In campo nemico. Storia di SupportoLegale

In campo nemico. Storia di SupportoLegale

In campo nemico. Il documentario sul lavoro di SupportoLegale a difesa dei manifestanti del G8. In occasione della presentazione del film inaugura, nel foyer del cinema, la mostra di Zerocalcare. Giovedì 12 maggio, ore 20.30, cinema La Compagnia

Era il luglio 2001 quando a Genova si teneva il G8, la riunione dei capi di stato e di governo degli otto principali paesi industrializzati. Per manifestare il proprio dissenso, nel capoluogo ligure si erano dati appuntamento movimenti no-global, pacifisti, ecologisti, tantissime persone comuni e gruppi antagonisti. Oltre alle manifestazioni pacifiche, si erano verificati duri scontri tra le forze dell’ordine e manifestanti, nel contesto dei quali era avvenuta l’uccisione del giovane Carlo Giuliani e una sanguinosa irruzione nella scuola Diaz, dove molti manifestanti alloggiavano e dove si trovavano giornalisti, radio, reporter.

Tre anni dopo, Indymedia, network di informazione indipendente internazionale, aveva ricevuto una disperata richiesta di aiuto: 25 manifestanti erano accusati di devastazione e saccheggio, rischiando molti anni di carcere. In seguito a questa richiesta è nato SupportoLegale, un collettivo che in poche settimane è diventato uno dei principali attori nella complicata storia dei processi relativi al G8. SupportoLegale ha seguito i processi, ha realizzato un lavoro minuzioso sulle centinaia di ore di materiale audio e video portati in aula dalla procura, raccontando in modo preciso e continuativo tutto quello che è accaduto nei processi e per anni ha raccolto i fondi per sostenere il lavoro processuale prima e le persone in carcere poi.

Da questa esperienza nasce il documentario In campo nemico. Storia di SupportoLegale, di Fabio Bianchini, con la partecipazione straordinaria di Valerio Mastandrea, che sarà presentato giovedì 12 maggio al cinema La Compagnia di Firenze (ore 20.30). In occasione della presentazione del film sarà inaugurata, nel foyer del cinema La Compagnia, una mostra di disegni che il noto fumettista Zerocalcare ha realizzato appositamente per il film. La mostra rimarrà aperta fino al 15 maggio (ingresso libero). INFO EVENTO

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Raffaello protagonista del volume ed evento della collana d’arte Menarini

Raffaello protagonista del volume ed evento della collana d’arte Menarini

Raffaello Sanzio è il protagonista del volume della collana d’arte del Gruppo Menarini presentato, con un evento di video-arte, nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze, primo centro italiano per le Esperienze di Arte Immersiva.

Ha saputo rappresentare l’armonia pur vivendo in un periodo di tensioni e lacerazioni. È stato emblema del Tardo Rinascimento e il primo a ergersi come paladino della tutela dell’antichità. Raffaello Sanzio è il protagonista del volume della collana d’arte del Gruppo Menarini presentato domenica 8 maggio, con un evento di video-arte, nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze, primo centro italiano per le Esperienze di Arte Immersiva.

Curata da Cristina Acidini, già soprintendente dei musei d’arte di Firenze ed oggi presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, la monografia collega vita e opere mettendo in rilievo l’evoluzione dell’aspetto umano e artistico di Raffaello. E punta l’attenzione su un aspetto biografico meno noto, che ne fa capire l’attualità, ovvero il suo impegno per la tutela dei monumenti antichi, un concetto che, nei secoli successivi, farà tanta strada e sarà all’origine della moderna tutela delle belle arti.

“All’epoca – spiega Acidini – si stava spogliando quanto restava dell’Antica Roma: si fondevano bronzi, si smontavano templi per riutilizzare in modo spregiudicato i pezzi. Raffaello è la prima voce autorevole a ergersi contro il dissennato sfregio delle rovine romane. Si rende conto del danno che si sta facendo e, nel 1518, scrive a papa Leone X chiedendo di fermare quello scempio. Il papa lo capisce e lo nomina “Prefetto dell’antichità”, una sorta di soprintendente, il primo nella storia a ricevere questo incarico”.

