🎧Lucia, vittima del farmaco Talidomide,”Chiedo da anni di essere visitata per sapere la verità”

🎧Lucia, vittima del farmaco Talidomide,”Chiedo da anni di essere visitata per sapere la verità”

A causa del farmaco Talidomide usato a metà del secolo scorso per mitigare i fastidi della gravidanza, migliaia di bambini e bambine sono nati con difformità agli arti, come Lucia Bellini, senza una mano. Persone che a decenni di distanza continuano a vivere un’odissea burocratica

Lucia Bellini, di Pisa, 63 anni è una delle vittime del Talidomide, farmaco usato a metà del secolo scorso per mitigare i fastidi della gravidanza. I suoi danni sono stati registrati anni dopo con bambini e bambine nati con difformità agli arti, come Lucia Bellini.

“Sono nata prematura il 13 dicembre 1957, sono nata senza una mano. Non ho mai saputo perché era avvenuta una nascita così nessuno ne parlava sono sempre stati discorsi tabú”, ricorda Lucia Bellini, “Da piccola quando andavo a Bologna a farmi le protesi per la prima volta ho sentito dire che ero una vittima di quel farmaco. Nessuno ne voleva parlare”.

La talidomide, è un farmaco commercializzato per combattere donne in gravidanza, tra il 1957 e il 1971, causando gravi malformazioni in migliaia di bambini e bambine nati senza arti.

“Quando avevo 50 anni ho saputo che avevo la melia, una sindrome che tendenzialmente è causata dal Talidomide”, spiega Lucia Bellini. Come lei, in migliaia continuano a vivere un’odissea burocratica.

La sindrome da Talidomide è stata riconosciuta nel 2005. Poi, c’è stata una legge la 244/2007 che riconosceva le vittime del Talidomide, solo per i nati dal 1959 al 1966: “È stata una legge fatta in maniera frettolosa, noi nati nel 1957 siamo rimasti fuori”, continua Lucia Bellini raccontando la sua odissea giudiziaria, “Abbiamo fatto una grande lotta. La legge 160/2016 ha previsto una articolo 21/ter che permette alle vittime nate prima del 58′ e dopo il 66′ e in quel momento il ministero della salute ha deciso che per i nati nel mio anno l’unica possibilità è quella di rivolgersi a un giudice”.

Adesso Lucia con gruppo di persone vittime del Talidomide sta portando avanti una battaglia legale a Pisa ed è in attesa della seconda udienza che dovrebbe tenersi nel mese di giugno per attivare l’accertamento medico e finalmente confermare la sua malattia.

La madre di Lucia ha rilasciato anche un’autocertificazione per confermare l’uso del talidomide in gravidanza e dovrebbe testimoniare al processo.

“Quello che chiedo da anni è solo essere visitata per sapere la verità, avere la certezza della mia malattia. In questi anni ho fatto per conto mio degli accertamenti ed è venuto fuori che ho delle caratteristiche ossee interne tipiche delle vittime da talidomide”, conclude Lucia Bellini, “Questa legge fatta così in maniera insensibile per le persone senza arti ha fatto in modo che continuiamo a vivere la strage da vecchi non è bastato farcela vivere da bambini”.

 

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Pisa: “Non siamo salvadanai” universitari tornano a protestare

Pisa: “Non siamo salvadanai” universitari tornano a protestare

Pisa: torna a protestare la comunità studentesca universitaria rappresentata dalla lista studentesca Sinistra per… Presidio questa mattina davanti al Rettorato e dalle ore 14 un’assemblea pubblica davanti al Comune, in piazza XX Settembre.

Pisa
Foto Sinistra per

Pisa, Sofia Testa, coordinatrice di Sinistra per… dichiara: “A più di un anno dalla pandemia la situazione per la componente studentesca è ancora critica e c’è ancora molto su cui lavorare, oggi chiederemo al Rettore misure urgenti per far fronte alle difficoltà di quest’ultimo periodo. Pretendiamo la possibilità di erogare esami e lauree anche in presenza, oltre che telematicamente, un nuovo regolamento tasse che non scarichi sui fuoricorso il peso della mancanza di finanziamenti statali e il potenziamento di sportelli di ascolto psicologico per la tutela della salute mentale della componente studentesca. “

Continua Sofia Testa: “Dalle ore 14:00 saremo inoltre davanti al Comune, in piazza XX Settembre, per chiedere al Sindaco contributi per il pagamento dei canoni dell’affitto, l’apertura in sicurezza delle biblioteche comunali, il rinnovo della convenzione trasporti per la componente studentesca e l’utilizzo degli spazi pubblici per garantire il rientro in sicurezza! “
 “Chiediamo un maggiore impegno da parte di Comune e Università per un rientro in presenza in sicurezza della comunità studentesca!”, conclude la rappresentante studentesca.
L’invito alla mobilitazione di oggi:

Come previsto dal Decreto Riaperture, dal 26 aprile le attività delle Università potranno riprendere in presenza nelle zone gialle e arancione. Questo significa che le decisioni sulle modalità di riapertura verranno lasciate ai singoli Atenei. Non ci sarà dunque una ripresa in presenza uguale per tutti gli Atenei e uniforme su tutto il territorio nazionale.

