Multiutility Toscana, approvata delibera dalla Giunta comunale Firenze

Multiutility Toscana, approvata delibera dalla Giunta comunale Firenze

Firenze, la Giunta Comunale di Firenze dà il via libera formale a Multiutility Toscana. Con una delibera dell’assessore al bilancio e partecipate Federico Gianassi approvata nel corso dell’ultima giunta.

In una nota di Palazzo Vecchio si legge che ha preso ufficialmente forma la Multiutility Toscana che prevede la fusione per incorporazione in Alia delle partecipazioni detenute in Publiservizi, Consiag e Acqua Toscana, società partecipate dai Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia. La delibera sarà presto discussa in Consiglio comunale.

Il Progetto Multiutility, alla quale Firenze partecipa con altri 66 comuni della Toscana centrale, dà il via al processo di fusione per incorporazione (previo il conferimento delle partecipazioni di Firenze in Toscana Energia e di Pistoia in Publiacqua), con l’apertura di un procedimento di aumento di capitale destinato a terzi per favorire l’entrata di altri soggetti toscani nel progetto, e di aumento di capitale per la quotazione in borsa dell’azienda con il mantenimento di almeno il 51% nelle mani dei Comuni che deterranno tali partecipazioni in una holding pubblica.

“Auspichiamo che si arrivi presto con tutti gli altri comuni coinvolti – afferma il sindaco Dario Nardella – all’approvazione degli stessi atti, in modo da mettere in condizione i consigli di amministrazione delle società coinvolte di avviare la procedura per la creazione della holding. Si tratta di un percorso complesso e difficile ma di vitale importanza, soprattutto alla luce della grande crisi energetica che il paese e le città stanno attraversando”.

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Teatro di Rifredi Di Firenze, stagione 2022-2023, la prima sotto l’egida della Fondazione Teatro Della Toscana

Teatro di Rifredi Di Firenze, stagione 2022-2023, la prima sotto l’egida della Fondazione Teatro Della Toscana

Firenze, il Teatro di Rifredi continua a essere, anche all’interno del Teatro della Toscana, quello che è stato fino a oggi: “Un vivace centro di cultura contemporanea e un accogliente spazio per artisti e spettatori, con un costante impegno nello sviluppo della creatività contemporanea a stretto contatto con la scena e nella conservazione del repertorio e dei progetti a esso connessi”.

Il Teatro di Rifredi, presenta quindi un cartellone di 20 spettacoli (11 produzioni e 9 ospitalità) che confermano e rafforzano la sua storicizzata identità artistica, il suo riconosciuto e riconoscibile dinamismo, la sua centralità nella geografia teatrale della città di Firenze e soprattutto la sua identità di spazio della creatività contemporanea.

Una contemporaneità fatta di nuove drammaturgie (con un occhio vigile su quelle straniere), di originali rivisitazioni di classici e di apprezzate contaminazioni tra teatro e letteratura. Senza tralasciare selezionate incursioni nei territori del teatro visivo, gestuale e musicale.

La stagione 2022-2023 del Teatro di Rifredi si inaugura il 12 ottobre con L’amico ritrovato di Fred Uhlman, adattato da Josep Maria Miró, tradotto e diretto da Angelo Savelli, con Federico Calistri, Mauro D’Amico, Roberto Gioffré. Miró, autore di quel Principio di Archimede che torna nuovamente in stagione ad aprile, è uno dei drammaturghi di riferimento del Teatro di Rifredi quanto a promozione della drammaturgia contemporanea internazionale, insieme a Eric-Emmanuel Schmitt, Nicolas Buysse, Fabrice Murgia, Fabio Zenoni, presenti anche in questa stagione, e Sergio Blanco, Remi De Vos e Abel Melo con i quali continua una collaborazione.

Dopo Misericordia, Emma Dante è nuovamente al Teatro di Rifredi, in prima regionale, con Pupo di zucchero, da Giambattista Basile. Lino Musella presenta il suo Tavola Tavola, Chiodo Chiodo… da Eduardo De Filippo. Scrive in scena e per la scena Angelo Savelli, specializzato in trasposizioni per il teatro di opere letterarie, sia per un largo pubblico, come nel caso di Eric-Emmanuel Schmitt, con protagonista Lucia Poli, e di Giancarlo Pastore, che per quello scolastico, come per I promessi sposi.

