🎧 Commercio e artigianato, l’appello delle associazioni di categoria ai parlamentari: “Aiutate le imprese”

🎧 Commercio e artigianato, l’appello delle associazioni di categoria ai parlamentari: “Aiutate le imprese”

Un confronto con i parlamentari toscani per fare il punto sui problemi di commercio e artigianato e chiedere una mano al nuovo governo. Le principali associazioni di categoria, da Cna a Confesercenti, passando per Confcommercio e Confartigianato, si sono ritrovate questa mattina all’auditorium al Duomo per fare il punto della situazione su problemi come caro bollette, caro carburanti e costi delle materie prime.

L’obiettivo è lanciare un appello al nuovo esecutivo per intervenire quanto prima con aiuti sostanziali e significativi per commercio e artigianato. “La situazione – dice Luca Giusti, presidente di Confartigianato Toscana – è sotto gli occhi di tutti ed è drammatica per molti aspetti, a partire dal caro energia che mette a rischio l’esistenza stessa delle imprese. Non c’è pace sociale senza un tessuto imprenditoriale in grado di sostenere i propri addetti. Chiederemo ai parlametari di farsi portavoce delle nostre istanze presso il Governo”.

“Stiamo parlando – prosegue – di 500mila imprese con 1,3 milioni di addetti. Duecentomila di queste sono a rischio. Vanno trovate delle soluzioni per tornare ad essere competitivi nel prodotto, per reggere il confronto con gli altri paesi europei dove il costo dell’energia è di circa un quinto. Non è più sostenibile soltanto dalle imprese”.

La pensa così anche Luca Tonini, presidente di Cna Toscana, associazione di categoria del mondo degli artigiani. “Se l’unione fa la forza oggi siamo qui per cercare finalmente di farsi capire dalla politica nazionale e regionale. Spero che i politici recepiscano il messaggio che stiamo mandando: ad oggi non ce la facciamo più. Siamo pronti a dialogare con la politica nazionale e regionale, ma non possiamo più accettare di far morire le nostre aziende”

Presente anche il presidente toscano di Confcommercio, Aldo Cursano. “Non possiamo continuamente vivere in crisi, perché il problema delle piccole e piccolissime imprese è la sostenibilità. I rincari ci hanno trovati vulnerabili, ma il problema non è nostro. Qui si parla della tenuta del sistema del commercio, ma se quelli come noi alzano bandiera bianca ha perso il paese”.

Un commento anche da Nico Gronchi, Confesercenti, su problemi di negozianti e artigiani. “Il decreto aiuti non è sufficiente perché abbiamo alle spalle tre anni durissimi. Il 2022 aveva avuto un rimbalzo potentissimo, specialmente grazie al turismo e agli incentivi. Ma questo – dice – sta volgendo verso una situazione negativa. I consumi stanno soffrendo e per questo le imprese sono in crisi. I sostegni dovranno andare oltre il breve termine, la situazione ci sta sfuggendo di mano”.

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Automobili in Toscana, -30% le vendite a gennaio

Automobili in Toscana, -30% le vendite a gennaio

Firenze, “Il mercato delle auto è in grande crisi, il Governo ha sottovalutato il problema e ora dovrebbe porre rimedio. In Toscana, per l’inizio del 2022, abbiamo avuto un -30% di vendite”. È quanto emerge dalle indagini di Confartigianato Imprese Firenze tra i propri soci del settore automobili, comparto che sta vivendo un momento di difficoltà.

Il 2022 non è partito bene: a gennaio, in Italia, sono state immatricolate 107.814 automobili, con un calo del 19,7% rispetto allo stesso mese del 2021 e del 34,8% rispetto al 2019. “Il mercato non esiste più – sottolinea in una nota Confartigianato -. Il Covid ha creato enormi problemi nelle vendite e quelle poche auto che vendiamo magari arrivano in ritardo. I clienti non sono soddisfatti, neanche a livello economico: il Governo deve proporre incentivi seri, come è stato fatto per il bonus casa.

