglia dell’accoglienza anche a famiglie maremmane che avevano segnalato la disponibilità. Al momento sono arrivate un centinaio di email di persone pronte ad accogliere. Sono già state tutte contattate prima di tutto per dir loro grazie e, a mano a mano che le istituzioni ce lo chiederanno, provvederemo a ricontattarle per verificare con loro la disponibilità all’accoglienza a fronte degli arrivi. Ieri sono stati accolti in una famiglia una mamma con un bambino e in un’altra una mamma con due adolescenti minorenni”.

Sul tir sono stati caricati per lo più medicinali, cibo per bambini e adulti, prodotti per l’infanzia. La richiesta di aiuto, si spiega, era giunta a don Vitaliy, da parte del vescovo greco-cattolico di quella zona, suo compagno di studi. I volontari raccomandano, per il momento, di non donare vestiario. L’urgenza adesso è per medicinali, siringhe, lacci emostatici, garze, disinfettanti, cibo a lunga conservazione e prodotti per l’infanzia.

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Emergenza Ucraina, il vademecum dei Comuni per chi ospita i profughi nel Chianti

Emergenza Ucraina, il vademecum dei Comuni per  chi ospita i profughi nel Chianti

I Comuni dell’Unione del Chianti fiorentino hanno predisposto un piccolo vademecum che sintetizza le indicazioni principali e le modalità operative per sostenere la popolazione ucraina attraverso l’accoglienza nelle abitazioni private.

Sulla base delle linee guida emesse dalla Regione Toscana e condivise con le Prefetture, Anci e le Province (Upi), e la nota congiunta della Procura della Repubblica e del Tribunale per i minorenni di Firenze, i Comuni di Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, San Casciano in Val di Pesa hanno reso operativi alcuni uffici e attivato recapiti telefonici dedicati all’emergenza in Ucraina con l’obiettivo di offrire supporto informativo ai cittadini chiantigiani che decidano di offrire ospitalità e ai cittadini ucraini che abbiano già individuato una sistemazione autonoma nel territorio o che ne siano sprovvisti e abbiano bisogno di sapere quali  passi compiere entro le 48 ore dal loro arrivo.

Per avere informazioni sui referenti locali delle catene umanitarie, sui percorsi e le modalità attivate per contribuire con le donazioni, e per manifestare la propria eventuale disponibilità ad ospitare i richiedenti di protezione internazionale occorre contattare i seguenti recapiti pubblici:

–          per il Comune di Barberino Tavarnelle tel. 055 8052801

–          per il Comune di Greve in Chianti tel. 055 8545203

–          per il Comune di San Casciano in Val di Pesa tel. 055 8256234

CHI OSPITA O CHI E’ RIFUGIATO DALL’UCRAINA

I privati che ospitano profughi ucraini sono tenuti ad effettuare entro 48 ore la comunicazione di ospitalità alla Polizia locale dell’Unione comunale del Chianti fiorentino (sede di Greve in Chianti 055 853511- sede di San Casciano 055 8256400 – sede di Barberino Tavarnelle tel. 055 8052441).

Si richiede di segnalare la presenza dei profughi ai numeri attivati. Il profugo ucraino ospitato da privati è tenuto a contattare la Questura – Ufficio Immigrazione (055 49771 – Uffici via della Fortezza, 17) per le successive operazioni di identificazione. Il profugo deve effettuare, prima possibile, anche comunicazione al numero verde regionale 800 556060 per lo screening sanitario e il rilascio di certificazione idonea ad ottenere l’assistenza sanitaria. Si ricorda che nei 5 giorni successivi all’ingresso va osservata l’autosorveglianza con obbligo di mascherina FFp2.

In presenza di MINORI accompagnati occorre contattare, tramite il comune, l’ufficio scolastico provinciale per l’inserimento scolastico.

CITTADINO UCRAINO SENZA AUTONOMIA DI SISTEMAZIONE

Il cittadino proveniente dall’Ucraina senza autonoma sistemazione, anche per il tramite del soggetto accompagnatore, si reca al Punto Accoglienza per l’emergenza ucraina più vicino. Presso il Punto Accoglienza viene registrata la presenza, effettuato il tampone e informata la Prefettura territorialmente competente. Il cittadino ucraino verrà poi indirizzato al sistema SAI e in subordine ai CAS, in accordo con gli enti locali capofila, ovvero in caso di indisponibilità momentanea delle suddette strutture, all’Albergo di prima accoglienza.

MINORI  SOLI DALL’UCRAINA

I minori non accompagnati rientrano nella gestione ordinaria prevista attualmente. Devono essere riconosciuti dalle FFOO e da questi indirizzati nelle strutture specifiche di prima accoglienza; dovranno essere effettuate le segnalazioni di legge al Tribunale e alle Procure minorili, per attivare il percorso di accoglienza nella struttura autorizzata ritenuta più idonea.

Con l’espressione “minore non accompagnato”, in ambito europeo e nazionale, si fa riferimento allo straniero (cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea e apolide), di età inferiore ai diciotto, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di assistenza e rappresentanza legale.

