Tornare in casse senza mascherine e plexiglass? E’ possibile, anzi, auspicabile

Tornare in casse senza mascherine e plexiglass? E’ possibile, anzi, auspicabile

Ascolta l’intervista con il dott. CLAUDIO MARABOTTI. “I bambini e gli adolescenti rappresentano solo l’1–5% dei casi diagnosticati di COVID-19 ,  almeno il 90% hanno una malattia asintomatica o lieve (4,5), e  sono raramente responsabili del contagio di persone adulte”

Siamo un gruppo di medici di varie specialità, ma prima di tutto siamo genitori di figli in età scolare.

Stiamo assistendo con una certa preoccupazione al dibattito intorno alla riapertura delle scuole a settembre.

Ci siamo affidati quindi alla medicina basata sull’evidenza per proporre un documento di riflessione con la speranza che possa essere utile a migliorare il dibattito.

Di fronte ad un virus nuovo e sconosciuto, nonostante la presenza di equivoche evidenze a favore di un sicuro vantaggio nel controllo della pandemia COVID 19, moltissimi paesi nel mondo hanno ritenuto necessario chiudere gli istituti scolastici (1,2).
Per i nostri bambini e ragazzi è stato un anno molto difficile, si sono dovuti confrontare con un mostro invisibile ma molto più forte e crudele di quelli che si trovano nelle favole o si combattono nei videogiochi. Niente amici, niente sport, niente corse all’aria aperta. Mesi passati davanti allo schermo di un computer o a fare compiti su fotocopie sbiadite. Costretti a tenersi a distanza da tutti gli affetti ed a volte addirittura dai genitori. Tutti noi, genitori e figli, lo abbiamo accettato con grade responsabilità e senso civico. Il virus ci ha costretti a tanti cambiamenti nella vita quotidiana, a tante rinunce e spesso anche a grandi perdite economiche.
Le conseguenze psicologiche di questa deprivazione dagli stimoli sociali e cognitivi, pur rivestendo una particolare delicatezza in ogni bambino, sono state più severe per i bambini con necessità di speciale attenzione (affetti da patologie depressive, disturbi dello spettro autistico, deficit cognitivo). (3).

Oggi però sappiamo molte più cose, e alcune di queste sono fondamentali per una ripartenza della scuola a Settembre che coniughi sicurezza ed efficacia educativa e formativa. I bambini e gli adolescenti rappresentano solo l’1–5% dei casi diagnosticati di COVID-19 e almeno il 90% hanno una malattia asintomatica o lieve (4,5). I bambini che sembrano essere a più alto rischio di malattia più grave sono i neonati di età <1 anno e quelli con condizioni mediche di base come patologie cardiovascolari, polmonari e quelli che devono assumere terapie immunosoppressive.

Ma da pochi giorni è emersa una nuova importantissima evidenza: i bambini sono raramente responsabili del contagio di persone adulte.
– In un gruppo di 39 famiglie svizzere con bambini affetti da Covid-19, solo in tre casi i bambini sono risultati essere il vettore dell’infezione all’interno della famiglia. Negli altri 36 casi sono stati infettati da familiari.
– Simili risultati sono stati ottenuti da uno studio su 68 bambini cinesi affetti da Covid-19: nel 96% dei casi questi bambini sono stati contagiati in casa e non a scuola.
– Un bambino francese di 9 anni con sintomi respiratori, risultato positivo sia a Covid-19 che a influenza A, venuto a contatto continuativo con 80 coetanei, non ha prodotto nessun contagio secondario da Coronavirus mentre sono stati rilevati contagi da virus influenzale.
– Infine, 9 studenti affetti (e anche 9 adulti appartenenti allo staff di una scuola), venuti a contatto con 735 studenti e 128 adulti del personale scolastico, hanno indotto solamente due infezioni secondarie (6).

I bambini esprimono poco il recettore ACE2 – quello che il virus SARS-CoV-2 usa per infettare le cellule che rivestono la mucosa del naso. Il fatto di avere pochi recettori per il virus in quella che è la porta di ingresso delle infezioni respiratorie giustificherebbe la minore suscettibilità dei bambini all’infezione. I bambini si infetterebbero di meno, si ammalerebbero di meno e sarebbero anche meno contagiosi rispetto agli adulti (7).
Si pensa inoltre che la scarsa propensione al contagio all’interno della scuola sia dovuta al fatto che i bambini positivi siano quasi sempre asintomatici, e quindi producano molte meno goccioline di Flügge con colpi di tosse e starnuti. La quantità di particelle virali liberate in ambiente dai bambini (elemento in stretta correlazione con la trasmissione dell’infezione) è pertanto molto bassa (8,9)

Anche se sembrerebbe paradossale per le informazioni e le misure messe in campo fino ad oggi, la scuola dovrebbe invece essere considerata un ambiente sicuro, in cui i contagi sono molto difficili. I maggiori rischi sarebbero tra insegnanti e genitori che quindi dovrebbero mantenere le distanze fisiche tra loro e l’un l’altro a scuola. Aumentare il tempo dei nostri bambini a scuola vuol dire inoltre ridurre il tempo di esposizione a persone adulte ed anziane che potrebbero essere a loro volta vettori di infezione (10).

