Pasolini al cinema Odeon di Firenze

Pasolini al cinema Odeon di Firenze

Al Cinema Odeon di Firenze due capolavori di Pier Paolo Pasolini: “La ricotta” e a seguire “Mamma Roma” in nuove splendide versioni restaurate in 4K (con sottotitoli in inglese). Giovedì 31 marzo dalle 21.00. I due film costituiscono il secondo appuntamento  della retrospettiva “Pasolini100 a Firenze”

La retrospettiva PASOLINI 100 A FIRENZE è organizzata dalla storica sala di Piazza Strozzi in occasione delle celebrazioni per i cento anni della nascita di Pasolini, grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna, la Fondazione Stensen, il cinema La Compagnia e il Gabinetto Viesseux.

LA RICOTTA: bellissimo, paradossale episodio del film collettivo Ro.Go.Pa.G., La ricotta racconta il calvario realmente vissuto sul set di un film sulla Passione di Cristo (diretto da Orson Welles), da una povera comparsa, Stracci, ultimo degli ultimi, come il giovane Riccetto che percorre le strade di Roma nella Sequenza del fiore di carta (episodio di un altro film collettivo, Amore e rabbia) e ignora le tragedie del presente. Quasi coevo La ricotta, è il celebre poemetto Una disperata vitalità, uno dei testi interpretati da Laura Betti nel suo appassionato recital dedicato a Pasolini e filmato da Mario Martone.

MAMMA ROMA: nell’opera letteraria di Pasolini, le madri sono spesso ferali divinità incombenti sul destino dei figli. Non fa eccezione Mamma Roma, ex prostituta che sogna per il figlio adolescente Ettore un avvenire conformista e piccolo-borghese. Senza accorgersene, lo spinge verso l’infelicità e la morte. Uno dei nodi drammatici più intensi del film è il contrasto, anche fisico, fra la vitalità irruenta e sanguigna di una grande Anna Magnani e l’apatia opaca del “non-attore” Ettore Garofolo. Dietro la tragedia di madre e figlio, il film descrive i primi segni della trasformazione di un Paese che sta perdendo e corrompendo i suoi caratteri originari.

Cinema Odeon – Piazza Strozzi a Firenze Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10 www.odeonfirenze.com

 

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Assassinio sul Nilo, la prima all’Odeon

Assassinio sul Nilo, la prima all’Odeon

La prima di “Assassinio sul Nilo” di Kenneth Branagh in  esclusiva versione originale (con sottotitoli in italiano) all’Odeon di Firenze.  Il pubblico è invitato a indossare un dress code anni ’20 per il quale sono previsti tanti premi in palio.

Giovedì 10 Febbraio,  ore 21 un evento speciale al cinema Odeon di Firenze: per la prima dell’attesissimo “Assassinio sul Nilo” di Kenneth Branagh. Per questa serata speciale  il pubblico è invitato a indossare un dress code ’20,  per vivere l’esperienza di un vero e proprio salto nel tempo, nelle magiche ed esotiche atmosfere del film! L’evento è organizzato in collaborazione con il British Institute di Firenze. In sala sarà inoltre allestito un fotoset a tema.

Il nuovo film diretto e interpretato da Kenneth Branagh e tratto da uno dei più celebri romanzi di Agatha Christie, pubblicato nel 1937.Branagh veste nuovamente i panni del celebre investigatore belga Hercule Poirot.

