Il Florence Korea Film Fest compie 20 anni

Il Florence Korea Film Fest compie 20 anni

Il Florence Korea Film Fest compie 20 anni: il meglio del cinema coreano passa a Firenze. Il festival si terrà dal 7 al 15 aprile nei cinema La Compagnia, Stensen, MAD Murate Art District e online su Più Compagnia e Mymovies

Il festival racconta in 80 film la Corea del Sud in un programma diviso per sezioni: i maggiori successi al botteghino in Orizzonti Coreani; ritaglia uno spazio importante alle giovani promesse nei programmi Independent Korea e “Corti, Corti!” e l’attualità più stringente nella sezione documentaristica K-Documentary. Tra le novità assolute la sezione Webtoon & Cinema, il focus sui fumetti digitali pensati per essere letti su smartphone, tra le ultime tendenze della Corea del Sud e il lancio sul mercato di K Vision, la prima piattaforma online in Italia dedicata al solo cinema coreano. Al programma si aggiunge una retrospettiva dei film all’attore Lee Jung-jae (Squid Game), la prima organizzata in Italia, con una selezione dei maggior successi in carriera.

Protagoniste di questa edizione saranno una serie di masterclass, un modo per far incontrare il pubblico con le star del festival.  Sabato 9 aprile l’attore Lee Jung-jae e il regista Hwang Dong-hyuk, conversavano con i critici cinematografici Caterina Liverani e Marco Luceri (ore 11, ingresso 10€) per parlare di Squid Game e spaziare sull’imponente carriera da attore di Lee Jung-jae; martedì 12 aprile il regista Chae Yeo-jun e l’illustratore Kim Woo-sub faranno una panoramica sul fenomeno webtoon insieme a Veronica Croce (ore 11, ingresso 5€). Questa masterclass è in collaborazione con Nemo Academy). E infine mercoledì 13 l’attore Cho Jin-woong e il regista Lee Kyu-man ripercorreremo le tappe fondamentali delle loro carriere e dei loro successi, introducendo il film “The Policeman’s Lineage” (in programma nella serata del 13 alle 20.30) in compagnia di Caterina Liverani e di Luigi Nepi (Università di Firenze), con la partecipazione del direttore del Festival Riccardo Gelli (ore 11, ingresso 5€). Ingresso con prenotazione obbligatoria (tutte le masterclass si  terranno al cinema La Compagnia, per maggiori informazioni consultare il sito www.koreafilmfest.com).

Film di apertura e chiusura

L’inaugurazione della 20/ma edizione è affidata al regista Im Sang Soo, che venerdì 7 aprile sarà presente in sala per incontrare il pubblico e introdurre, per la prima volta in Italia, il suo ultimo film “Heaven: to the Land of happiness”. Presentato al Busan International Film Festival (BIFF) è un road movie interpretato da Choi Min-sik (tra più famosi attori in Corea del Sud, storica la sua interpretazione in “Oldboy”) nei panni di un detenuto malato terminale che scappa con Park Hae-il (“The Host”) anch’egli gravemente malato che non può permettersi le cure necessarie in un’avventura che diventerà il loro viaggio alla ricerca della felicità. Nel cast anche Yuh-Jung Youn, la nonna non convenzionale Soonja di “Minari”.

Chiuderà la kermesse l’atteso “Escape from Mogadishu” del regista Ryoo Seung-wan. Il film, campione d’incassi al botteghino in Corea del Sud è basato su una storia vera, ambientato durante la guerra civile a Mogadiscio quando i diplomatici rivali della Corea del Nord e del Sud rimangono intrappolati insieme e uniranno le forze per riuscire a scappare.

