Ungulati: legge Toscana per contenimento

Ungulati: legge Toscana per contenimento

Le funzioni della polizia provinciale saranno potenziate per contenere gli ungulati in ambito urbano. Questo è quanto prevede la l.n. 412 approvata oggi dal Consiglio regionale che darà maggiori strumenti per affrontare la proliferazione della specie.

In base alle legge, il sindaco dovrà chiedere alla Regione l’intervento per la gestione della fauna selvatica. Verrà anche introdotta sul sistema informativo Artea, una procedura informatizzata per la presentazione da parte degli agricoltori delle richieste di interventi che dovranno essere eseguiti non oltre 36 ore dalla richiesta.
Il consigliere Gianni Anselmi, presidente della commissione di sviluppo economico e rurale che ha licenziato il testo a maggioranza, ha spiegato che il “provvedimento si propone di dare strumenti alle amministrazioni e alla polizia per fronteggiare il fenomeno della proliferazione degli ungulati con particolare riferimento alle aree urbane”. La presenza degli ungulati ha un impatto sia sui raccolti che sulla viabilità diventanto un problema di sicurezza quando si spingono fino ai centri abitati.
La legge, ha concluso Anselmi “si prefigge di ridefinire e rimodulare le funzioni della polizia provinciale e della polizia metropolitana. Le amministrazioni potranno adeguare e potenziare i corpi di polizia riconoscendo un contributo regionale annuo sulla base di certi parametri come la caratteristica dei territori, ma anche tenendo conto del numero dei cacciatori, della popolazione residente, del numero di abbattimenti programmati”.

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Terzo settore: Toscana, verso legge per collaborazione enti-Pa

Terzo settore: Toscana, verso legge per collaborazione enti-Pa

La legge regionale sul Terzo settore, approvata dalla Giunta toscana nella seduta del 9 settembre scorso, si pone gli obiettivi di promuovere e sostenere gli enti del Terzo settore rendendo sistematica la collaborazione tra queste realtà e le pubbliche amministrazioni grazie alla co-progettazione e alla co-programmazione. Per l’approvazione finale dovrà passare all’esame del Consiglio regionale.

Il testo, dal titolo ‘Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo settore toscano’ è stato illustrato ieri dal presidente della Regione, Enrico Rossi, con l’assessore al Diritto alla salute e sociale Stefania Saccardi. La pdl definisce le modalità del coinvolgimento degli enti del Terzo settore nell’esercizio delle funzioni regionali di programmazione, indirizzo e coordinamento e nella realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento.

La Regione Toscana intende promuovere lo sviluppo e il consolidamento della rappresentanza di settore e valorizzare il ruolo di questi soggetti come agenti attivi di sviluppo e coesione sociale.

La norma, precisa una nota, è la prima legge regionale approvata dopo la riforma nazionale del 2017 e riguarderà in Toscana oltre 6.500 enti di volontariato, promozione sociale e cooperazione sociale.

“Questa è una buona legge, motivo di soddisfazione – ha detto il presidente Rossi – è la prima legge regionale che riconosce al vasto mondo del volontariato il diritto di partecipare alla progettazione e alla programmazione. La Consulta che faremo diventa punto di riferimento per le proposte che il Terzo settore vorrà fare alla giunta, e momento di confronto per gli atti che la Giunta vorrà fare”.

Per l’assessore Saccardi, “è una norma importante per quello che dice, ma anche perché può essere la cornice normativa alla quale le amministrazioni locali possono fare riferimento per ancorare le loro scelte”.

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Pd: in Toscana per ora nessun addio per Renzi tra consiglieri

Pd: in Toscana per ora nessun addio per Renzi tra consiglieri

In Toscana nessun consigliere regionale del Pd, secondo quanto appreso, sarebbe al momento intenzionato a lasciare il partito per seguire Matteo Renzi, che pure conta vari fedelissimi nell’Assemblea toscana.

