Nardella: “Associazione intercomunale per servizi e funzioni per 12 comuni”

Nardella: “Associazione intercomunale per servizi e funzioni per 12 comuni”

Firenze, il sindaco della Città metropolitana Dario Nardella, al termine dell’incontro in Palazzo Medici Riccardi, con i sindaci dei Comuni più vicini ovvero Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Impruneta, Signa, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino e Vaglia, ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per creare una sorta di ‘task force’ per affrontare problematiche comuni.

“Abbiamo deciso di avviare un percorso – ha detto il sindaco Nardella – per realizzare una associazione intercomunale e mettere insieme una serie di servizi e funzioni, dalla mobilità alla pianificazione strutturale urbanistica, alla sicurezza urbana, alla promozione economica per attrarre investimenti e creare posti di lavoro, all’ambiente, ai servizi alle famiglie in ambito scolastico”.

“Questi 12 Comuni – ha aggiunto il sindaco di Firenze – rappresentano una area omogenea urbana dove le infrastrutture e la mobilità sono fondamentali, pensiamo alle tramvie, agli altri servizi di mobilità. Ed è anche un’area economicamente molto forte, una delle più forti d’Italia. Nelle prossime settimane porteremo nei nostri 12 Consigli comunali un documento di base che contenga questi aspetti e la bozza del regolamento dell’associazione intercomunale. Questa è la volta buona, forse anche la crisi del Covid ci ha reso più consapevoli, ci ha spinto a lavorare insieme mettendo da parte certe competizioni tra sistemi. Ora dobbiamo essere uniti”.

“Non abbiamo parlato – ha concluso Nardella – di aeroporto, ma di aspetti concreti che si possono mettere in campo. Tra gli esempi la sicurezza urbana, far lavorare insieme le polizie locali, ma anche la pianificazione urbanistica: se facciamo un unico grande piano strutturale urbanistico noi diamo a centinaia di migliaia di cittadini e a migliaia di imprese le stesse regole urbanistiche generali. Si è parlato anche di appalti e contratti. Facciamo collaborare i nostri uffici per fare appalti comuni”.

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Sondaggio Firenze: intervenire prioritariamente su sanità e welfare

Sondaggio Firenze: intervenire prioritariamente su sanità e welfare

Lo dice un sondaggio presentato oggi a Firenze realizzato da You Trend su un campione rappresentativo formato da 802 persone residenti nel comune

Per i cittadini di Firenze la priorità per il futuro sono le nuove linee della tranvia, seguite dalla pista dell’aeroporto, poi la stazione dell’alta velocità e, infine, il nuovo stadio. E’ quanto emerge da un sondaggio commissionato dell’Associazione punto su Firenze e realizzato da You Trend su un campione rappresentativo formato da 802 persone residenti nel comune.

Più in generale, secondo i fiorentini, il Comune dovrebbe intervenire prioritariamente sui settori sanità e welfare, poi sul mondo del turismo e della cultura, seguiti dalla scuola, dalla viabilità, e dalla sicurezza. Tra gli interventi meno prioritari i fiorentini indicano quelli nelle opere pubbliche, la trasparenza della Pa, e la realizzazione del nuovo stadio Franchi.

Su questo fronte, dal sondaggio emerge che l’86,9% dei cittadini conosce il progetto di riqualificazione dello stadio Franchi e tra loro il 59,2% preferisce l’ipotesi di riqualificarlo piuttosto che costruirne uno nuovo (34,2%) e il 62,9% giudica positivamente il progetto del Comune di riqualificare l’intera area di Campo di Marte. Il sondaggio ha anche testato la fiducia nell’amministrazione: il 43,2% dei fiorentini ha abbastanza fiducia nel sindaco di Firenze Dario Nardella, il 10,4% dice di avere molto fiducia, il 26,1% poca e il 14,5% dichiara non avere fiducia nel sindaco. Il Comune, secondo il sondaggio, ha affrontato abbastanza bene la crisi pandemia (per il 52,9%), tuttavia la vita dei cittadini è cambiata in peggio (molto per il 16,3%, e in peggio, ma in modo meno grave rispetto ad altri concittadini per il 54,9%). Per Nardella “al netto delle opere pubbliche che sono una costante, il sociale, l’occupazione, i giovani, le famiglie saranno la grande sfida, il terreno su cui si mostrerà la capacità del governo nazionale e della nostra amministrazione”. “Sullo stadio – ha aggiunto – i fiorentini, se da un lato sono molto ben informati, dall’altro però quando vengono interrogati sulle priorità delle opere pubbliche ristabiliscono un ordine che è quello della vita quotidiana”.

