Carburanti: maxi evasione, indagini partite da Pescia

Carburanti: maxi evasione, indagini partite da Pescia

Una maxi evasione fiscale da 30 milioni di euro è stata scoperta dalla guardia di finanza di Pistoia e dall’Agenzia delle dogane nel settore della importazione e commercializzazione di carburanti, nell’ambito di un’operazione denominata ‘Gasoline free’.

Diciassette soggetti residenti in Toscana, Campania e Piemonte, che a seguito della maxi evasione scovata dalla Guardia di Finanza sono stati indagati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali, hanno ricevuto provvedimenti di misura cautelare: 3 sono in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 11 sono sottoposti all’obbligo di dimora.

Sequestrati anche beni per un valore di 20 milioni e 11 società, 8 delle quali risultate fittizie, tutte operanti nel settore dell’importazione e della commercializzazione degli idrocarburi con sede in Toscana, Campania, Lazio ed Emilia Romagna.

Le indagini sono partite da una società di Pescia (Pistoia) considerata “terminale privilegiato” di altre aziende fittizie per evadere l’Iva.

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Tramvia piena a Firenze, utenti stipati nelle ore di punta: il nostro speciale

Tramvia piena a Firenze, utenti stipati nelle ore di punta: il nostro speciale

Tramvia sovraffollata, banchine di attesa troppo piccole, carenza di strisce pedonali, troppi ritardi. A Firenze il successo dell’utilizzo del sistema tranviario mette in evidenza alcuni disservizi al centro  del confronto tra Comune e Gest che ha chiesto l’aumento delle corse mentre l’amministrazione pone come priorità il rispetto dei tempi di percorrenza.

Intanto i sindacati dei trasporti chiedono che il tavolo sia aperto anche alle parti sociale.

Gimmy Tranquillo questa mattina è andato a verificare la situazione e Chiara Brilli ha intervistato Simone Masini della Filt Cgil Area Metropolitana Fi-Po-Pt

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Prato, incidente sul lavoro: morto operaio

Prato, incidente sul lavoro: morto operaio

Un operaio di 53 anni è morto mentre stava facendo un sopralluogo per lavori da realizzare sul tetto di un capannone a Prato, in via Pieraccioli, nella zona di Galciana. Il lucernario ha ceduto improvvisamente causando la morte dell’uomo dopo un volo di 5 metri. “Su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni”, così commenta Enrico Menici, della Filca-Cisl Toscana di Prato.

A nulla è servito il tentativo di rianimazione del personale sanitario del 118. Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e tecnici del Dipartimento di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Ausl Toscana Centro. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la dinamica esatta della morte dell’uomo. Intervenuto anche il magistrato di turno Laura Canovai della procura.
“Sui capannoni ci sono di percorsi su cui bisogna stare per evitare lo sfondamento del tetto, bisogna avere una cintura anticaduta ed averla allacciata alla ‘linea vita’ che dev’esserci sul tetto: se queste regole fossero state rispettate questo lavoratore non sarebbe precipitato”, ha aggiunto Menici. “Chiediamo con forza alla Asl, alla Regione e a tutti gli organi preposti di impegnarsi in modo più stringente sui controlli. E non bastano i controlli documentali – continua -, bisogna fare più verifiche ‘a vista’, andare sui cantieri di persona. Perché purtroppo, ed anche questa è una conseguenza della crisi, non di rado anche le certificazioni sull’effettuazione dei corsi sulla sicurezza sono fasulle. E così tutto diventa inutile”.
Simona Riccio, segretaria generale di Filca-Cisl Toscana, commenta: “Occorre intensificare l’azione di prevenzione per tale rischio fare maggiore formazione, ma anche una più incisiva repressione per chi non mette in pratica le misure di sicurezza e per coloro che non rispettano i contratti di lavoro”. “Come Filca-Cisl lo ripetiamo da anni che nel nostro settore è necessario introdurre la ‘patente a punti’, un sistema premiale per le imprese virtuose ma che nello stesso tempo introduca sanzioni per chi non rispetta le regole sulla sicurezza. È prioritario intervenire in maniera risoluta per affermare la sicurezza nei luoghi di lavoro, passando dagli annunci ai fatti”, ha concluso Riccio.

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Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

“Chiediamo al Ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione”, ha detto Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze nel comunicato stampa. Sono a rischio 220 posti di lavoro, oltre che all’impoverimento economico e industriale del territorio. Restano solo tre mesi alla scadenza della cassa integrazione per cessazione di attività della Bekaert.

“Ora che il Governo si è insediato ci aspettiamo non solo la convocazione al tavolo ministeriale, ma risposte concrete circa gli interessamenti al progetto di reindustrializzazione del sito di Figline Valdarno, che erano stati palesati anche nell’ultimo incontro svoltosi a luglio scorso”, si legge nel comunicato.

Tre sono i mesi che mancano alla data di scadenza della cassa integrazione; tuttavia potrebbero non bastare ad affrontare un percorso che possa rendere di nuovo produttiva la Bekaert . A rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro.

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Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

“Chiediamo al Ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione”, ha detto Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze nel comunicato stampa. Sono a rischio 220 posti di lavoro, oltre che all’impoverimento economico e industriale del territorio. Restano solo tre mesi alla scadenza della cassa integrazione per cessazione di attività della Bekaert.

“Ora che il Governo si è insediato ci aspettiamo non solo la convocazione al tavolo ministeriale, ma risposte concrete circa gli interessamenti al progetto di reindustrializzazione del sito di Figline Valdarno, che erano stati palesati anche nell’ultimo incontro svoltosi a luglio scorso”, si legge nel comunicato.

Tre sono i mesi che mancano alla data di scadenza della cassa integrazione; tuttavia potrebbero non bastare ad affrontare un percorso che possa rendere di nuovo produttiva la Bekaert . A rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro.

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