Il gran finale del 63° Festival dei Popoli

Il gran finale del 63° Festival dei Popoli

Sabato 12 novembre al cinema La Compagnia alle 20.30 saranno proclamati i vincitori. Il gran finale del 63° Festival dei Popoli: sabato sera la cerimonia di premiazione e in sala i documentari di Annie Ernaux, sulla vita di Margherita Hack, il Cile di Guzmán

La straordinaria vita di Margherita Hack in “Margherita. La Voce delle Stelle” di Samuele Rossi, i super 8 di  Annie Ernaux e del figlio David in “The Super 8 Years”; gli ultimi anni in Brasile e i dettagli del processo Lula in “Secret Friend” di Maria Ramos e le proteste in Cile nel 2019 in “Mi Pais imaginario” del maestro Patricio Guzman passando per il movimento Black Lives Matter in “Stonebreakers” di Valerio Ciriaci. Sono alcuni dei film della giornata dell’ottava giornata del 63° Festival dei Popoli che sarà caratterizzata dalla cerimonia di premiazione sabato 12 novembre al cinema La Compagnia alle ore 20.30.

Al cinema La Compagnia la giornata al via alle ore 15 per la sezione Diamonds are forever con The Super 8 Years della Premio Nobel Annie Ernaux e il figlio David Ernaux-Briot, che usa i filmati di archivio della loro famiglia, come testimonianza dei passatempi, dello stile di vita e delle aspirazioni di una classe sociale nel  decennio successivo al 1968.

Alle 16.00, per Doc Highlights, Secret Friend di Maria Ramos, analisi dell’instabilità democratica in Brasile, attraverso il ruolo decisivo che la magistratura ha svolto nell’ultimo decennio nel Paese. La stessa sezione, alle 18, presenta il lavoro di Samuele Rossi, Margherita La Voce delle Stelle, documentario co-prodotto da Minerva Pictures Group e Rai Documentari in occasione del centenario dalla nascita di Margherita Hack, astrofisica di fama internazionale e prima donna in Italia a dirigere un Osservatorio Astronomico. Dopo la cerimonia di proclamazione dei vincitori (ore 20.30), in sala arriva la prima italiana del documentario Mi pais imaginario di Guzman. Ottobre 2019, una rivoluzione inaspettata, un’esplosione sociale. Un milione e mezzo di persone ha manifestato per le strade di Santiago per una maggiore democrazia, una vita più dignitosa, un’istruzione migliore, un sistema sanitario migliore e una nuova costituzione. Il Cile aveva recuperato la memoria. L’evento che il regista aspettava fin dalle lotte studentesche nel 1973 stava finalmente prendendo forma.

Allo Spazio Alfieri, invece, la proiezione delle 15 per Doc Highlights vede protagonista Angels of Sinjar di Hanna Polak, che porta in Sinjar, Iraq settentrionale, nel 2014: Hanifa, una giovane donna Yezidi, miracolosamente sopravvive all’attacco dell’ISIS contro la minoranza etnica e religiosa degli Yezidi nella regione di Sinjar e decide di andare alla ricerca delle sorelle disperse. Alle  17 per il concorso italiano in sala arriva Stonebreakers di Valerio Ciriaci, storia universale e degli Stati Uniti del 2020: nel mezzo della rivolta Black Lives Matter e dell’elezione presidenziale, scoppia la battaglia sui monumenti storici, e il film  interroga il rapporto tra storia e lotta politica. Alle 18.30 in sala Fashion Babylon di Gianluca Mattarese, una lente candida e intima sulla vita di Michelle Elie, Violet Chacki, Casey Spooner, artisti e modelle, che rivelano un lato nascosto del mondo della moda. In serata, alle 21 per Let the music play! il momento di Cesária Évora di Ana Sofia Fonseca, sulla vita dell’artista di fama mondiale, in un nuovo e intimo documentario, con filmati inediti e approfondimenti sulla vita della cantante.