Servono vantaggi fiscali a tutto tondo, non solo sulla rottamazione ma anche sull’acquisto della nuova vettura, altrimenti sarà difficile andare avanti. La situazione è peggiore rispetto a quello che viene descritto”. Secondo il segretario generale di Confartigianato Jacopo Ferretti “è necessario un cambio di passo per aiutare un settore che storicamente ha dato sempre tanto all’Italia.

La ripresa economica del Paese passa anche dalle auto, chiediamo al Governo di attivarsi per poter venire incontro ai lavoratori e anche ai clienti. Sono sicuro che queste richieste non rimarranno inascoltate”.

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Auto, mesi per le consegne, prezzi alle stelle: concessionari chiedono aiuto al Governo

Auto, mesi per le consegne, prezzi alle stelle: concessionari chiedono aiuto al Governo

 Auto nuove che vengono consegnate con il contagocce, auto usate ormai quasi introvabili, prezzi in salita. Confartigianato: “Il governo incentivi il settore diminuendo l’Iva o aumentando la detrazione fiscale”

La crisi del mercato automobilistico investe i concessionari e i rivenditori fiorentini, secondo un’indagine interna condotta da Confartigianato Imprese Firenze. A metterli in difficoltà è il rincaro di alcune materie prime e la carenza di componenti elettronici. La conseguenza è un ritardo nella produzione e quindi nella consegna dei veicoli. Risultato: auto nuove che vengono consegnate con il contagocce, auto usate ormai quasi introvabili, prezzi in salita, clienti in attesa o che rinunciano all’acquisto, incassi rinviati o addirittura annullati.

In pratica chi ordina un’auto ora rischia di vedersela consegnare non prima dell’anno prossimo, anche tra 200 giorni. La domanda di nuovi acquisti è positiva, ma pochi ordini si stanno trasformando in vendite effettive.

“Lo slittamento delle consegne crea disagi a concessionari e rivenditori che vedono calare drasticamente le entrate, a volte sono costretti a restituire le caparre versate e a utilizzare le auto di cortesia per venire incontro ai clienti in attesa, e non sanno come far quadrare i bilanci 2021. Anche le macchine usate scarseggiano, aggravando ulteriormente il quadro” denuncia Confartigianato.

“Dopo un inizio 2020 nero, il settore aveva iniziato a crescere di nuovo, la crisi della produzione della componentistica elettronica rischia di dare l’ennesimo colpo a rivenditori e concessionari” commenta Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze. “La crisi è livello internazionale, ma anche il governo potrebbe incentivare maggiormente il settore per esempio con la diminuzione dell’Iva o l’aumento della detrazione fiscale per chi, privati o ditte, acquista un’auto”.

 

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Ztl estiva a Firenze: tornano le proteste dei gestori dei locali, slitta l’approvazione

Ztl estiva a Firenze: tornano le proteste dei gestori dei locali, slitta l’approvazione

Ztl notturna estiva , proteste dei gestori dei locali, slitta l’approvazione in Palazzo Vecchio. Il sindaco Nardella, che ha previsto l’inizio della Ztl notturna dal 24 giugno per tutti i giovedì, venerdì e sabato dalle 23 alle 3 nel “Piano per la movida sostenibile”, ribadisce «Finita l’emergenza non possiamo tornare al caos, dobbiamo riprendere le regole di sempre». Chiesto un tavolo di confronto che già ci sarà venerdì.

 

Con l’annuncio della Ztl estiva a Firenze tornano puntuali le polemiche di ristoratori e gestori dei locali sullo stop dalle 23 alle 3 di notte l’ingresso in centro delle auto dei non residenti, durante tutti i fine settimana (dal giovedì al sabato fino a ottobre). E se lunedì scorso il Comune ha annunciato il ritorno del provvedimento, attivo dal 24 giugno, 24 ore dopo è stato il sindaco Dario Nardella a difenderne la scelta.

