Il ritorno dei Bachi Da Pietra

Il ritorno dei Bachi Da Pietra

“Reset” è il settimo album per i Bachi da Pietra. Un disco di rock scurissimo che mette in mostra anche un cinico senso dell’umorismo come dimostrato dall’ultimo singolo ‘Meriterete. L’intervista a cura du Davide Agazzi

Reset, è il settimo disco dei  Bachi da Pietra, creatura musicale figlia di Giovanni Succi e Bruno Dorella che esce per la prima volta per Garrincha Dischi).

Il lavoro, fatto di un rock scurissimo, mette in mostra anche un cinico senso dell’umorismo come ben dimostrato nell’ultimo singolo ‘Meriterete’, che segue di qualche settimana il primo estratto ‘Comincia adesso’. Nuovo album e nuova label, dunque, ma stessa battaglia, seppure con rinnovata potenza di fuoco perché in trincea scende un nuovo sodale: Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara, Il Teatro Degli Orrori) che si affianca a Succi e Dorella portando la band in una nuova dimensione sonica attraverso basso e synth, e curando personalmente il suono generale in cabina di regia.

I BACHI DA PIETRA sono insetti e spaccano la pietra, o li odi o li ami: quando pensi di trovarli in cantina sono sulle scale, quando li vedi in soggiorno sono già in cucina. L’unica certezza è che ci sono e che loro sanno quello che fanno. Un vero bacato sa di non poter stare mai tranquillo, perché i BACHI DA PIETRA sono la sfida.
Comincia adesso.

I Bachi da Pietra sono:
BATELLI: corde grosse e spippoli
DORELLA: massi, mazze e scudi
SUCCI: pece, scuri e corni

 

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Il ritorno dei Bachi Da Pietra

Il ritorno dei Bachi Da Pietra

“Reset” è il settimo album per i Bachi da Pietra. Un disco di rock scurissimo che mette in mostra anche un cinico senso dell’umorismo come dimostrato dall’ultimo singolo ‘Meriterete. L’intervista a cura du Davide Agazzi

Reset, è il settimo disco dei  Bachi da Pietra, creatura musicale figlia di Giovanni Succi e Bruno Dorella che esce per la prima volta per Garrincha Dischi).

Il lavoro, fatto di un rock scurissimo, mette in mostra anche un cinico senso dell’umorismo come ben dimostrato nell’ultimo singolo ‘Meriterete’, che segue di qualche settimana il primo estratto ‘Comincia adesso’. Nuovo album e nuova label, dunque, ma stessa battaglia, seppure con rinnovata potenza di fuoco perché in trincea scende un nuovo sodale: Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara, Il Teatro Degli Orrori) che si affianca a Succi e Dorella portando la band in una nuova dimensione sonica attraverso basso e synth, e curando personalmente il suono generale in cabina di regia.

I BACHI DA PIETRA sono insetti e spaccano la pietra, o li odi o li ami: quando pensi di trovarli in cantina sono sulle scale, quando li vedi in soggiorno sono già in cucina. L’unica certezza è che ci sono e che loro sanno quello che fanno. Un vero bacato sa di non poter stare mai tranquillo, perché i BACHI DA PIETRA sono la sfida.
Comincia adesso.

I Bachi da Pietra sono:
BATELLI: corde grosse e spippoli
DORELLA: massi, mazze e scudi
SUCCI: pece, scuri e corni

 

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Africa Unite: 40 anni di carriera! Ascolta l’intervista

Africa Unite: 40 anni di carriera! Ascolta l’intervista

Quest’anno gli Africa Unite  celebrano 40 anni di carriera. Per l’occasione propongono un concerto in streaming nel giorno del 40° anniversario della morte di Marley. A ciò si aggiunge la pubblicazione in digitale del loro catalogo storico in attesa del nuovo disco di inediti. L’intervista a cura di Davide Agazzi

Era il 1981 quando, immediatamente dopo la prematura scomparsa di Bob Marley, Bunna e Madaski formarono gli Africa Unite, cominciando il percorso che oggi li ha portati a diventare il gruppo più longevo e rappresentativo del reggae in Italia.