La contemporaneità è fatta di nuove drammaturgie, come Vuccirìa Teatro con Immacolata Concezione; La tragica storia del Dottor Faust da Marlowe, regia di Giovanni Ortoleva, in prima regionale; Cirano deve morire da Rostand, regia di Leonardo Manzan, in prima regionale; La beffa del grasso legniaiuolo da testi quattrocenteschi, regia di Andrea Bruno Savelli, Draculazionismo di Alessandro Riccio in prima nazionale.

Conferma l’identità artistica del Teatro di Rifredi l’attenzione alla contaminazione tra teatro e musica rappresentata da Rimbamband con Manicomic, regia di Gioele Dix e da Primital Brothers con The Primitals, regia di Yllana.

La consueta attenzione alle famiglie è confermata dalle Domeniche delle famiglie. Due le prime nazionali, entrambe di Andrea Bruno Savelli: E la favola insegna che… Al Lupo, Al Lupo!, E la favola insegna che… La volpe e l’uva.

E la prossima estate torna Walking Thérapie di Nicolas Buysse, Fabrice Murgia, Fabio Zenoni, con Gregory Eve e Luca Avagliano.

C’è poi da considerare la ormai storicizzata e ampia proposta di spettacoli per le scuole con ben 6 produzioni specificatamente pensate per integrarsi organicamente con i programmi didattici.

Complessivamente ci saranno dunque al Teatro di Rifredi 129 aperture di sipario, di cui ben 92 per spettacoli di produzione e 37 per le ospitalità.

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Nardella: “Non abbiamo chiaro qual è il blocco sociale che vogliamo davvero rappresentare”

Nardella: “Non abbiamo chiaro qual è il blocco sociale che vogliamo davvero rappresentare”

Firenze, il sindaco Dario Nardella, a margine della presentazione della stagione 2022-23 del Teatro di Rifredi, ha fatto alcune valutazioni politiche sui risultati elettorali come la sconfitta a livello nazionale del Partito Democratico e la sua tenuta invece, a livello cittadino.

“Dobbiamo analizzare i voti, – ha spiegato il sindaco Nardella – il primo punto serio di crisi del nostro partito è che abbiamo perso la nostra missione. Non abbiamo chiaro qual è il blocco sociale che vogliamo davvero rappresentare. Dobbiamo fare un lavoro serio, anche doloroso ma necessario per ripartire da zero, cominciando da questa domanda: quali valore e quale parte dell’Italia il Pd rappresenta? A Firenze abbiamo vinto non perché Firenze storicamente è di sinistra, anzi. Abbiamo vinto perché abbiamo lavorato sulle periferie”.

Nardella ha ricordato che il successo di Firenze è perché il Comune è stato a “contatto con i ceti più poveri, abbiamo poi investito sulla sicurezza e affrontato temi che a sinistra sono tabù come la sicurezza urbana. Ci siamo anche differenziati da un’idea di sicurezza di destra proponendo una idea più attinente ai nostri valori. Abbiamo investito sul trasporto: non basta essere ambientalisti a parole, abbiamo messo da parte l’ambientalismo da salotto e ne abbiamo fatto uno concreto, pragmatico, investendo sulle tramvie e realizzando piste ciclabili. Abbiamo fatto poi un grande sforzo sulle politiche sociali: non li abbiamo mai tagliati”.

Il sindaco Nardella ha poi parlato anche “dell’attenzione agli anziani, ai senza tetto, alle persone svantaggiate. Abbiamo avuto un approccio sui temi dell’immigrazione molto pragmatico e non ideologico”.

“La vittoria a Firenze non nasce dal nulla, non nasce da un voto storico. Non esiste più un voto storico, le persone cambiano idea e lo abbiamo visto. Io credo che dobbiamo partire dalle buone esperienze che abbiamo nelle tante città, non solo a Firenze”.

E alla nostra domanda sull’eventualità di esportare quello che lui chiama modello Firenze a livello nazionale Nardella ha risposto: “Io non voglio imporre o esportare il modello Firenze. Parlo solo della nostra esperienza concreta di centrosinistra pragmatico, di governo della città che è più forte nelle periferie che nella Ztl”.