Proprio in Toscana la prossima primavera si voterà per le regionali e Renzi ha spiegato, nell’intervista oggi a Repubblica, che non presenterà gruppi e non correrà a livello locale almeno per un anno. Non lascerà i Dem, secondo quanto dichiarato ieri, neanche il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, vicino all’ex premier e tra i nomi più accreditati alla corsa per la presidenza della Regione. Intanto si guarda all’appuntamento della Leopolda, dal 18 al 20 ottobre, e alle indicazioni che arriveranno per delineare il corso del nuovo partito.
Per il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras, “amarezza, tanta, a parte, Matteo Renzi è un grande. Le sue qualità sono indiscutibili” ma “non lo seguirò perché non condivido la sua scelta”. “Non rinuncio a costruire il campo – conclude Marras in una nota – che serve agli italiani a rappresentare chi ha più bisogno, di farlo insieme a chi lavora e a chi produce, per offrire soluzioni, combattere le disuguaglianze e immaginarsi una società più giusta. La fatica di ritrovarsi su un punto da posizioni diverse, in politica, va fatta tutta”.
Il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo sottolinea che “Matteo Renzi è stata la persona che più di tutte mi ha fatto credere che fosse possibile impegnarsi in prima persona per provare a cambiare, davvero, il modo di fare politica. Il suo progetto nel Pd (e, se abbiamo buona memoria, il progetto stesso di Veltroni alla base della nascita del Pd e prima ancora lo spirito da cui germogliò l’Ulivo di Prodi) era quello di allargare i confini del partito e coinvolgere tutti quei pezzi di società che condividono la stessa ambizione di cambiare in meglio il quotidiano delle persone, sulla base dei nostri valori fondativi, democratici e solidali”. Oggi, aggiunge Mazzeo su facebook, “Matteo Renzi sceglie di continuare il suo percorso con un altro soggetto politico. E’ una scelta che rispetto, ma che non condivido perché fallisce il progetto di riunire tutti i riformisti sotto un’unica casa”. Per Mazzeo, “da oggi si apre una fase nuova e non so chi prenderà l’una o l’altra strada, ma di certo la stagione degli alibi è finita. Spero che chi da anni chiede a Renzi di uscire come soluzione di tutti i mali abbia oggi il buon gusto almeno del silenzio, e mi auguro che possa esserci il rispetto delle scelte di tutti. Il nostro avversario era, è e resterà la destra”.
Andrea Pieroni osserva che la scissione è “l’ennesima conferma di una politica intesa solo come esasperato personalismo, autoreferenzialità narcisistica, incapacità di concepire la politica come gruppo, come gioco di squadra, pur non essendo sempre capitano. Zingaretti ha realizzato il miracolo di tenere unito il partito nella scelta, complessa e difficile, di allearsi con M5s per il governo del Paese. Renzi dice che esce dal Pd per combattere il sovranismi di Salvini. Ecco, indebolire il Pd significa andare nella direzione opposta”.

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Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

“Un atto che riguarda la persona e la sua dignità e che rimarca i diritti inviolabili dell’essere umano, soprattutto di chi ha estremo bisogno”. Così il presidente della commissione regionale Sanità, Stefano Scaramelli (Pd) ha sintetizzato in Aula il cuore della proposta di legge regionale “Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”. In aula Lega con magliette ‘prima i toscani’.

La proposta di legge illustrata che modifica la normativa regionale già in vigore per l’accoglienza, l’integrazione e la cura dei cittadini stranieri in Toscana riguarda, come riporta Scaramelli: “6mila 700 persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 3mila che potrebbero essere coinvolte dall’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario”.

L’atto, presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto sicurezza dell’ottobre 2018, ha l’obiettivo di garantire i bisogni essenziali delle persone, fornendo a tutti tutela sanitaria, alimentazione e ricovero. Anche nel caso di coloro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto del governo nazionale, rischiano di rimanere senza assistenza, cercando di colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio.