Quarant’anni dopo gli Africa Unite celebrano, nel giorno dell’anniversario della morte di Marley, i loro quarant’anni con un concerto live in streaming su Bandcamp per festeggiare insieme alle persone che in questi anni hanno condiviso con loro la passione per la musica e per il reggae. Il monitor di un computer non è una dancehall ma gli Africa Unite cercheranno di essere vicini al loro pubblico come dal palco. Un live virtuale ma diretto. L’unico modo possibile, oggi, per rivivere, in una serata, questi ultimi quarant’anni di storia della musica degli Africa Unite.
Durante il live streaming gli A.U. presenteranno alcuni dei brani storici del loro repertorio e le nuove versioni dell’album People Pie (1991) che hanno completamente ri-registrato e re-interpretato in questi mesi di isolamento e che, a partire da maggio, saranno ripubblicate da Believe sulle piattaforme di streaming e digital store insieme a Mjekrari (1987) e ‘Llaka! (1987), i primi due album della band. Seguirà la pubblicazione digitale del repertorio mai distribuito digitalmente.
Numeri è invece il titolo del nuovo disco, previsto per l’estate ed anticipato dal singolo 41 Bullets, che ripercorre un sanguinoso episodio di cronaca americana: l’omicidio di un ragazzo africano, Amadou Diallo, da parte di quattro poliziotti, poi, assolti.

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🎧 “I Love Palermo”: un grido d’amore che parte dalle periferie

🎧 “I Love Palermo”: un grido d’amore che parte dalle periferie

Ripartire dalle periferie e dai talenti delle nuove generazioni. E’ uscito “I love Palermo”. Scritto da 7 giovani all’interno del laboratorio di musica rap e reggae tenuto da Jaka. Ascolta l’intervista a cura di Davide Agazzi

Il brano è un messaggio d’amore urlato dalla Zisa a tutta la città, perché solo uscendo dalla retorica della periferia come bacino di povertà e criminalità si può veramente rinascere. Con il brano I love Palermo si vuole andare oltre la “Palermo da cartolina” e mostrare un’altra città. Multietnica, ricca di cultura, di contrasti ma sincera, la città dei quartieri e delle periferie.

Un amore difficile e contrastato come scrive uno di loro: “‘Sta città è piccola e ogni cosa che fai poi ti ritorna/ A volte mi piace, a volte ho il mal di mare come in una giostra”. Un amore fatto di accoglienza come recita il ritornello “Il love Palermo/ sento come se fossi nato qua”, una città in cui “La diversità è di casa cà, sai/ Tessuto di culture dunano prestigio/Tra arte e tradizioni cà tuttu è nu prodigio”.

Scritto da 7 giovani del Centro Tau uniti nella Get Up Crew formatasi all’interno del laboratorio di musica rap e reggae “Get up dalla strada al mondo” tenuto dal musicista Jaka. Il brano cantato dalla Get up Crew featuring Jaka è disponibile su tutte le piattaforme musicali (Spotify, Amazon Music, ITunes…).

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“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”. Venerdì 16 alle ore 15.30. Tra gli ospiti il rapper Anastasio e lo scrittore Andrea Bertolucci. Conduce Davide Agazzi.

“Con quali linguaggi comunicano le nuove generazioni? Da dove traggono ispirazione? Quali contenuti passano attraverso i testi della nuova scena musicale italiana? Rap, trap, hip hop, sono etichette musicali dietro le quali esiste un mondo variegato, multiforme e spesso non omogeneo di artisti contemporanei che riempiono le giornate dei giovani”. Il presidente del Corecom Toscana, Enzo Brogi, introduce così il tema del webinar che si terrà venerdì 16 aprile alle 15.30.

“Rap Talk. Nuovi linguaggi della comunicazione giovanile”, questo il titolo dell’incontro organizzato dal Comitato regionale per le comunicazioni della Toscana, in collaborazione con Controradio. Partecipano il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo; il presidente del Corecom, Enzo Brogi; il rapper Anastasio,  la direttrice del quotidiano La Nazione, Agnese PiniBeatrice Cristalli, giovanissima linguista, consulente di Treccani.it sui linguaggi della contemporaneità, i giornalisti Deiv Agazzi, conduttore radiofonico di Controradio, esperto di rap, trap, hip hop, e Andrea Bertolucci, che è anche scrittore esperto di cultura giovanile (per Hoepli è da poco uscito il suo libro “Trap Game. I sei comandamenti del nuovo hip hop”) e gli allievi del rap lab organizzato dal Controradio Club.

“Spesso – spiega Brogi – gli adulti tendono a condannare sommariamente i consumi musicali dei propri figli senza conoscerli a fondo”. Per questa ragione, il Corecom della Toscana vuole avviare una riflessione sui nuovi linguaggi giovanili. Invitati al confronto artisti, giornalisti, studiosi e gli stessi protagonisti diretti di una “silenziosa rivoluzione linguistica con cui è doveroso fare i conti”. L’iniziativa si svolge nella Giornata mondiale della voce.

La diretta sarà trasmessa sulle pagine Fb del Consiglio regionaledel Corecomde La Nazione e sui profili social di Controradio.

 

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