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I sindaci contrari al ricorso al TAR per la variante sr 222 – Chiantigiana

I sindaci contrari al ricorso al TAR per la variante sr 222 – Chiantigiana

Dopo l’ennesimo ricorso al TAR per l’assegnazione dei lavori di realizzazione della variante SR 222 – Via Chiantigiana, i sindaci e i comuni di Bagno a Ripoli, Impruneta e Greve in Chianti si sono costituiti parte civile.

Variante Sr 222 – Via Chiantigiana, la ditta seconda arrivata ha fatto ricorso al TAR per ottenere l’annullamento dell’esito della gara per l’aggiudicazione dei lavori.

La società Polistrade Costruzioni Generali S.p.a, mandataria del costituendo RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con la Società Italiana Costruzioni Strade S.r.l., ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo della Toscana contro la Città Metropolitana di Firenze in merito alla procedura di affidamento dell’appalto per la realizzazione della Variante di Grassina, rivendicandone l’aggiudicazione e chiedendo l’annullamento della procedura di gara. La gara si era precedentemente conclusa con l’aggiudicazione dei lavori da parte dell’impresa Rosi Leopoldo S.p.a., costituita in RTI con Consorzio Stabile Toscano S.c.a.r.l., Endiasfalti S.p.a. e La Calenzano Asfalti S.p.a.

La Città Metropolitana di Firenze, insieme ai Comuni di Bagno a Ripoli, Greve in Chianti e Impruneta si costituiranno in giudizio nell’ambito del procedimento a difesa dell’iter amministrativo. Dario Nardella, Sindaco della Città Metropolitana di Firenze, ha commentato così il ricorso al TAR insieme agli altri sindaci: “Un’opera prigioniera della burocrazia, ecco ancora una volta come appare oggi la Variante alla Chiantigiana. Il ricorso contro l’aggiudicazione dei lavori da parte della ditta seconda arrivata rischia purtroppo di far slittare ulteriormente i tempi per la ripresa dei lavori. È una doccia fredda che arriva proprio alla vigilia della ripartenza dei cantieri. Una notizia che non avremmo mai voluto dare ai cittadini di Grassina e del Chianti, che aspettano quest’opera da decenni”.

La nota prosegue rinnovando la fiducia nei tecnici che si sono occupati della procedura di assegnazione: “Proviamo grandissima amarezza e sconforto ma abbiamo piena fiducia nella correttezza dell’iter amministrativo e nel lavoro svolto dalla Commissione di gara composta anche dai tecnici della Città Metropolitana e del Comune di Bagno a Ripoli, che nonostante le difficoltà legate al Covid, aveva individuato in tempi brevi l’impresa per riaprire i cantieri quanto prima”.

I sindaci danno la colpa dell’allungamento dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche alla burocrazia paralizzante che regola queste opere. “Questo nuovo ricorso è l’ennesimo segno che qualcosa deve velocemente cambiare nel sistema di realizzazione delle opere pubbliche nel nostro Paese, in perenne balia di corsi e contro-ricorsi, mentre i cittadini subiscono le ricadute di progetti tenuti in stand-by per anni. Per questo non rimarremo fermi. Non solo la Città metropolitana si costituirà in giudizio, ma anche le amministrazioni comunali faranno altrettanto a difesa dell’interesse delle proprie comunità”.

Infine, concludono con un appello agli organi di Governo Nazionale perché intervengano semplificando le procedure, soprattutto in vista dell’arrivo dei fondi europei stanziati dal Next Generation Fund: “Siamo stufi di questi continui ricorsi al Tar, alimentati da una burocrazia soffocante e da un sistema normativo inestricabile. Senza entrare nel merito del ricorso, una riflessione va fatta anche sui continui conflitti tra le aziende che partecipano alle gare e intasano le aule dei tribunali amministrativi. La storia della variante di Grassina è lastricata di fallimenti, contenziosi giuridici civili e amministrativi, gare di appalto riscritte e ribandite, adeguamenti a modifiche normative. Così non ce la facciamo più. Ci chiediamo come sarà possibile realizzare 209 miliardi di opere finanziate dal Recovery Fund se esistono casi come la variante di Grassina. Bene che il ministro Giovannini stia lavorando per semplificare le norme sugli appalti; il governo deve intervenire subito perché il tema dei ricorsi facili al Tar ci fa perdere tempo e denaro”.

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I 41 sindaci dell’area metropolitana a favore della Zona Rossa

I 41 sindaci dell’area metropolitana a favore della Zona Rossa

Tutti i 41 sindaci dell’area metropolitana fiorentina hanno sostenuto la decisione della Regione di prolungare la permanenza dell’area in Zona Rossa.

