Green pass in Rsa toscane: sindacati “Abuso di potere”

Green pass in Rsa toscane: sindacati “Abuso di potere”

Green pass in Rsa toscane: ”Si tratterebbe di un abuso di potere, urge un confronto a tutela dei lavoratori e del servizio, affinché si trovino le soluzioni più idonee a evitare disagi e potenziali rischi. Si rischia una vertenzialità diffusa e caotica. La Regione Toscana vigili”.

Le dure critiche arrivano da una nota unitaria di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl in risposta alla dichiarazione del Coordinamento Gestori Rsa toscane sull’obbligatorietà del Green Pass per i lavoratori delle strutture di residenza per anziani.

”Abbiamo appreso dalla stampa regionale dell’intenzione del Coordinamento Gestori delle Rsa toscane di rendere obbligatorio il possesso di green pass per i lavoratori delle Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani e disabili, da oggi lunedì 6 settembre 2021.

La nostra risposta è molto chiara: qualora si verificasse questo tipo di controllo sulle lavoratrici e i lavoratori, quale condizione pregiudiziale per prestare il proprio orario di servizio, saremmo di fronte a un abuso di potere. Se le aziende sanitarie sono in ritardo nel segnalare alle strutture i lavoratori che, pur essendo vincolati a un obbligo vaccinale per legge, non sono ancora in regola con la somministrazione, questo non può consentire ai datori di lavoro di assumere iniziative in merito a un aspetto già ampiamente normato dal Governo, fin nei tempi e nelle modalità di sanzione”, spiegano.

Come è noto infatti, proseguono i sindacati, che ricordano come il personale sanitario e di interesse sanitario abbia già l’obbligo di vaccinarsi, secondo quanto disposto dal D.L. n. 44/2021 poi convertito nella L.n. 76/2021. ”

E’ a fronte di questi aspetti che come organizzazioni sindacali riteniamo sia importante un confronto a tutela dei lavoratori e del servizio, affinché si trovino le soluzioni più idonee a evitare disagi e potenziali rischi. Appare infatti evidente che la norma comporti già di per sé passaggi di notevole complessità e delicatezza: non vediamo il bisogno di alzate di ingegno utili solo a sollevare un problema tra i gestori e il sistema sanitario, dove in mezzo restano penalizzati i lavoratori e gli ospiti delle strutture. Visti i parametri assistenziali già insufficienti a regime normale si rischia una vertenzialità diffusa e caotica che nulla potrà portare al miglioramento di questi servizi”, spiegano ancora. ”

Se questo fosse lo scopo surrettiziamente perseguito, si apra allora subito un confronto tra l’assessorato, le aziende sanitarie, i gestori delle Rsa e i sindacati come abbiamo già fatto in passato per affrontare i passaggi critici che non sono certo mancati in questa pandemia. Inoltre chiediamo alla Regione di vigilare in merito a queste iniziative unilaterali, le quali potrebbero creare disagi ai servizi resi, ed ai lavoratori. Noi non ci prestiamo a favorire questa strategia: siamo pronti come sempre a svolgere la nostra parte a sostegno del settore, ma prima di tutto esigiamo il rispetto per quelle lavoratrici e quei lavoratori che sono già sottoposti per legge quelle lavoratrici e quei lavoratori che sono già sottoposti per legge a obbligo vaccinale, che hanno portato avanti i servizi con turni massacranti, che si sono ammalati e che hanno contagiato le proprie famiglie”, concludono le categorie di Cgil, Cisl e Uil.

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Polizia Municipale, “tutele e sicurezza per il lavoro notturno”, presidio Piazza Signoria

Polizia Municipale, “tutele e sicurezza per il lavoro notturno”, presidio Piazza Signoria

In Piazza della Signoria si è tenuto un presidio organizzato da Rsu e sindacati per fare il punto della vertenza con il Comune che da cinque anni deve risolvere un problema di salute e sicurezza per i servizi notturni della Polizia Municipale

I lavoratori e le lavoratrici della Polizia municipale di Firenze, tramite la Rsu (con Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, Dicapp) sono tornati in piazza per chiedere maggiori tutele per il lavoro notturno, aumentato in questo periodo segnato dal Covid.

