Auditorium Maggio Musicale, inaugurazione 21/12 con Mattarella

Auditorium Maggio Musicale, inaugurazione 21/12 con Mattarella

Firenze, il sovrintendente del Maggio, Alexander Pereira, ha confermato l’inaugurazione del nuovo Auditorium per il 21 dicembre, con Zubin Mehta sul podio, annunciando però, visto l’alto numero di invitati, tra cui anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, una replica del concerto di inaugurazione per il giorno dopo.

“Il nuovo auditorium del teatro del Maggio Musicale Fiorentino sarà inaugurato, come pianificato – ha detto Pereira – il 21 dicembre alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma abbiamo deciso di non fare solamente una volta questo concerto, perché all’inaugurazione ci saranno tanti invitati, ma di farlo anche il 22 per il pubblico di Firenze”.

In podcast le dichiarazioni del sovrintendente del Maggio, Alexander Pereira nel servizio a cura di Gimmy Tranquillo.

L’evento sarà replicato il 22 dicembre con prezzi più contenuti. “Ho aperto la vendita al pubblico di 200 biglietti per il 21 dicembre – ha spiegato Pereira – ma ho visto che abbiamo tanti invitati e quindi ho pensato che fosse giusto ripetere il concerto per la città”.

Pereira ha poi spiegato che il concerto prevede la ‘Messa di Gloria’ di Giacomo Puccini, la prima esecuzione assoluta di ‘Per lo corpo luce’, commissionato dal teatro a Luca Francesconi e il ‘Te Deum’ di Anton Bruckner. Per la replica dell’evento, ha concluso Pereira, “abbiamo dovuto cambiare la data della recita della Madama Butterfly che era pianificata per il 22 dicembre e che sarà trasferita il 27 dicembre. Chiedo al pubblico di comprendere e accettare questa situazione”

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Marco Lodola, Gigliola Cinguetti, Morgan e Vittorio Sgarbi, agli Uffizi per un evento ‘Pop’

Marco Lodola, Gigliola Cinguetti, Morgan e Vittorio Sgarbi, agli Uffizi per un evento ‘Pop’

Firenze, evento ‘super pop’ agli Uffizi in occasione della donazione dell’autoritratto d’artista di Marco Lodola alla collezione permanente del museo fiorentino.

Durante la presentazione, nell’Auditorium Vasari infatti, si è tenuto un breve concerto con gli ex Bluvertigo, Morgan e Andy, grandi amici dell’artista Marco Lodola, ma non solo, ospite d’onore, presente in sala e poi sul palco anche Gigliola Cinquetti, la cui effigie, nel presepe luminoso, opera sempre di Lodola rappresentava la Madonna, infine durante l’evento è intervenuto tra gli altri, il critico Vittorio Sgarbi.

In podcast le voci dell’artista Marco Lodola, del direttore degli Uffizi Eike Schmidt e di Gigliola Cinquetti, raccolte da Gimmy Tranquillo.

Sul fondale del palco dell’auditorium l’autoritratto luminoso di Marco Lodola, prima “scultura di luce” nel suo genere ad entrare nella collezione della Galleria degli Uffizi, accompagnata nel suo ingresso in museo dalle leggendarie note di classici come Love me tender, Heroes, Bohemian Rhapsody, Singing in the rain, eseguite dal vivo dai Bluvertigo, Morgan ed Andy e persino una commovente versione di Non ho l’età, cantata da Gigliola Cinquetti.

È stata una cerimonia super pop, quella della donazione alle Gallerie dell’autoritratto dell’artista Marco Lodola, creatore del presepe luminoso con i grandi della musica leggera (e la Cinquetti nei panni della Madonna) che, nelle passate Feste natalizie ha colorato le notti degli Uffizi.

Teatro dell’evento (durante il quale anche stato presentato anche il catalogo dell’installazione natalizia, ‘Stelle delle Genti’ pubblicato da Gallerie degli Uffizi e Mirabili), l’auditorium Vasari della Galleria, trasformato per l’occasione in una sala da concerto con tanto di pianoforte a coda, per accogliere la speciale musicale esibizione di Andy e Morgan.