Infine, al cinema Stensen l’omaggio alla regista Jennifer Baichwal: alle 10 la proiezione di Antropocene, documento che spiega la nuova era geologica che stiamo vivendo, segnata dall’impatto dell’umanità sulla natura. A seguire, alle ore 11.30 l’incontro con la regista a cui parteciperanno anche le scuole. Segue alle 15.30 la prima italiana di Into the Weeds della regista canadese: una delle storiche battaglie contro lo sfruttamento del territorio e degli allevamenti rivive nella storia del giardiniere Lee Johnson e della sua lotta per la giustizia contro il gigante agrochimico Monsanto (ora Bayer, che ha acquistato l’azienda nel 2018), produttore del diserbante Roundup.

INFO

Festival dei Popoli | info@festivaldeipopoli.org. Abbonamenti: 50 euro abbonamento completo, 35 ridotto; 10 euro giornaliero (7 ridotto). Biglietti: pomeriggio 7 euro (5 ridotto); serale 7 euro (5 ridotto).

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🎧 Firenze: dal 4/10 al 9/10 torna Middle East Now

🎧 Firenze: dal 4/10 al 9/10 torna Middle East Now

Dal 4 al 9 ottobre al Cinema La Compagnia di Firenze torna Middle East Now, il festival dedicato alla cultura mediorientale contemporanea che in questa sua 13esima edizione, attraverso cinema, documentari, fotografia, musica ed eventi speciali, affronterà il tema “An Abstract of Home”, per riflettere sul concetto di casa e sulla ricerca universale del senso di appartenenza e di identità.

“Home is not where you are born: home is where all your attempts to escape cease”  (“La casa non è dove sei nato: casa è dove cessano tutti i tuoi tentativi di fuga”): da questa frase del premio Nobel Naguib Mahfouz parte la riflessione che attraversa la tredicesima edizione di Middle East Now, il festival dedicato alla cultura mediorientale contemporanea, che quest’anno ha come titolo “An Abstract of Home”. Il concetto di appartenenza e di identità è fortemente connesso con l’idea di casa, ma viene spontaneo chiedersi cosa sia per ognuno di noi “casa”: quattro mura? Una famiglia da cui tornare? Il nostro paese? Anche solo ponendosi questa domanda, si capisce quanto questa ricerca sia più ampia e universale di quanto non sembri.

Il festival si svolgerà al Cinema La Compagnia, al Cinema Stensen e in altri spazi fiorentini con un programma di eventi, tra documentari, arte, mostre, musica, food, incontri e progetti culturali. Particolare attenzione al cinema, con 38 film in anteprima, premiati nei migliori festival internazionali, per compiere un viaggio in tutti i paesi dell’area mediorientale e conoscerne le culture e le società, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati. Questa edizione prevede inoltre un focus sul cinema iraniano, attenzione a maggior ragione dovuta in questi giorni drammatici.

Venerdì 7 ottobre alle 18:00 al Museo Novecento Firenze ci sarà l’opening della mostra Bound Narratives: A Photobook Library, una mostra fotografica di libriu di fotografia realizzati “da” e “sul” Medio Oriente da un’ampia varietà di autori e artisti.

Simona Gentili ha intervistato Roberto Ruta, direttore artistico del festival e Stefania Ippoliti, Direttrice della Toscana Film Commission presso la Fondazione Sistema Toscana

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Il genio di Woody Allen torna sul grande schermo alla Compagnia

Il genio di Woody Allen torna sul grande schermo alla Compagnia

“Io e Woody”. Il genio di Woody Allen torna sul grande schermo Con 20 film in versione originale, sottotitolati in italiano. Alla Compagnia di Firenze fino a domenica 7 agosto

Al cinema La Compagnia di Firenze, la rassegna Io e Woody: un viaggio nei più celebri film del regista, sceneggiatore, attore, scrittore, commediografo e umorista americano, tra i più citati dell’epoca contemporanea.

