🎧 Storie di stoffa: tre mamme ripartono con tessuti, colori e fantasia

🎧 Storie di stoffa: tre mamme ripartono con tessuti, colori e fantasia

Dal lockdown pandemico alla voglia di rimettersi in gioco attraverso la creatività e la condivisione al femminile. E’ un po’ il senso del progetto ‘Storie di stoffa’ ideato da tre donne, amiche e mamme, ognuna con le proprie difficoltà lavorative durante l’emergenza Covid. Ognuna con la voglia di riprendere in mano i propri sogni.

Chiara Brilli ha intervistato una di loro, Claudia

Fantasia, colori e un’idea ben precisa: fare indossare ai bambini delle storie. Così i tessuti prendono vita e avvicinano i piccoli alla lettura.

Claudia, Viola e Camille (foto) creano stoffe animate da disegni originali che realizzano partendo dalla scrittura di storie per bambini. Si trovano in via Montebello a Firenze e sui canali social a storiedistoffafirenze.

Partite con delle magliette unisex in cotone organico o lino hanno l’ambizione di creare delle vere e proprie linee di accessori utili per i più piccoli e da usare nel tempo libero.

“Storie di stoffa è un progetto che nasce in un momento storico molto importante, dove siamo stati obbligati a fermarci per riflettere. A marzo 2020 una pandemia mondiale ci ha costretti a rifugiarci nelle nostre case ed ha completamente rivoluzionato il modo di vivere di tutti. Abbiamo cercato di sfruttare questa rivoluzione per far nascere qualcosa di positivo che ci aiutasse ad andare avanti con la fantasia e i colori che servono per vivere ogni giorno con entusiasmo. Trovare delle soluzioni è la cosa più intelligente che gli individui possano fare! Ci abbiamo creduto proprio come fanno i bambini con le favole, perché
anche gli adulti hanno bisogno di tornare a crederci e, perché no, anche di tornare ad essere un po’ bambini”, si legge in uno stralcio della loro presentazione.
Il progetto è stato illustrato il 16 giugno scorso attraverso anche un laboratorio animato per bambini e bambine negli spazi del Giardino dell’Ardiglione in Oltrarno.

 

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🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

Si chiama “Ci sarà una volta” ed è un progetto ideato da tre giovani fiorentini che con gli strumenti digitali e social stanno portando avanti un percorso di ascolto ed elaborazione di proposte ripartenza e rilancio di Firenze, soprattutto a livello culturale ed artigianale. Intervista a cura di Chiara Brilli

Sono partiti da un video sulle piattaforme social degli ideatori e che ha come obiettivo quello di coinvolgere varie categorie, quelle più colpite dalla crisi, artigiani, operatori culturali, ristoratori, “per lanciare un messaggio di speranza e ripartenza” cercando di intercettare soprattutto la fascia under 30.

Sono tre, giovani, amici e molto convinti: Edoardo de Biasi, 19 anni studente del Progeas, Leonardo Margarito (ASCOLTA L’INTERVISTA), 18 anni studente di Giurisprudenza e Samuele Lastrucci giovane direttore ventisettenne del Museo dei Medici.

I tre ragazzi hanno lavorato a questo progetto per raccontare le storie e le difficoltà della crisi derivante dalla gestione Covid ma soprattutto formulare una piattaforma di proposte ed iniziative di rilancio.

“L’obiettivo di questa pubblicazione assume una duplice valenza: da un lato promuovere un messaggio di rilancio culturale che vada a ricostruire programmaticamente il futuro di questo imprescindibile settore; dall’altro, invece, permettere alle nuove generazioni di conoscere ed essere protagonisti nel mondo della cultura, attraverso interessanti iniziative ed eventi. A tal proposito abbiamo deciso che tanto nella fase preliminare quanto in quella realizzativa fossero coinvolti esclusivamente volti under 30, proprio a dimostrazione del fine che vogliamo perseguire. In un momento storico particolarmente critico e precario della nostra vita, è nostro dovere sensibilizzare ad una prospettiva futura più prospera e proficua per la (ri)partenza; il nostro prodotto dovrà essere sia un punto di riferimento per tante persone che vogliono – pacificamente e costruttivamente – tirare fuori la loro voce, sia lanciare un messaggio forte e impattante a chi prenderà le scelte per il nostro futuro.

