Franceschini, ipotesi Dpcm: musei aperti in zone gialle per giorni feriali

Franceschini, ipotesi Dpcm: musei aperti in zone gialle per giorni feriali

Musei aperti in zona gialla nei giorni feriali. E’ l’ipotesi a cui il Governo sta lavorando con il nuovo Dpcm, secondo quanto annunciato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenendo al convegno online ‘More Museum’, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze insieme a Muse e al museo Novecento.

“Nel Dpcm che chiuderemo oggi – ha detto il ministro – proporrò che i musei riaprano nelle zone gialle almeno nei giorni feriali. E’ un servizio ai residenti. E’ un primo passo, un segnale di riapertura”.

Franceschini ha sottolineato che “il mondo della cultura sta attraversando un deserto complicato, che porta sacrifici enormi per istituzioni e lavoratori del settore che ci fanno capire come sono brutte le nostre città con i luoghi della cultura chiusi. Anche coloro che hanno frequentato poco questi luoghi ora hanno capito che comunque vivono nella bellezza, e quanto l’identità italiana sia fondata su questa bellezza. Non solo un attrattore turistico ma un pezzo di identità di tutta la comunità”.

Per Franceschini, “abbiamo il dovere come Governo italiano di aiutare le imprese, le istituzioni, i musei, i lavoratori del settore ad attraversare questo deserto, e lo abbiamo fatto. Abbiamo preso misure molte forti, abbiamo esteso il sistema degli ammortizzatori sociali a lavoratori che non l’avevano mai avuto, abbiamo esteso un sistema di aiuto anche ai lavoratori non dipendenti. Continueremo a farlo fino a quando ci saranno misure restrittive, che si potranno allentare mano a mano soltanto quando l’ondata epidemiologica diminuirà”. “Con il Dpcm di ieri sera – ha detto ancora – è stata istituita anche una zona bianca, si riaprirà tutto solo se i parametri lo consentiranno”.

“L’assenza di apertura fisica dei musei alle persone ha fatto esplorare le vie nuove della rete, ciò che la rete può offrirei per far arrivare l’offerta cultura direttamente nelle case: streaming per cinema e teatri, le visite virtuali per i musei. Sulla base di questa esperienza abbiamo pensato già da alcuni mesi all’idea di una piattaforma della cultura. Ieri Cassa depositi e prestiti, che cura per lo Stato questo progetto, ha reso noto che, si chiamerà ‘ITsArt’ che offrirà in Italia e nel mondo la cultura italiana online e a pagamento”. Ha spiegato il ministro. “L’idea – ha aggiunto – è di offrire un’offerta integrativa e mai sostitutiva dell’offerta naturale”.

Il progetto, ha concluso Franceschini, “può espandere enormemente il numero di persone che si può avvicinare, senza i costi e i tempi dello spostamento fisico, a visitare un’istituzione e spingerà ad avere voglia di visitarla realmente. Uno stimolo, appena possibile, ad andare a visitare di persona, un grande terreno di ricerca, di sviluppo e allargamento dell’offerta culturale”.

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CdM su scuola: le Superiori non riaprono fino all’11 gennaio

CdM su scuola: le Superiori non riaprono fino all’11 gennaio

Firenze era pronta col potenziamento di mezzi di trasporto, controlli alle fermate e scaglionamenti in ingresso ed uscita.  La Toscana era pronta. Minoritaria nel panorama nazionale aveva annunciato ieri  la riapertura il 7 gennaio. E invece, l’11 gennaio diventa   il punto di caduta di un Consiglio dei Ministri finito dopo mezzanotte che sulla scuola ha fatto nuovamente marcia in dietro.

“È passato quasi un anno e la scuola italiana è ancora al palo. Il Governo non è ancora in grado di garantire la riapertura delle superiori  perché il benessere dei ragazzi non è considerato una priorità nemmeno per quello che riguarda il diritto all’istruzione, come previsto dalla Costituzione”. Per questo motivo Priorità alla scuola annuncia che tornerà a protestare davanti alle scuole superiori giovedì 7 gennaio.

La cronaca delle ultime ore nel lancio di agenzia Ansa:

Dopo una giornata di tensione tra governo e Regioni sulla data del 7 gennaio il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, propone di rinviare l’apertura almeno a partire dal 15 gennaio. Le ministre di Italia Viva non ci stanno così come la titolare dell’Istruzione Lucia Azzolina. E nel mirino del M5S, ad un certo punto, finisce anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli. La riunione dura quasi tre ore: ha inizio poco prima delle 22, sebbene diversi ministri giungano a Palazzo Chigi alle 21. Il decreto sulle restrizioni in vigore dal 7 al 15 gennaio – con il weekend del 9-10 “arancione” e una fascia “gialla rafforzata” negli altri giorni – era ormai pronto.