Il programma prevede una selezione di 20 titoli, 18 dei quali diretti da Woody Allen, da Il dittatore dello stato libero di Bananas a Midnight in Paris, all’ultimissimo (e poco conosciuto) Rifkin Festival (2020), più due film da lui interpretati (Ho solo fatto a pezzi mia moglie, di Alfonso Arau e Provaci ancora Sam, di Herbert Ross), tutti proposti in versione originale, con sottotitoli in italiano. Un’occasione per ripercorrere sul grande schermo buona parte della filmografia di Woody Allen, regista e attore, che restituisce allo spettatore un affresco della società, dagli anni ’70 fino ai giorni nostri, i suoi tic, le nevrosi, le assurdità, con un registro innovativo da lui stesso creato e introdotto nel cinema, di caustica ironia, fatta di battute esilaranti e al tempo stesso frutto di un pensiero critico e profondo.

Ingresso 1 film: 5€ intero / 4€ ridotto
Per i soci UniCoop Firenze 2 biglietti al costo di 1 INFO

PROGRAMMA:

Io e Annie

Alvy Singer, sguardo in macchina, ci racconta le sue riflessioni sulla vita e sulla morte e sulla fine del suo rapporto con Annie. Fin da piccolo soffriva di qualche depressione relativa al timore dell’espansione dell’universo e anche a causa della sua abitazione situata sotto le montagne russe del Luna Park. Il suo interesse per l’altro sesso era già vivo all’epoca. Divenuto adulto è ora un comico di successo che la gente riconosce per la strada. Le sue ossessioni hanno subìto una trasformazione: ora si sente vittima dell’antisemitismo. Con Annie le cose non vanno bene: arriva in ritardo al cinema (lui odia vedere i film già iniziati) e non ha voglia di fare l’amore.VENERDì 22 LUGLIO, ORE 16.30

Rifkin Festival

Mort Rifkin ha male al cuore da quando ha lasciato New York per accompagnare la moglie a San Sebastián. L’occasione, che farà la consorte ladra, è il celebre festival internazionale del cinema. Tra cocktail e proiezioni, il carosello festivaliero accelera la crisi in cui versa la coppia. Fermi a un bivio da troppo tempo, Mort e Sue non si intendono più. Lui, ex professore di cinema, prova a scrivere il romanzo della vita, lei, press agent, si lascia sedurre da un regista francese vanesio convinto di risolvere con l’arte il conflitto israelo-palestinese. A complicare le cose si aggiunge una cardiologa cinefila che cura l’ipocondria di Mort e lo risveglia dal torpore. Menzogne, tradimenti, conquiste, scacchi, la materia perfetta da discutere col proprio psicologo…SABATO 30 LUGLIO, ORE 19.00

Il dormiglione

Un musicista riprende a vivere dopo duecento anni di ibernazione. Siamo nel 2173; il mondo, totalmente cambiato a causa di una guerra atomica, è disumanizzato e diviso in due blocchi; egli si trova in quello orientale, diretto da un crudele tiranno. Il redivivo è coinvolto in un movimento di rivolta, preso prigioniero e liberato dal capo dei ribelli. Ormai convertitosi alla causa, provocherà la caduta del dittatore. GIOVEDì 4 AGOSTO, ORE 16.30

Alice

Alice è sposata da sedici anni con Doug, un uomo d’affari newyorchese. Vive a Manhattan in una casa lussuosa, ha due figli e una vita ritmata da appuntamenti per la ginnastica e lo shopping. Un giorno Joe, un genitore dell’asilo che frequentano i suoi figli, ha occasione di parlarle e Alice se ne sente attratta. A causa di un mal di schiena che la tormenta, si reca da un agopuntore di cui le hanno parlato bene. Il medico, il dottor Yang, le spiega che il suo problema non risiede nella schiena ma nella testa e nel cuore. Quindi la ipnotizza. Nella trance Alice rivela i sentimenti che prova nei confronti del marito e dello sconosciuto. Il medico le prescrive l’assunzione di erbe molto rare. Alice si reca a scuola a prendere i figli ed è lei, di solito molto riservata, ad approcciare lo sconosciuto. MARTEDì 5 LUGLIO, ORE 15.00 GIOVEDì 28 LUGLIO, ORE 19.00

