🎧 Sebastian: domani autopsia sul corpo del giovane rider deceduto sabato

🎧 Sebastian: domani autopsia sul corpo del giovane rider deceduto sabato

Gli  investigatori stanno vagliando i video delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente in cui è morto il rider. Unico indagato per omicidio stradale è il conducente del Suv, che, secondo alcune testimonianze pare sia passato all’incrocio con il colore giallo.

“Credo che non ci si possa più indignare: bisogna che ci sia una cultura della sicurezza che parte dalle scuole, e bisogna smettere di fare una competizione tra lavoratori, perché di questo si tratta”. Lo ha affermato Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana parlando della morte del giovane rider Sebastian Galassi, deceduto a seguito di un incidente stradale mentre effettuava il suo turno di consegne, lo scorso 2 ottobre.

“Basta cottimi, basta sfruttamento – ha detto  Angelini -, perché io credo che questa sia una piaga che non è degna di un paese civile. In Toscana abbiamo siglato con l’assessore regionale Nardini un protocollo che riguarda proprio la sicurezza: bisogna che le aziende applichino quel protocollo seriamente, bisogna che ci siano i controlli, e bisogna soprattutto cambiare davvero il paradigma di questo paese, perché non si può lavorare per fare una consegna e ricevere 2,50 euro. Questo è sfruttamento”.

Sul fronte delle indagini, sarà eseguita domani l’autopsia sulla salma del  rider. Tra gli altri accertamenti, sono al vaglio degli investigatori i video delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Unico indagato per omicidio stradale è il conducente del Suv, che, secondo alcune testimonianze pare sia passato all’incrocio con il colore giallo.

E dopo la morte del rider 26enne a Firenze, la Cisl chiede che la Regione Toscana riconvochi il tavolo “per verificare l’accordo firmato”, per “applicare il contratto nazionale, superare la dittatura dell’algoritmo, ripensare le norme su salute e sicurezza alla luce dei nuovi lavori”, inoltre annuncia per il 10 ottobre un flash mob a Firenze sulla sicurezza sul lavoro per sensibilizzare sul tema.

“La Regione riconvochi il tavolo sui rider per verificare con i firmatari gli avanzamenti dell’accordo sottoscritto solo pochi mesi fa ed eventualmente individuare i correttivi necessari, per arrivare davvero all’applicazione del contratto nazionale di riferimento (quello ‘Merci e logistica’) per tutti i rider, strada maestra per garantire a questi lavoratori maggiori tutele e diritti”, chiedono la Cisl Firenze-Prato assieme alle categorie dei trasporti e del commercio Fit e Fisascat. “Le comprensibili reazioni del momento, dalle mobilitazioni più o meno spontanee, gli scioperi e i presidi – affermano Cisl, Fit e Fisascat – lasciano il tempo che trovano, perché crediamo che questo triste fenomeno vada affrontato in maniera diversa, lavorando giorno dopo giorno alla ricerca di tutte quelle tutele e soluzioni possibile per mettere al riparo questi lavoratori”.

NELL’AUDIO LA VOCE DI DUCCIO D’AGNANO DI ROBIN FOOD

L'articolo 🎧 Sebastian: domani autopsia sul corpo del giovane rider deceduto sabato da www.controradio.it.

Ires-Cgil: per inflazione crolla potere d’acquisto famiglie Toscana

Ires-Cgil: per inflazione crolla potere d’acquisto famiglie Toscana

E’ stato presentato oggi lo studio di Ires Toscana sugli effetti dell’inflazione sulle tasche dei cittadini toscani: secondo i dati il potere d’acquisto di 1,2 milioni di lavoratori dipendenti crollerà di 1870€ annui, il costo dell’energia aumenterà del 116% e quello dei beni alimentari del +10%, mentre la rata media dei mutui subirà un incremento di 218€.