Eventi collaterali

Tra gli eventi speciali spazio all’arte con due mostre. La prima, dal titolo “What a Wonderful Day! After 10 Years” della fotografa sudcoreana Jinhee Bae, si terrà al MAD Murate Art District. L’esposizione racconta con ritratti fotografici e videoproiezioni la quotidianità e la vita degli amici conosciuti a Londra, che come lei erano venuti in Europa da ogni parte del mondo, ciascuno con obiettivi e sogni diversi. Da San Diego a Oslo, dall’Islanda a Taipei, passando per Shanghai, avevano condiviso la cultura inglese ma anche le loro identità reciproche. La mostra narra le vite di quel gruppo di amici a dieci anni di distanza. Cosa stanno vivendo ora? E quali loro attuali posizioni, rientrati nelle loro città, condividono con chi guarda la loro routine, i loro incontri presenti e passati? (dal 6 al 30 aprile, vernissage 6 aprile ore 18, ingresso gratuito). La seconda, realizzata in collaborazione con Lucca Manhwa Academy e allestita al cinema La Compagnia dal titolo Webtoon & Cinema, confronta l’opera cinematografica e la trasposizione in webtoon, analizzandone le caratteristiche peculiari per presentarle al pubblico italiano. In esposizione ci saranno delle strisce di webtoon tratte dai film che proietteremo in sala: il primo è “Beauty water” animazione horror/thriller di Cho Kyung-hun, sull’ossessione per la bellezza, l’avidità e il consumismo; il secondo “Shark: the beginning” dell’illustratore Kim Woo-sub e trasposto cinematograficamente dal regista Chae Yeo-jun (che sarà ospite della manifestazione martedì 12 aprile), sul fenomeno del bullismo e di redenzione. (Ingresso gratuito, dal 7 al 15 aprile).

 

La valigia dei sogni

Il 4 aprile in Mediateca, nell’ambito di un cartellone di appuntamenti culturali, si terrà un incontro dal titolo “Introduzione al cinema coreano” in collaborazione con il Florence Korea Film Fest. Da maggio, sempre con il festival ci saranno 4 lezioni sul cinema coreano, tenute da Caterina Liverani, con la partecipazione del direttore Riccardo Gelli. Gli appuntamenti fanno parte de “La valigia dei sogni”, un nuovo programma di eventi di cultura cinematografica, presentazioni di libri, lezioni, talk e approfondimenti sul cinema italiano e internazionale.

 

Manifesto

Quest’anno il manifesto è caratterizzato dal blu e il rosso della bandiera coreana, colori che si intrecciano al giallo, simbolo di luce e vivacità e una ragazza con il megafono che si muove tra i nastri colorati che rimarca a gran voce la sua centralità, nella cultura e nel cinema. A districarsi tra i colori e la complessità della contemporaneità, la figura femminile con in mano un ciak e un megafono, “arma bianca” e strumento di piazza, ribadisce l’importanza di ciò che ha da dire il cinema, oggi e ovunque che nel festival coreano ha trovato un punto e un ponte che unisce la Corea del Sud e l’Italia, da vent’anni.

 

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Torna il Firenze Archeofilm

Torna il Firenze Archeofilm

Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente dal 2 al 6 marzo al Cinema La Compagnia con Ingresso gratuito.

Torna in sala a La Compagnia il Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da TourismA.

70 film in concorso, proiezioni mattino pomeriggio e sera, film stranieri doppiati in italiano, film “Original sound”, cinema 360° (con visore VR), incontri con i registi e, per finire, assegnazione del “Premio Firenze Archeofilm”.

Il cinema è uno strumento formidabile per raccontare la storia in modo approfondito e coinvolgente. Trasmette conoscenza, cultura, sapere scientifico. È il frutto di un amore difficile ma necessario tra l’archeologo e chi realizza e produce film. Il sapere deve coniugarsi con l’emozione e la passione. Il cinema è racconto, è fiaba, è arte, è cultura. Il mondo antico aspetta di essere raccontato non solo descritto. Il nostro paese, l’Italia, dalla preistoria a oggi è una miniera senza fondo, un mare infinito di possibili racconti, nasconde tesori inesauribili. Da oltre trent’anni, in Italia e in Europa, così come ora a Firenze Archeofilm, con il cinema e con le immagini dedicate ai musei, ai parchi archeologici, alle ricerche, ai nuovi scavi, abbiamo cercato di stimolare la coscienza collettiva sulla bellezza del patrimonio e del panorama storico nei territori di tutto il mondo e sull’importanza per ogni popolo di conoscere, mantenere e promuovere il proprio orizzonte culturale. Siamo ancora testimoni di un periodo difficile, immersi nel clima di una terribile pandemia. Vorremmo conoscere meglio il passato per non commettere nuovi errori fatali.” (Dario Di Blasi – Direttore Artistico “Firenze Archeofilm”)

