🎧 Assemblea in Gkn: annunciata mobilitazione 4 dicembre e consultazione popolare

🎧 Assemblea in Gkn: annunciata mobilitazione 4 dicembre e consultazione popolare

Gkn – Lavoratori e cittadini hanno riempito lo spazio allestito dentro la ex Gkn per l’assemblea aperta indetta dal Collettivo di Fabbrica. Annunciata una nuova mobilitazione per l’intera giornata del 4 dicembre in fabbrica ed una sorta di consultazione popolare autogestita per chiedere al territorio se è con la vertenza, per una fabbrica pubblica e socialmente integrata.

Intervista a Dario Salvetti, Rsu Qf ex Gkn ed Antonella Bundo consigliera Sinistra progetto Comune.

“Il Consiglio comunale ha la competenza di interrompere la calunnia, poteva farlo riunendosi dentro la fabbrica che avevamo difeso. Non è stato fatto. Adesso evitiamo a 300 famiglie, già provate dalla situazione, l’ennesimo dibattito sulle loro teste. Chi pronuncia giudizi e parole su Gkn lo faccia studiandosi i 16 mesi” di crisi aziendali. Lo ha detto Dario Salvetti, della Rsu e del Collettivo di fabbrica Gkn, parlando invece nel pomeriggio in  Consiglio comunale convocato proprio sull’azienda.

Salvetti aveva invitato le istituzioni a organizzare l’assemblea cittadina nella fabbrica di Campi Bisenzio (Firenze), idea poi naugrafata anche per l’opinione contraria del centrodestra. “Sedici mesi senza lavoro è danno psicologico – ha aggiunto -. Bisogna chiedersi cosa fa la politica con i lavoratori Gkn”. Tra i presenti al Salone dei Duecento il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, il coordinatore della struttura per le crisi d’impresa del Mise Luca Annibaletti, il presidente della Commissione lavoro all’interno del ministero del Lavoro Walter Rizzetto.

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Gkn, Nardella: “Il Comune di Firenze quando è in gioco il tema del lavoro non si tira indietro”

Gkn, Nardella: “Il Comune di Firenze quando è in gioco il tema del lavoro non si tira indietro”

Firenze, sulla vertenza della ex Gkn di Campi Bisenzio si è espresso oggi il sindaco Dario Nardella a margine di un evento a Palazzo Vecchio.

“Stiamo operando su due fronti, il primo è quello con il Governo. Proprio oggi ho inviato una lettera al ministro Urso per invitarlo a vedere lo stabilimento, per confrontarsi con istituzioni e organizzazioni sindacali. È una delle vertenze più complicate e difficili che abbiamo nel Paese e credo che il nuovo ministro non possa non metterla al centro della sua agenda. Inoltre chiediamo che il tavolo del Mise faccia un passo in avanti, concreto, dando quantomeno il via libera alle misure di ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione”.

“Per quanto riguarda il nostro intervento è quello di trovare nuovi investitori che possano mettere sul tavolo nuovi piani industriali – ha aggiunto -. Noi abbiamo chiesto con forza alla nuova proprietà di accettare il fatto che le istituzioni pubbliche si adoperino direttamente. Non escludo che nelle prossime settimane si possa fare un sopralluogo con i tecnici della Regione, la proprietà e questi potenziali investitori”.

Rispondendo a chi gli ha chiesto se fosse infastidito dal fatto che si tira in ballo solo il Comune ha poi detto: “Capisco che chiamino in ballo il Comune di Firenze per motivi di visibilità politica però credo che tutti sappiano che il Comune non ha alcun ruolo formale. Il Comune di Firenze quando è in gioco il tema del lavoro non si tira indietro ma non possiamo confondere i ruoli istituzionali formali con quello politico“. Nel frattempo oggi si terrà il Consiglio comunale sull’azienda, a Palazzo Vecchio e non in fabbrica come avrebbero voluto i lavoratori: “Credo che questa decisione non possa essere fraintesa come un minore impegno dell’amministrazione sul fronte della Gkn”, il commento di Nardella.

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Gkn: Giani, serve un intervento forte del ministero

Gkn: Giani, serve un intervento forte del ministero

Firenze, il presidente della regione Eugenio Giani, a margine dell’evento cittadino ‘Firenze domani’, ha espresso alcune dichiarazioni in merito alla situazione dell’ex Gkn di Campi Bisenzio.

La posizione della Regione “è quella di trovare degli investitori, sembrava che questo potesse essere Borgomeo: se vi sono delle difficoltà nel suo lavoro cercheremo altri interlocutori che possano rilevare l’azienda”. Secondo Giani “se ci lavoriamo con costanza, poi la Toscana è attrattiva, e gli investimenti li può convertire. Noi siamo con i lavoratori, li seguiamo nel lavoro che viene fatto per trovare chi possa rilevare ciò che, in modo malcapitato, la Melrose lasciò andare sul mercato. Dobbiamo lavorare in positivo: effettivamente l’interlocuzione con il Ministero deve essere molto più forte, perché una cosa è il Comune, la Regione, e una cosa è il Ministero, che ha un panorama e una serie di rapporti con imprenditori ed imprese che possono aiutarci di più”.