I dati dello studio di Ires Toscana per la Cgil presentato oggi a Firenze delineano una situazione preoccupante: l’inflazione in Toscana determinerà un crollo del potere d’acquisto per i lavoratori dipendenti da 1.870 euro annui in media nel 2022, a causa soprattutto del boom dei costi per l’energia (+1.560 euro). Il conflitto tra Russia e Ucraina ha determinato una maggiore incertezza su investimenti e consumi, situazione che è peggiorata con il conseguente aumento dell’energia.

“E’ una situazione che penalizza molto di più i redditi medio-bassi e il lavoro dipendente”, ha affermato Gianfranco Francese, presidente di Ires Toscana.
“I dati parlano chiaro”, ha detto Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, annunciando la partecipazione alla manifestazione dell’8 ottobre a Roma. “Ad aprile scorso avevamo proposto una 14/a mensilità per i lavoratori: oggi siamo a dire che una sola mensilità non è sufficiente”.

Il sindacato rilancia proposte tra cui “l’aumento di stipendi e pensioni; l’introduzione del salario minimo e una legge sulla rappresentanza; il superamento della precarietà; una vera riforma del fisco; garantire e migliorare una misura universale di lotta alla povertà, come il reddito di cittadinanza; la sicurezza nei luoghi di lavoro; un tetto alle bollette; un piano
per l’autonomia energetica fondato sulle fonti rinnovabili”.

A rendere ancora più difficile il quadro delle famiglie a basso reddito in Toscana, secondo Ires, c’è poi l’incremento, superiore all’inflazione totale, del costo dei generi alimentari, stimata a settembre intorno al 10,5%. Per
una famiglia composta da due adulti e due bambini, con una spesa mensile per generi alimentari pari a 500 euro nel 2021, lo stesso paniere di beni costa 52,5 euro in più a settembre 2022. La fine della politica monetaria espansiva da parte della Bce, ed il conseguente doppio aumento dei tassi di riferimento a luglio e settembre 2022, rendono molto più difficile e costoso
per le famiglie l’accesso al credito prima casa.

A fine settembre il tasso medio praticato dalle maggiori 15 banche presenti sul territorio regionale per un mutuo prima casa a 30 anni, con importo richiesto pari ad euro 200 mila e Ltv pari all’80%, risulta essere del 3,60%, contro l’1,51% medio del primo trimestre 2022. In termini monetari, si tratta di un aumento pari a 218 euro della rata media mensile.

“Ormai i rincari costano ai cittadini più di uno stipendio – ha affermato Luca D’Onofrio, presidente di Federconsumatori Toscana -, rischiamo l’acuirsi di un conflitto sociale che sta montando, la situazione è complicata, il Governo ha il compito di rimettere liquidità in tasca ai cittadini e con l’autorità dell’energia occorre intervenire sull’aumento delle bollette”.

L’intervista a Luca D’Onofrio, presidente di Federconsumatori Toscana.

L'articolo Ires-Cgil: per inflazione crolla potere d’acquisto famiglie Toscana da www.controradio.it.

Camucia (AR), bandiera con aquila e fascio appesa a sede Cgil

Camucia (AR), bandiera con aquila e fascio appesa a sede Cgil

Dalida Angelini, segretaria generale in della Cgil in Toscana ha reso noto che una bandiera con un’aquila su un fascio è stata trovata appesa davanti alla sede di Camucia (Arezzo) del sindacato.

“Quello che è successo a Camucia è gravissimo. – ha dichiarato Angelini – L’ennesima intimidazione fascista che come Cgil riceviamo, con un salto di qualità, ora si appendono bandiere con aquile su fasci littori, roba da anni ’20 del Novecento. Stavolta spicca anche la tempistica: alla vigilia delle elezioni politiche e a quasi un anno dall’assalto squadrista alla sede della Cgil nazionale a Roma”.