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Nardella: “Per buttare giù il Pd a Firenze ci vogliono mille Meloni”. “Rapporto con Calenda e Renzi è ottimo”

Nardella: “Per buttare giù il Pd a Firenze ci vogliono mille Meloni”. “Rapporto con Calenda e Renzi è ottimo”

Firenze, tra i commenti post elezioni, uno dei più pittoreschi è stato quello del sindaco di Firenze Dario Nardella, che pur riconoscendo la sconfitta del Pd anche a livello regionale ha però sottolineato la resilienza del suo partito agli “attacchi delle destre”.

“Siamo di fronte ad un vento inarrestabile delle destre, a una situazione estremamente critica del Pd e con attacchi che vengono da tutte le parti. – ha detto Nardella – Eppure il dato è che per buttare giù il Pd a Firenze ci vogliono mille Meloni, mille Calenda, mille Conte. Nessuno butta giù il Pd a Firenze, anche nel peggiore dei momenti”.

“Noi vinciamo con un distacco di 16 punti rispetto al secondo – ha continuato Nardella, riferendosi all’elezione alla Camera di Federico Gianassi. – Noi puntiamo a rappresentare bene Firenze a Roma. Non ci interessano prove muscolari, siamo anche molto rispettosi dei risultati delle altre città. Non vogliamo fare i primi della classe, vogliamo dare un apporto vero a questo nuovo processo di ricambio”.

Quanto “al rapporto con Calenda e Renzi è ottimo, parlerò con loro nei prossimi giorni. Noi siamo tranquilli”, ha sottolineato. Sul risultato di Italia Viva “siamo contenti se guardiamo al fatto che Italia Viva è nella maggioranza di governo di Palazzo Vecchio con l’assessore Meucci”.

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Nardella: “Cambiare il Pd, prima che il segretario”

Nardella: “Cambiare il Pd, prima che il segretario”

Firenze, il sindaco Dario Nardella, rispondendo in conferenza stampa a chi gli chiedeva del suo possibile futuro come segretario nazionale Pd, ha glissato sulla domanda evidenziando la priorità di cambiare il partito prima del segretario.

“Anche dopo aver ascoltato le parole di Letta, – ha detto Nardella – credo che ora la cosa più importante è prioritaria sia cambiare il Pd, prima che il segretario. Dobbiamo avviare un processo profondo di ricostruzione da zero. La scelta del segretario è un pezzo di questo discorso, mi auguro che il dibattito di questi giorni non si riduca alla corsa dei cavalli che già si schierano perché sarebbe a mio avviso sbagliato”.

“Per questo nei prossimi giorni avremo modo di fare riflessioni, dirò la mia e lo farò in modo molto chiaro e netto – ha aggiunto -. Se pensiamo di risolvere i problemi cambiando solo il segretario facciamo un grave errore. Dobbiamo pensare di cambiare il Pd. C’è bisogno del grande apporto di tutti i sindaci e amministratori locali del nostro Paese che hanno rappresentato la vera ossatura della parte del Pd che ha tenuto”.

“Firenze, insieme a Bologna, ha il miglior risultato per il Pd e per la coalizione – ha continuato Nardella parlando dei risultati delle elezioni – Il Pd e il centrosinistra hanno reagito molto bene sia a Firenze città che in provincia: hanno saputo interpretare questa campagna elettorale difficilissima, giocata tutta controcorrente. Vincere controcorrente vale doppio. La somma del centrodestra, rispetto alle elezioni del 2018, arretra dal 33% al 26%: c’è un dato molto significativo di Fdi a Firenze, gli alleati Lega e Fi sono ai minimi storici. Quindi noi abbiamo frenato l’ascesa del centrodestra rispetto al 2018″.

“C’è un effetto Firenze – ha aggiunto -. Vince il nostro modello di governo della città, lo diciamo col massimo dell’umiltà. Poi non ci sfugge che anche nel nostro caso abbiamo avuto una flessione, che è fisiologica rispetto alla tendenza nazionale. Una flessione assolutamente gestibile”.

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