Rock Contest, giovedì 24 la seconda semifinale al Combo

Rock Contest, giovedì 24 la seconda semifinale al Combo

Giovedì 24 novembre al Combo di Firenze  la seconda semifinale con  D.O.A., Le Pietre Dei Giganti, Ossa di Cane e Wicked Expectation, Cannibali Commestibili e Marte (scoprili con info, foto, bio e video session live sulla pagina dedicata)

Giovedì 24 al Combo Social Club di Firenze  sul palco della seconda semifinale, sarà il turno del roboante magma sonoro fatto di alternative rock, hard blues, stoner, in italiano, dei trentini Cannibali Commestibili, dei lombardi D.O.A. (Death Of Autotune), ensemble multietnica che mescola rap, alternative rock, soul e pop con testi in italiano ed in inglese, di Le Pietre dei Giganti con la loro miscela di stoner, psichedelia, heavy rock, blues acido, groove tribali, sampling ed elettronica e testi intrisi di poesia e gusto epico, dell’elettro-pop ironico e moderno della giovane cosmopolita Martina Saladino, in arte Marte, del mix di cosmic-jazz, hip-hop, drum and bass e libera improvvisazione degli Ossa di Cane e dei suoni elettronici, ambient e glitch su cui i Wicked Expectation disegnano scenari psichedelici per inquietanti visioni distopich.

È possibile seguire tutte le serate in diretta video sui canali web di Rock Contest e Controradio (Facebook, Sito, Canale YouTube) dalle ore 21:30.

Sei di loro passeranno alla serata finale che si terrà sabato 3 dicembre al Viper Theatre. Ospite speciale sul palco della serata finale Emma Nolde, scoperta e lanciata proprio dal Rock Contest.

Tutte le informazioni, il regolamento completo e le band in gara sono su www.rockcontest.it.

Puoi scoprire tutti i 30 progetti selezionati sulla pagina Youtube e sulle schede dell’edizione 2022.

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🎧 Festival di Cinema e Donne ““I mille volti della violenza”

🎧 Festival di Cinema e Donne ““I mille volti della violenza”

Tre festival europei all’interno del 43esimo Festival internazionale di Cinema e Donne. I mille volti della violenza, il titolo dell’edizione di quest’anno che si articolerà dal 23 al 27 novembre in tre diversi luoghi tra Deutsches Institut Florenz, Istituto francese di Firenze e cinema La Compagnia. Chiara Brilli ha intervistato il presidente di Fondazione Sistema Toscana Jacopo di Passio e una delle direttrici Maresa D’Arcangelo.

Dal 25 al 27 novembre torna a La Compagnia il Festival di Cinema e Donne, con un’edizione speciale dal titolo “I mille volti della violenza”.

🎧  Chiara Brilli ha intervistato il presidente di Fondazione Sistema Toscana Jacopo di Passio e una delle direttrici Maresa D’Arcangelo.

Due i temi conduttori della manifestazione strettamente collegati all’attualità e fortemente correlati: la violenza di genere, visibile o invisibile e le sue intersezioni con le altre forme contemporanee della violenza come guerre, razzismi e discriminazioni, ed il ruolo, gli obiettivi dei Festival di Cinema e Donne.

Tre giornate di cinema come risorsa nel contrasto della violenza di genere.
In sala 30 film tra lungo e cortometraggi, ma anche talk sui temi del festival con ospiti in presenza e in collegamento. Toni e linguaggi diversi per contrastare la violenza, dall’ironia corrosiva degli spot da viaggio Notasinglestory allo humour nero di Steakouse, dal segno raffinato e coinvolgente dell’animazione coreana My Father’s Room, fino al perturbante Un confine incerto.

Una proiezione speciale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: La traversée, uno straordinario lungometraggio d’animazione. In programma anche film che si rapportano con la storia: quella delle prime lotte per l’aborto in Usa con It Happens to Us e soprattutto quelli che ci riconnettono con la storia recente del nostro paese come il prezioso Con voce di Nilde. Troviamo poi la memoria privata autobiografica, che allude agli anni della pandemia AIDS in Estate 1993, esordio acclamato di Carla Simòn la più importante regista della Nueva Ola spagnola. INFO

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Il doc “Firenze città d’acque”, anteprima alla Compagnia

Il doc “Firenze città d’acque”, anteprima alla Compagnia

“Firenze città d’acque. Storie d’acqua e miti per raccontare una città”. Il documentario di Massimo Becattini, Sandro Nardoni e Luciano Nocentini. L’anteprima assoluta del film, martedì 22 novembre (ore19.00), al Cinema La Compagnia ( alla presenza del sindaco di Firenze Dario Nardella)