“Il fascismo, purtroppo, c’è – prosegue -. Magari anche in forme diverse rispetto al Ventennio, ma c’è. Ci sono anche simboli che ancora evocano quella disastrosa e tragica esperienza. Noi lo abbiamo sempre denunciato, anche se non manca chi continua a minimizzare e mi domando cos’altro gli serva per capirlo. Di sicuro continueremo a chiedere la messa al bando delle organizzazioni neofasciste e non ci faremo intimidire da nulla”.

“Saremo a fianco della Cgil di Arezzo in qualsiasi iniziativa che vorrà portare avanti in reazione a questa squallida provocazione – aggiunge Dalida Angelini -, e siamo convinti, a maggior ragione dopo questo episodio, che i nostri iscritti e le nostre iscritte sapranno
difendere i valori dell’antifascismo, per noi fondamentali, anche nel voto alle elezioni politiche. Invitiamo infine tutte le forze politiche democratiche a reagire, a indignarsi per
questo increscioso episodio di Camucia e a condannarlo fermamente. Le aspettiamo l’8 ottobre a Roma, a un anno dalla devastazione della nostra sede nazionale, dove manifesteremo per dire no a ogni fascismo e per portare in piazza le ragioni del lavoro”.

Per Emiliano Fossi, candidato del centrosinistra nel collegio della provincia di Firenze per la Camera è “Un fatto vergognoso, da condannare sotto tutti i punti di vista. Non ci intimidiranno, se è questo l’intento di coloro che hanno messo la bandiera. Noi non abbiamo paura: la Toscana è da sempre terra antifascista, è il valore più importante che abbiamo e che vogliamo proteggere”. “Un gesto così riporta alla mente soltanto periodi bui della nostra storia – ha aggiunto -. Per fortuna i toscani e gli italiani hanno una memoria storica e valori solidi. Chi odia si arrenda: la Toscana non cambierà”.

“Una bandiera con l’aquila e il fascio littorio. Appesa con 4 pezzi di nastro adesivo all’ingresso della nostra sede di Camucia. Qualcuno dirà: è una ragazzata. Qualcuno dirà: è un episodio isolato. Noi diciamo che la maturazione antifascista del nostro Paese non è compiuta – ha detto il segretario provinciale della Cgil di Arezzo, Alessandro Tracchi: Chi fino all’ottobre dello scorso anno non condivideva questa valutazione, ha dovuto assistere all’assalto fascista della nostra sede nazionale a Roma e alla devastazione del piano terra. L’8 ottobre la Cgil e si sindacati europei saranno in piazza a Roma non solo, come ha sottolineato Landini per dire mai più fascismi ma per rappresentare un’idea di Paese e per
richiamare la necessità di mettere al centro i temi del lavoro e della solidarietà”.

“La Cgil di Arezzo denuncerà alla magistratura quanto accaduto stanotte a Camucia ma intanto vogliamo riaffermare che non ci lasciamo intimidire e che la Cgil non ha collocato l’antfascismo sullo scaffale della storia – ha concluso il sindacalista -. E’ un valore che fa parte della sua identità e, ovviamente, non facciamo finta di non vedere che questo atto si è verificato all’antivigilia del voto del 25 settembre. Non spetta a noi dire quale fosse l’intenzione di chi ha imbrattato la sede della Cgil con il simbolo del fascio littorio. Possiamo solo dire che questo gesto rafforzerà lo spirito antifascista di tutti gli iscritti al nostro sindacato che domenica andranno al voto”.

L'articolo Camucia (AR), bandiera con aquila e fascio appesa a sede Cgil da www.controradio.it.

Lavoro, Toscana: Regione e Sindacati firmano accordo per sicurezza

Lavoro, Toscana: Regione e Sindacati firmano accordo per sicurezza

Nel protocollo misure per accrescere le tutele dei lavoratori, potenziare la rete regionale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (rls) e istituire un apposito tavolo tecnico da convocare periodicamente per garantire il coordinamento delle attività.