Per questi motivi, sostenuti dalle solide evidenze scientifiche riportate, riteniamo che la ripresa delle attività scolastiche possa avvenire con procedure meno stringenti rispetto a quelle necessarie in altri ambienti condivisi da molti individui (ad esempio luoghi di lavoro, bar e ristoranti).
Il personale e gli studenti dovrebbero praticare una buona igiene per prevenire la diffusione di COVID-19. Ciò include lavarsi le mani a intervalli regolari, coprire la bocca e il naso con un gomito o un tessuto piegato quando si tossisce o starnutisce, mettendo immediatamente i tessuti usati in un cestino ed evitando di toccare gli occhi, il naso e la bocca.
Dovrebbe essere previsto un protocollo speciale per la scuola, condiviso con le famiglie (a cui si chiederà la massima responsabilità e cooperazione) in cui i bambini privi di sintomi e dopo misurazione della temperatura corporea prima dell’ingresso, partecipano alle lezioni senza limitazioni stringenti di distanziamento interpersonale e senza necessità di uso della mascherina (che, oltre ad essere sostanzialmente inutile nei bambini per quanto sopra esposto, risulta un importante impedimento alla comunicazione non-verbale tra insegnanti e alunni).
Resta comunque essenziale la raccomandazione di adeguare gli ambienti scolastici, ampliando le dimensioni delle aule per ridurre la densità degli alunni e favorendo l’attività didattica all’aperto, ogniqualvolta questo sia possibile.
Desideriamo infine chiarire che queste raccomandazioni, basate su solide ed aggiornate basi scientifiche, possono essere ovviamente aggiornate qualora, nei prossimi mesi, emergessero novità nella letteratura scientifica o qualora le operazioni di monitoraggio epidemiologico evidenziassero segni di riattivazione dell’epidemia da SARS-CoV-2.

Dr Claudio Marabotti (cardiologo)
Dr.ssa Simona Bellini (psichiatra)
Dr Giacomo Fruzza (pediatra, pronto soccorso e 118)
Dr Lorenzo Del Pesce (cardiologo)
Dr Riccardo Ristori (medicina d’emergenza-urgenza)

1 – The Lancet Child Adolescent Health. Pandemic school closures: Risks and opportunities. Lancet Child Adolesc Health 2020;4(5):341. doi: 10.1016/S2352-4642(20)30105-X.
2 – Viner RM, Russell SJ, Croker H, et al. School closure and management practices during coronavirus outbreaks including COVID-19: A rapid systematic review. Lancet Child Adolesc Health 2020;4(5):397–404. doi: 10.1016/S2352-4642(20)30095-X.
3 – Lee J. Mental health effects of school closures during COVID-19. https://www.thelancet.com/…/PIIS2352-4642(20)30109…/fulltext
4 – Tezer H, Bedir Demirdağ T. Novel coronavirus disease (COVID-19) in children. Turk J Med Sci 2020;50(SI–1):592–603. doi: 10.3906/sag-2004-174.
5 – CDC COVID-19 Response Team. Coronavirus disease 2019 in children – United States, February 12-April 2, 2020. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2020;69(14):422–26. doi: 10.15585/mmwr.mm6914e4.
6 – Benjamin Lee and William V. Raszka. COVID-19 Transmission and Children: The Child is Not to Blame. Pediatrics May 2020, e2020004879; DOI: https://doi.org/10.1542/peds.2020-004879.
7 – Supinda Bunyavanich, MD, MPH; Anh Do, PhD; Alfin Vicencio, MD. Nasal Gene Expression of Angiotensin-Converting Enzyme 2 in Children and Adults. JAMA. Published online May 20, 2020. doi:10.1001/jama.2020.8707
8 – Jones TC, Mühlemann B, Veith T, et al. An analysis of SARS-CoV-2 viral load by patient age (https://zoonosen.charite.de/…/u…/microsites/m_cc05/virologie ccm/dateien_upload/Weitere_Dateien/analysis-of-SARS-CoV-2-viral-load-by-patient-age.pdf). German. Research network Zoonotic Infectious Diseases website: Charité – Universitätsmedizin Berlin, 2020.
9 – Ludvigsson JF. Systematic review of COVID-19 in children shows milder cases and a better prognosis than adults. Acta Paediatr 2020 doi: 10.1111/apa.15270 [published Online First: 2020/03/24]
10 – Mossong J, Hens N, Jit M, et al. Social contacts and mixing patterns relevant to the spread of infectious diseases. PLoS Med 2008;5(3):e74. doi: 10.1371/journal.pmed.0050074 [published Online First: 2008/03/28] —

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