Cinema La Compagnia Firenze. Il festival sarà interamente ad ingresso gratuito. PROGRAMMA COMPLETO

 

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“Kibaka Film Festival” torna in sala

“Kibaka Film Festival”  torna in sala

“Kibaka Film Festival”, la rassegna di cinema africano, VIII edizione, torna in sala. Al cinema La Compagnia, martedì 15 febbraio, un pomeriggio di corti, la masterclass con il videomaker e produttore Fred Kuwornu  e doppia proiezione di lungometraggi in prima e seconda serata. Ingresso gratuito

Torna a Firenze il Kibaka Film Festival, dedicato al cinema africano e giunto all’VIII edizione, arricchito dal coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi dell’IIS Galileo Galilei di Firenze.

15 cortometraggi e tre film saranno proiettati tra il 14 e il 15 febbraio, rispettivamente al Museo Istituto Fiorentino di Preistoria (via dell’Oriuolo 26) e al Cinema della Compagnia (via Cavour 50/r). Quest’anno il programma vuole valorizzare il decennio internazionale per le persone di origine di africana proclamato dalle Nazioni Unite, dal 2015 al 2024, e punta a far emergere la realtà attuale dell’Afrodiscendenza, in Italia e nel mondo ancora oggetto di razzismo e discriminazione.

PROGRAMMA:

Lunedì 14 febbraio, al Museo Istituto Fiorentino di Preistoria, in evidenza Kimpa Vita: La madre della rivoluzione africana, di Ne Kunda Nlaba RDCpongo/Angola (2016), che riguarda la tratta degli schiavi, il colonialismo, le discriminazioni e lo scempio della Chiesa di quel tempo; e Children’s children, di Rikki Beadle-Blair – Tritan Fyn – Aieduenu UK 2021, sulla memoria del passato e le consapevolezze dell’essere diverso.

Martedì 15 febbraio, Kibaka Film Festival arriva al Cinema La Compagnia: il programma comincia con tanti corti, quest’anno grazie al nuovo partner del festival AFROBRIX. In programma tre corti afrolatino: Jamaica & Tamarindo: Afro tradition in the Heart of Mexico, di Ebony Bailey; Lipstick, di Baharam Shabestari (Cuba) che apre una finestra sulla educazione LGBTQ e Soul River and Black Memories di Taize Inácia e Thaynara Rezende  un musical nero che racconta il processo violento degli schiavi neri in Brasile.

Per i lungometraggi, ci sarà il pluripremiato, con 7 riconoscimenti internazioni, Por aqui tudo bem. (Qui va tutto bene), di Pocas Pascoal, un film del 2011, ma ancora molto attuale, sul dramma che le donne nere subiscono quando scelgono l’Europa come nuovo luogo dove ricominciare a vivere, ma dove spesso trovano un vero inferno dantesco. Alle 23:10 la  Proiezione  del film Le Franc.