Un ruolo, quello di Raffaello, che sottolinea la necessità di tutelare, proteggere e conservare le tracce del passato. Rispettare l’arte e favorire il più possibile la sua divulgazione è anche una delle mission di Menarini. Quella tra il Gruppo e l’arte, infatti, è una lunga tradizione che continua nel tempo e si rinnova.

“Con la pubblicazione annuale delle monografie d’arte, per quasi settant’anni Menarini ha avuto la capacità, ma soprattutto la costanza e l’intelligenza, di portare avanti molteplici messaggi: far conoscere i maestri italiani, salvaguardare il patrimonio artistico nazionale e farne apprezzare la singolare eccezionalità – spiega Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Bergamo e direttore di Palazzo Madama a Torino – Questi volumi raccontano a un pubblico di non addetti ai lavori la grande arte toscana, romana e veneta, del Rinascimento e non solo, facendone scoprire, anno dopo anno, protagonisti noti e meno conosciuti. Le monografie hanno così spaziato da Beato Angelico, Antonello da Messina, Michelangelo e Caravaggio ai Lorenzetti, Benozzo Gozzoli e Pollaiolo. E questo – prosegue Villa – ha permesso anche agli storici dell’arte di raccontarli, non attraverso saggi specialistici o con un linguaggio rivolto ai colleghi, ma con una narrazione attraente e comprensibile da tutti”.

Avvicinare all’arte italiana è una sfida che Menarini porta avanti anche attraverso le Menarini Pills of Art, pillole video pensate per far conoscere in tutto il mondo le curiosità legate alle opere di artisti rinascimentali: ne sono state pubblicate quasi 600, divise in 8 lingue, con 28 milioni di visualizzazioni. L’ultima, appena pubblicata, racconta gli aneddoti dell’opera di Raffaello “Guido Baldo da Montefeltro”.

“Firenze, culla del Rinascimento e sede della nostra casa madre, ha accolto negli anni i più grandi artisti di sempre, tra cui Raffaello – hanno detto Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – A poco più di 500 anni dalla sua morte, Menarini ha voluto celebrare questo grande artista e tutti i pittori rinascimentali protagonisti della storica collana d’arte del Gruppo inaugurata più di mezzo secolo fa”.

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🎧 David Bowie: Monsummano Terme celebra i 50 anni di Ziggy Stardust

🎧 David Bowie: Monsummano Terme celebra i 50 anni di Ziggy Stardust

Mercoledì 15 giugno alle 21, concerto/evento in piazza Giusti a Monsummano Terme che celebra i 50 anni di ‘Ziggy Stardust’ di David Bowie.

Si tratta della terza edizione del progetto “L’uomo che cadde su Monsummano Terme”. Il programma 2022 prevede un concerto/evento in Piazza Giusti, mercoledì 15 giugno dalle ore 21:00, con tanti artisti che riproporranno, ognuno con il suo stile e sensibilità, i brani di Ziggy Stardust e alcune delle pietre miliari di Bowie. Sono passati 50 anni da quel giorno, quando il mondo vide per la prima volta Ziggy Stardust, un alieno androgino arrivato dalle stelle per avvisare l’umanità che le restano soltanto cinque anni di vita. David Bowie cominciò ad interpretare il personaggio durante i suoi concerti con capelli rossi, tute colorate e super attillate e la stella disegnata sull’occhio destro. La trasformazione del mondo del rock ebbe inizio.

Sarà proprio la città di Monsummano Terme ad aprire le celebrazioni di Ziggy nel mondo, con il concertone di mercoledì 15 giugno in Piazza GiustiProsegue, quindi, con rinnovato entusiasmo il progetto “L’uomo che cadde su Monsummano Terme”, partito nel 2019 con il concerto tributo sotto la direzione di Paolo Fresu e l’intitolazione del Parco del Museo “Mac,n” a David Bowie proseguito poi, dopo la pausa pandemica del 2020, nel 2021 con un viaggio nella moda e nei diversi linguaggi espressivi legati alla creatività giovanile che hanno valorizzato gli spazi del Museo Mac,n e del Parco Bowie di Villa Martini.