Ma il Pd, al tavolo del Cdm, esprime una linea già emersa nel pomeriggio dal segretario Nicola Zingaretti: sulla scuola è necessario un rinvio. Franceschini pone il tema come una “questione politica”. E la data più adeguata per riaprire le superiori in presenza (al 50%), secondo i Dem, sarebbe quella del 18. “Il rinvio è segno di un caos inaccettabile. Non si doveva arrivare a questo punto quando lo abbiamo detto da mesi che le scuole avrebbero riaperto a gennaio”, sbottano le ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti proprio mentre in tv Matteo Renzi torna ad attaccare frontalmente il premier Giuseppe Conte. Il clima si fa tesissimo. E il M5S se la prende anche con De Micheli. “L’organizzazione dei trasporti è stata totalmente assente”, sottolinea una fonte di governo pentastellata.

Alla fine la mediazione cade sull’11 gennaio.

Il Cdm dà il via libera al decreto che dal 7 gennaio entrerà in vigore introducendo, tra l’altro, un Rt più rigido per la classificazione di rischio regionali. E anche sui vaccini il decreto introduce una norma secondo cui, qualora un paziente non in condizione di esprimere il consenso libero alla somministrazione sia privo di un tutore legale, sarà il giudice tutelare a rinviare al direttore sanitario o responsabile medico la decisione della somministrazione. Ma lo scontro sulla scuola rischia di essere un’ulteriore coda velenosa dell’aria di pre-crisi che si respira nel governo.

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Museo della Lingua Italiana, lavori al via entro il 2021

Museo della Lingua Italiana, lavori al via entro il 2021

🔈Firenze, il Museo della Lingua Italiana sarà un museo completamente nuovo per sviscerare, raccontare, far conoscere la lunghissima storia della lingua italiana, dal primo documento che contiene frasi scritte per la prima volta consciamente in volgare italiano, ovvero la Carta di Capua del 960, fino alla lingua dei social degli anni 20 del XXI secolo, passando per Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Galilei, Machiavelli, Leopardi, Manzoni, D’Annunzio, Sciascia. Il tutto con l’occhio rivolto alla modernità e all’interattività di un sapere non statico ma dinamico, come in fondo è la lingua stessa.

Il progetto del nuovo Museo della Lingua Italiana è stato presentato a Firenze dal ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, dal sindaco Dario Nardella e dall’assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

Il museo nascerà all’interno dell’area denominata ex Monastero Nuovo del complesso di Santa Maria Novella, e in particolare nel fabbricato che si affaccia su via della Scala. Il progetto di recupero e riqualificazione è stato approvato dalla giunta. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori entro il 2021. Il costo è di 4,5 milioni di euro. L’opera sarà finanziata dal Mibact nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”.

“Siamo entusiasti – ha dichiarato il sindaco Nardella – di un progetto che sarà sicuramente il più concreto nell’anno delle celebrazioni dantesche e che per questo abbiamo fortemente voluto iniziare proprio adesso, con i lavori che partiranno entro il 2021. La lingua italiana è patrimonio non solo nostro ma del mondo e questo museo sarà il luogo deputato a una sua conoscenza e valorizzazione a livello internazionale”.

“Abbiamo approvato il progetto preliminare del museo – ha sottolineato l’assessore Sacchi – che andrà a incastonarsi in un polo davvero innovativo e sperimentale, quel complesso di Santa Maria Novella che ha acquisito negli ultimi anni una conformazione polifunzionale che mette insieme spazi civici, religiosi, artistici e museali e ne fa un unicum di elevata qualità culturale e sociale”.

La realizzazione di un Museo della lingua italiana all’interno del complesso immobiliare di Santa Maria Novella si inserisce nel progetto di riqualificazione già avviato dall’ amministrazione comunale a seguito della restituzione degli spazi conventuali in uso – da circa un secolo- alla Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri e tornati dal 2016 nella disponibilità del Comune di Firenze.

Il percorso di riqualificazione riguarda 22 mila metri quadrati di superficie edificata. Il progetto di ampliamento del percorso di visita del Museo di Santa Maria Novella (approvato con Delibera della Giunta Comunale 618/2018, attualmente in fase di gara) rappresenta il primo importante atto volto alla valorizzazione degli ambienti monumentali del convento, che consentirà di annettere alcuni fra i contesti storici più significativi dell’antico complesso domenicano, potenziando i servizi al pubblico di visitatori e dotandolo inoltre di quelli attualmente assenti o inadeguati ma indispensabili al raggiungimento di elevati standard di qualità.

Oltre al museo, il masterplan dell’intero organismo edilizio prevede la riqualificazione e utilizzo di spazi ad uso civico (sale conferenze, matrimoni, summit internazionali), espositivo, congressuale, per eventi, celebrazioni e manifestazioni culturali, un’ampia porzione destinata al social housing e il mantenimento di una stazione /presidio dell’Arma dei Carabinieri, in corso di completamento.