Finita l’emergenza Covid “non possiamo tornare al caos. La Ztl notturna a Firenze c’è sempre stata, l’abbiamo sospesa lo scorso anno per la pandemia. Ma quest’estete la situazione si è molto più normalizzate ed è giusto riprendere certe regole”. Inoltre, sottolinea replicando anche a Forza Italia, pronta a lanciare una raccolta firme contro del blocco, “è una Ztl più blanda rispetto a quella dell’estate pre-Covid”. E ancora: “Lo avevamo detto, una volta finita l’emergenza avremo ripristinato le regole che da anni ci sono a Firenze. Questa non è una novità”. E se il problema sono gli imprenditori arrabbiati, osserva: “Lo sforzo che stiamo facendo per aiutare gli operatori della città è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalle oltre mille autorizzazioni concesse per mettere sedie e tavolini sul suolo pubblico gratuitamente, oltre agli eventi culturali ed estivi”. In questo senso con l’operazione tavolini in centro è stato occupato “tanto suolo pubblico”, per questo “non possiamo lasciare che la mobilità delle auto sia libera e anarchica”, altrimenti “non riusciamo a tenere tutto insieme”. Inoltre “dobbiamo anche lentamente recuperare una gestione normale della città”.

Ma la polemica non si placa. È l’associazione Tni-Tutela nazionale imprese che in giornata apre il fronte: “Dopo che a Firenze hanno chiuso 700 imprese nel settore della ristorazione si continua con questa inutile Ztl, cui siamo totalmente contrari. Ormai la situazione è al limite. Chiediamo un incontro urgente al sindaco Nardella, altrimenti una delegazione sarà costretta a presentarsi lunedì al consiglio comunale”, sottolinea il vicepresidente della sigla, Raffaele Madeo, vicepresidente. Però non tutti gli attori in campo la pensano allo stesso modo. Confartigianato, ad esempio, sostiene una tesi molto diversa. “La Ztl non è la causa della situazione drammatica che sta attraversando il centro storico. Strade e piazze sono vuote principalmente per la pandemia e la conseguente assenza di turisti”, afferma Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Firenze. Il centro, aggiunge, “sta già vivendo grosse difficoltà che non credo saranno aggravate in modo così percettibile da questa Ztl notturna”.

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Confartigianato: tanti parrucchieri ed estetisti a rischio chiusura

Confartigianato: tanti parrucchieri ed estetisti a rischio chiusura

“L’alternarsi di chiusure e riaperture crea grande incertezza per il settore dei parrucchieri ed estetisti”, si legge in una nota di Confartigianato

Le imprese dei settori dell’acconciatura e dell’estetica in Toscana sono in grande difficoltà. Quelle delle zone arancioni hanno riaperto e sostenuto ulteriori costi per le sanificazioni. Quelle delle zone rosse rimangono chiuse. Così, in una nota, Confartigianato Toscana.

Una delegazione di imprese della Confartigianato è stata ricevuta a Roma dal ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini a cui sono state consegnate le 500 mila firme raccolte con la petizione promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta oltre 150 mila imprese e più di 300 mila addetti.

“Purtroppo circa il 94% delle attività – spiega Barbara Catani, presidente di Confartigianato Toscana acconciatori – non può accedere ad alcun aiuto. Il limite del 30% del calo del fatturato deve essere abbassato. L’alternarsi di chiusure e riaperture crea grande incertezza. Le aziende il venerdì non sanno se potranno aprire il sabato e non possono programmare gli appuntamenti. Questa situazione favorisce l’abusivismo domiciliare che diffonde il contagio e crea ulteriori perdite economiche alle imprese in regola”.

“Le attività che rispettano i protocolli lavorano in sicurezza, su appuntamento, tracciando i clienti – ha precisato Pier Luigi Marzocchi, presidente di Confartigianato Toscana estetica -. Hanno effettuato molti investimenti a partire dal primo lockdown, in particolare per la sanificazione degli ambienti che avviene tra un cliente e l’altro. E’ garantita la massima sicurezza ai dipendenti, ai clienti. Non si può dire la stessa cosa per molte delle attività aperte, dove si verificano anche assembramenti e file. Chiediamo urgentemente la riapertura delle attività anche nelle zone rosse”

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