“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”. Venerdì 16 alle ore 15.30. Tra gli ospiti il rapper Anastasio e lo scrittore Andrea Bertolucci. Conduce Davide Agazzi.

“Con quali linguaggi comunicano le nuove generazioni? Da dove traggono ispirazione? Quali contenuti passano attraverso i testi della nuova scena musicale italiana? Rap, trap, hip hop, sono etichette musicali dietro le quali esiste un mondo variegato, multiforme e spesso non omogeneo di artisti contemporanei che riempiono le giornate dei giovani”. Il presidente del Corecom Toscana, Enzo Brogi, introduce così il tema del webinar che si terrà venerdì 16 aprile alle 15.30.

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”, questo il titolo dell’incontro organizzato dal Comitato regionale per le comunicazioni della Toscana, in collaborazione con Controradio. Partecipano il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo; il presidente del Corecom, Enzo Brogi; il rapper Anastasio,  la direttrice del quotidiano La Nazione, Agnese PiniBeatrice Cristalli, giovanissima linguista, consulente di Treccani.it sui linguaggi della contemporaneità, i giornalisti Deiv Agazzi, conduttore radiofonico di Controradio, esperto di rap, trap, hip hop, e Andrea Bertolucci, che è anche scrittore esperto di cultura giovanile (per Hoepli è da poco uscito il suo libro “Trap Game. I sei comandamenti del nuovo hip hop”) e gli allievi del rap lab organizzato dal Controradio Club.

“Spesso – spiega Brogi – gli adulti tendono a condannare sommariamente i consumi musicali dei propri figli senza conoscerli a fondo”. Per questa ragione, il Corecom della Toscana vuole avviare una riflessione sui nuovi linguaggi giovanili. Invitati al confronto artisti, giornalisti, studiosi e gli stessi protagonisti diretti di una “silenziosa rivoluzione linguistica con cui è doveroso fare i conti”. L’iniziativa si svolge nella Giornata mondiale della voce.

La diretta sarà trasmessa sulle pagine Fb del Consiglio regionaledel Corecomde La Nazione e sui profili social di Controradio.

 

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45 anni suonati 45 anni informati! 31 marzo 1976, registrazione di Controradio come testata giornalistica

45 anni suonati 45 anni informati! 31 marzo 1976, registrazione di Controradio come testata giornalistica

45 anni suonati 45 anni informati! 31 marzo 1976, registrazione di Controradio “giornale quotidiano radiodiffuso” come testata giornalistica. Un anno di eventi, iniziative, ricordi e testimonianze per ripercorrere una Storia che continua.


Controradio esordisce dal castello di Montalbano sopra Rovezzano. Sei mesi di trasmissioni che segnarono l’inizio di un percorso tra etere e territorio che ancora oggi prosegue e si evolve. Il nome della radio viene dal libro “Informazione e controinformazione” di Pio Baldelli che è stato per cinque lustri il direttore responsabile.

Nel settembre del 1977, sull’onda del movimento che si sviluppa in quell’anno, la radio si costituisce in cooperativa e trova la sua sede in via dell’Orto, nell’Oltrarno di Firenze, con un trasmettitore da appena 25 watt. Si apre alla vita culturale della città promuovendo momenti di aggregazione, eventi, nuovi linguaggi ed è la seconda radio libera in Italia, dopo Radio Alice di Bologna, ad essere chiusa dalla polizia dopo una giornata di cortei e scontri. Protagonista della grande rivoluzione della scena culturale e della night life fiorentina negli anni 80, “Controradio giornale quotidiano radiodiffuso” non ha mai smesso di essere la voce di ciò che accade a Firenze ed in Toscana.

Controradio
Studio di Controradio in via dell’Orto 15r, Firenze ©Controradio
Informazione e cultura, territorio e respiro internazionale, musica e avanguardia: ingredienti inscindibili  che fanno ancora oggi l’identità di una radio, ‘glocal’ ancora prima che il neologismo venisse coniato, radio comunitaria ‘di fatto’ per la sua forte relazione non solo sonora con i suoi ascoltatori e ascoltatrici divenuti poi soci del Controradio Club, ancora troppo pochi ma vitali per una realtà editoriale che nonostante gli anni, non sente il peso dell’età ma quello della crescita, del cambiamento, della capacità di evolversi su nuove piattaforme e con nuovi strumenti digitali senza perdere la cifra del suo essere. Dagli anni delle grandi battaglie civili alla crisi pandemica, Controradio scandisce giornate, suono e sapore della vita di migliaia di persone. Da quel 31 marzo 1976 sono passati 45 anni per una Storia che continua per una Voce che resiste, anche grazie a voi!