Ho solo fatto a pezzi mia moglie

Woody uccide la moglie fedifraga, la taglia a pezzi e nel trasporto verso il Messico ne perde una mano. Una vecchietta ci inciampa e riacquista la vista. Tutti gridano al prodigio. Ne nasce un caso, poi un evento, poi un miracolo. Coinvolti popolo e chiesa
MARTEDì 19 LUGLIO, ORE 15.00

Match Point

Chris Wilton è un tennista che ha rinunciato alla sua carriera e ora fa il maestro di tennis in un club di alto livello. Qui conosce il ricco Tom Hewett e sua sorella Chloe che si innamora subito di lui e del suo apparente interesse per la cultura. Il ricco padre dei due lo inserisce nella sua attività finanziaria e il matrimonio tra Chris e Chloe si avvicina. Ma Chris ha conosciuto l’aspirante attrice americana Nola (la fidanzata di Tom) e ne è rimasto irrimediabilmente attratto. Quando la reincontra libera dal legame con il quasi cognato inizia con lei una relazione basata sulla passione.
MERCOLEDì 27 LUGLIO, ORE 16.30

Ombre e nebbia

In una città senza nome il timido Kleinman viene svegliato nel cuore della notte perché prenda parte al gruppo che si è costituito per dare la caccia a un pericoloso assassino. Intanto nel circo che ha piazzato le tende in periferia, la tenera mangiatrice di spade Irmy abbandona il fedifrago marito clown. Troverà accoglienza e calore nel bordello locale. In seguito al suo fermo perché considerata una prostituta incontrerà, nei locali del commissariato, lo sconcertato Kleinman che non ha ancora compreso quale sia il suo ruolo nella caccia all’uomo. Lo capirà presto. LUNEDì 25 LUGLIO, ORE 19.00

Settembre

Siamo in una città qualunque del Mid-West. Un gruppo di persone, dopo aver trascorso l’estate apparentemente in concordia, all’arrivo dell’autunno sfoga tutti i rancori repressi in anni e anni di armonia in fondo coatta. La madre litiga col marito, la figlia con la madre rimproverandole le sue nevrosi di bambina e di adulta. E litiga anche con la migliore amica, colpevole, secondo lei, di averle soffiato l’innamorato. Partecipa anche un anziano vicino da sempre innamorato della madre. VENERDì 29 LUGLIO, ORE 16.30

Hannah e le sue sorelle

Le tre sorelle Hannah, Holly e Lee vivono a New York. La prima è moglie di Elliot, un consulente fiscale, ed ex moglie di Mickey, un nevrotico soggettista televisivo che l’ha lasciata perché convinto di non poter avere figli. Elliot intreccia una tresca con la cognata Lee, mentre Mickey s’innamora ricambiato dell’altra ex cognata, Holly, cantante fallita, e la mette incinta. Lee alla fine lascia Elliot per uno studente universitario e alla Festa del Ringraziamento la famiglia si ritrova apparentemente unita e felice.
DOMENICA 24 LUGLIO, ORE 16.30

Radio Days

Woody Allen è del 1935 e la sua formazione, oltre che da libri, musica e generica comunicazione newyorkese, è dovuta in gran parte alla radio. Almeno è ciò che lascia intendere con questo film. Adolescente negli anni del dopoguerra ha vissuto la sindrome della radio, allora del tutto simile a quella della televisione, nel nostro tempo. Allen, che si ritaglia il ruolo di voce narrante, si rivela onesto e nostalgico nell’affiancare i personaggi della sua vita reale a quelli suggeriti dalla radio.VENERDì 5 AGOSTO, ORE 19.00

