Giani: “Dobbiamo fronteggiare ancora un mese”

Giani: “Dobbiamo fronteggiare ancora un mese”

Lucignano, in provincia di Arezzo, il presidente della Toscana Eugenio Giani, era con la Sindaca Roberta Casini per una visita alle unità di emergenza dove i cittadini si stanno sottoponendo allo screening della campagna della Regione Toscana ‘Territori Sicuri’.

“Dobbiamo fronteggiare ancora un mese, del resto lo scorso anno il picco fu raggiunto il 31 marzo, poi però con il clima in miglioramento e la diffusione maggiore dei vaccini, dovremmo piano piano venire fuori – ha detto il presidente Giani – Gli ospedali al momento reggono, abbiamo circa 180 terapie intensive e 1200 cure intermedie e rispetto allo scorso anno abbiamo creato posti letto in più, la situazione dunque è migliore”.

Giani si è soffermato poi sulla necessità di acquistare più vaccini compito che, ha detto, “spetta allo Stato e permetterebbe di tagliare le polemiche e le tensioni”. Per quanto riguarda i comuni come Lucignano e la vicina Marciano non lontani dall’Umbria: “Abbiamo arginato le varianti tramite questi screening e la chiusura delle scuole, questi erano comuni tra i peggio messi in Toscana, ma la situazione dovrebbe migliorare”.

Intanto screening Territori sicuri in corso anche a Gaiole in Chianti nel senese: oltre 700 i cittadini che oggi si sono sottoposti al tampone. “La percentuale di partecipanti è buona” ha detto Marco Picciolini, direttore di zona dell’Asl Tse e della Società della salute senese.

L’iniziativa a Gaiole in Chianti si concluderà questa sera. Invece sempre nel Senese da domani a mercoledì, lo screening riguarderà Castelnuovo Berardenga Infine nel Fiorentino il Comune di Fucecchio è preoccupato per il balzo in avanti dei contagi, tornati ai livelli di fine novembre-inizi dicembre.

Nell’ultima settimana 91 casi contro i 60 della settimana precedente: “Sembrano lontani i tempi dei 20 casi settimanali che in media si verificavano a gennaio”. “La situazione – commenta il sindaco Alessio Spinelli – è sicuramente più critica e di conseguenza dobbiamo assumere provvedimenti”: già da domani “firmerò alcune ordinanze per chiudere al pubblico parchi e giardini e per vietare il consumo di cibi e bevande nelle immediate vicinanze dei locali. Stiamo valutando anche la situazione delle attività sportive che prevedono il contatto tra atleti senza che sia possibile l’uso della mascherina”. Dai prossimi giorni intanto, “in accordo col prefetto di Firenze, aumenteremo il livello e la quantità dei controlli”.

L'articolo Giani: “Dobbiamo fronteggiare ancora un mese” proviene da www.controradio.it.

Caduta dei capelli a causa del Coronavirus? Sì ma…

Caduta dei capelli a causa del Coronavirus? Sì ma…

È vero che il coronavirus Sars-CoV-2, causa la caduta dei capelli? Sì, ma sarebbe un fenomeno temporaneo. Secondo il New York Times ed un recente studio pubblicato su The Lancet infatti, risulterebbe che il 22% dei pazienti Covid-19 ospedalizzati in Cina, abbia riportato la perdita di capelli sei mesi dopo aver contratto la malattia.

Ma questo tipo di caduta dei capelli, ufficialmente chiamata ‘Telogen Effluvium’, è correlata allo stress, e non è un’esclusiva del Covid-19, e può verificarsi più spesso di quanto possiamo pensare, come afferma la dottoressa Aurora Pop-Vicas, specialista in malattie infettive presso UW Health a Madison, nel Wisconsin.

Questo fenomeno potrebbe essere stato notato maggiormente in questo periodo, perché le persone sono iper-consapevoli del Covid-19 e dei suoi sintomi, ma qualcuno ricorderà per esempio, che in passato, dopo essere rimasto a letto con l’influenza per quattro o cinque giorni, di aver notato, qualche mese dopo, la perdita di ciuffi di capelli.

Ma perché un evento stressante è a volte seguito dalla perdita di capelli? Prova a spiegarlo il dottor Greg Vanichcakhorn, direttore medico del programma di riabilitazione dell’attività Covid-19 presso la Mayo Clinic di Rochester: “Fondamentalmente ciò che accade è che quando un essere umano è esposto ad un evento negativo importante, come un’infezione o qualcosa di super stressante, avviene che le cellule ciliate entrino nella loro fase dormiente. Sono praticamente come se fossero morte, e questo può accadere mesi dopo l’evento. Quindi forse il motivo per cui i pazienti subiscono questo fenomeno dopo il Covid-19, potrebbe essere il fatto che il loro corpo è ancora sotto shock per quello che gli è successo”.