“L’autoritratto di Marco Lodola entra nella collezione di autoritratti degli artisti più grande e antica del mondo, quella degli Uffizi – ha detto il direttore Eike Schmidt – La abbiamo aperta ad autori di ogni genere, al fumetto, alla street art: oggi la apriamo alla scultura di luce, che é il tratto distintivo di Lodola. Questa opera resta anche a testimonianza del presepe luminoso, da lui creato che ha allietato gli Uffizi nello scorso Natale”.

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#Critico per un giorno presenta: Atlantide

#Critico per un giorno presenta: Atlantide

Torna l’appuntamento di #Critico per un giorno per i Soci Del Controradio Club. Si torna insieme al cinema con Gimmy Tranquillo. Il film/documentario scelto per  lunedì 29 novembre alle 19:00 è “Atlantide”, cinema La Compagnia

Atlantide è il primo film di finzione dell’artista e documentarista Yuri Ancarani. Presentato quest’anno nella sezione Orizzonti della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film è una vera e propria sinfonia d’immagini che dipinge l’agonia dell’umano.

Per partecipare all’iniziativa è necessario scrivere una mail entro venerdì 26 novembre a club@controradio.it con il proprio nome e cognome.  Ogni socio avrà diritto a 2 biglietti omaggio.

Sinossi: Daniele è un ragazzo di Sant’Erasmo, un’isola della laguna veneziana, che vive nel culto del proprio “barchino”: esattamente come l’asfalto, l’acqua può infatti ospitare gare clandestine tra le piccole imbarcazioni dei giovani della zona. Le giornate di Daniele trascorrono nel nulla, punteggiate da giri sul barchino a ritmo di trap, pervase di noia con la fidanzata, o alla ricerca di un pezzo da montare, di un’elica o un motore che renda la barca più veloce… INFO COMPAGNIA

“Atlantide è un film nato senza sceneggiatura. I dialoghi sono rubati dalla vita reale, e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi. Questo metodo di lavoro mi ha dato la possibilità di superare il limite di progettazione tradizionale nel cinema: prima la scrittura e poi la realizzazione. Così il film ha potuto registrare in maniera reattiva questo momento di grande cambiamento di Venezia e della laguna, da un punto di vista difficile da percepire, attento allo sguardo degli adolescenti. Il desiderio di vivere così da vicino le loro vite, dentro i loro barchini, ha reso possibile tutto il resto: il film si è lentamente costruito da solo.”  Yuri Ancarani

 

 

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Agli Uffizi la prima mostra al mondo a misura di bambino/a

Agli Uffizi la prima mostra al mondo a misura di bambino/a

Uffizi: “A misura di bambino”, dal 23 novembre al 24 aprile in Galleria, affronta un tema inesplorato, la vita quotidiana dei fanciulli ai tempi dell’Impero. (Intervista di Chiara Brilli al direttore Eike Schmidt)

Oltre 30 le opere, tra sculture di divinità da piccole, ‘action figures’, giochi e giocattoli di millenni fa: alcune sono state appositamente posizionate ad altezza dei visitatori più piccoli

Il direttore Eike Schmidt: l’esposizione illustra come  i bambini dell’antichità parlino a quelli di oggi, con lo stesso linguaggio

‘Action figures’, giocattoli e giochi di millenni fa, sculture di divinità rappresentate nella loro infanzia, opere collocate ad altezza bimbo, per andare incontro alle esigenze dei visitatori più piccoli. Arriva “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma”, mostra archeologica della Galleria degli Uffizi che affronta, con modalità innovative, un tema finora inesplorato. In un percorso di oltre trenta opere, infatti, vengono descritti diversi momenti della vita quotidiana dei fanciulli ai tempi dell’Impero Romano. La nascita, i riti di passaggio verso l’età adulta, la scuola, i divertimenti, il rapporto con gli animali, le paure, sono solo alcuni dei temi che i visitatori troveranno rappresentati in statue, sarcofagi, rilievi e oggetti quotidiani come i giocattoli.