Il progetto è promosso dal Comune di Monsummano Terme e da Officine della Cultura e ha il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e di Toscana Energia. A tirare le fila di questa band sarà l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink, un ensemble di trenta musicisti provenienti da vari paesi del mondo (Libano, Albania, Algeria, Giappone, Russia, Bangladesh, Argentina, Olanda e Colombia). Sul palco assieme a loro Paolo Benvegnù, Andrea Chimenti, i Modena City Ramblers, Finaz e Nuto della Bandabardò, i Piqued Jacks e la star inglese Dana Gillespie, musa ispiratrice e vocalist di Bowie proprio negli anni di Ziggy Stardust, che sarà a Monsummano Terme per la sua unica apparizione italiana del 2022.

Ad accompagnare questo cast ci saranno le incursioni danzanti della compagnia Motus, co-produttrice del concerto-evento insieme a Officine della Cultura e la conduzione di Clive Malcolm Griffiths.

Prevendite su ticketone.it Circuito BoxofficeToscana/Ticketone

info: Officine della Cultura, via Trasimeno 16 52100 Arezzo.
Tel. 0575.27961 – 338 8431111
biglietteria@officinedellacultura.org e su www.officinedellacultura.org/progetti-speciali/david-bowie/. 

In podcast l’intervista all’assessora alla Cultura Elena Sinimberghi e alla sindaca di Monsummano Simona De Caro, a cura di Lorenzo Braccini. 

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🎧 Il ricordo di Michele Manzotti su Controradio (ascolta lo speciale)

🎧 Il ricordo di Michele Manzotti su Controradio (ascolta lo speciale)

E’ morto all’eta’ di 62 anni, per un malore improvviso, il giornalista de La Nazione Michele Manzotti, consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, consigliere nazionale Casagit, grande esperto di musica, la sua seconda passione insieme al giornalismo. Manzotti si e’ sentito male mentre assisteva a un concerto a Roma. Lascia la moglie e due figli.

Lo ricordano l’Associazione Stampa Toscana e l’Ordine dei giornalisti della Toscana che “affranti si stringono in un grande abbraccio alla sua famiglia – scrivono in una nota che lo ricorda – Michele Manzotti se n’e’ andato durante un viaggio a Roma dove stava seguendo un concerto, ossia la sua grande passione, insieme al giornalismo. Aveva 62 anni e stava per andare in pensione dopo una vita passata in redazione. Si era laureato in lettere e comincio’ a insegnare storia della musica e a collaborare con varie riviste. Nel 1995 venne assunto a La Nazione. Era anche direttore responsabile di www.ilpopolodelblues.com”, sito ispirato alla trasmissione radiofonica che da anni curava su Controradio insieme a Giulia Nuti e Fabrizio Berti, raccogliendo il testimone e la memoria di Ernesto de Pascale.

Vi proponiamo un podcast con i ricordi del giornalista Stefano Fabbri, del musicista e co-conduttore Fabrizio Berti e del direttore artistico del Rock Contest, Giuseppe Barone

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Addio a Michele Manzotti, giornalista e collaboratore di Controradio

Addio a Michele Manzotti, giornalista e collaboratore di Controradio

Controradio, Rock Contest e Il Popolo del Blues annunciano, attoniti, l’improvvisa scomparsa di Michele Manzotti, voce storica assiema al compianto Ernesto de Pascale, Fabrizio Berti e Giulia Nuti della trasmissione dedicata al Blues e dintorni su Controradio, giornalista de La Nazione e consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.

Michele è scomparso all’età di 62 anni durante un viaggio a Roma ove si era recato per assistere ad un concerto. Era, dopo la scomparsa di Ernesto de Pascale,  direttore responsabile del sito www.ilpopolodelblues.com e conduttore della omonima trasmissione su Controradio.

Fu proprio lui, da collaboratore de Il Popolo del Blues, partner del Rock Contest, ad annunciare la vittoria degli Offlaga Disco Pax durante il Rock Contest del 2004. “Socialismo Tascabile” realizzato grazie a quella vittoria diventerà una pietra miliare della nuova musica indipendente italiana. Michele ha partecipato alle giurie della manifestazione e del premio decicato ad Ernesto de Pascale fino all’ultima, trentaduesima, edizione.

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