I capelli attraversano questo ciclo anche in circostanze normali, sottolinea il dottor David Cutler, medico di famiglia presso il Providence Saint John’s Health Center di Santa Monica, in California: “È un fenomeno naturale che tutti i follicoli piliferi attraversino periodi di riposo e crescita e che i capelli cadano”, dice, ma la differenza nelle persone con Telogen Effluvium è che la caduta si verifica tutta in una volta.

In circostanze normali, circa il 10% dei capelli è in fase di riposo, il 5% in fase di caduta ed il resto in fase di crescita, dice la dottoressa Pop-Vicus. “Ma se corpo sperimenta un potente fattore di stress, esso sposta la sua energia per concentrarsi e dare la priorità alle funzioni di sostegno vitale – spiega la dottoressa – La crescita dei capelli non è necessariamente una funzione di sopravvivenza. Quindi forse anche il 50% dei capelli passerebbe alla fase di riposo. Quella fase però, di solito dura da due a tre mesi, e poi si ferma naturalmente”.

Ed è quindi dopo alcuni mesi che i pazienti che erano stati affetti dal Covid-19, notano i ciuffi di capelli sulle loro spazzole. Questa reazione ritardata rende difficile analizzare il fenomeno, e se quindi sia associato ai portatori a lungo tempo del Covid.

Ma ci sono altri motivi che innescano questo tipo di caduta dei capelli: farmaci come la chemioterapia, malattie della tiroide, squilibri ormonali o problemi del cuoio capelluto, anche questi fattori possono essere l’origine del problema, dice Pop-Vicus. Qualunque sia la causa però, l’improvvisa perdita di capelli “può essere piuttosto inquietante”, dice Van.

Le buone notizie? I capelli ricresceranno! Senza interventi, perché il Telogen Effluvium, di solito, si risolve entro sei mesi, dice Khetarpal. Nel frattempo, le tecniche per gestire lo stress come lo yoga e la meditazione, soprattutto se combinate con una buona alimentazione, sonno ed esercizio fisico, possono aiutare, dice Pop-Vicus.

L'articolo Caduta dei capelli a causa del Coronavirus? Sì ma… proviene da www.controradio.it.

Covid, da lunedì 8 marzo scuole chiuse in 40 comuni della Toscana

Covid, da lunedì 8 marzo scuole chiuse in 40 comuni della Toscana

L’esito del lavoro del presidente Giani con il Ceps, il comitato toscano per l’emergenza e la prevenzione scolastica. A confronto con i sindaci nella nottata e dopo attenta valutazione dei dati epidemilogici degli ultimi 7 giorni,  è arrivata la decisione sulle chiusure delle scuole

Da lunedì 8 marzo e per tutta la prossima settimana, le scuole di 40 dei 273 comuni della Toscana rimarranno chiuse. E’ quanto disciplinato con ordinanze dal presidente Eugenio Giani, a seguito della sessione di lavoro con il il comitato toscano per l’emergenza e la prevenzione scolastica (Ceps), conclusa in nottata con i sindaci dei territori interessati.

E’ prevista la “sospensione delle attività dei servizi educativi dell’infanzia, mentre le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza”.

“Nella zona rossa, come nel caso dei 20 comuni della provincia di Pistoia, la chiusura è un fatto automatico secondo l’ultimo Dpcm; a questi si sono aggiunti i comuni di Cecina e Castellina Marittima, appartenenti a province diverse e territorialmente contigui” spiega il presidente, che preannuncia una sola deroga per le Terme di Montecatini: “Rimarranno aperte, perché in questo caso c’è un aspetto di prevenzione sanitaria”.

Nella Toscana arancione, dunque, ai 22 comuni  rossi se ne aggiungo ora altri 18: in 15 la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado è interamente disciplinata da ordinanza regionale; in altri 3 – Siena, Arezzo e Follonica – la disposizione sarà presa dai sindaci ma in condivisione con Giani, con specifico richiamo nell’ordinanza regionale: “Essendo comuni più grandi occorreva un’ordinanza più calibrata sulla specificità locale”, spiega il presidente.

“Con ciascuno dei comuni c’è stata un’analisi approfondita sulla presenza di focolai nelle scuole. Laddove il numero alto di contagi, secondo l’opinione del sindaco, non originava dalle scuole non si è disposto alcun intervento di chiusura; in altri casi, quando lo stesso primo cittadino ha fatto presente che poteva esserci una pericolosità di contagio, allora si è proceduto”.