L’ intenzione dell’amministrazione dell’Università di Pisa è, al momento, di non prendere ulteriori decisioni in tema di aperture rispetto a quelle già adottate lo scorso gennaio.

➡ I corsi di laurea il cui svolgimento è stato previsto a distanza, rimarranno a distanza fino alla fine del semestre.

Come rappresentanti di Sinistra Per… abbiamo chiesto, invece, che l’Ateneo predisponga la possibilità di:
➡svolgere gli esami in modalità mista, garantendo, oltre alla modalità telematica, la modalità in presenza;
➡svolgere la discussione della tesi di laurea in presenza, momento di coronamento del proprio percorso universitario;
➡aprire nuove aule studio al chiuso e migliorare il sistema di prenotazione AgendeUnipi, che ad oggi presenta troppe falle tecniche e sistemiche.

“Anche per questo abbiamo organizzato il presidio del 24 aprile alle 9:30 davanti al Rettorato, per fare pressione come componente studentesca, per far capire che c’è ancora molto da fare, per far sentire i nostri bisogni, per far sentire la nostra voce e dare forza ai nostri diritti”, si legge sul sito di Sinistra Per.

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“Il Recovery Fund per vere politiche di transizione ecologica”, Sciopero globale clima, Pisa

“Il Recovery Fund per vere politiche di transizione ecologica”, Sciopero globale clima, Pisa

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Fridays For Future Pisa, in vista dello sciopero globale per il clima che avrà luogo venerdì prossimo in tutta Italia

Venerdì 19 marzo ci sarà il prossimo Sciopero globale per il clima e anche noi torneremo in piazza per far sentire le nostre voci. Nonostante i limiti imposti dalla pandemia, in tutto il mondo migliaia di attiviste/i proveranno a dare vita a momenti di piazza. Le difficoltà dovute alla crisi sanitaria – collegata senza dubbio alla crisi climatica ed ecologica in corso – non annullano l’importanza di agire insieme per costringere i governi e le persone al potere di agire.

Se non agiamo immediatamente per fermare l’emergenza climatica, altre crisi ci
aspetteranno e quella che stiamo vivendo ora potrebbe non essere la peggiore.
In questi giorni i nostri governi stanno decidendo come utilizzare le risorse che arrivano
dall’Europa per sanare i danni causati dalla crisi sanitaria. È importante intervenire in questo processo e dire a gran voce che l’unico modo di spendere i soldi di Recovery Fund e Next Generation EU è impiegarli per vere politiche di Transizione Ecologica, abbandonando le fonti fossili a favore di progetti energetici sostenibili, per rendere più sostenibile l’economia e la gestione delle risorse naturali.

Sciopero del clima
Copyright: Norberto Albano

La transizione che vogliamo si ispira al concetto di giustizia climatica: il costo di questa
transizione non deve gravare sulle fasce della popolazione già colpite dalla precarietà e dalle diseguaglianze sociali, ma deve essere sostenuta da coloro che in questi anni si sono
arricchiti producendo inquinamento, devastazione e povertà.

La transizione che vogliamo non è solo ecologica, ma è equa, democratica e femminista.
Deve essere un’opportunità per fare un cambiamento tutti e tutte insieme, senza lasciare
indietro nessuno/a. Per questo, di fronte alla decisione del nuovo governo di rinominare un ministero come Ministero della Transizione Ecologica e riempirsi di parole, sentiamo importante essere in piazza per dire che le belle parole e le false promesse non ci bastano più e non ci distrarranno dal nostro obiettivo, ossia un azzeramento delle emissioni entro il 2030 fondato sul principio della giustizia sociale.

Vogliamo azioni concrete ora, vogliamo la tutela del nostro futuro, vogliamo essere ascoltati
e vogliamo che chi sta distruggendo il pianeta paghi per i danni causati!

Per la giornata dello sciopero, a Pisa si terrà nella mattina un flash-mob dei bambini e delle
bambine di diverse scuole elementari, deciso dopo un percorso assembleare che ha visto
protagoniste le stesse classi, mentre nel pomeriggio a partire dalle 15 si terrà un presidio in
Piazza delle Logge, dinanzi al Comune. In questa occasione sarà allestita una piazza tematica con bacheche informative, esposizione di disegni, fotografie e poesie di vari artisti e artiste e un reading letterario sul tema della crisi ecologica. Se avete voglia di conoscere di più sulle attività di Fridays for Future potete trovarci in piazza o su Facebook e Instagram.