Midnight In Paris

Gil (sceneggiatore hollywoodiano con aspirazioni da scrittore) e la sua futura sposa Inez sono in vacanza a Parigi con i piuttosto invadenti genitori di lei. Gil è già stato nella Ville Lumiêre e ne è da sempre affascinato. Lo sarà ancor di più quando una sera, a mezzanotte, si troverà catapultato nella Parigi degli Anni Venti con tutto il suo fervore culturale. Farà in modo di prolungare il piacere degli incontri con Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e tutto il milieu culturale del tempo cercando di fare in modo che il ‘miracolo’ si ripeta ogni notte. Suscitando così i dubbi del futuro suocero. GIOVEDì 21 LUGLIO, ORE 16.30

Un’altra donna

Dovendo scrivere un libro con il massimo della concentrazione, Marion, docente universitaria, affitta un appartamento ammobiliato a Manhattan. Un giorno, mentre sta lavorando, sente delle voci: si tratta di un uomo che ammette la propria omosessualità. Nell’appartamento vicino c’è lo studio di uno psicanalista e la griglia dell’impianto di aerazione fa da conduttore dei suoni. Marion sentirà così anche la voce di una donna che racconta il proprio profondo disagio esistenziale. Marion non vuole spiare l’intimità altrui e mette due cuscini contro la grata. Non resiste però alla tentazione di guardare attraverso lo spioncino quando la porta del vicino si apre. È una donna incinta quella che lascia lo studio del medico. SABATO 23 LUGLIO, ORE 16.30

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere

Allen e la sua visione pessimistica del sesso. Nel momento in cui la liberazione sessuale non è più solo oggetto di teorizzazioni ma è ormai parte integrante della rivoluzione dei costumi che ha preso l’avvio all’inizio degli anni Sessanta per trovare poi il suo momento di massima propulsione nel 1968, Allen non può non cogliere un’occasione così propizia per trattare l’argomento. Il film si suddivide in sette episodi. MERCOLEDì 13 LUGLIO, ORE 19.00 DOMENICA 31 LUGLIO, ORE 16.30

Manhattan

Ike è uno sceneggiatore per la tv che ama svisceratamente il luogo in cui vive e nel quale vuole ambientare il suo primo libro. Ama anche la giovane Tracy, da lei a sua volta riamato, dopo essersi separato dalla moglie che ora vive con una donna e sta per mettere in piazza i particolari intimi della loro vita di coppia. Ike vorrebbe che Tracy cogliesse l’occasione che le viene offerta di partecipare a uno stage teatrale a Londra e intanto conosce Mary, una giornalista, con la quale scopre progressivi elementi di affinità. GIOVEDì 14 LUGLIO, ORE 19.00 DOMENICA 7 AGOSTO, ORE 19.00

Interiors

Storia di una famiglia. I genitori sono già anziani e le tre figlie sono grandi e vivono lontane. La madre, affetta da esaurimento nervoso, morirà; il padre deciderà di risposarsi. In contemporanea, la vita delle figlie è in preda a problemi e turbamenti.
VENERDì 15 LUGLIO, ORE 16.30 LUNEDì 1 AGOSTO, ORE 19.00

Scoop

Sondra è una giornalista in erba che riceve dal fantasma di un famoso reporter, appena morto, alcune informazioni su un serial killer ancora in libertà. Sebbene grazie a circostanze ben poco credibili, Sondra ha in mano l’occasione della sua vita. E insieme al mago da avanspettacolo Sid Waterman inizia a seguire le tracce del presunto assassino, l’aristocratico e affascinante Peter Lyman. SABATO 16 LUGLIO, ORE 19.00 LUNEDì 25 LUGLIO, ORE 15.00

