Coldiretti: cinghiali aumentati del 15% in Toscana. Serve prelievo selettivo

Coldiretti: cinghiali aumentati del 15% in Toscana. Serve prelievo selettivo

Stamattina manifestazione davanti alla sede della giunta regionale toscana. “La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 20  milioni di euro all’anno alle produzioni agricole” sottolinea Coldiretti Toscana.

La modifica  della norma statale volta a semplificare e rafforzare gli interventi di controllo e contenimento della specie,  un impegno da adottare a livello regionale per regolamentare l’attività di prelievo venatorio, che  gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale. E ancora: che  il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio,  che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al Prefetto in quanto “competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.” Sono queste le richieste che Coldiretti ha portato in piazza questa mattina.
Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano i cinghiali che hanno invaso città e campagne in Toscana con un aumento del 15%. E’ quanto emerge dalla stima di Coldiretti Toscana in occasione della protesta di agricoltori, cittadini e istituzioni in piazza Duomo a Firenze. I branchi – sottolinea la Coldiretti regionale – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone.

Dopo il lockdown causato dall’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di oltre 300 mila esemplari – sottolinea la Coldiretti regionale – con gli animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute. C’è chi si è ritrovato un cinghiale in piscina, chi li ha incrociati in mare e anche chi – evidenzia la Coldiretti – li ha fotografati mentre si godono la siesta su un materasso abbandonato accanto ai bidoni della spazzatura.

La Giunta della Regione Toscana ha già deliberato, in linea con le legittime istanze degli agricoltori rappresentate in maniera pressante in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli agricoltori – in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale – di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. Un atto importante e unico che, però, necessita di atti procedurali utili – aggiunge Coldiretti Toscana – alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali.

Oltre ai rilevanti danni alle colture, è ingente l’impatto negativo – insiste Coldiretti Toscana – sulla biodiversità e sull’ambiente in generale, parallelamente al ripetersi degli incidenti stradali dovuti ad animali, in molti casi drammatici o mortali.

La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 20  milioni di euro all’anno alle produzioni agricole ma – sottolinea Coldiretti Toscana – viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale.

Senza dimenticare il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana (Psa) e dunque una delle misure necessarie in Italia è la gestione numerica della popolazione di questi animali. L’azione dunque secondo il Piano – continua la Coldiretti – deve essere indirizzata alla riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette.

La Coldiretti Toscana chiede che le Regione, che ha già autorizzato l’intervento diretto degli agricoltori con il coordinamento della Polizia provinciale, faccia pressing in Conferenza Stato Regioni, per.

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Killer delle api, Vespa velutina attacca in Liguria e Toscana

Killer delle api, Vespa velutina attacca in Liguria e Toscana

La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori è minacciata da insetti killer come il calabrone asiatico (Vespa velutina) comparsa in Europa nel 2004, probabilmente introdotta con merci di origine cinese e poi arrivata anche in Italia con i primi avvistamenti dieci anni fa.

E’ da quest’anno che gli apicoltori della Coldiretti hanno denunciato attacchi in Liguria e Toscana di questo insetto predatore, capace di tenere sotto assedio gli alveari.

Il risultato è che le api bottinatrici smettono di uscire dall’arnia e la colonia di conseguenza si indebolisce. La Vespa velutina aggredisce infatti gli alveari con strategia militare: le api bottinatrici cariche di polline vengono catturate al rientro nell’alveare, uccise e portate al
proprio nido per alimentare i piccoli killer.

Tra i nemici delle api c’è anche l’Aethina tumida, il coleottero degli alveari che danneggia i favi e porta alla perdita di miele e polline e a volte anche dell’intera famiglia.

Come anche la pericolosissima varroa, arrivata nel 1984 in Italia anche in questo caso dall’Oriente. L’acaro in poco tempo fece scomparire la maggior parte delle colonie selvatiche, mentre quelle gestite dagli apicoltori sopravvissero solo grazie all’utilizzo di prodotti e tecniche di allevamento come l’ingabbiamento della regina.