Questi i premi in palio previsti per la speciale serata:

–       3 carnet di 5 biglietti-omaggio da utilizzare al cinema Odeon

–       Iscrizione annuale alla biblioteca del British Institute

–       Quattro ore di lezioni individuali di italiano al British Institute

–       Un corso breve estivo di inglese al British Institute

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze Tel. 055-214068 Biglietto unico: euro 10 INFO

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Thich Nhat Hahn “Gone with the wind” al cinema Odeon

Thich Nhat Hahn “Gone with the wind” al cinema Odeon

Lo scorso 22 Gennaio, Thich Nhat Hahn, una delle più importanti guide spirituali del mondo, ha lasciato il corpo. Per celebrare la straordinaria figura di questo maestro sabato 5 (ore 18) e domenica 6 (ore 16)  il Cinema Odeon di Firenze presenta in prima nazionale il documentario

Il Maestro Zen Thich Nhat Hanh (Thay) è stato uno dei più influenti leader spirituali del XX e del XXI secolo, nominato da Martin Luther King Jr. per il Premio Nobel per la Pace. Negli anni ’60 e ’70 le sue idee antimilitariste e il suo impegno contro la guerra del Vietnam lo aveva posto in contrasto con i governi sia del Vietnam del Nord sia del Vietnam del Sud, oltre che con gli Stati Uniti, ed era stato costretto a lasciare il suo Paese, vivendo in esilio. Ha sostenuto fermamente, per tutta la sua vita, gli insegnamenti del Buddha. Ha dedicato la sua vita a trovare la chiave per uscire dalla sofferenza e ha insegnato a “vivere nel momento presente”. “E’ possibile soffrire meno – insegna Thay – se avete il tempo di ascoltare la vostra sofferenza e la sofferenza del mondo”. Thay ha pubblicato più di 100 libri, tra gli scrittori buddhisti è secondo solo al Dalai Lama, il suo libro “Il miracolo della presenza mentale” è una delle opere più influenti a livello globale.

La storia di questo grande maestro, ed è stata realizzata da un team che l’ha ricostruita partendo dal Plum Village, il più grande monastero buddista d’Europa, fondato più di trent’anni fa vicino a Bordeaux, in Francia, e frequentato da più di 10 mila persone all’anno. E’ qui che Thay ha insegnato la “Consapevolezza“, ovvero imparare a tornare al “qui e ora” per vivere nel momento presente, sviluppata attraverso la pratica della Meditazione. “La Meditazione – insegna Thay – non è una fuga dalla società, ma è un tornare a noi stessi e vedere quello che succede. Una volta che si vede, ci deve essere azione. Con la Consapevolezza sappiamo cosa dobbiamo e non dobbiamo fare per aiutare”. Il film è il racconto di questo grande cambiamento, che da un individuo si può estendere a tutti gli esseri e a tutto il mondo.

THICH NATH HANH: GONE WITH THE WIND (Hong Kong, 80′)

Versione originale (cinese e inglese) con sottotitoli in italiano 

Biglietto unico: euro 10 INFO

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“Ennio” in anteprima nazionale all’Odeon

“Ennio” in anteprima nazionale all’Odeon

Sabato 29 e Domenica 30 gennaio  un evento speciale al Cinema Odeon di Firenze:   in anteprima nazionale “ENNIO”, il film che Giuseppe Tornatore ha dedicato alla vita e all’opera del Maestro Ennio Morricone.

Il film, presentato come evento speciale all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è il ritratto sentito, affettuoso e intenso sulla musica, l’intuito cinematografico e l’umanità di un genio italiano del Novecento e oltre. Giuseppe Tornatore riesce a contenere l’arte e la vita incontenibili di Ennio Morricone in un film, intitolato semplicemente e confidenzialmente “Ennio”.

O almeno riesce a contenere (in due ore e mezzo) alcuni frammenti fulgidi della musica e “del cinema” del grande compositore che iniziò la carriera seguendo le orme del padre trombettista (Ennio inizialmente avrebbe voluto fare un lavoro “serio”). Dalla gavetta notturna come suonatore di tromba in un night club, per pagarsi gli studi, alla composizione al Conservatorio con Petrassi, fino agli arrangiamenti per Gianni Morandi ed Edoardo Vianello (in “Pinne fucile ed occhiali” suonò ogni genere di oggetto o elemento, dalla macchina da scrivere alla bacinella d’acqua al fischietto). Per arrivare ai primi western musicati con lo pseudonimo di Dan Savio. Proprio grazie a “Duello nel Texas” e “Le pistole non discutono”, firmati sotto falso nome, fu scoperto da Sergio Leone. Nacque la coppia regista-musicista leggendaria per il nostro cinema, tra titoli animati, suoni di spari, e il fischio di Alessandro Alessandroni. Cinema di genere e quello d’autore.