Il protocollo d’intesa  sottoscritto oggi, 3 agosto, tra Regione Toscana, le organizzazioni sindacali regionali Cgil, Cisl, Uil e le tre Asl toscane (Centro, Nord Ovest, Sud Est).dalle parti è finalizzato primariamente a potenziare ancora di più il progetto “Rete regionale rls”, attivo in Toscana da diversi anni, con l’obiettivo di accrescere la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza alle politiche regionali di prevenzione da infortuni e malattie professionali e quindi per il miglioramento della capacità comunicativa e la presa di coscienza dei lavoratori in modo tale che gli stessi siano in grado di partecipare attivamente alle dinamiche aziendali e acquisiscano maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri in questo ambito.

Per potenziare la Rete regionale rls il nuovo protocollo prevede di ampliare il più possibile il numero degli iscritti, con il supporto delle organizzazioni sindacali, individuando congiuntamente anche le strategie formative/informative più efficaci.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, l’accordo prevede di: promuovere e realizzare iniziative formative, informative e di aggiornamento a sostegno del ruolo dei Rls; sostenere e favorire l’aggiornamento della pagina web dedicata sul portale della Regione Toscana; coordinare la programmazione delle attività oggetto del protocollo grazie alla nascita di un tavolo tecnico che verrà convocato periodicamente.

Il presidente della Regione Toscana si è detto soddisfatto dell’accordo che va a rafforzare la già collaudata e pluriennale collaborazione con le organizzazioni sindacali, contando sul loro massimo apporto anche nel promuovere i contenuti dell’intesa tra i propri iscritti e la loro adesione alla Rete regionale dei Rls, così come si è detto soddisfatto dell’attivazione per la prima volta di uno specifico tavolo tecnico di confronto e monitoraggio di tutte le attività che saranno condivise e realizzate.

Per l’assessore regionale al diritto alla salute il nuovo protocollo d’intesa darà un forte contributo al potenziamento delle azioni, che la Regione Toscana ha promosso in questi anni a tutela della sicurezza dei lavoratori. La sigla dell’accordo è un ulteriore passo avanti per intervenire collegialmente negli ambienti di lavoro a salvaguardia del benessere psico-fisico e della stessa vita dei lavoratori.

Per Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana, la pandemia ha dimostrato ancora una volta come i Rls abbiano un ruolo decisivo nella tutela della salute di lavoratori e lavoratrici. Questa intesa, che fa perno sul fondamentale concetto della prevenzione, vuole infatti rafforzare la loro attività promuovendo percorsi di formazione e informazione, all’interno di una precisa programmazione. “Si tratta di un passo avanti nella battaglia per la sicurezza sul lavoro e monitoreremo sull’applicazione, sottolinea Angelini, che ritiene che si vada “nella direzione giusta, pur sapendo che c’è ancora molto da fare per migliorare la sicurezza sul lavoro, che deve essere una priorità per tutti e soprattutto deve essere considerata non un costo, ma un investimento. Siamo stanchi di dover fare il bollettino di morti e feriti sul lavoro, è inaccettabile”.

Per Roberto Pistonina, segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, “la sicurezza è una questione di carattere culturale, oltre che di applicazione corretta delle norme. Questo protocollo mette in parallelo la responsabilità di chi sui posti di lavoro e sul territorio deve porre in atto la sicurezza: in questo senso è importante l’impegno della Regione a fornire strumenti di supporto per formazione, informazione, divulgazione e confronto, affinché questa sinergia produca il maggior effetto possibile contro una piaga gravissima, che è quella degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

“Il protocollo è un passo importante per promuovere la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in Toscana – aggiunge Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana -. Potenziare la rete dei rls in Toscana con l’istituzione di tavoli permanenti dove condividere idee e conoscenze tra tutti gli attori in gioco è un tassello fondamentale. E’, infatti, necessario il coinvolgimento di tutti – sindacati, parti datoriali, istituzioni – perché nessuno può chiamarsi fuori quando si tratta di alzare il livello della sicurezza del mondo del lavoro. Un’azione concreta che, naturalmente, ci vedrà in prima linea per dare impulso alla prevenzione e alla promozione della cultura della sicurezza”, conclude Fantappiè.