Un killer contro il quale però oggi sono state messe a punto diversi trattamenti per sconfiggerlo, ma la difficoltà sta nel fatto che di queste api non gestite si conosce poco, da quante sono e dove vivono al tasso di mortalità. Per superare questa mancanza di informazioni la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) ha lanciato quest’estate l’app BeeWild per poterle mappare dove è possibile anche inviare delle foto geolocalizzandole.

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Olio: Coldiretti, corsa acquisti, in Toscana +31% produzione

Olio: Coldiretti, corsa acquisti, in Toscana +31% produzione

Nella regione prodotte 14mila tonnellate

‘Caccia’ all’olio con l’aumento del 9,5% degli acquisti delle famiglie che con l’emergenza Covid sono tornate a fare scorte in cucina con i prodotti base della dieta mediterranea, e con la Toscana in controtendenza sul dato nazionale con un incremento del 31% in più della nuova produzione regionale. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Toscana sulla base dell’aggiornamento previsionale elaborato da Ismea e Unaprol per la campagna 2020-21.


“A fronte di una situazione produttiva preoccupante in Italia dove si stima il crollo del 30% della nuova produzione nazionale che dovrebbe attestarsi attorno a 255 milioni di chili – sottolinea in una nota Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -, in Toscana si conferma un aumento già stimato del 31% rispetto al 2019, con 14mila tonnellate di olio prodotto e qualità eccellente, con la punta di diamante della Igp Olio Toscano per cui si stima una produzione di quasi 3mila tonnellate”.


Secondo Coldiretti, in Italia nove famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni, con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. “Il blocco del canale Ho.Re.Ca con la chiusura di 22.500 ristoranti, pizzerie e 3.200 agriturismi che somministrano cibo e si dedicano all’oleoturismo – aggiunge Filippi – avrà effetti anche sul settore oleario che ha resistito alla prima ondata pandemica, segnando nei primi sei mesi del 2020 un aumento delle esportazioni del 15%.

Per sostenere questo importante segmento dell’economia toscana in un momento critico causato dall’emergenza Covid, servono provvedimenti immediati con massicci investimenti pubblici e privati, a partire da un piano straordinario di comunicazione sull’olio che rappresenta da sempre all’estero un prodotto simbolo della dieta mediterranea”.

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Olio: Coldiretti, corsa acquisti, in Toscana +31% produzione

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Nella regione prodotte 14mila tonnellate

‘Caccia’ all’olio con l’aumento del 9,5% degli acquisti delle famiglie che con l’emergenza Covid sono tornate a fare scorte in cucina con i prodotti base della dieta mediterranea, e con la Toscana in controtendenza sul dato nazionale con un incremento del 31% in più della nuova produzione regionale. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Toscana sulla base dell’aggiornamento previsionale elaborato da Ismea e Unaprol per la campagna 2020-21.


“A fronte di una situazione produttiva preoccupante in Italia dove si stima il crollo del 30% della nuova produzione nazionale che dovrebbe attestarsi attorno a 255 milioni di chili – sottolinea in una nota Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -, in Toscana si conferma un aumento già stimato del 31% rispetto al 2019, con 14mila tonnellate di olio prodotto e qualità eccellente, con la punta di diamante della Igp Olio Toscano per cui si stima una produzione di quasi 3mila tonnellate”.


Secondo Coldiretti, in Italia nove famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni, con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. “Il blocco del canale Ho.Re.Ca con la chiusura di 22.500 ristoranti, pizzerie e 3.200 agriturismi che somministrano cibo e si dedicano all’oleoturismo – aggiunge Filippi – avrà effetti anche sul settore oleario che ha resistito alla prima ondata pandemica, segnando nei primi sei mesi del 2020 un aumento delle esportazioni del 15%.

Per sostenere questo importante segmento dell’economia toscana in un momento critico causato dall’emergenza Covid, servono provvedimenti immediati con massicci investimenti pubblici e privati, a partire da un piano straordinario di comunicazione sull’olio che rappresenta da sempre all’estero un prodotto simbolo della dieta mediterranea”.

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Ritorno alla terra per gli under 35. In Toscana 2700 giovani guidano le imprese agricole

La fotografia secondo Coldiretti: metà dei giovani imprenditori sono laureati, il 57% ha fatto innovazione. Il presidente Filippi: "L’agricoltura Toscana ha bisogno di semplificare la burocrazia e l’accesso al credito"

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