Clorofilla film festival, allo Spazio Alfieri, il 3 e 4 dicembre

Clorofilla film festival, allo Spazio Alfieri, il 3 e 4 dicembre

Serate conclusive di Clorofilla Film Festival allo Spazio Alfieri di Firenze, che si svolgeranno domani 3 dicembre e mercoledì 4 dicembre. Tra gli ospiti oltre ai registi anche il musicista Paolo Benevegnù

Si svolgeranno nei giorni 3 e 4 dicembre  allo Spazio Alfieri di Firenze (via dell’ulivo, 8) le serate finali del Clorofilla film festival, promosso da Legambiente. Dopo tante proiezioni in giro per la Toscana, il festival green si chiude con alcune anteprime per Firenze e le premiazioni. In programma nel pomeriggio del 3 dicembre alle 17 il documentario Controcorrente. Lo stato delle acque in Italia di Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi

A seguire, alle 19.00, l’incontro sulla campagna #Ioaccolgo con la partecipazione di Paolo Benvegnù e di Cecco e Cipo a cui seguirà la proiezione del documentario The climate limbo di Elena Brunello con la regia di Francesco Ferri, Paolo Caselli che racconta il rapporto tra migrazioni e cambiamenti climatici.

Mercoledì 4 dicembre alle 17 il cartone Dilili a Parigi di Michel Ocelot, una storia che affronta temi come i diritti umani e l’integrazione nella Parigi della Belle Epoque. Alle 19 Deforestazione made in Italy  di Francesco De Augustinis. Due anni di indagini, viaggi, ricerche, racchiusi in un documentario ambientato tra Italia, Europa e Brasile che accusa alcune delle eccellenza del Made in Italy di contribuire alla deforestazione tropicale. Alle 20.30 Mirabilia Urbis di Milo Adami, un breve documentario su Antonio Cederna a cui seguiranno le premiazioni dell’edizione 2019 e in chiusura Petralana suonano Fernet, un concept album, che racconta attraverso le canzoni la storia di un uomo in fuga sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Un semplice contadino delle Langhe che parte soldato per fuggire dal suo piccolo mondo.

Info: www.spazioalfieri.it – tel. 055-5320840 – Ingresso a pagamento

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“Grazie a Dio” di François Ozon in esclusiva allo Spazio Alfieri

“Grazie a Dio” di François Ozon in esclusiva allo Spazio Alfieri

Il nuovo film di Ozon sul caso di pedofilia ecclesiastica che ha sconvolto la Francia nel 2016, premiato al Festival di Berlino, un esempio di sobrietà e antiretorica. Da giovedì 17 ottobre, ore 16.30, 19.00 e 21.30 Spazio Alfieri Firenze

Da giovedì 17 ottobre (v.o. sottotitolato italiano – ore 16.30, 19.00 e 21.30) in esclusiva allo Spazio Alfieri il nuovo film del regista François Ozon – Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino -Grazie a Dio. Il film riprende il suo titolo dalle parole testuali dell’arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, alla conferenza stampa sul caso di pedofilia ecclesiastica che nel 2016 ha sconvolto l’opinione pubblica francese: “Grazie a Dio tutti questi fatti sono prescritti”.

Interamente basato sulla cronaca vera – come già l’inchiesta di “Spotlight” e lo straziante documentario di Alex Gibney sugli abusi su bambini sordomuti, “Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio”- quello di Ozon è un film sorprendente, che rispetta i fatti e i nomi reali degli interessati: per questo in Francia ha rischiato, fino all’ultimo, di non uscire, per l’opposizione dei ‘veri’ protagonisti della vicenda. La sceneggiatura segue, cronologicamente, la genesi del sito “La parole libérée”, che ha dato voce agli ex ragazzi abusati a partire dalla scoperta che il predatore era ancora all’opera, a Lione.

I soggetti narranti e operanti sono le vittime non rassegnate di un sacerdote stimato e benvoluto, padre Bernard Preynat, colpevole ‘solo’ di aver abusato per anni di decine e decine di piccoli boy scout che assisteva. Le vittime ormai adulte, in successione, hanno il coraggio di riportare a galla quell’incubo che trent’anni prima gli ha segnato la vita, scontrandosi con la vergognosa sordità del cardinale Barbarin, che giusto nel marzo di quest’anno è stato condannato in primo grado a sei mesi con la condizionale per “omessa denuncia di maltrattamenti”. Barbarin ha presentato sette mesi fa le sue dimissioni al Papa, ma non sono state accettate. Mai processato, padre Peyrat è stato comunque espulso dallo stato clericale dal Tribunale Ecclesiastico, almeno non potrà rovinare altri bambini.

