Fratoianni, stato emergenza per ecoballe Piombino

Fratoianni, stato emergenza per ecoballe Piombino

“Trovo davvero incomprensibile che al pasticcio burocratico che ha portato nei mesi scorsi al blocco della rimozione di decine di ecoballe che si trovano da 5 anni nei fondali marini tra Piombino, Follonica ed Elba, non si sia ancora trovata una soluzione operativa efficace”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

“Il ministero dell’ambiente, gli enti locali, la guardia costiera tutti sono concordi nella necessità della dichiarazione dello stato di emergenza – prosegue l’esponente di Leu – Stato
di emergenza non ancora proclamato. A maggio ho presentato un’interrogazione su questi ritardi, e anche questa ancora senza risposta.”
“Non si può più aspettare ulteriormente: il rischio di un danno ecologico incalcolabile per quel territorio e per quel mare é sempre più reale. E sarebbe inaccettabile. Nei prossimi giorni – conclude Fratoianni – chiederò che le forze parlamentari di maggioranza trovino una soluzione”

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Paracadutista trovato morto sotto traliccio a Piombino, ipotesi base jumping finito male

Paracadutista trovato morto sotto traliccio a Piombino, ipotesi base jumping finito male

Un paracadutista di 31 anni, Emanulele Vetere, originario della provincia di Milano, in forza al Col Moschin, il 9° battaglione di assalto della Brigata Folgore di Livorno, è stato trovato morto sotto un traliccio a Piombino. Secondo prime ipotesi la morte potrebbe essere avvenuta dopo un lancio notturno fatto in attività sportiva privata.

I carabinieri stanno tentando di capire se l’incidente è avvenuto a causa del malfunzionamento del paracadute o se si è trattato di una caduta accidentale avvenuta mentre stava raggiungendo la sommità del traliccio di 70 metri per raggiungere il punto di lancio.

Gli investigatori stanno infatti indagando sulla possibilità che l’uomo praticasse il base jumping, uno sport estremo nel quale ci si lancia con il paracadute da edifici, ponti e tralicci. Una pratica pericolosa, anche perché chi si lancia non ha il paracadute di emergenza.

Il paracadutista, secondo quanto accertato finora, al momento dell’incidente si trovava da solo ed era solito ‘base jumping’. Il corpo è stato ritrovato da un commilitone verso le 2.30. Le indagini sono dei carabinieri. Secondo una ricostruzione il parà potrebbe essersi lanciato verso le 20.30.
A dare l’allarme sono stati  i suoi colleghi che lo aspettavano a cena a Livorno, ma non vedendolo arrivare sono partiti per Piombino, dove sapevano che era andato, ritrovando prima la sua macchina posteggiata all’esterno dell’area recintata della ex centrale elettrica e quindi il corpo riverso a terra a una decina di metri da “un traliccio affidato ad un operatore telefonico e situato (in area di proprietà Enel) al di fuori del perimetro della centrale elettrica, non più in esercizio”. Lo si apprende da fonti Enel che aggiungono che “l’area viene presidiata h24, per attività propedeutiche alla dismissione e alle demolizioni, ed è regolarmente delimitata”.
Inoltre “l’incidente è avvenuto a seguito di un accesso non autorizzato nel corso della notte, scavalcando la recinzione perimetrale”. Enel, precisano le stesse fonti aziendali, si dice disponibile a collaborare con le autorità competenti e a fornire tutte le informazioni in proprio possesso.

 

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Piombino primo comune Toscana ‘smoke free’ su spiagge

Piombino primo comune Toscana ‘smoke free’ su spiagge

Piombino, in provincia di Livorno, è il primo comune della Toscana ‘smoke free beach’: il Consiglio comunale ha approvato una mozione presentata dalla maggioranza che vieta il fumo su tutte le spiagge nel territorio di competenza dell’ente.