NELL’AUDIO l’assessore alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini

L'articolo Lavoro, Toscana: Regione e Sindacati firmano accordo per sicurezza da www.controradio.it.

Economia, CGIL: “in busta paga per i lavoratori una Quattordicesima di guerra” “

Economia, CGIL: “in busta paga per i lavoratori una Quattordicesima di guerra” “

La guerra in Ucraina genererà perdote sul Pil della Toscana tra l’1,5 ed il 2% in 4 anni. lo dice il focus Ires sull’economia regionale. Il presidente Francese: “Gelate le ipotesi di ripresa”. La segretaria Cgil Toscana Angelini lancia la proposta di una sorta di “quattordicesima straordinaria” per lavoratori e pensionati colpiti da rincari e inflazione: “Intervenire per aumentare i salari”

“L’impatto della guerra in Ucraina, tra mancate esportazioni verso la Russia ed aumento dei costi sulle materie prime e l’energia, può produrre un risultato negativo sul Pil della Toscana tra l’1,5 ed il 2% nel prossimo quadriennio. Un impatto che rischia di essere sottostimato nel caso in cui non si arrivasse ad una rapida conclusione della guerra”: lo ha detto Gianfranco Francese, presidente di Ires Toscana, stamani a Firenze durante la presentazione del focus Ires sull’economia regionale “Finché c’è guerra… non c’è speranza, gelata sulla ripresa”. Infatti, in caso di una non breve durata del conflitto bellico, “le conseguenze sarebbero disastrose da tutti i punti di vista e non sarebbe eccessivo tornare ad evocare il rischio della perdita di centomila posti di lavoro in Toscana come effetto dell’impatto dei fattori negativi descritti sulle filiere industriali e su ridimensionati volumi di flussi turistici della nostra regione”, ha aggiunto Francese, proseguendo: “E’ veramente difficile parlare di congiuntura economica come se nulla fosse, mentre a poche centinaia di chilometri dai nostri confini nazionali si consumano quotidianamente massacri ed orrori. C’è un disperato bisogno di pace. C’è bisogno di una tregua reale che consenta di avviare un serio negoziato, non possiamo che sperare ed auspicare una rapida conclusione della guerra in Ucraina ed una ripresa di una prospettiva di un mondo multipolare in cui l’economia e gli scambi commerciali non diventino uno strumento per perpetuare conflitti armati, ma infrastrutture di pace per sconfiggere le disuguaglianze e favorire l’amicizia tra i popoli”.

“La guerra purtroppo non si risolverà in breve tempo, siamo di fronte a una tragedia immane innanzitutto umana che deve essere fermata. C’è un problema occupazionale e salariale. Quello che sta avvenendo, tra pandemia, guerra, inflazione e rincari, non deve ricadere su lavoratori e pensionati, che hanno già dato. Diciamo a governo e imprese che si deve trovare il modo di riconoscere risorse a chi lavora e a chi è in pensione, la gente più colpita da rincari e inflazione, perché è la strada per tenere e far ripartire i consumi”, ha spiegato la segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini, che ha lanciato al governo la proposta  di una sorta di quattordicesima straordinaria per lavoratori e pensionati: “Riconoscere una mensilità straordinaria in busta paga a lavoratori e pensionati, pari alla cifra che stanno perdendo per queste situazioni di crisi, da finanziare attraverso azioni fiscali e prendendo risorse laddove in questi anni duri si è fatto più utili. Bisogna alleggerire i pesi del carovita sulle famiglie, si rischia un disastro sociale. Su tutti questi fronti chiediamo anche alla Regione Toscana una interlocuzione maggiore con le forze sociali, serve difendere, oltre al potere d’acquisto, il lavoro di qualità e progettare politiche per crearlo”.