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“Bosnia Express” alla Compagnia dal 2 febbraio

“Bosnia Express” alla Compagnia dal 2 febbraio

“Bosnia Express” il nuovo documentario del regista fiorentino Massimo D’Orzi arriva in sala. Il racconto di una terra martoriata dal conflitto bellico, della sua grande vitalità ritrovata e bellezza  Mercoledì 2 febbraio, ore 21.00, cinema La Compagnia, alla presenza del regista

Dopo il suo primo documentario, dedicato al popolo Rom di Bosnia Erzegovina, ‘Adisa o la storia dei mille anni’, e il successo di  “Sàmara”, il suo primo lungometraggio di finzione,  il regista fiorentino Massimo D’Orzi ha realizzato, nel 2020 il documentario “Bosnia Express”.  Ispirato al libro omonimo di Luca Leone il film  arriva in sala alla Compagnia dal 2 febbraio. Il film che racconta storie, luoghi, voci, tragedie e rinascite di terre che hanno visto e vissuto uno dei più recenti scontri armati del nostro continente e, allo stesso tempo, della loro rinascita.

Nel film, un treno attraversa lento il cuore della Bosnia Erzegovina: Sarajevo, Tuzla, Srebrenica, Konjic, Mostar. Le diversità sono molteplici in questa zona e la tensione qui ha un potenziale distruttivo. Fortunatamente non sempre, talvolta può avere una forza creativa e rigenerativa. Al centro del film ci sono le donne, le prime vittime dei conflitti, che qui, invece, diventano l’emblema della vitalità di questo territorio, con le sue espressioni artistiche, le sue musiche, canti, danze, teatro e fotogrammi cinematografici. E sono immagini che toccano il cuore, “perché la vera immagine di una guerra, quella che più ferisce, non è la morte, ma la vita”. Bosnia Express ce lo conferma appieno, quando vediamo i volti magnifici di donne unite in un coro presso la stazione di Tuzla, giovani ballerine classiche, gruppi punk-rock che cantano un’indipendenza su paesaggi meravigliosi che la storia ha voluto far crollare. Il film indaga sulle cause del conflitto e mostra che la vitalità di questi luoghi non smette di brillare e di esprimere un’infinita bellezza.

Il film resterà in programma a La Compagnia fino al 7 febbraio. Biglietti: intero € 6, ridotto € 5 Tutte le info sul sito www.cinemalacomapgnia.it

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#Critico per un giorno presenta: Atlantide

#Critico per un giorno presenta: Atlantide

Torna l’appuntamento di #Critico per un giorno per i Soci Del Controradio Club. Si torna insieme al cinema con Gimmy Tranquillo. Il film/documentario scelto per  lunedì 29 novembre alle 19:00 è “Atlantide”, cinema La Compagnia

Atlantide è il primo film di finzione dell’artista e documentarista Yuri Ancarani. Presentato quest’anno nella sezione Orizzonti della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film è una vera e propria sinfonia d’immagini che dipinge l’agonia dell’umano.

Per partecipare all’iniziativa è necessario scrivere una mail entro venerdì 26 novembre a club@controradio.it con il proprio nome e cognome.  Ogni socio avrà diritto a 2 biglietti omaggio.

Sinossi: Daniele è un ragazzo di Sant’Erasmo, un’isola della laguna veneziana, che vive nel culto del proprio “barchino”: esattamente come l’asfalto, l’acqua può infatti ospitare gare clandestine tra le piccole imbarcazioni dei giovani della zona. Le giornate di Daniele trascorrono nel nulla, punteggiate da giri sul barchino a ritmo di trap, pervase di noia con la fidanzata, o alla ricerca di un pezzo da montare, di un’elica o un motore che renda la barca più veloce… INFO COMPAGNIA

“Atlantide è un film nato senza sceneggiatura. I dialoghi sono rubati dalla vita reale, e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi. Questo metodo di lavoro mi ha dato la possibilità di superare il limite di progettazione tradizionale nel cinema: prima la scrittura e poi la realizzazione. Così il film ha potuto registrare in maniera reattiva questo momento di grande cambiamento di Venezia e della laguna, da un punto di vista difficile da percepire, attento allo sguardo degli adolescenti. Il desiderio di vivere così da vicino le loro vite, dentro i loro barchini, ha reso possibile tutto il resto: il film si è lentamente costruito da solo.”  Yuri Ancarani

 

 

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