Noi vogliamo essere parte di questa scelta, non ignari spettatori passivi di questo spettacolo. Ringrazio di cuore – già da ora – tutte/i coloro che stanno cooperando con noi e che ci offrono volontariamente il loro importante ausilio per realizzare questa iniziativa.

Si sono frapposti, e probabilmente si frapporranno, numerosi ostacoli di vario rango: dal contesto pandemico, quindi di ordine naturale, a chi vorrebbe distruggere spregiudicatamente – senza alcun motivo – il nostro operato; noi in risposta a ciò facciamo nostre la parole di Lorenzo de’ Medici, che in un celebre passaggio disse: “l’ostacolo non ferma il cammino, nel cuore di ognuno alberga il Magnifico”.

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🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

Si chiama “Ci sarà una volta” ed è un progetto ideato da tre giovani fiorentini che con gli strumenti digitali e social stanno portando avanti un percorso di ascolto ed elaborazione di proposte ripartenza e rilancio di Firenze, soprattutto a livello culturale ed artigianale. Intervista a cura di Chiara Brilli

Sono partiti da un video sulle piattaforme social degli ideatori e che ha come obiettivo quello di coinvolgere varie categorie, quelle più colpite dalla crisi, artigiani, operatori culturali, ristoratori, “per lanciare un messaggio di speranza e ripartenza” cercando di intercettare soprattutto la fascia under 30.

Sono tre, giovani, amici e molto convinti: Edoardo de Biasi, 19 anni studente del Progeas, Leonardo Margarito (ASCOLTA L’INTERVISTA), 18 anni studente di Giurisprudenza e Samuele Lastrucci giovane direttore ventisettenne del Museo dei Medici.

I tre ragazzi hanno lavorato a questo progetto per raccontare le storie e le difficoltà della crisi derivante dalla gestione Covid ma soprattutto formulare una piattaforma di proposte ed iniziative di rilancio.

“L’obiettivo di questa pubblicazione assume una duplice valenza: da un lato promuovere un messaggio di rilancio culturale che vada a ricostruire programmaticamente il futuro di questo imprescindibile settore; dall’altro, invece, permettere alle nuove generazioni di conoscere ed essere protagonisti nel mondo della cultura, attraverso interessanti iniziative ed eventi. A tal proposito abbiamo deciso che tanto nella fase preliminare quanto in quella realizzativa fossero coinvolti esclusivamente volti under 30, proprio a dimostrazione del fine che vogliamo perseguire. In un momento storico particolarmente critico e precario della nostra vita, è nostro dovere sensibilizzare ad una prospettiva futura più prospera e proficua per la (ri)partenza; il nostro prodotto dovrà essere sia un punto di riferimento per tante persone che vogliono – pacificamente e costruttivamente – tirare fuori la loro voce, sia lanciare un messaggio forte e impattante a chi prenderà le scelte per il nostro futuro.

Noi vogliamo essere parte di questa scelta, non ignari spettatori passivi di questo spettacolo. Ringrazio di cuore – già da ora – tutte/i coloro che stanno cooperando con noi e che ci offrono volontariamente il loro importante ausilio per realizzare questa iniziativa.

Si sono frapposti, e probabilmente si frapporranno, numerosi ostacoli di vario rango: dal contesto pandemico, quindi di ordine naturale, a chi vorrebbe distruggere spregiudicatamente – senza alcun motivo – il nostro operato; noi in risposta a ciò facciamo nostre la parole di Lorenzo de’ Medici, che in un celebre passaggio disse: “l’ostacolo non ferma il cammino, nel cuore di ognuno alberga il Magnifico”.

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🎧 @donnexstrada: se hai bisogno, parte la diretta Instagram e non sei più sola

🎧 @donnexstrada: se hai bisogno, parte la diretta Instagram e non sei più sola

@donnexstrada: una pagina Instagram che attiva, su richiesta, delle dirette alla tutela delle donne che, camminando per strada, si sentono minacciate o in pericolo. Intervista di Chiara Brilli ad Ilaria Saliva, 28 anni, psicologa e volontaria di donnexstrada.

La richiesta è così alta che la pagina, in poco tempo, ha raggiunto migliaia di followers. L’idea è nata a marzo da una psicologa clinica romana di 26 anni, Laura de Dilectis, che, a seguito dell’omicidio di Sarah Everard, ha pensato fosse necessario creare un progetto a tutela delle donne. Uno strumento di prevenzione che utilizza i social come amplificatore di aiuto.