Basta che funzioni

Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c’è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani allievi divengono un’occasione di scontro. Finché, un giorno, non incappa in Melody, una giovane miss di provincia che è fuggita nella Grande Mela e dorme in strada. Il burbero Boris cede alle sue richieste e acconsente ad ospitarla per una notte che si trasformerà in mesi sino a divenire un matrimonio. DOMENICA 17 LUGLIO, ORE 16.30 MERCOLEDì 3 AGOSTO, ORE 19.00

Provaci ancora Sam

Un critico cinematografico occhialuto e complessato viene abbandonato dalla moglie. La separazione non lo guarisce dai complessi, anzi. Tanto più che nelle sue fantasie non manca mai di confrontare la propria squallida realtà con le imprese cinematografiche del suo idolo Humphrey Bogart. Ma alla fine lo aspetta la sua notte da leone: va a letto con la bella moglie di un amico e potrebbe persino portargliela via del tutto. Ma come il Bogart di Casablanca avrà la forza d’animo di rinunciare a lei per non rovinare un matrimonio. LUNEDì 18 LUGLIO, ORE 19.00 MARTEDì 2 AGOSTO, ORE 15.00

Il dittatore dello stato libero di Bananas

Nella mini-repubblica di Bananas, i dittatori si susseguono a velocità impressionante mentre le casse dello Stato si svuotano. Per ottenere finanziamenti dagli americani, i cittadini nominano presidente un oscuro omino arrivato dagli Stati Uniti in seguito ad una delusione amorosa. Tornato nel suo paese, costui viene arrestato, ma in compenso riottiene l’amore della sua ex fidanzata, che lo considera un eroe. È il secondo film di Allen. MARTEDì 19 LUGLIO, ORE 19.00 SABATO 6 AGOSTO, ORE 16.30

Vicky Cristina Barcelona

Vicky e Cristina sono buone amiche anche se hanno visioni completamente differenti dell’amore. Vicky è fedele all’uomo che sta per sposare e ancorata ai propri principi. Cristina invece è disinibita e continuamente alla ricerca di una passione amorosa che la sconvolga. Vicky riceve da due amici di famiglia l’offerta di trascorrere una vacanza in casa loro a Barcellona durante l’estate. La ragazza pensa così di poter approfondire la propria conoscenza della cultura catalana sulla quale sta lavorando per un master. Propone a Cristina di accompagnarla, così forse potrà superare meglio il trauma di una storia finita di recente. Una sera, in una galleria d’arte, Cristina incrocia lo sguardo di un uomo estremamente attraente. Si tratta del pittore Juan Antonio. MERCOLEDì 20 LUGLIO, ORE 16.30 MARTEDì 2 AGOSTO, ORE 19.00

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Kabul, City in the Wind

Kabul, City in the Wind

“Kabul, City in the Wind” è il titolo scelto per il quarto appuntamento con la rassegna Con i miei occhi – Storie afgane, oggi al Cinema La Compagnia, ore 19.00, proiezione unica ad ingresso gratuito.

Il documentario d’esordio del regista afgano-olandese Aboozar Amini “Kabul, City in the Wind” sarà in programma a La Compagnia oggi, lunedì 23 maggio, per una proiezione unica ad ingresso gratuito.

“E’ la storia di Abas che guida il suo vecchio autobus sgangherato aggirandosi tra le macerie e la polvere del deserto, mentre  il piccolo Afshin è diventato il capo famiglia ora che suo padre, ex soldato, è partito in esilio per motivi di sicurezza. Squarci di vita quotidiana, raccontati con ironia e dolcezza, nella città afghana ancora segnata dalla guerra e dal terrore talebano”.