Attraverso una nota congiunta pubblicata ieri sera, i 41 sindaci della Città Metropolitana di Firenze hanno dichiarato il proprio sostegno alla decisione della Regione Toscana di prolungare di una settimana lo stato di Zona Rossa nell’area metropolitana nonostante il declassamento del territorio regionale a Zona Arancione.

Nella nota, a firma di Città Metropolitana di Firenze, ovvero tutti i 41 sindaci che amministrano i comuni presenti nell’area, si spiega: “La decisione di mantenere per una settimana l’intero territorio provinciale di Firenze in zona rossa è stata presa in piena sintonia fra tutti e 41 i sindaci della Città Metropolitana insieme al Presidente della Regione Eugenio Giani, dopo attente valutazioni basate sui dati della pandemia nel nostro territorio, con particolare attenzione all’aumento dei contagi e dell’occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali”.

Nella lettera si fa riferimento alla situazione di difficoltà per le attività commerciali dell’area e alla situazione di affaticamento nella quale si trovano alcuni gruppi familiari: “Siamo tutti consapevoli delle difficoltà per le categorie economiche e per le scuole, con le seconde e terze medie e le superiori ancora in dad, ma si tratta di un sacrificio di cinque giorni in più, necessario per poter contenere ancora i contagi, con la speranza di poter tornare in zona arancione già dal prossimo fine settimana”.

In merito ai diversi livelli di contagio presenti nei comuni della Città metropolitana, il criterio di decisione è stato quello del pragmatismo: “I dati dei contagi non sono omogenei su tutto il territorio metropolitano, ci sono Comuni più colpiti e altri meno, ma non aveva alcun senso adottare un provvedimento a macchia di leopardo che avrebbe soltanto aumentato la confusione, mentre i cittadini oggi ci chiedono prima di tutto chiarezza delle regole”.

Stando alla nota rilasciata dalla Città Metropolitana, la scelta è stata presa di comune accordo da tutti i responsabili della classificazione delle regioni a livello nazionale, dal Ministro della Salute alle amministrazioni comunali. La decisione è stata presa “di comune accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza, consapevoli che la battaglia per contenere la pandemia e far ripartire le attività sui nostri territori non si gioca sul filo di lana dei dati ma in scelte e comportamenti responsabili, spesso gravosi ma orientati alla soluzione dei problemi, considerato che si parla di province – quella di Prato, già in zona rossa, e quella di Firenze – dove vive la metà della popolazione toscana e dove si concentrano importanti centri ospedalieri che subiscono una pressione non più sostenibile“.

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Covid: Nardella,convocherò riunione con sindaci area Metropolitana Firenze

Covid: Nardella,convocherò riunione con sindaci area Metropolitana Firenze

‘Per allineare eventuali azioni o limitazioni’ nel territorio: il Sindaco di Firenze Dario Nardella sulle misure di contenimento del contagio

“Convocherò entro la fine della settimana un incontro con tutti sindaci dell’area metropolitana, in modo da allineare eventuali azioni o limitazioni da fare”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine di una conferenza stampa parlando della situazione legata al Covid.

“Chiederò anche di partecipare all’incontro – ha aggiunto – alla prefetta Alessandra Guidi, a un rappresentante della Regione Toscana e al direttore dell’Asl Toscana centro, Paolo Morello Marchese. Questa riunione ci potrà servire non solo per fare il punto sulla situazione, ma anche per capire come possiamo rendere la riposta della Città Metropolitana il più omogenea possibile”.

Lo scorso 12 marzo era stata firmata settimana l’ordinanza della scorsa settimana, relativa allo stop alla vendita e all’asporto di bevande alcoliche su tutto il territorio comunale oltre al divieto di consumo di bevande alcoliche in luogo pubblico e al divieto di stazionamento nelle quattro aree del centro più a rischio assembramento, nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 16 alle 22.  In questi giorni e in questi orari è inoltre disposto il divieto di consumo di bevande alcoliche nelle vie, piazze ed altri spazi pubblici o aperti al pubblico, nell’intero territorio comunale.

Secondo Nardella,”ha prodotto effetti buoni, non si è registrato nessuna caso critico di movida o assembramenti” e che “ulteriori limitazioni e provvedimenti li vorrei esaminare nell’ambito di questa riunione che farò con i sindaci della Città metropolitana e decidere insieme a loro se sia opportuno applicare delle limitazioni ulteriori, o comunque omogenee per tutta l’area oppure no”.

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