Dal western ai “Pugni in tasca” di Bellocchio, che ricorda: «Fui colpito che un uomo riservato e credente come Morricone accettasse di prendere parte a un film antireligioso come il mio». E ancora, il cinema di Elio Petri e quello di Bernardo Bertolucci, due pezzi anarchici e cult per Joan Baez nel “Sacco e Vanzetti” di Montaldo e infine il sodalizio proprio con il regista del documentario stesso, Tornatore (“Nuovo Cinema Paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano”…). L’Oscar alla carriera e quello per la migliore colonna sonora originale: The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Tornatore tesse magnificamente frammenti di un mosaico talmente vasto e variegato da risultare impossibile. La bravura dell’autore sta nel cogliere le tessere imprescindibili del mosaico e metterle a fuoco grazie a magnifico materiale di repertorio o interviste realizzate ad hoc a Clint Eastwood («La musica di Ennio dava drammaticità al mio personaggio, era un co-regista…»), Bruce Springsteen, Tarantino e tanti altri.

ASCOLTA L’INTERVISTA ‘PERDUTA’ COL MAESTRO MORRICONE

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10

www.odeonfirenze.com

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DeAndré#DeAndré: storia di un impiegato

DeAndré#DeAndré: storia di un impiegato

DeAndré#DeAndré. Storia di un impiegato il documentario arriva in sala per 3 giorni. Dal 25 al 25 ottobre al Cinema. Scopri la programmazione

Il documentario DeAndré#DeAndré. Storia di un impiegato già presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si basa sul concerto/spettacolo del concept-album di Fabrizio De André che il figlio Cristiano – apprezzato sullo stesso palco sia dal pubblico che dal padre Fabrizio – ha sapientemente riarrangiato e portato in tour con grande successo per due anni.

All’interno del film ci sono musica, documenti inediti e la partecipazione esclusiva di Cristiano De André, Dori Ghezzi e Filippo De André. La regista Roberta Lena (già autrice dello spettacolo/concerto) indaga, attraverso la memoria di Cristiano, il suo rapporto col padre, fornendoci uno sguardo diverso sul grande cantautore e una visione contemporanea di un’opera che rappresenta un’eredità artistica e politica per ognuno di noi.

Dal fulcro dell’opera, vengono svelati le memorie mai confessate, i sentimenti che hanno ispirato la creazione, la comunità di artisti e amici che sono diventati famiglia: i grandi artisti di quel tempo che riempivano la casa di Portobello in Sardegna, dove l’album è stato in parte concepito e che circondavano il bambino Cristiano. Nel film tutte le vicende di Faber, filtrate dalla memoria del figlio, appaiono improvvisamente arricchite, approfondite dal più forte dei legami, fino a diventare un racconto completamente inedito, per contenuti e carica emotiva. Una sorta di biografia, attraverso il rapporto speciale tra padre e figlio, del loro comune sentire, del loro comune pensiero sociale, delle sofferenze condivise, fino ad arrivare a un riconoscimento totale e alla simbiosi, al passaggio di testimone, all’eredità.

“Voi non avete fermato il vento gli avete fatto perdere tempo” diceva Fabrizio De André rivolto al potere parlando di cosa era rimasto del ’68. E aggiungeva che la creazione dell’album “Storia di un impiegato” – scritto nel 1973 con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani – gli aveva fatto compiere la sua più grande rivoluzione: “Già è stato difficile da borghese diventare anarchico, ma il vero lavoro è stato da individualista diventare collettivista”. 

Programmazione in Toscana: a Firenze al Cinema Odeon, al Portico, all’Uci, Al cinema The Space di Novoli, Grotta Sesto Fiorentino, The Space Livorno, Multisala Odeon Pisa.

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