“Quello che mi ha sconvolto – dice il regista – è che tutti sapevano, che molte famiglie cattoliche praticanti avevano denunciato i fatti e che per trent’anni quel sacerdote sia stato lasciato al suo posto, a contatto con i bambini, libero di fare quello che dichiaratamente faceva – a suo dire – per malattia”.Quello di Ozon è il film di un laico, di educazione cattolica, ‘per e non contro la Chiesa’, come afferma uno dei personaggi. Ma soprattutto è un film, prodigo di tensioni in crescendo, asciutto, antiretorico, costruito su traiettorie intime che approdano a un senso politico.

ingresso: Intero • € 8,00 Ridotto • € 6,00
info tel. 055 5320840 – www.spazioalfieri.it

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“Il pianeta in mare” in esclusiva allo Spazio Alfieri di Firenze

“Il pianeta in mare” in esclusiva allo Spazio Alfieri di Firenze

“Il Pianeta in Mare” sarà in esclusiva allo Spazio Alfieri da venerdì 27 settembre, dove alle 19.00 il regista Andrea Segre presenterà il film nato per non dimenticare la parte più rimossa della nostra società: i lavoratori dell’industria

Andrea Segre, apprezzato regista e documentarista veneto attento ai problemi dell’immigrazione e del territorio, realizza un documentario su Porto Marghera, presentandolo Fuori Concorso alla 76° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il Pianeta in Mare sarà in esclusiva allo Spazio Alfieri da venerdì 27 settembre, dove alle h. 19.00 il regista presenterà il film nato per non dimenticare la parte più rimossa della nostra società: i lavoratori dell’industria (proiezioni anche sabato 28/9 h. 16.00 e domenica 29/9 h. 18.00).

Andrea Segre entra con sentimento e precisione nel pianeta industriale di Marghera, cuore meccanico della Laguna di Venezia, che da cento anni si alimenta delle persone che ci lavorano, che ci sono morte dentro, che hanno creduto e lavorato e che ancora lavorano, con dignità, fatica e fiducia.

Marghera appare come un luogo irreale e astratto, uno spazio metafisico e ancorato, intersecato di viali che si prolungano all’infinito, cesellato di piccole case geometriche isolate nel verde. La sua immagine speculare è il porto commerciale, caotico e decaduto, duemila ettari di industria e cantiere, 135 chilometri di binari, 18 canali portuali, quaranta di strade interne dove il regista incontra impiegati in pensione, manager, operai stranieri, camionisti e la cuoca dell’ultima trattoria rimasta. Avamposto a prezzi modici per avventori sopravvissuti alla fine del Petrolchimico. Il mondo di Marghera vive in bilico tra il suo ingombrante passato e il suo futuro incerto, con i suoi operai di oltre 60 nazionalità diverse e Segre conduce lo spettatore in luoghi mai raggiunti prima: il ventre d’acciaio delle navi in costruzione, le ombre dei bastioni abbandonati del Petrolchimico, gli alti forni e le ciminiere delle raffinerie, il nuovo mondo telematico di Vega, le centinaia di container che navi intercontinentali scaricano senza sosta ai bordi dell’immobile Laguna.

Ingresso: Intero  € 8,00 Ridotto  € 6,00 INFO

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In esclusiva allo Spazio Alfieri “La Mafia non è più quella di una volta”

In esclusiva allo Spazio Alfieri “La Mafia non è più quella di una volta”

Da giovedì 12 settembre in esclusiva allo Spazio Alfieri “La Mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco presentato in concorso alla 76° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Ancora una volta Franco Maresco guarda alla sua Sicilia con uno sguardo dolce-amaro e grottesco. In La mafia non è più quella di una volta propone alcuni memorabili personaggi del suo precedente lavoro Belluscone, (vincitore a Venezia nel 2014 del Premio Speciale della Giuria sezione Orizzonti) primo fra tutti Ciccio Mira, organizzatore di feste di piazza, nato omertoso e silente, che organizza allo Zen di Palermo, “I neomelodici per Falcone e Borsellino”. In opposizione all’incredibile personaggio palermitano Maresco propone un vero cavallo di battaglia, la ottantenne Letizia Battaglia, fotoreporter per il quotidiano palermitano ‘L’Ora’. Le sue drammatiche fotografie in bianco e nero documentano, dagli anni ’70 ai ’90, la guerra di mafia, facendo toccare con mano la brutalità di Cosa nostra, cosa che l’ha fatta conoscere a livello internazionale, il New York Times l’ha definita una delle “undici donne che hanno segnato il nostro tempo”.

Maresco ci accompagna in un viaggio tra il popolino palermitano. Interpellati dalla voce fuori campo di Maresco, proprio come ai tempi di Cinico Tv, strimpellatori di chitarre scordate, ballerine ottuagenarie sgangherate e stonati giovanissimi crooner devono rispondere a due domande: “dica ‘No alla Mafia’ e ‘Falcone e Borsellino sono due eroi’ ”. E ovviamente le risposte sono: “No”, “No comment”, “Non mi interessa”.

Maresco rovescia il tavolo della resistenza a questa omertà, si inabissa in mezzo al finto ricordo degli “eroi”, mescolando sempre più documentario (tanto) e finzione (poca, ma decisiva) e contrapponendo l’ottimismo viscerale e sanguigno dell’amica fotografa Letizia Battaglia con il suo personale scetticismo.

In esclusiva allo Spazio Alfieri da giovedì 12 settembre, h. 18, 19.45, 21.30 fino al 18 settembre.

TRAILER 

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