Un progetto che nasce per la sicurezza delle donne in strada. Ha scopi preventivi  ed offre la possibilità di fare delle dirette pubbliche o private nel momento in cui una donna non si sente sicura in un tratto buio, tornando a casa, uscendo da lavoro o in qualsiasi contesto in cui si trovi a fare un tragitto da sola in fascia serale ed in un contesto isolato.

Una volta che su Instagram arriva la richiesta tramite messaggio, una delle volontarie si attiva e prende in carico la persona facendole compagnia durante il percorso.

“Sappiamo tutti quanto possa essere fonte di stress fare dei tragitti in completa solitudine con la paura di essere aggredite. Vogliamo prevenire la paura o comunque contribuire ad evitare le aggressioni utilizzando un social che possa amplificare e documentare casi di bisogno”.

Nata il 21 marzo 2021, la pagina ha già superato i 70 mila followers e questo “è un dato negativo perché testimonia la forte domanda di sicurezza per strada. Le richieste aumentano esponenzialmente alla conoscenza del servizio. Spesso vengono fatte dirette private previa raccolta di  tutti i dati del tragitto, utili nel caso in cui nell’arco della diretta succeda qualcosa. Anche se poi la diretta non viene attivata perché le donne possono organizzarsi altrimenti o trovare che l’accompagna fisicamente c’è comunque molta voglia di farci sapere che probabilmente ne hanno bisogno. Riceviamo tante  storie di esperienze terribili e messaggi di richiesta di collaborazione per offrirsi volontari”.

La video chiamata non è la garanzia affinché non succeda nulla ma può abbassare la probabilità di un approccio indesiderato soprattutto se si sa che c’è questo strumento attivabile.

Messaggi di supporto arrivano anche dagli uomini per un servizio che è rivolto anche a loro e a chiunque si trovi in un contesto di possibile esposizione al pericolo.

Al momento donnexstrada è composto da 10 volontarie  ma con l’obiettivo di integrarle anche in previsione della fine del coprifuoco “quando prevedibilmente aumenteranno le richieste”.

E’ possibile aderire da tutte le parti d’Italia scrivendo a collaborazioni.donnexstrada@gmail.com fornendo la propria adesione, la città di provenienza, numero telefonico e  breve presentazione.

 

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🎧 Incendio alle Lem di Levane (Ar), dipendenti tornano a lavoro

🎧 Incendio alle Lem di Levane (Ar), dipendenti tornano a lavoro
Incendio alla Lem di Levane (AR) ripresa la produzione a tre giorni dal rogo che ha distrutto parte dello stabilimento.  Intervista di Chiara Brilli al responsabile comunicazione della Lem Industries, dott. Omar Antonio Cescut.
Incendio alla Lem Industries di Levane (Ar): la Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per incendio doloso dopo la scoperta di segni di effrazione allo stabilimento di accessori metallici per l’alta moda del Valdarno. Per quanto riguarda, invece, l’incendio scatenatosi nella stessa zona la notte tra il primo e il 2 aprile e che ha completamente abbattuto il calzaturificio Valentino Shoes  il pm  ha aperto un fascicolo per “incendio colposo”.
“La Fondazione Antonino Caponnetto esprime la propria preoccupazione per gli incendi avvenuti in provincia di Arezzo a Bucine ed auspica, nel pieno rispetto dell’autorità giudiziaria che si indaghi a 360 gradi con una attenzione pure al fenomeno mafioso.
La provincia di Arezzo è sempre stata monitorata con attenzione dalla Fondazione Caponnetto e pure dal giudice quando era in vita. Non si abbia paura di nominare la mafia in un territorio in cui è ben presente e dove con il Covid si sta arricchendo sempre di più”. Lo dichiara Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto.
Intanto il rogo di venerdì scorso non ha fermato la Lem. A tre giorni dalle fiamme che hanno distrutto parte dell’azienda, la produzione è ripresa e i dipendenti sono tornati a lavoro.

Ieri l’annuncio dell’amministratore unico della Lem Daniele Gualdani, a capo dell’azienda specializzata nel settore degli accessori di lusso e della loro finitura. “Dopo tre giorni di lavoro continuativo per settantadue ore, al fine di riorganizzare le linee produttive, da oggi tutte le persone di Lem saranno al lavoro, regolarmente, riducendo di fatto ad un solo giorno il fermo produttivo causato dall’incendio”.

 

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