Firenze città d’arte, amata e conosciuta in tutto il mondo per la sua storia, i suoi monumenti, le opere dei grandi artisti conservate nei più importanti musei. Esiste però una Firenze sconosciuta, quella dei corsi d’acqua che attraversano, sotterranei, il suo territorio, che scavano nella sua pancia e che testimoniano una storia antica, dall’insediamento delle prime civiltà fino ai nostri giorni. Un percorso tutto da conoscere e riscoprire, punteggiato da canali, cascate, opere di incanalamento, fontane, pievi, castelli e conventi.

E’ su questo tema che va ad indagare il documentario Firenze città d’acque, di Massimo Becattini, Sandro Nardoni e Luciano Nocentini, che sarà presentato in anteprima assoluta martedì 22 novembre, al cinema La Compagnia di Firenze (ore 19,00, via Cavour 50/r. Il film sarà in replica giovedì 24 novembre, alle ore 20.30). Saranno presenti in sala all’anteprima, insieme ai registi, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il presidente di Publiacqua, Lorenzo Pera, il presidente del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino, introdotti dalla capo-redattrice della Tgr Toscana, la giornalista Cristina Di Domenico.

l film è sostenuto da Toscana Film Commission nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema.  Le riprese sono state realizzate tra il 2021 e il 2022 a Firenze, Fiesole e Sesto Fiorentino, seguendo lo scorrere delle acque dei fiumi durante le varie stagioni. Tra le location fiorentine interessate dal documentario, da segnalare Palazzo Vecchio e le fontane del centro storico, le vasche del Giardino di Boboli, la Fontana delle Rampe del Poggi e il Parco fluviale del Mugnone, la Torre della Zecca, la Porta di San Niccolò, la Chiesa Ortodossa Russa, Villa medicea di Careggi, Villa il Palmerino e Villa Demidoff.
Le riprese fuori dal comune di Firenze hanno invece riguardato la Pieve di Sant’Andrea a Cercina, nel territorio di Sesto Fiorentino e le Gualchiere di Remole a Bagno a Ripoli, antico opificio medievale risalente al 1300, il Convento della Maddalena, la Chiesa di San Domenico, la Badia, nel Comune di Fiesole. E ancora, il Castello medievale di Vincigliata, la Villa di Maiano con il Parco Romantico della Regina, Villa I Tatti, Villa Bellagio e Villa Schifanoia.

Firenze città d’acque, Versione italiana e versione con sottotitoli inglese, Durata: 64′, Produzione: Film Documentari d’Arte – ArtMeet (2022)

Biglietti: intero € 5, ridotto € 4

INFO

 

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🎧 Il mito di Niobe: agli Uffizi sculture a confronto

🎧 Il mito di Niobe: agli Uffizi sculture a confronto

Il mito di Niobe – Fino al 12 marzo 2023, a fianco delle tredici celebri statue della collezione medicea sarà possibile ammirare un altro gruppo scultoreo di Niobidi recentemente scoperto nel settore termale di un’antica villa romana

I due principali gruppi scultorei dedicati al mito della Niobe per la prima volta insieme agli Uffizi: a partire dal 14 novembre e fino al 12 marzo 2023. L’uccisione dei figli della tragica protagonista del racconto mitologico è rappresentata dalle tredici celebri statue di epoca romana oggi conservate nell’omonima sala in Galleria. Ad esse ne vengono affiancate altre nove, da un gruppo scultoreo recentemente scoperto a Ciampino.
I Niobidi della collezione medicea mettono in scena una delle più tragiche storie del mito greco antico, ossia l’uccisione dei dodici figli di Niobe per volere della dea Latona, offesa per la superbia di Niobe che si era vantata della propria prole. Le tredici statue furono rinvenute nei primi mesi del 1583 tra le mura aureliane (esattamente nella vigna di Gabriele e Tomaso Tommasini) e trasferite poi a Firenze solo nel 1770. Ora i Niobidi fiorentini si confronteranno con l’altro gruppo scultoreo, attualmente conservato nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, complesso architettonico parte dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. Le nove sculture furono rinvenute nel 2012 in un’ampia vasca prossima al settore termale di un’antica villa nella periferia di Roma, in parte frammentarie, ma che, ancora una volta, ricomponevano il suggestivo mito di Niobe.

E’ possibile approfondire il tema sul sito degli Uffizi: da oggi, infatti, su uffizi.it è visitabile la mostra virtuale dedicata ai due gruppi marmorei.