“Sicuramente chiamerò il ministro” delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso “e gli chiederò di poter fare il punto della situazione perché c’è la necessità di un intervento forte da parte del ministero”. Prosegue il presidente della Toscana. “Noi avevamo confidato tutti che il processo aperto da Borromeo potesse portare a trovare uno sbocco. Vedendo che questo sbocco non si trova dovremo riprendere in mano la situazione del dialogo e dell’impegno. Con il sindaco Dario Nardella faremo un focus per coordinare il lavoro delle istituzioni locali, certo accanto a loro è fondamentale che anche il Ministero si dia da fare“.

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I lavoratori dell’ex Gkn a Palazzo Vecchio, Consiglio Comunale sospeso

I lavoratori dell’ex Gkn a Palazzo Vecchio, Consiglio Comunale sospeso

Firenze, alcune decine di lavoratori della ex Gkn si sono recati in consiglio comunale a Palazzo Vecchio, per chiedere chiarezza sulla vertenza.

Il consiglio comunale di Firenze è stato quindi sospeso per permettere ai lavoratori della ex Gkn, di incontrare i capigruppo. L’incontro è avvenuto avvenuto dopo quello con l’assessore al Lavoro Benedetta Albanese e il deputato Pd Federico Gianassi. Gli operai, hanno fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di lasciare Palazzo Vecchio tanto che molti di loro si trovano in aula tra il pubblico con zaini con all’interno cibo e acqua.

Il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha poi riferito al Consiglio: “I lavoratori hanno manifestato l’intenzione di rimanere in Consiglio Comunale, per esprimere le difficoltà che in questo momento particolare stanno vivendo. La conferenza dei capigruppo ha dato la disponibilità a trovare una soluzione che consenta di far rimanere questo presidio senza un aggravamento delle posizioni personali. L’assessore Albanese ha fatto tutta una serie di interlocuzioni. Il Consiglio comunale rimane sospeso finché non sarà possibile riprendere i lavori nella maniera ordinaria”. “E’ una situazione fuori dalla normalità ma altrettanto fuori dall’ordinarietà è la vertenza che vi vede coinvolti”, ha aggiunto Milani.

“La disperazione, il tentativo di gettare fango su uno stabilimento e su una lotta di popolo, ribaltare costantemente la verità – avevano spiegato in precedenza dai lavoratori -. Ci abbiamo pensato bene a quali proteste fare. Non toccheremo l’agibilità delle strade o dei mezzi usati da chi va a lavorare. Siamo venuti a rivendicare la nostra dignità qua. Dicono che si chiami ‘Comune’ perché è la casa di tutte e tutti. Noi siamo in consiglio comunale. Non ce ne andiamo senza novità risolutive sulla vertenza. Ad oltranza qua. Questo presente finisce ora. Il nostro futuro comincia adesso”.

All’inizio della seduta, i lavoratori della ex fabbrica Gkn erano stati richiamati dal presidente del Consiglio comunale Luca Milani perché non si sono alzati durante l’esecuzione degli inni, come prevede il regolamento dell’assemblea cittadina. Su questo tema il consigliere del gruppo Centro, Emanuele Cocollini, ha detto che “è un fatto grave e non tollerabile che il pubblico presente non si sia alzato in piedi durante l’esecuzione dell’inno nazionale”. Secca la replica di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune: “Una fabbrica chiude, ma c’è chi bada all’inno”.

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Gkn, il collettivo protesta a Firenze. Presidio anche davanti il consiglio regionale

Gkn, il collettivo protesta a Firenze. Presidio anche davanti il consiglio regionale

Firenze, nella mattinata di oggi 10 novembre tre “blitz spontanei” a sostegno del Collettivo di fabbrica ex Gkn di Campi Bisenzio si sono formati nei pressi della stazione centrale di Santa Maria Novella, all’aeroporto Amerigo Vespucci e in via Cavour davanti al Consiglio regionale della Toscana.

I lavoratori hanno dato vita a piccoli presidi con slogan e striscioni del Collettivo Gkn, protestando anche contro il ritardo nel pagamento dello stipendio di ottobre. Proprio a causa di quest’ultimi ritardi nei pagamenti, la Fiom-Cgil ha indetto ieri uno sciopero di due ore per oggi per i metalmeccanici di Firenze, Prato e Pistoia.

“Il ricatto degli stipendi – accusa il Collettivo – è l’ultimo capitolo della codardia di un intero sistema. Avevamo avvertito di non osare toccare il reddito dopo che ci avete toccato il lavoro. Vi piace vedere gli operai disperati e ricattati senza stipendio? Noi, gli ultimi, possiamo essere ovunque e contemporaneamente“. Il Collettivo chiede inoltre “la verità sullo stato societario” di Qf Spa, nuova proprietaria della fabbrica ex Gkn di Campi Bisenzio; di “mettere a disposizione lo stabilimento di chi veramente vuole e può portare idee, progetti, lavoro”; quindi, l’attivazione di una “Cassa integrazione non retroattiva e solo con un vero piano di reindustrializzazione”.

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