“Un lavoro attento e puntuale” – ha detto Scaramelli – ringraziando la Giunta regionale “per il percorso di condivisione e di ascolto con i soggetti del terzo settore, del mondo no-profit” che ci “ha visto fare un ragionamento preciso sullo stato dell’immigrazione anche rispetto al bisogno delle persone in quanto tali”.

L’obiettivo è rendere possibile quella rete di interventi, già attivi in Toscana, che a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. In particolare, si vuole garantire alle persone prive del permesso di soggiorno, ma che dimorano nella nostra regione, l’accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche di carattere continuativo; le prestazioni socio-assistenziali, compreso l’accesso a sistemazioni temporanee di accoglienza; per i minori, l’accesso all’istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia.

“Con questo provvedimento la Toscana vuole garantire a tutti – ha commentato Scaramelli – i diritti fondamentali, senza strumentalizzazioni, e vuole mettere in grado i Comuni e il terzo settore di agire in questo senso”. Scaramelli ha poi ricordato alcuni numeri “sono 6mila 700 le persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e l’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario ne coinvolgerà circa 3mila che potrebbero trovarsi da un giorno all’altro fuori regola rispetto alle norme nazionali. È per tutelare tutti i cittadini toscani che dobbiamo assistere anche quelle 3mila persone presenti sul nostro territorio, generando sicurezza sanitaria, sociale, assistenziale”.

“Con questa norma – conclude Scaramelli – la Toscana non vuole sfidare il Governo, ma lavorarci insieme e ribadisce la sua tradizione di terra di inclusione e di aiuto verso l’altro con la consapevolezza che l’altro non è mai un’insidia o un problema ma una persona che va aiutata e questo è un dovere istituzionale”.

Sei consiglieri regionali toscani della Lega si sono presentati stamani nell’aula dell’Assemblea regionale indossando magliette con la scritta ‘prima i Toscani’. Sono Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Luciana Bartolini, Roberto Biasci, Marco Casucci e Elisa Montemagni.
L’atto, contestato dai consiglieri della Lega e discusso in Aula oggi, è stato presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto Sicurezza voluto del ministro Matteo Salvini.

consiglieri lega
Foto tratta da Facebook

I consiglieri della Lega che protestano oggi, già in commissione avevano espresso voto contrario. Con riferimento alla stessa pdl, ieri i consiglieri di Fi Maurizio Marchetti e Marco Stella hanno presentato un ordine del giorno collegato per chiedere alla Giunta di ‘predisporre e sottoporre al Consiglio regionale entro il termine di 30 giorni una proposta di legge che attribuisca ai cittadini toscani pari garanzie di accesso a servizi e prestazioni rispetto a quelle assicurate alla platea di stranieri presenti nel territorio toscano’

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Lavoratori Prato, presidio fuori da Consiglio Toscana

Lavoratori Prato, presidio fuori da Consiglio Toscana

Un presidio di lavoratori delle aziende di Prato Panificio toscano, tintoria Superlativa e Tintogroup è in corso fuori dalla sede del Consiglio Regionale della Toscana, in via Cavour a Firenze.

La manifestazione è organizzata dal sindacato intercategoriale Cobas. “I lavoratori sono in sciopero – si spiega in una nota diffusa dal sindacato – e chiedono di essere ascoltati dai capogruppo del Consiglio su quanto sta accadendo nel territorio pratese”.

“Le recenti agitazioni sindacali – prosegue il comunicato – hanno riportato alla luce una realtà gravissima di sfruttamento e violazione sistematica delle leggi, delle norme e dei contratti nazionali, che deve interessare la politica: gli sgomberi violenti dei presidi sindacali organizzati dalle forze dell’ordine in questi giorni sono una risposta non solo sbagliata, ma anche indegna di un paese democratico”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Luca Toscano, coordinatore provinciale del sindacato Sì Cobas.

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