“Ringrazio di cuore il lavoro del Ceps, che con me ha valutato la situazione epidemiologica soprattutto nelle scuole toscane” afferma Giani, ricordando che il confronto è stato portato avanti direttamente con i sindaci dei 76 comuni toscani che a ieri, venerdì 5 marzo, risultavano sotto osservazione per il loro alto valore di contagio come indicato dal Dpcm Draghi (ovvero oltre l’indice di 250 su 100mila abitanti).

Elenco dei Comuni interessati alla chiusura delle scuole

Oltre ai 20 comuni della provincia di Pistoia, dunque, con Cecina (Li) e Castellina Marittima (Pi), le ordinanze regionali disciplinano la chiusura delle scuole in ulterori 15 comuni. Sono questi: Anghiari, Castelfranco Piandiscò, Lucignano, Marciano della Chiana, Monterchi, Sansepolcro per la provincia di Arezzo.
Per la Provincia di Siena Castelnuovo Berardenga, Asciano, Chiusdino, Monteroni d’Arbia, Monticiano, San Gimignano.
Certaldo (Firenze), Civitella Paganico (Grosseto), Bientina (Pisa).

 

L'articolo Covid, da lunedì 8 marzo scuole chiuse in 40 comuni della Toscana proviene da www.controradio.it.

Coronavirus, 1.293 nuovi positivi, 724 guariti e 23 decessi

Coronavirus, 1.293 nuovi positivi, 724 guariti  e 23 decessi

I ricoverati per infezione da coronavirus  sono 1.270 (34 in più rispetto a ieri), di cui 189 in terapia intensiva (6 in più)

Sono 1.293 in più rispetto a ieri i casi di positività al Coronavirus riscontrati in Toscana che, in tutto, salgono a 163.096. I nuovi casi (1.253 sono confermati con tampone molecolare e 40 da test rapido antigenico), sono lo 0,8% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,5% e raggiungono quota 137.614 (84,4% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 15.726 tamponi molecolari e 9.547 tamponi antigenici rapidi, di questi il 5,1% è risultato positivo. Sono invece 12.902 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 10% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 20.698, +2,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.270 (34 in più rispetto a ieri), di cui 189 in terapia intensiva (6 in più). Si registrano 23 nuovi decessi: 17 uomini e 6 donne con un’età media di 76,5 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia coronavirus in regione.

L’età media dei 1.293 nuovi positivi  al coronavirus odierni è di 43 anni circa (il 21% ha meno di 20 anni, il 20% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 18% tra 60 e 79 anni, il 6% ha 80 anni o più).

Di seguito i casi di positività al coronavirus sul territorio con la variazione rispetto a ieri (1.253 confermati con tampone molecolare e 40 da test rapido antigenico). Sono 44.392 i casi complessivi ad oggi a Firenze (292 in più rispetto a ieri), 13.731 a Prato (138 in più), 15.182 a Pistoia (167 in più), 10.119 a Massa Carrara (65 in più), 16.848 a Lucca (178 in più), 20.831 a Pisa (101 in più), 12.419 a Livorno (77 in più), 14.838 ad Arezzo (149 in più), 8.742 a Siena (105 in più), 5.439 a Grosseto (21 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 629 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 389 nella Nord Ovest, 275 nella Sud est.

La Toscana si trova al 13° posto in Italia come numerosità di casi di coronavirus (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 4.381 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 5.018 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 5.319 casi, Massa Carrara con 5.218, Pistoia con 5.181, la più bassa Grosseto con 2.463.
Complessivamente, 19.428 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (512 in più rispetto a ieri, più 2,7%).
Sono 40.428 (1.114 in meno rispetto a ieri, meno 2,7%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 16.169, Nord Ovest 14.919, Sud Est 9.340).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.270 (34 in più rispetto a ieri, più 2,8%), 189 in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri, più 3,3%).
Le persone complessivamente guarite dal coronavirus sono 137.614 (724 in più rispetto a ieri, più 0,5%): non ci sono persone clinicamente guarite (17 in meno rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 137.614 (741 in più rispetto a ieri, più 0,5%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Relativamente alla provincia di residenza, delle 23 persone decedute sono: 4 a Firenze, 4 a Prato, 7 a Pistoia, 3 a Massa Carrara, 2 a Lucca, 3 a Pisa.

Sono 4.784 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 1.598 a Firenze, 331 a Prato, 366 a Pistoia, 463 a Massa Carrara, 453 a Lucca, 552 a Pisa, 339 a Livorno, 304 ad Arezzo, 197 a Siena, 114 a Grosseto, 67 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 128,5 per 100 mila residenti contro il 164,8 per 100 mila della media italiana (12° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (238,7 per 100.000), Firenze (159,1) e Pisa (130,7), il più basso a Grosseto (51,6).