Tra le opere più significative, una statua di Mercurio con il piccolo Bacco, restaurata per la mostra e restituita al pubblico dai depositi delle Gallerie degli Uffizi dopo decenni, una rara bambola in avorio del III secolo d.C. finora mai esposta, e una statuetta giocattolo di gladiatore dotata di accessori componibili, non diversamente da quello che accade dalle action figure di oggi. Di particolare pregio è anche una scelta di tanagrine (una particolare tipologia di statuette funebri), di epoca ellenistica e romana, mai presentate al pubblico ed entrate nelle collezioni delle Gallerie in seguito a un sequestro in un deposito di opere d’arte razziate dalle truppe tedesche.

Si dice che la Storia sia fatta dai grandi uomini, ma talvolta ci si dimentica che anche loro sono stati bambini. Allo stesso modo, anche le divinità del pantheon romano hanno vissuto infanzie talvolta avventurose e difficili, come Ercole o Bacco. A questo tema la mostra dedica una sezione nella quale il visitatore avrà la sorpresa di riconoscere in paffuti fanciulli gli dei dell’Olimpo.

L’esposizione, pur pensata per un pubblico adulto, offre anche chiavi di lettura e percorsi concepiti per i giovanissimi. A corredo dell’allestimento c’è infatti una serie di apparati didattici, come didascalie redatte con un linguaggio ‘a misura di bambino’, tavole a fumetti disegnate da Stefano Piscitelli e alcuni mp3 realizzati da Carlotta Caruso e Sara Colantonio del Museo Nazionale Romano. In linea con criteri museali già sperimentati all’interno delle Gallerie, destinati a facilitare l’inclusione dei più piccoli (la Tebaide di Beato Angelico, posizionata a 65 cm di altezza), alcune opere sono esposte più in basso, così da permettere ai bimbi di guardare negli occhi i loro coetanei di 2000 anni fa. Un filmato, a cura di Gianmarco D’Agostino per Advaitafilm Film, conclude il percorso e conduce i visitatori, attraverso suoni e immagini, in un giardino dell’antica Roma dove alcuni bambini vivono momenti della loro giornata.

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt: “La mostra si inaugura a ridosso della giornata internazionale del Bambino, che cade il 20 novembre, e che non deve rimanere una vuota celebrazione. Per gli Uffizi è l’occasione di rivolgersi a una fascia di età poco considerata in campo artistico, sia come soggetto che come pubblico. L’arte non è solo una cosa per i grandi, e questa rassegna lo dimostra, mettendo in atto un coinvolgimento tra pari che attraversa secoli di storia. I bambini dell’antichità romana parlano ai bambini di oggi, con lo stesso linguaggio.”

Il curatore Fabrizio Paolucci: “Questa mostra è un’occasione straordinaria per portare i bambini al Museo. L’esperienza di visita, favorita dalle varie modalità di apprendimento proposte, li farà sentire partecipi della narrazione e stimolerà la loro curiosità senza annoiarli. Con “Scegli il tuo compagno di gioco!”, in particolare, i piccoli visitatori potranno individuare, fra le opere esposte, il ritratto di bambino che più gli è piaciuto e che diventerà l’avversario di una sfida all’ultima noce in una delle attività ludiche previste al Giardino di Boboli con l’arrivo della bella stagione. Inoltre sono state programmate visite per famiglie, tattili e in LIS (Lingua dei Segni Italiana)”.

La curatrice Lorenza Camin: “La mostra, la prima dedicata all’infanzia romana, affronta gli aspetti più diversi del vivere “da bambini” nell’Antica Roma, dai riti di passaggio, alla scuola, dai giochi al rapporto con gli animali. In un’occasione come questa, opere che prese singolarmente riescono di difficile comprensione per i visitatori, divengono pienamente apprezzabili e comprensibili in un percorso narrativo organico. Statuette, rilievi, busti, sarcofagi e giocattoli saranno quindi i protagonisti di un racconto che restituirà voce e corpo a una parte fondamentale dell’antica società romana”.