Durante l’esposizione, ci saranno inoltre visite con esplorazione tattile su alcune sculture della Sala della Niobe. Sono aperte a tutti, ma rivolte a piccoli gruppi (massimo 5 persone): per partecipare occorre prenotarsi scrivendo a uffiziaccessibili@cultura.gov.it ed essere in possesso del biglietto d’ingresso. Si terranno il 22 novembre, 6 dicembre, 10 e 24 gennaio, 7 e 21 febbraio, con inizio alle ore 10.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Il gruppo di statue dei Niobidi fiorentini, è stato per secoli uno dei principali interessi dei protagonisti del Grand Tour. Il confronto diretto fra le sculture recentemente scoperte a Ciampino e quelle medicee consentirà di meglio apprezzarne le affinità e le discontinuità, permettendo, al tempo stesso, di far maggior luce sui prototipi da cui dipendono. La sala di Niobe, ora più che mai, merita il suo nome, ospitando una folla di sculture che narrano la crudeltà degli dei e la stoltezza degli uomini”.

Il direttore dell’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli Andrea Bruciati (AUDIO): “I due gruppi, degli Uffizi e di Tivoli, possono essere interpretati come tableau vivant, una sorta di performance solidificata al cui interno la narrazione si struttura in maniera cinematografica. Essi assurgono pertanto a modelli espressivi della medesima matrice. In questo senso il gruppo del Santuario integra sostanzialmente quello degli Uffizi. La politezza e la perfezione di quest’ultimo sono indice e manifestazione di un pensiero kantiano di distanza e padronanza della ragione sull’emotività, dove è il controllo l’unica arma a disposizione. Nel complesso di Tivoli, invece, la corruzione fisica della materia sembra suggerirci una descrizione più attenta alla forza primigenia, quasi junghiana e ctonia, residuo esistenziale e poroso di una tragedia apocalittica”.

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🎧 Uffizi: Schmidt, loggia Isozaki? Decide politica, ma serve certezza

🎧  Uffizi: Schmidt, loggia Isozaki? Decide politica, ma serve certezza

Uffizi: “Fare la loggia di Isozaki era una decisione politica apicale. E anche non fare la loggia sara’ una decisione politica apicale, non spetta al direttore degli Uffizi prendere una decisione del genere. Quando una decisione, in una direzione o nell’altra, sara’ presa, allora e’ chiaro che io mi dovro’ adeguare e seguirla, questo e’ il mio compito molto preciso”. Cosi’ il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha risposto a una domanda sulla realizzazione della Loggia Isozaki all’uscita del museo.

“Per quanto riguarda la loggia stessa – ha aggiunto – il momento di contribuire alla discussione sui giudizi estetici era tra il 1998 e il 1999, per questo motivo io non l’ho mai fatto, ma ho sempre sottolineato che quello che noi non possiamo fare e’ chiudere gli occhi davanti a questo problema, perche’ significherebbe rallentare o fermare i lavori dei Nuovi Uffizi e quindi di avere la gru ancora per altri anni, quindi bisogna decidere o si’ o no. L’ultima decisione del governo era si’ – ricorda Schmidt – se ora arrivasse il no noi siamo pronti e preparati, quello che posso e devo fare e’ dare eventuali giudizi tecnici e amministrativi al ministro e al direttore generale archeologia, belle arti e paesaggio, per il resto non ho competenza in questa questione”.

Schmidt ha anche commentato positivamente  la notizia che ci sarà un concorso per 500 funzionari tecnici e 1500 custodi pronti in merito anche alla carenza di organico sollevata come motivazione per la chiusura delle gallerie il lunedì di Ognissanti.

“Per quanto riguarda i giovani, c’è un’attenzione particolare dei beni culturali. La notizia infatti, è che ci sarà un concorso per 518 funzionari tecnici”. Ad annunciarlo era stato il sottosegretario al ministero della Cultura, Vittorio Sgarbi, in un’intervista a ‘Che tempo che fa’ su Rai3. Nel dettaglio, indicava Sgarbi, “tra le varie posizioni che verranno aperte ci sono quelle per: 268 archivisti, 130 bibliotecari, 35 storici dell’arte, 32 architetti, 20 archeologi, 15 restauratori, 8 paleontologi e altri, con scadenza 9 dicembre”. “Con i fondi del Pnrr già ci sono già molti giovani che stanno lavorando a vari progetti e poi abbiamo in lista anche 1500 custodi che possono essere assunti subito”, sottolineava Sgarbi.

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