La campagna di vaccinazione

Si è avviata dal 27 dicembre 2020 la campagna vaccinale anti-Covid. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 363.045 vaccinazioni, 16.205 in più rispetto a ieri (+4,7%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 2° regione per % di dosi somministrate su quelle consegnate (l’88,1% delle 412.040 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 9.752 per 100mila abitanti (media italiana: 8.563 per 100mila).

Si ricorda che tutti i dati saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19

 

L'articolo Coronavirus, 1.293 nuovi positivi, 724 guariti e 23 decessi proviene da www.controradio.it.

Covid, Toscana: Siena, Prato e Empolese in zona Arancione

Covid, Toscana: Siena, Prato e Empolese in zona Arancione

Solo la provincia di Pistoia rimane in zona rossa. La decisione dopo i tavoli tecnici svoltisi ieri sera

Anche la provincia di Prato, capoluogo compreso, resta in zona arancione Covid la prossima
settimana. E’ stato deciso nel vertice serale avuto via Internet dal governatore della Toscana Eugenio Giani coi sindaci. Prato è una delle province della Toscana su cui sembrava potervi essere ritagliata una zona rossa a causa dei contagi.

A rivelare l’esito della riunione finita prima di mezzanotte, il sindaco di Prato Matteo Biffoni che ne ha scritto su Facebook. “Ho voluto attendere la conclusione del vertice con la Regione prima di dare comunicazioni definitive – riferisce Biffoni -: lunedì Prato continua ad essere zona arancione e le scuole resteranno aperte. Una decisione presa con consapevolezza: dati alla mano, non sono le scuole i luoghi più a rischio e i dati di Prato non sono tali per adesso da costringerci a dichiarare zona rossa”. Biffoni aggiunge: Ma non è tutto a posto e ne siamo consapevoli. Proprio perché siamo consapevoli dei numeri, non resteremo ad attendere gli eventi e per quanto di nostra competenza prenderemo nelle prossime ore provvedimenti che possano incidere sul rispetto delle norme anti-Covid soprattutto nelle zone più frequentate come il centro storico”, “ho già chiesto al prefetto un’ulteriore stretta sui controlli”. “Sia chiaro a tutti – sottolinea – che questa è l’ultima possibilità prima di una chiusura generalizzata. Perché come ho sempre detto non mi convince l’ipotesi di chiudere le scuole lasciando tutto il resto aperto e domani lavoreremo a nuove ordinanze: la responsabilità è di ciascuno di noi”.

Anche il comprensorio toscano Empolese Valdelsa e quello del Valdarno Inferiore, tra le province di Firenze e Pisa, resta ancora in zona arancione Covid, come gran parte della regione. La riunione, on line, è durata fino alle 23 circa. Per la seconda settimana consecutiva questa area ha evitato il declassamento in zona rossa Covid. “Qualche comune ha numeri più alti, quasi al limite del ‘rosso’ – spiegano i sindaci – ma questo non giustifica un cambiamento di fascia anche perché la nostra è un’area omogenea che vede città e paesi interconnessi, con una mobilità delle persone legata alle attività produttive e alle scuole. Per questo motivo avrebbe avuto poco senso mettere un singolo comune o due in zona rossa lasciando tutti gli altri in arancione”. Sempre nella stessa riunione è stato deciso di mantenere tutte le scuole, di ogni ordine e grado, aperte secondo le disposizioni del Dpcm. L’unica eccezione è rappresentata da Certaldo dove il sindaco Giacomo Cucini, a causa del crescente tasso di contagi registrato in alcune scuole, ha provveduto alla chiusura con una propria ordinanza e che è stata confermata dalla Regione.

La provincia di Siena, infine, torna zona arancione Covid dalla mezzanotte di domenica prossima. Lo hanno deciso insieme il governatore della Toscana Eugenio Giani e i sindaci del Senese in una riunione terminata intorno alle 23.30.
La decisione pone fine alla settimana di zona rossa per la provincia di Siena. Nel summit, svolto on line, secondo quanto appreso Giani e i sindaci hanno concordato che , però, laddove ci siano comuni con numeri alti di casi positivi, potranno decidere i singoli sindaci, per i loro territori, misure straordinari tipo se sospendere la didattica in presenza a scuola, come peraltro ha già deciso di fare Siena per alcuni
giorni fino al 12 marzo con ordinanza del sindaco Luigi De Mossi. Inoltre i sindaci senesi, in caso di criticità, potranno applicare misure più restrittive. In generale, comunque, da domenica la provincia di Siena tornerà arancione riallineandosi al regime sanitario vigente nel resto della regione a parte le zone rosse della provincia di Pistoia e dei comuni di Cecina (Livorno) – entrambe proroghe – e Castellina Marittima (Pisa),
nuovo territorio sottoposto a restrizioni più forti..

L'articolo Covid, Toscana: Siena, Prato e Empolese in zona Arancione proviene da www.controradio.it.