Circa l’economia della Toscana, per Francese “siamo ancora dentro la pandemia, e in uno scenario di guerra: sono gelate le ipotesi di ripresa”. Il quadro congiunturale che aveva chiuso il 2021 testimoniava di una forte capacità di resilienza dell’economia regionale capace di esprimere una performance positiva del Pil pari al 6,5%, superiore al dato medio nazionale. Una ripresa, peraltro, trainata positivamente dai consumi delle famiglie toscane in misura assai significativamente superiore alla media nazionale. Sicuramente anche il forte, seppur insufficiente, dispiegarsi della campagna di vaccinazione nel mondo ha prodotto una forte ripresa delle esportazioni che in Toscana nel 2021 hanno segnato un importante saldo positivo del +15% che ha riguardato tutti i macrocomparti dell’economia regionale. Il combinato disposto delle misure avviate con il Pnrr, unite ad una solida ripresa dei consumi e delle esportazioni, aveva posto una regione come la Toscana in una dinamica di significativa crescita del Pil che anche nel 2022, seppur in misura inferiore rispetto al rimbalzo forte del 2021, si sarebbe dovuto attestare previsionalmente intorno al +3,9 %. Una previsione oggi, pur con tutte le cautele del caso, completamente destituita di fondamento rispetto al nuovo scenario di guerra. Già la fine del 2021 era stata contrassegnata da un forte aumento della bolletta energetica sia per le famiglie che per le imprese, con un impatto rilevante sui bilanci familiari e sui costi di produzione. Questo impatto sarà sicuramente inevitabilmente amplificato dalle conseguenze della “crisi ucraina” e delle sanzioni decise dall’Unione Europea contro la Russia, in considerazione della forte dipendenza energetica del nostro paese dal gas naturale russo. E’ ragionevole pensare che questa nuova situazione produrrà un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime, gas e petrolio, innescando ulteriormente una forte spirale inflazionistica con un pesante aumento dei costi di produzione che potrebbe mettere fuori mercato una parte importante del nostro apparato industriale. A questo tipo di evoluzione negativo del quadro congiunturale per un sistema industriale votato all’export, come quello italiano e toscano, vanno aggiunte le conseguenze dirette ed indirette della guerra sugli scenari geopolitici e commerciali che avevano già condizionato pesantemente tutta la fase prepandemica caratterizzata da forti tensioni fra Cina e Stati Uniti.

Il 2022 fino a metà febbraio si presentava come un altro anno estremamente positivo, con una crescita prevista per la Toscana pari a quasi il 4%. Tuttavia, l’inizio del conflitto armato in Ucraina e le violente conseguenze geopolitiche, economiche e di costo della materia prime ad esso collegate rendono molto più complesso il quadro previsionale. In attesa di dati più robusti, si può ad ogni modo evidenziare che una prima stima dell’impatto della guerra russo-ucraina per il 2022 si attesti grosso modo intorno allo 0,6% del prodotto interno lordo. A preoccupare non è tanto il blocco dell’export verso la Russia, pari per il 2020 a soli 100 milioni di euro, quanto la crescita del costo dell’approvvigionamento dell’energia sia per le imprese che per le famiglie. Un protrarsi della crisi oltre l’anno potrebbe avere un impatto pari ad almeno 1,6 punti percentuali di Pil nel quadriennio 2022/2025. Tuttavia, questo dato preliminare è probabilmente molto conservativo rispetto alla rottura parziale o totale delle catene del valore che nel medio periodo potrebbe investire non soltanto il settore degli idrocarburi, ma anche quello degli alimenti ed in particolare del grano, bene i cui primi due esportatori al mondo sono proprio Russia ed Ucraina. Va inoltre sottolineato che oltre ad impatti diretti e parzialmente stimabili, il perdurare di uno stato di crisi profonda ai confini dell’Ue potrebbe condurre ad una situazione di accelerazione delle dinamiche di de-globalizzazione che già a partire dal 2017/18 hanno reso più lenta, se non bloccato, la crescita delle interconnessioni all’interno delle catene di valore a livello globale. Un eventuale irrigidimento della situazione geopolitica globale colpirebbe in misura diretta le esportazioni a livello globale, risultando particolarmente pesante per quelle aree e regioni come la Toscana in cui l’export è voce fondamentale di crescita.