“Una nuova dimostrazione della sensibilità di questa amministrazione nei confronti della salute dei cittadini e dell’ambiente – hanno spiegato i consiglieri di maggioranza -: fin dalla campagna elettorale il nostro impegno in questa doppia battaglia è convinto”.  Per il 2020, ancora funestato dall’emergenza coronavirus, spiega una nota, si parte con una sperimentazione: a luglio il sindaco disporrà il divieto di fumo con cartelli informativi sulle spiagge, consentendo di fumare nelle piattaforme appositamente individuate nelle aree retrostanti la spiaggia, nei bar e locali all’aperto annessi. Anche i gestori degli stabilimenti balneari dovranno apporre visibilmente l’ordinanza.

“Non vi saranno sanzioni, durante la stagione 2020, ma solamente ammonizioni verbali – continuano i consiglieri -: visto il momento particolare che stiamo attraversando e la difficoltà di gestire gli ambiti turistici per le norme legate al contrasto dei contagi dal Covid-19 ci è sembrato giusto partire con una sperimentazione. A partire dalla stagione 2021, poi, il divieto entrerà a regime con obblighi più specifici e sanzioni per i contravventori”.

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Rossi e sindaco di Piombino, preoccupa rinvio piano Jsw

Rossi e sindaco di Piombino, preoccupa rinvio piano Jsw

Un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli dopo la richiesta di proroga di quattro mesi da parte di Jsw Steel Italy per la presentazione della cosiddetta fase due del piano industriale per il rilancio dell’impianto siderurgico ex Aferpi di Piombino (Livorno), quella per la produzione di acciaio basata su tecnologie più sostenibili. Lo chiedono il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari esprimendo preoccupazione per la richiesta di proroga.

Rossi e Ferrari, spiega una nota, chiedono a Patuanelli “di poter valutare la situazione e, soprattutto, precisare le modalità ed i tempi con cui dare seguito agli impegni istituzionali assunti, ad oggi più che mai necessari per il futuro dell’unico produttore italiano di acciai lunghi. Il territorio ed i sindacati sono molto preoccupati del rinvio”. Governatore e sindaco ricordano che “anche Regione Toscana e Comune di Piombino dal 2014 sono impegnati sugli aspetti ambientali, infrastrutturali, occupazionali dell’area di crisi al fine di preservarne l’attrattività per il nuovo investitore”.

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Cadavere donna in sacco a pelo, uccisa da dose massiccia di farmaco

Cadavere donna in sacco a pelo, uccisa da dose massiccia di farmaco

Sarebbe stata una dose massiccia, circa 10 volte superiore a quella prescritta, di un farmaco che già assumeva ad uccidere Simonetta Gaggioli, l’ex funzionaria della Regione il cui corpo fu ritrovato il 3 agosto 2019 in un sacco a pelo a Riotorto (Livorno), lungo la Vecchia Aurelia.

E’ quanto emergerebbe dalle indagini, condotte dai carabinieri di Livorno e Piombino e coordinate dalla procura livornese, che oggi hanno portato in carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, la nuora della 76enne, Adriana Gomes.

Per gli inquirenti, sulla scorta degli esiti dell’esame autoptico e delle altri elementi acquisiti nel corso delle indagini, l’arrestata negli ultimi giorni del luglio scorso avrebbe somministrato a Gaggioli il farmaco assunto dalla 76enne per motivi terapeutici, nella dose massiccia e risultata letale.

Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti la donna avrebbe poi trasportato, da sola, il cadavere fuori dalla sua abitazione di Riotorto e lo avrebbe caricato in auto, per poi abbandonarlo sul ciglio dell’Aurelia.

Tale circostanza, spiegano i carabinieri, è stata confermata nel corso dell’esperimento giudiziale in incidente probatorio del 3 gennaio scorso. I motivi che avrebbero spinto all’omicidio, secondo gli investigatori, risiederebbero nel rapporto conflittuale con la Gaggioli.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre che l’arrestata aveva maturato l’intenzione di andare all’estero. La donna è inoltre ritenuta responsabile anche dei reati di “truffa aggravata” e “indebito utilizzo di carte di pagamento”: non dando comunicazione del decesso della Gaggioli, avrebbe consentito l’accredito della pensione sul suo conto corrente bancario, prelevando una somma con il bancomat della defunta.

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