La realizzazione del Museo della Lingua Italiana andrà a consolidare il ruolo culturale e sociale che assumerà l’intero organismo storico architettonico, aumentandone l’attrattività pubblica e turistica già di per sé alta vista la collocazione territoriale privilegiata in prossimità del terminal ferroviario e del sistema tramviario urbano. Il tessuto urbano in prossimità della stazione ferroviaria con la presenza del Museo della Lingua Italiana, della Basilica e del Museo di Santa Maria Novella, unitamente al Museo del Novecento affacciato sulla piazza prospiciente la basilica, ma anche degli spazi ad uso civico e congressuale, andranno a configurare l’area come un Distretto Culturale Museale di primaria importanza per Firenze, prima tappa nei percorsi turistici di visita alla città e grande opera di riqualificazione urbana dell’area.

Le dichiarazioni del sindaco Nardella e del ministro Franceschini raccolte da Gimmy Tranquillo:

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Tommaso Sacchi: Firenze per Stati Generali della musica dal Vivo

Tommaso Sacchi: Firenze per Stati Generali della musica dal Vivo

🔈Firenze, l’assessore alla cultura del Comune, Tommaso Sacchi, ha annunciato di voler candidare Firenze come sede per gli Stati Generali della musica dal Vivo, lanciati dal Ministro Franceschini ed inoltre propone di realizzare un documento, stilato avvalendosi della collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nel settore delle arti e dello spettacolo, contenente precise richieste da presentare al Governo.

I due annunci sono stati fatti stamani dall’assessore Tommaso Sacchi, nell’ambito dello speciale “Il deserto della cultura. Cosa resterà dopo la pandemia”, andato in onda sulle frequenze e sui canali social di Controradio, evento che ha raccolto testimonianze e riflessioni di artisti, operatori, manager ed esponenti di associazioni che operano nel settore dello spettacolo, devastato dalle conseguenze dello sviluppo della pandemia causata dal Coronavirus.

Le proposte dell’assessore del Comune di Firenze Tommaso Sacchi ai microfoni di Controradio:

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Dante, oltre un anno di celebrazioni, a 700 anni dalla morte

Dante, oltre un anno di celebrazioni, a 700 anni dalla morte

🔈Firenze, il sindaco Dario Nardella e l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, alla presenza del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini e insieme ad enti, associazioni e istituzioni coinvolte, hanno illustrato oggi, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, le principali iniziative che celebreranno la figura del Poeta Dante Alighieri.

“Avremo decine e decine di progetti – ha sottolineato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – per un settecentenario molto articolato e corale, senza barriere nelle discipline artistiche, che racconterà cosa ha rappresentato e ancora oggi rappresenta Dante a 360 gradi. Ringrazio tutte le istituzioni, enti e associazioni che hanno partecipato a un lavoro di coordinamento appassionante che sono certo permetterà grandi risultati”.

“Un programma di altissimo livello – ha detto il sindaco Dario Nardella – che riunisce tutte insieme iniziative e istituzioni di grande prestigio, a partire dal Quirinale, dove domani inaugureremo una mostra di Massimo Sestini che poi sarà a Firenze e in altre capitali straniere, e che avrà il suo culmine nel museo della lingua italiana che nascerà a Santa Maria Novella. Dante è il simbolo e l’icona della cultura italiana nel mondo ma è anche uno straordinario patrimonio popolare, non riservato alle élite, ma a disposizione di tutti”.

“Ci siamo mossi per tempo, e questo ha consentito di coinvolgere molti soggetti e preparare iniziative di grande qualità – ha poi detto Dario Franceschini, ministro di Beni culturali e turismo, concludendo la lunga serie di interventi dal palco del Salone dei Cinquecento – Mi pare un elenco di iniziative – ha aggiunto – che corrisponde perfettamente a quello che abbiamo immaginato per il 2021, un modo corale di coinvolgere tutto il Paese con iniziative che parlano di Dante”. Già quest’anno “ci siamo presi l’impegno di non chiudere con la fine del 2021 il ricordo di Dante, ma di renderlo permanente con alcune iniziative significative in suo onore”, segnalando che per il prossimo anno “100 progetti tra i 400 pervenuti sono stati selezionati dal Comitato nazionale per le celebrazioni”. Secondo il ministro “è importante che non siano soltanto fatti episodici, ma un lavoro che resta nel tempo. Ricordare Dante non è solo ricordare la sua grandezza ma è rendere viva l’identità nazionale”. Questo, ha concluso, “è un momento difficile per l’Italia e per il mondo: riconoscersi intorno a valori comuni dà il senso di una comunità nazionale”.

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