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Enrico Pantani, intervista all’artista di alcune ‘Copertine’

Enrico Pantani, intervista all’artista di alcune ‘Copertine’

Pomarance, dopo più di un’ora e mezzo di automobile attraverso la campagna toscana, per l’occasione innevata, abbiamo raggiunto lo studio di Enrico Pantani uno degli artisti che ha aderito all’iniziativa “Le Copertine Facebook d’autore di Controradio“, che ha visto ogni settimana, per un mese, un designer, un graphic novelist o uno street artist, disegnare le cover della pagina Facebook di Controradio. Le copertine originali verranno poi stampate in tiratura limitata e messe all’asta per supportare Controradio.

Enrico Pantani, che è nato a Volterra ed è Laureato in Lettere presso l’Università degli studi di Firenze, si dedica alla pittura e al disegno dal 1998, rendendo però pubblico il suo lavoro solo a partire dal 2008.

All’attività espositiva, Enrico Pantani, affianca quella performativa, e si è esibito dal vivo durante la tournée di Hamlice, per la regia di Armando Punzo, e la tournée di “Un mistero di sogni avverati” di Massimiliano Larocca.

L’intervista a cura di Gimmy Tranquillo

Stili completamente diversi, sei un artista poliedrico?

Sì oltre a quello delle copertine di Controradio ho altri stili che porto avanti, faccio vignette, faccio quadri olio e poi roba che viene quotidianamente, quindi non so definire bene cosa sia il mio lavoro, però è così.

copertine
Paesaggio verde dialogo – Enrico Pantani

Ho notato che ti ispiri molto alla cronaca politica, è quello che ti piace fare di più?

Mi piace fare questo chiaramente nelle vignette che ogni giorno pubblico, però chiaramente la politica rientra anche nei dipinti faccio perché apparentemente sono grumi di colore, però poi insomma hanno del politico anche quelli.

Paesaggio viola solitudine – Enrico Pantani

L’arte Può essere usata come arma politica secondo te?

L’arte è solo politica dal momento in cui la fai scegli da che parte stai.

Da che cosa si capisce se l’arte è di destra o se l’arte è di sinistra?

Questa è una domandona, e difficilona però. L’arte di sinistra perlomeno sta negli ambienti in cui criticano certi comportamenti, l’arte di destra io sfido a trovarla, cioè l’arte di destra è quella dove ci sono i grandi monumenti che vengono pagati dalle multinazionali, mentre qui di multinazionale c’è solamente la mia sigaretta e sto fumando.

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Montagna totale – Enrico Pantani

Perché hai deciso di partecipare a questa iniziativa di Controradio?

Innanzitutto, Controradio è una radio grande e l’ho fatto molto volentieri, dando nelle copertine questo spunto di spazi aperti, perché in questo momento abbiamo bisogno di spazi aperti dove riflettere e più che altro ho insistito sull’aspetto silenzioso dei paesaggi che è un po’ quello che si vuole dalla gente silenzio è riflessione, colore silenzio è riflessione.

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30_Sogno viola – Enrico Pantani

Come stai vivendo questa pandemia?

Il cambiamento è solamente il fatto che io sto qui tutto il giorno e quindi ti puoi rendere conto da quello ho intorno che è stato un continuo lavorare su cose… io l’ho vissuta bene, so che non è un buon periodo però per me è stato un periodo proficuo.

Quindi c’è un incremento della produzione artistica?

Un incremento assurdo!

Enrico Pantani
©Controradio

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Bue 2530, intervista all’artista di alcune ‘Copertine’

Bue 2530, intervista all’artista di alcune ‘Copertine’

Firenze, Bue 2530 è uno degli artisti che ha aderito all’iniziativa “Le Copertine Facebook d’autore di Controradio“, che ha visto ogni settimana, per un mese, un designer, un graphic novelist o uno street artist, disegnare le cover della pagina Facebook di Controradio. Le copertine originali verranno poi stampate in tiratura limitata e messe all’asta per finanziare Controradio.

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Traslochi – Ê quatt ‘e maggio – Bue 2530

Bue 2530 è un artista poliedrico calabrese, che risiede a Firenze, Bue passa con estrema naturalezza dalla street art al design ai tatuaggi e riflette tutte le caratteristiche etiche del vero writer e come tanti suoi ‘colleghi’ tiene molto a farsi riconoscere sia per le sue opere che per la sua persona.

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Ho perso le dita per bussare – Bue 2530

Chiunque riesce a riconoscere il suo tratto: disegni dalla linea marcata, molto complessi e ricchi di dettagli. I temi che propone, per la maggior parte sono animali fusi tra loro e messi in moto da macchine lignee quasi davinciane.

copertineIn molti suoi dei suoi lavori, siano essi murales, drawings, tattoo o installazioni, si percepisce il tema della cecità umana rispetto al marcio che lo circonda e il maltrattamento della bestia fino all’accanimento.

copertineCome la spieghi il contrasto che c’è tra questo spazio così caotico e la precisione che c’è invece nei disegni che hai fatto per le “Copertine Facebook d’autore di Controradio?