CHI HA UN APPARTAMENTO O UN’ABITAZIONE DA METTERE A DISPOSIZIONE

A coloro che intendono dare la propria disponibilità si richiede di verificare con attenzione le caratteristiche e le condizioni per la messa a disposizione delle loro proprietà:

  1.  deve trattarsi diappartamenti (quindi non singole stanze o porzioni di abitazioni utilizzate in condivisione con altri occupanti già presenti) capaci di ospitare famiglie di almeno tre persone;
  2.  gli appartamenti devono essereubicati all’interno o ai margini di centri abitati, non in luoghi distanti o isolati;
  3.  la messa a disposizione deve essere dimedio-lungo periodo;
  4.  deve essere manifestata la disponibilità a percepire un affitto (calcolato a prezzi calmierati e non a prezzi di mercato)a scadenza posticipata;
  5.  gli appartamenti devono essere in buono stato enon necessitare di interventi, se non di piccola entità;
  6.  la messa a disposizione può essere effettuataesclusivamente dal proprietario, non dall’affittuario o da altro avente titolo.

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Avis Toscana sempre più ‘rosa’: le donatrici sono il 38% e la metà dei giovani iscritti

Avis Toscana sempre più ‘rosa’: le donatrici sono il 38% e la metà dei giovani iscritti

Per celebrare l’impegno femminile nell’associazione e discutere dei problemi di genere con uno sguardo al futuro Avis Toscana ha dedicato la 16esima edizione del Forum Donne a “Le donne che fecero l’impresa”. L’appuntamento si è svolto a Pistoia questa mattina al Piccolo Teatro Mauro Bolognini.

La presenza femminile in Avis Toscana è maggioritaria fra i giovani: il 53% dei donatori fra i 18 e i 25 anni (3.671 su 6.966) è donna e la stessa quota percentuale è rappresentata dalle nuove iscritte, 1.030 nel 2021 su un totale di 1.948. In aumento anche la presenza femminile nelle cariche associative delle Avis in Toscana: dopo il rinnovo del 2021, sono adesso il 33% (637 su 1915) a fronte del 28% del 2017.

“Fra le classi di età più giovani il numero di uomini e di donne è equilibrato e l’apporto delle giovani è anche più alto rispetto a quello dei maschi fra chi sceglie di entrare a far parte della famiglia di Avis – afferma Claudia Firenze presidente di Avis Toscana -. Le iscrizioni femminili diminuiscono però con l’avanzare dell’età, specie nelle classi di età medie quando le donne sono gravate da forti carichi familiari ed è quindi necessario che associazioni e Centri Trasfusionali organizzino le loro attività in modo da permettere una migliore conciliazione della vita personale, lavorativa e associativa”.

Sul palco oggi per AVIS  l’attrice Silvia Frasson ha raccontato tre personaggi femminili che hanno cambiato la storia (Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore e Florence Nightingale, la prima infermiera moderna). Ospiti Alessandra Belardini, dirigente della Polizia Postale del Compartimento Toscana, Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze, Agnese Pini, direttrice del quotidiano La Nazione e lo scrittore Marco Vichi. Sono intervenuti il governatore Eugenio Giani, l’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, la vicesindaca Anna Maria Celesti, il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, la presidente di Avis Regionale Toscana Claudia Firenze, la presidente nazionale di CSVnet Chiara Tommasini e la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi.

 

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Firenze: ‘rafforzata’ centrale operativa Croce Rossa

Firenze:  ‘rafforzata’ centrale operativa Croce Rossa

La centrale operativa e di risposta diventa un polo unico per raccogliere le varie richieste degli utenti e per ottimizzare le risorse interne della Croce Rossa fiorentina

Soddisfare ancora meglio le necessità collegate alle fasce più deboli della popolazione come anziani, malati, non autosufficienti e rifugiati, anche attraverso progetti innovativi dedicati all’assistenza da remoto, alla teleassistenza, al monitoraggio dei pazienti tramite dispositivi di movimento. E’ questo l’intento con cui la Croce Rossa di Firenze ha inaugurato i nuovi locali della centrale operativa e di risposta.

La centrale operativa e di risposta diventa un polo unico per raccogliere le varie richieste degli utenti e per ottimizzare le risorse interne della Croce Rossa fiorentina: uno staff specializzato di quattro persone si occuperà di coordinare il lavoro e di distribuire alle varie aree di intervento ciascuna necessità. Tra i presenti all’inaugurazione il sindaco di Firenze Dario Nardella e l’assessore al welfare di Palazzo Vecchio Sara Funaro.

“Negli scorsi due anni, dovendo raggiungere più spesso le persone nella loro abitazione, abbiamo toccato con mano quali e quante possano essere le necessità delle fasce più deboli della popolazione – ha spiegato il presidente della Croce Rossa di Firenze, Lorenzo Andreoni -. Oggi una nuova sfida ci vede già coinvolti per l’assistenza sociale e sanitaria collegata alla migrazione dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra”.

“La Croce Rossa Italiana è un punto di riferimento importante per tanti motivi – ha detto il sindaco Dario Nardella -. Per le attività ordinarie offerte sul fronte sociosanitario per i nostri cittadini, che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno, e per quelle di tipo straordinario che sono altrettanto importanti. Proprio in questi giorni il comitato di Firenze della Croce Rossa Italiana è impegnato nell’accoglienza dei rifugiati ucraini e nella fornitura di beni di prima necessità in Ucraina.  Per l’emergenza ucraina abbiamo realizzato una collaborazione stretta e importante tra Comune e Croce Rossa Italiana di Firenze, un ponte di solidarietà per l’Ucraina e pochi giorni fa abbiamo attivato un conto corrente che sta dando risultati incredibili: sono stati raccolti già 45mila euro e per questo ringrazio la Croce Rossa Italiana e la generosità dei fiorentini, e non solo”.

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