In Piazza della Signoria si è tenuto un presidio organizzato da Rsu e sindacati per fare il punto della vertenza con il Comune che da cinque anni deve risolvere un problema di salute e sicurezza per i servizi notturni. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici è partita nel 2016 che denunciano il peggioramento della situazione con la nuova organizzazione del servizio comunicata lo scorso dicembre.

“Il servizio notturno è una delle parti fondamentali sullo stress da lavoro correlato. È un problema che abbiamo da tempo prima del 2016 c’era già una procedura che permetteva un esonero a una certa età. Con l’ultima procedura uscita prima di Natale è stato destrutturato portando gli agenti. Nell’ultimo anno molto lavoro si è trasformato in 18-24, che non è riconosciuto come orario notturno”, spiega Roberto Bologni, RSU Polizia Municipale e delegato sindacale CGIL.
Bologni lavora dal 1996 nella Polizia Municipale a Firenze, ” Abbiamo voluto dare un segnale alla città ma anche alla giunta”, conclude Bologni, “Per la nostra azione quotidiana siamo parte della vita di questa città noi chiediamo solo delle soluzioni che in questo momento sia tutelata la nostra salute”

La Rsu ha ricordato che l’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici durante questo periodo segnato dal covid. “In un periodo di emergenza sanitaria il personale della Polizia Municipale ha costantemente lavorato in presenza, garantendo come sempre il proprio impegno istituzionale. Impegno che ci aspettiamo anche da chi amministra questa città, nel garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, beni primari ed irrinunciabili per tutti. Si tratta di una vertenza sindacale che non chiede soldi in più al Comune di Firenze, ma tutela della salute e sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici della Polizia Municipale”.

La dirigenza del Comune ha convocato i sindacati per discutere della vertenza in un tavolo tecnico per il 28 aprile.

Il presidio è stato anche l’occasione per donarehanno raccolto 6mila euro che sono stati donati al teatro L’Affratellamento. L’assegno simbolico è stato consegnato stamani, davanti a Palazzo Vecchio, al presidente del Teatro Luigi Mannelli. “Il teatro L’Affratellamento, a fronte di una crisi finanziaria profonda dovuta al lungo periodo di chiusura, ha ricevuto, come tutto il settore dello spettacolo, pochissime risorse in questo lungo periodo di chiusura”, ha spiegato la Rsu, mentre Mannelli, ringraziando per il gesto, ha detto che si tratta di “una boccata d’ossigeno che ci aiuta a resistere”.

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Mobilitazione per i lavoratori sanità e pubblico impiego

Mobilitazione per i lavoratori sanità e pubblico impiego

🔈Firenze, si è svolta in tutta Italia una mobilitazione a sostegno dei lavoratori della sanità e del pubblico impiego, con presidi di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa davanti agli ospedali in Toscana per: “Garantire sicurezza agli operatori e procedere con assunzioni e stabilizzazioni per affrontare l’emergenza”

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Questo lo slogan della mobilitazione, promossa da Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl e Uil Pa, che si è svolta oggi davanti agli ospedali e ai luoghi simbolo di diverse città italiane, in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni.

Anche in Toscana si sono tenute iniziative su tutto il territorio regionale per chiedere garanzie di lavorare in sicurezza, assicurando ai lavoratori dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. I sindacati chiedono anche di procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari, e di rinnovare i contratti per valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori.

A Firenze un presidio si è tenuto all’Ospedale San Giovanni di Dio, Torregalli.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il segretario generale della Fp Cgil Firenze, Alessandro Giorgetti:

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Protesta dei lavoratori della sanità privata

Protesta dei lavoratori della sanità privata

?Firenze, continua la protesta dei lavoratori – in tutta Italia – della sanità privata, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per il rinnovo del contratto.

