Maltrattamenti a ospiti Rsa di Pescia (Pt), arrestate 3 operatrici

Maltrattamenti a ospiti Rsa di Pescia (Pt), arrestate 3 operatrici

Tre operatrici di una Rsa di Pescia (Pistoia) sono state arrestate, per un’ordinanza di custodia cautelare, nell’ambito di un’inchiesta su presunti maltrattamenti nei confronti di ospiti della struttura.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Pistoia. Le tre operatrici si trovano ai domiciliari. In particolare sarebbero contestate violenze verbali e anche fisiche nei confronti degli anziani degenti, in un periodo che va da giugno a agosto scorsi come spiegato dagli inquirenti: a suffragare le accuse ci sarebbero anche le immagini riprese dalle telecamere installate dagli investigatori nella Rsa.

Le dichiarazioni di una ex dipendente avevano fatto partire le indagini sui presunti maltrattamenti. Nella struttura attualmente si trovano tra i 20 e 30 degenti. Il racconto dell’ex dipendente risale alla fine di giugno scorso. Riguardo ai maltrattamenti, gli investigatori hanno parlato di condotte vessatorie, con minacce, insulti, ingiurie rivolte alle presunte vittime. In qualche occasione, ci sarebbero state anche episodi di percosse e di strattonamenti.

Nella struttura San Domenico, come accaduto in altre Rsa, nella fase uno dell’emergenza Covid, si sono anche registrati casi positivi e anche decessi tra gli ospiti e durante lo scorso aprile i familiari di alcuni degenti avevano affisso sul cancello della Rsa uno striscione per ringraziare il personale per quanto stava facendo per i loro cari.

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Pescia apre un parco dedicato ai disabili mentali

Pescia apre un parco dedicato ai disabili mentali

Pescia, in provincia di Pistoia, al via da lunedì 11 maggio, a Pescia, Oasi sicura, uno spazio dedicato all’ attività motoria di soggetti affetti da disabilità intellettiva, disturbi allo spettro autistico e patologie psichiatriche.

Il provvedimento, spiega una nota, è stato varato dalla giunta municipale di Pescia, guidata dal sindaco Oreste Giurlani, insieme alla Pubblica assistenza di Pescia, su proposta dell’assessore al sociale Fiorella Grossi.

L’accesso, previa prenotazione, sarà riservato a alle persone in possesso della certificazione sanitaria che attesta le patologie per le quali la struttura sarà esclusivamente riservata.

Le visite si svolgeranno il lunedì e venerdì dalle 9 alle 12 e il martedì e giovedì dalle 15 alle 18. “Fra le varie esigenze emerse in questo difficile momento, c’era quella delle famiglie al cui interno c’è un disabile psichico – dicono Giurlani e Grossi – Per motivi diversi e facili da comprendere, per loro le difficoltà che ci sono per tutti gli altri si amplificano. Per questo, insieme alla Pubblica assistenza, abbiamo riservato un parco interamente a loro, in modo che possano passeggiare e godere del verde in assoluta tranquillità e sicurezza”

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Carburanti: maxi evasione, indagini partite da Pescia

Carburanti: maxi evasione, indagini partite da Pescia

Una maxi evasione fiscale da 30 milioni di euro è stata scoperta dalla guardia di finanza di Pistoia e dall’Agenzia delle dogane nel settore della importazione e commercializzazione di carburanti, nell’ambito di un’operazione denominata ‘Gasoline free’.

Diciassette soggetti residenti in Toscana, Campania e Piemonte, che a seguito della maxi evasione scovata dalla Guardia di Finanza sono stati indagati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali, hanno ricevuto provvedimenti di misura cautelare: 3 sono in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 11 sono sottoposti all’obbligo di dimora.

Sequestrati anche beni per un valore di 20 milioni e 11 società, 8 delle quali risultate fittizie, tutte operanti nel settore dell’importazione e della commercializzazione degli idrocarburi con sede in Toscana, Campania, Lazio ed Emilia Romagna.

Le indagini sono partite da una società di Pescia (Pistoia) considerata “terminale privilegiato” di altre aziende fittizie per evadere l’Iva.

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Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

L’Agenzia regionale di sanità ieri mattina ha diffuso i numeri della malattia: 31 sono i morti che hanno contratto l’infezione del batterio New Delhi in Toscana, l’area più colpita è l’Azienda sanitaria Nord-Ovest.

Nel periodo compreso tra novembre fino al 31 agosto, il batterio New Delhi è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati negli ospedali toscani; la mortalità, dicono le ricerche scientifiche, è del 40% e il dato regionale rientra nella media.

Per quanto riguarda i portatori del ceppo batterio, sui quali sono applicate le misure igieniche di contenimento e che non hanno sviluppato una infezione, si tratta di 708 malati. I 31 pazienti deceduti, va precisato, erano persone con più malattie, anziani fragili, per questo non è facile attribuire automaticamente la causa della morte al batterio New Delhi.

Come spiega il dottor Danilo Tacconi, che fa parte della task force regionale nata per contrastare il superbatterio, in una persona sana il microrganismo non provoca conseguenze alla salute e resta spesso inattivo “a volte anche per mesi, forse di più, finchè il sistema immunitario non lo riconosce e riesce ad eliminarlo”. “Ma in soggetti immunodepressi – prosegue – ovvero in pazienti anziani con molte patologie, sotto chemioterapia, reduci da interventi chirurgici invasivi, grandi ustionati, o anche persone sottoposte a lunghi cicli di antibiotici, il batterio ha molta più possibilità di dare vita a una sepsi (l’infezione del sangue, ndr.). La mortalità osservata in questi casi è del 40%, ma non è immediatamente correlabile all’infezione, potrebbe invece essere causata dalla patologia preesistente”.

L’ospedale che ha riscontrato più isolamenti nel sangue del batterio New Delhi è quello di Pisa: si tratta della struttura più grande della Asl, dove capitano i casi più complessi, che finiscono in rianimazione o in reparti di alta specialità, come il centro ustioni, e quindi non stupisce che sia maggiormente colpito. Sono stati 31 i casi accertati nel periodo sopraindicato nell’azienda pisana. Segue Livorno, con 9, l’ospedale della Versilia con 8, il presidio di riabilitazione cardiologica di Volterra con 6, Massa con 4 e Cecina e Pontedera con 3. Gli altri ospedali dell’azienda sanitaria Nord-Ovest sono tutti a un caso, mentre alcuni casi sono stati riscontrati in altre strutture regionali come Careggi, Siena, Pescia, Pistoia.

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