Con i miei occhi – Storie Afgane è un’iniziativa non profit di ampio respiro nazionale, con questo progetto si intende rivolgere un’attenzione particolare alla produzione artistica e cinematografica dell’Afghanistan, anche attraverso il coinvolgimento dei media nazionali, perché la cultura contemporanea afgana trovi massima diffusione e risonanza nel nostro Paese. Seguirà una serie di appuntamenti, in presenza e online, che prevedono proiezioni di documentari alla presenza di registe e registi afgani, giornalisti e giornaliste che ogni giorno raccontano e testimoniano ciò che avviene in questo Paese in guerra da oltre vent’anni. Il progetto è promosso da Doc/it (Associazione Documentaristi Italiani) e EMERGENCY con Cinema La Compagnia, Middle East Now, ZaLab, Cinema Troisi e Rai Documentari. Il progetto non ha scopo di lucro ed è finanziato attraverso le donazioni libere di enti pubblici e privati, di cittadine e cittadini. È possibile sostenere l’iniziativa con una donazione sul sito www.conimieiocchi.org

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Critico per un giorno presenta “La nuova scuola genovese”- Il parere degli ascoltarori

Critico per un giorno presenta “La nuova scuola genovese”- Il parere degli ascoltarori

Critico per un giorno – Al cinema La Compagnia di Firenze il film ‘La Nuova scuola Genovese’, documentario che racconta uno spaccato sulla musica e su una città, Genova, che fa incontrare la generazione dei cantautori e quella dei rapper. Lorenzo Braccini ha intervistato i soci del Controradio Club che hanno assistito alla prima per la rubrica Critico per un giorno.

Critico per un giorno ha presentato ‘La nuova scuola genovese’. Da Fabrizio De Andrè a Gino Paoli, da Luigi Tenco a Vittorio De Scalzi (fondatore dei New Trolls) e poi ancora Max Manfredi, Federico Sirianni, Cristiano De André. Cantautori, poeti, che oggi vengono messi a confronto con la nuova scena musicale di Genova, con i rapper Vaz Tè, Guesan, III Rave, Disme, Nader, Demo, Young Slash, Cromo, Giua. Esiste un filo conduttore che lega passato e presente? Può il rapper di oggi ripercorrere le tracce lasciate dal cantautorato degli anni Sessanta, Settanta?

‘La nuova scuola genovese’, ideato da Claudio Cabona e diretto da Yuri Dellacasa e Paolo Fossati prova a rispondere a questo intettorogativo. Sullo schermo è protagonista anche la città di Genova che viene mostrata come qualcosa di unico attraverso i suoi colori, le case popolari, le onde del mare, i palazzi nobiliari, il cielo con la luna. E forse, proprio questa città, è il collante necessario a unire i fili e a creare un modello difficilmente imitabile.

Queste le recensioni dei soci del Controradio Club – Critico per un giorno.