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Chianni (Pisa): discarica Grillaia, messa in sicurezza sito e chiusura entro 8 anni

Chianni (Pisa): discarica Grillaia, messa in sicurezza sito e chiusura entro 8 anni

Vergero acquisisce discarica Grillaia nel Pisano e ha presentato il piano per la messa in sicurezza della discarica chiusa da 23 anni

Il gruppo Vergero ha acquisito dalla società Nsa le quote di maggioranza del sito autorizzato per il conferimento di rifiuti di Chianni (Pisa) ‘La Grillaia’ e ha definito un piano di patrimonializzazione e rifinanziamento della società per 5 milioni di euro, di cui 2 già versati per le prime e urgenti attività di messa in sicurezza della vecchia discarica. Lo rende noto lo stesso gruppo Vergero precisando che “con un investimento complessivo di circa 18 milioni di euro, compresi i costi di gestione, ‘La Grillaia’ sarà messa in sicurezza attraverso l’utilizzo delle tecnologie più avanzate oggi disponibili, ed entro otto anni se ne prevede la chiusura attraverso il conferimento di 270mila metri cubi di amianto, materiale giudicato dai tecnici della Regione più adatto e sicuro per il completamento dell’area”.

L’intervento su Chianni consiste in due azioni principali: la messa in sicurezza delle aree che non necessitano di ulteriori conferimenti e il recupero volumetrico dell’area depressa e la sua successiva messa in sicurezza.

Per la prima si prevedono interventi per garantire una migliore protezione ambientale di suolo, sottosuolo ed emissioni in atmosfera (tra cui la gestione di percolato e biogas derivanti dai rifiuti già presenti) , per la seconda, è previsto il conferimento di rifiuti di amianto (che arriveranno in loco dopo essere stati messi in sicurezza già presso il cantiere di provenienza, sotto la supervisione dell’Asl di riferimento), di rifiuti inorganici inerti non pericolosi e la successiva messa in sicurezza dell’area attraverso una ricopertura finale per ricreare la morfologia originaria della collina e di inserimento ambientale e paesaggistico con la creazione di due laghetti naturalistici e la piantumazione di vegetazione arbustiva e piante autoctone.

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“A un anno dal lockdown la situazione nelle università è critica”, presidio studentesco Pisa

“A un anno dal lockdown la situazione nelle università è critica”, presidio studentesco Pisa

Una manifestazione nazionale dal nome di “Studenti uniti contro la crisi” sta tenendo luogo anche in Toscana, a Pisa per dare visibilità alle difficoltà di quest’anno di pandemia e richiedere investimenti nel settore

Il presidio studentesco è stato organizzato in tutta Italia e anche in Toscana, a Pisa dagli studenti e dalle studentesse del collettivo “Sinistra per…” .

“A ormai più di un anno dal primo lockdown la situazione in cui ci troviamo come studentesse e studenti è ancora critica: servono più spazi per studiare, la didattica a distanza non ha risposto completamente alle nostre esigenze e non ci ha permesso di vivere la socialità universitaria, alcuni non hanno mai visto dal vivo i loro compagni di corso; le misure messe in atto per il diritto allo studio non sono ancora necessari a permettere un equo accesso all’istruzione universitaria”, spiega Sofia Testa coordinatrice del collettivo Sinistra Per.

A Pisa il presidio studentesco sta tenendo luogo in diverse parti della città, in luoghi significativi per la vita universitaria come il Polo di Matematica e Fisica e la Biblioteca di Storia e Filosofia.

presidio nazionale
Foto Sinistra per

“Vogliamo un forte investimento per ampliare l’accesso alle borse di studio, ai contributi per l’affitto, alla residenzialità studentesca. Serve dare accesso al medico di base per le studentesse e gli studenti fuorisede e la creazione ed il rafforzamento, anche per via telematica, di sportelli di aiuto psicologico”, continua Testa, “Serve che anche la Ministra Messa ascolti le nostre proposte, rifinanziando il comparto universitario e rendendo la componente studentesca partecipe nella discussione sul Next Generation EU, in modo da non lasciare nessuno escluso da decisioni che riguardano il futuro di tutte e tutti”

“Per questo siamo “studenti uniti contro la crisi”, perché crediamo che sia venuto il momento di ristabilire dei legami di solidarietà tra studenti, seppur in un momento in cui è difficile incontrarsi, per trovare insieme le risposte alle nostre esigenze. Non possiamo pagare noi questa crisi, né in termini economici, né formativi, né di salute.” conclude Sofia Testa.

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