Tornano a salire i disoccupati (+12%) dopo l’anomala diminuzione del 2020 (-1,4%) e in parallelo diminuiscono gli inattivi in età da lavoro (-3,5%): riacquisisce valore segnaletico il tasso di disoccupazione, che, in media d’anno, sale al 7,6% con un aumento di 8 decimi di punto. Tuttavia la partecipazione al mercato del lavoro non è tornata ai livelli pre-crisi in quanto la partecipazione si posiziona al 71,1% ancora 1,6 punti al di sotto del livello medio del 2019. Si consolida il ruolo della componente a termine come perno della ripresa dell’occupazione nel 2021 (saldo pari a circa +28 mila posizioni e 300 considerando anche gli stagionali); dall’altro lato i rapporti di lavoro a tempo indeterminato evidenziano un saldo positivo in diminuzione rispetto all’anno scorso e di entità piuttosto modesta (da +14 mila e 600 a +431 posizioni), risultando quasi azzerato. Riguardo alle componenti di genere, nel 2020 l’unico apporto positivo è rappresentato dall’occupazione femminile, anche se di entità modesta (+0,4% pari a circa 3 mila donne occupate in più) e ancora in contrazione nei confronti del 2019 (-3,2%). In base alle stime Prometeia, possiamo calcolare un aumento della domanda di lavoro di lavoro (dopo il crollo del 2020), misurata dalle unità di lavoro, del 6,3%, che segnala come siano aumentate sostanzialmente le ore lavorate per occupato a parità di offerta che tende a rimanere stagnante con riferimento allo stock di occupati. Il differenziale dell’incremento di questi ultimi rispetto alla domanda di lavoro è spiegato dalla minore contrazione degli occupati rispetto alle ore lavorate nel corso del lockdown, beneficiando dei provvedimenti governativi straordinari di protezione del mercato del lavoro, compreso l’ingente ricorso alle ore di cassa integrazione. Per il 2022 l’incertezza rimane elevata, inasprendosi con l’inizio del conflitto russo-ucraino e i suoi effetti indiretti lungo le catene del valore fino ad arrivare ad incidere sui costi di produzione delle imprese.

I dati sulla Cassa Integrazione nel 2021 confermano il massiccio utilizzo dello strumento come ammortizzatore sociale in periodo di Pandemia. Rispetto al 2020, il dato complessivo è inferiore del 41%, con una marcata tendenza al rallentamento che si è evidenziata a partire dal terzo trimestre dell’anno scorso. Tuttavia, il ricorso alle varie forme di Cig risulta comunque circa cinque volte superiore all’anno 2019, anno in cui sono state autorizzate poco più di 18,5 milioni di ore, contro le oltre 186,7 milioni autorizzate nel 2020 e le quasi 110 milioni autorizzate nel corso del 2021. Da un punto di vista dei settori coinvolti, anche nel 2021 oltre la metà delle ore complessive autorizzate sono state utilizzate nel settore manifatturiero. Il secondo settore col maggior numero di domande è il commercio all’ingrosso e al dettaglio, seguito dal settore turistico. Complessivamente, commercio, turismo e manifatturiero, con oltre 89 milioni di ore autorizzate, coprono oltre l’80% del totale delle ore autorizzate. Ragionando in termini di giorni di lavoro coperti da Cig – e quindi persi per l’economia Toscana in generale – la situazione è nettamente migliorata rispetto al 2020: nel primo anno pandemico si erano persi oltre 23,3 milioni di giorni da 8 ore standard; nel corso dell’anno appena concluso, il dato si è quasi dimezzato, attestandosi intorno ai 13,6 milioni di giorni standard.

L'articolo Economia, CGIL: “in busta paga per i lavoratori una Quattordicesima di guerra” “ da www.controradio.it.