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62° Festival dei Popoli celebra la musica con 5 doc

62° Festival dei Popoli celebra la musica con 5 doc

Dal rock progressivo nell’anteprima del work in progress In the Court of the Crimson King su Robert Fripp e il suo storico gruppo,  al “noise” estremo di A qui veut bien l’entendre, passando per la musica house con il 62° Festival dei Popoli. 5 doc in esclusiva nella sezione “Let The Music Play

In the Court of the Crimson King di Toby Amies (in versione work in progress) non è la semplice celebrazione di un gruppo che ha fatto la storia del rock – si legge  in una nota di Emanuele Sacchi – ma l’intima confessione da parte di Robert Fripp e degli altri componenti della band sul senso di una vita dedicata all’arte. Un film straordinario che siamo felicissimi di presentare in prima assoluta e che costituisce la punta di diamante di una sezione in cui trovano la loro voce anche soggetti normalmente esclusi dall’industria o dallo sguardo dei musicofili, facendo dell’inclusività non solo un termine in voga, ma un vero e proprio programma politico.  Come nella riflessione teorica sul noise di À qui veut bien l’entendre, spiazzante nella forma e nel contenuto. Significativo che, tranne il caso di Laurent Garnier: Off the Record, dedicato a uno dei dj simbolo della french house, gli altri titoli selezionati abbiano al centro una collettività – un genere, una band, un fenomeno di costume. Come se la musica, in tempi pandemici, avesse riscoperto il proprio carattere comunitario e rituale. Per riappropriarsi di quel potere aggregativo che può esprimersi solo al di fuori dell’individualismo della rete e delle bolle, in spazi fisici condivisi, che siano dei palchi o delle scuole di danza. O, perché no, un evento che torna finalmente dal vivo come il Festival dei Popoli” 

PROGRAMMA NEL DETTAGLIO: LET THE MUSIC PLAY

COSMIC CHANT. NIÑO DE ELCE (Canto cósmico. Niño de elche) di Marc Sempere-Moya, Leire Apellaniz (Spagna, 2021, 94’) Un genere musicale associato dal pregiudizio alla tradizione più consolidata e vetusta, il flamenco, rivive sotto forma di performance tra l’avanguardia e la body art. Quella che appare iconoclastia è invece approccio puro e viscerale, intriso di profondo misticismo.   Lunedì 22 novembre, Spazio Alfieri, ore 21:30

FUORICLASSE. DAI BANCHI DI SCUOLA ALLE CLASSIFICHE di Alessandra Tranquillo (Italia, 2021, 76’). Sei storie di ascesa nel mondo della musica pop contemporanea. I talent show e le strategie discografiche hanno mutato forma per adeguarsi a un’offerta sempre più ampia e a una domanda sempre più indecifrabile. I giovanissimi protagonisti testimoniano il cambiamento in atto. Giovedì 25 novembre, La Compagnia, ore 19:00

WORKING IN PROGRESS “IN THE COURT OF THE CRIMSON KING” (WIP) di Toby Amies (Regno Unito, 2021, 85’). Un diario di viaggio al seguito di Robert Fripp & Co. si trasforma in una riflessione sulla caducità di uomini e cose. Per i 50 anni del Re Cremisi una celebrazione intima e spirituale all’insegna della musica di chi per l’arte e la ricerca della perfezione ha dato tutto. Mercoledì 24 novembre, La Compagnia, ore 21:00

LAURENT GARNIER: OFF THE RECORD di Gabin Rivoire (Belgio, Regno Unito, 2021, 90’) Composto da rare immagini d’archivio e filmati del recente tour mondiale di Laurent Garnier, il ritratto intimo ed entusiasmante di un pioniere che ha seguito la propria passione contro ogni aspettativa, contribuendo a realizzare una rivoluzione musicale, sociale e politica grazie alla musica techno. Venerdì 26 novembre, La Compagnia, ore 21:00

TO WHOEVER WANTS TO LISTEN (À qui veut bien l’entendre) di Jérôme Florenville (Francia, 2020, 90’) Il mistero del noise, uno dei generi più ostici del panorama sonoro: perché e per chi produrre “rumore”? Molti si vantano di apprezzarlo, pochi si immergono realmente nei suoi anfratti oscuri. Artisti eterogenei si confrontano mentre vanno in scena. Le loro esibizioni, laceranti ed estreme. Giovedì 25 novembre, Spazio Alfieri, ore 21:30

INFO

 

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