“Premetto che sono un ultrasessantenne amante (da sempre) della musica.
Non dico che “non vivrei senza musica” (perché.. purtroppo.. la triste realtà ci insegna che ci si “adatta” a vivere anche sotto le bombe e in moltissime altre situazioni terrificanti), ma direi che con la musica vivo meglio.
Tutta la musica: classica, leggera, folk, jazz, rock, progressive, ecc.; inclusi, ovviamente, i cantautori italiani della mia “giovinezza” (De Andrè, Guccini, De Gregori, ecc.).
E mi piacciono anche le “contaminazioni”, le “fusioni”, le “evoluzioni”, ecc..
Conosco pochissimo il rap, ma ho un figlio ventiseienne che lo ascolta e.. ha scritto una tesi di laurea in filosofia intitolata (più o meno) “Dal Jazz all’ Hip Hop e al Rap, alla luce di una interpretazione adorniana”!
Però non è stato lui a  portarmi a vedere questo film, ma il contrario, sia perché immaginavo che l’avrebbe interessato, sia perché io sono.. molto curioso e non prevenuto, e l’argomento mi intrigava.
Il film è fatto bene, ed è carina l’idea dei confronti/interviste fra genovesi (“vecchi” cantautori e “giovani” rapper); che è corretto non definire canta-autori, perché, in effetti, al contrario dei “vecchi” canta-autori, non cantano ma recitano e, anche per tale motivo, li accosterei più alla poesia che alla musica, nonostante a volte le “campionature” sono musicalmente interessanti.
Mi viene in mente De Andrè che rispondeva, a chi gli chiedeva se preferisse essere definito cantautore o poeta (dato che i testi di alcune sue canzoni si trovavano nelle antologie delle scuole medie), che.. da giovani tutti scrivono poesie, mentre da adulti continuano a scriverle solo i veri poeti e gli.. imbecilli; per cui lui preferiva definirsi, in via cautelativa, cantautore!
Ed è, secondo me, proprio e soprattutto il “canto” che differenzia il canta-autore dal rapper, anche se, prendendo ancora ad esempio De Andrè, nelle sue prime canzoni il testo era prevalente rispetto alla musica e quasi recitato (“La ballata degli impiccati”, “Il Testamento di Tito” citato anche nel film, ecc.), mentre nel suo ultimo album (Anime salve) c’è un equilibrio praticamente perfetto fra il testo (bello da leggere anche senza la musica) e la musica (bella da ascoltare anche senza il testo), che però raggiungono la massima bellezza (testo e musica) proprio quando sono assieme (1+1=.. 3!). E questo è frutto senz’altro della maturità che avevano raggiunto sia De Andrè che Fossati (coautore delle canzoni di quell’album). Non credo che la “Scuola Genovese” dei “vecchi” cantautori sia migliore della “Scuola Romana” o della “Scuola Bolognese” o della “Scuola Napoletana” (quest’ultima con più “musica” e meno “testo”). Nel film si fa molto riferimento alla “particolarità” della “Scuola Genovese”, con richiami al mare, al porto, ecc.. Ma allora Napoli? Non ha anch’essa una “Scuola” particolare? Dipenderà dal mare? E, relativamente alla “Scuola Genovese” dei “giovani” rapper,.. io conosco pochissimo il rap, ma mi sembra che, anche in questo caso, anche Napoli sia una buona “Scuola”: dipenderà ancora dal mare?
Forse un limite del film è che non fa ascoltare, o quasi, pezzi rap, per cui aiuta a comprendere il “pensiero” dei rapper, le loro istanze, il loro riscatto contro la discriminazione di classe (in questo anche i rapper genovesi mi sembrano diversi dai cantautori genovesi che spesso provenivano da famiglie benestanti da cui magari prendevano le distanze), ma non aiuta a conoscere la conoscere il rap”. (FRANCESCO)
“Il documentario si propone di analizzare due differenti generazioni di artisti (cantautori e rapper) cercando di identificare delle linee di continuità nell’ispirazione che la città di Genova suggerisce al liricismo di due fenomeni apparentemente scissi dal tempo. Le potenti immagini ci riconsegnano Genova nel suo ibrido di splendore e mistero, alternandosi alle riflessioni degli artisti e dando vita a interessanti confronti come Dori Ghezzi – Izi  o  Gino Paoli-Tedua. Se l’obiettivo del film era suscitare riflessioni sul confronto fra cantautorato e hip hop, non possiamo che definirlo un successo. Qualcuno potrebbe tuttavia ritenerlo deficitario nella proposta del materiale musicale: se il tappeto musicale su cui scorre il racconto é adeguato, probabilmente non lo è la quantità di canzoni proposte per avere un esempio tangibile di due diversi stili musicali. Tedua e Gino Paoli discutono di scrittura e musica, ma un giovane spettatore non scopre la musica di Gino Paoli così come all’audience più vetero non viene data la possibilità di ascoltare la musica di Tedua. Una scelta senz’altro legittima ma che allontana la possibilità di avviare un confronto basato sulla produzione artistica e non solo sulle linee teoriche.  Ipotizzare che il pubblico riesca a trovare autonomamente le canzoni adatte  su cui trovare i riscontri di ciò che ha visto nel film é chiedere un po’ troppo ad entrambe le fasce di età a cui il film si rivolge, visto che nonostante la comune ispirazione, le differenze stilistiche fra i due generi musicali sono tangibili. Nel  complesso il film si rivela comunque interessante”. (NICCOLO’)

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