“Precisione controllata il giusto poi, alla fine quando disegno è uno dei momenti in realtà dove sono più libero, quindi apparentemente c’è molto controllo, ma la mano riesce a scorrere facilmente, questo delirio come può sembrare in realtà è un delirio organizzato perché i miei spazi sono sempre apparentemente casinosi, però è tutto ben organizzato, se mi chiedi dov’è la 8 esagonale te la vado a prendere subito”.

Oltre alla tecnica con la china con cui hai fatto le Copertine di Controradio, fai anche dei lavori come artista da strada ma anche tatuatore, come concili queste tecniche di espressione diverse?

Mio padre è sempre stato uno che qualunque cosa faceva era bravissimo, quindi sono sempre rimasto affascinato dal saper fare le cose, come puoi vedere qui ho fatto il cartongesso, il falegname… nonostante disegni, continuo comunque a rimanere affascinato da qualsiasi disciplina che può essere appunto l’idraulica, come sto facendo in questo momento, a me sostanzialmente diverte fare le cose, diverte proprio utilizzare le mani in qualsiasi cosa.

Perché ha deciso di collaborare con questa iniziativa di Controradio?

Controradio da quando sono arrivato a Firenze, ben 18 anni fa, l’ho sempre vista come un contenitore di cose preziose, e quindi per me è un onore partecipare e custodire dentro questo contenitore qualcosa di mio.

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Intervista all’artista Giacomo Costa

Intervista all’artista Giacomo Costa

Firenze, Giacomo Costa è uno degli artisti che ha aderito all’iniziativa “Le Copertine Facebook d’autore di Controradio“, che ha visto ogni settimana, per un mese, un designer, un graphic novelist o uno street artist, disegnare le cover della pagina Facebook di Controradio. Le copertine originali verranno poi stampate in tiratura limitata e messe all’asta per finanziare Controradio.

Giacomo Costa, come hai deciso di far parte di questo progetto di Controradio?

Controradio è una tradizione quasi famiglia, mio padre suonava il pianoforte a Controradio negli anni 70, forse ho ancora gli adesivi, ai giorni nostri devo dire è importantissimo sostenere una radio che fa informazione indipendente e che fa da sostegno all’arte alla cultura, forse in tante cose anche di più quello viene fatto dalle istituzioni vere e proprie, quindi ci mancherebbe ben venga davvero.

Le copertine che hai regalato a Controradio sono veramente molto belle, ma che cosa vuoi dire con queste immagini super tecnologiche che sembrano quasi illustrare una distopia di qualche racconto di fantascienza?

Voglio dire su per giù quello che hai un po’ accennato, voglio far vedere che il mondo purtroppo, in questi periodi, è molto fragile e può andare in rovina se noi continuiamo a comportarci, diciamo come ci stiamo comportando, questa annata appena passata è qui a ricordarcelo, e quindi io cerco di far capire attraverso il mio occhio che il mondo è fragile.

I dettagli sono pazzeschi quale tecnica usi?

In origine era un lavoro molto simile a quello fatto degli architetti e usavo dei programmi simili a quelli usati in architettura, ingegneria, che servono per progettare, per modellare, adesso sono passato a una tecnologia un po’ più sofisticata che attinge dal cinema e dei videogiochi come tipologia di programmi e comunque il lavoro è un po’ sempre lo stesso: costruire come se fosse una sorta di modellismo virtuale, pezzettino per pezzettino, scenari molto complessi.

Si potrebbe pensare che la creatività usando queste macchine sia in qualche modo lasciata in secondo piano, ma se andiamo a guardare i dettagli la posizione della quantità di oggetti che vengono fatte un sacco di scelte che fanno proprio parte della creatività.

Ma guarda io dico sempre per fare una fotografia reale bastano frazione di secondo per fare queste immagini ci possono volere mesi. Con la tecnologia sembra tutto più facile ma in realtà dandoti grandissime possibilità ti mette anche un po’ nei casini per cui a volte l’idea di poter fare qualunque cosa ti spinge a fare qualunque cosa e quindi a stare mesi a lavorare.

Come stai vivendo d’Artista questa pandemia?

Dal primo lockdown, quello diciamo duro, ne sono riuscito abbastanza bene perché sono stati due mesi abbastanza assurdi un po’ come nelle mie immagini di distopia, ora è un grande giramento di coglioni! Sinceramente dopo quel momento un po’ strano è quasi euforico, la tragedia è arrivata, la vera tragedia che tutti noi viviamo senza distinzione di categorie di attività. Il mio lavoro ne risente tantissimo come quello di tutti, il mio stile di vita non tanto perché sono tutto il giorno al computer quindi da quel punto di vista non è cambiato molto, però dopo un anno di segregazione comincia ad essere davvero faticoso.

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