Stamani c’è stato un sit in di protesta davanti alla sede della prefettura, con circa 70 persone, ed è anche questo relativo alla mobilitazione in corso per la mancata ratifica da parte delle associazioni delle case di cura private, Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari), della pre-intesa per il rinnovo del contratto, atteso da 14 anni, raggiunta lo scorso 10 giugno.

IL contratto riguarda oltre 100mila lavoratori in Italia, circa 3mila in Toscana. I sindacati, già scesi in piazza a Roma lo scorso 5 agosto, minacciano lo sciopero, considerando “vergognosa” la scelta di Aiop e Aris: “Andiamo avanti con la mobilitazione – ha spiegato Riccardo Bartolini della Cgil – e siamo pronti allo sciopero nazionale, a meno che non arrivi la firma del contratto”.

Nei mesi scorsi, ha ribadito Fabrizio Grassi (Uil), “c’è stata una preintesa a livello nazionale, firmata da entrambe le parti. Poi però non è arrivata la firma definitiva. Sono scelte incomprensibili, che non danno merito agli operatori sanitari. Da oggi faremo un presidio che durerà fino al 31 agosto, giorno in cui ci sarà una nuova protesta. Poi andremo avanti fino allo sciopero”.

Per Marco Bucci (Cisl) si tratta di una “situazione vergognosa anche perché l’accordo permette di adeguare i valori economici” degli operatori privati “a quelli della sanità pubblica. Entro il 31 luglio si doveva ratificare l’intesa ma, con un atteggiamento gravissimo, le associazioni Aris e Aiop non hanno comunicato la loro disponibilità. È uno scenario grave, che apre scenari di inaffidabilità totale”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Lorenzo Mainetti della CGIL e Mario Bucci della CISL:

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Un premio economico per gli operatori della sanità toscana, accordo Regione-sindacati

Un premio economico per gli operatori della sanità toscana, accordo Regione-sindacati

Arriva un premio economico da 38 milioni di euro per gli operatori della sanità pubblica toscana, oggi l’accordo tra Regione e Cgil-Cisl-Uil Toscana e di categoria. Cgil e Fp Cgil Toscana: “Riconosciuto l’impegno e la funzione sociale di chi è in prima linea contro il coronavirus”.

Dopo i “grazie”, arriva un premio/incentivo economico per gli operatori della sanità toscana impegnati in prima linea nell’emergenza Coronavirus: lo prevede un accordo siglato oggi tra Regione e i sindacati Cgil-Cisl-Uil Toscana e Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Toscana.
L’importo complessivo, coperto da risorse della Regione, è di 38 milioni di euro. L’incentivo sarà rispettivamente di 45, 25 e 20 euro per ogni turno lavorato dal 17 marzo al 30 aprile, con una graduazione legata al reparto o servizio nel quale si lavora e non alla figura professionale. Chi sono nel dettaglio i 38mila beneficiari delle misura, che sarà accreditata direttamente in busta paga? Medici, infermieri, Oss, tecnici sanitari e addetti al front office.
Nella platea saranno compresi anche i lavoratori interinali ed i precari in genere purchè, ovviamente, impegnati all’assistenza.
La Regione inoltre si è impegnata a contrattare coi sindacati, con lo stesso metodo, un incentivo economico per i lavoratori della sanità privata e degli appalti.
Regione e sindacati infine hanno concordato di aggiornare l’accordo oltre la scadenza, per individuare i possibili sviluppi.
“Si tratta di un accordo importante che riconosce il valore dei lavoratori del Sistema Sanitario Regionale della Toscana. Naturalmente non risolve tutti i problemi, a cominciare da quelli di sicurezza, che affliggono i lavoratori in queste settimane ma siamo comunque davanti ad un riconoscimento, non solo a parole, del loro impegno e della loro funzione sociale. E’ esattamente questo il senso dell’impegno del sindacato confederale che trova un positivo riscontro in questa intesa”, hanno detto Cgil Toscana e Fp Cgil Toscana.

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