Laser caotici misurano meglio la materia, scoperta a Firenze

Laser caotici misurano meglio la materia, scoperta a Firenze

I laboratori fiorentini hanno sviluppato una tecnica innovativa di spettroscopia che permette di ottenere misure ad alta risoluzione con strumenti semplici e a basso costo, grazie all’utilizzo di laser caotici, disordinati che scandagliano la materia in maniera più ottimale. E’ quanto sviluppato dai ricercatori dell’università di Firenze, del Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare (Lens) e dell’Istituto di Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim), che hanno documentato il risultato sull’ultimo numero della rivista scientifica Nature Photonics.

Il team guidato da Diederik S. Wiersma, docente di Fisica della materia dell’università di Firenze, ha realizzato la prima dimostrazione sperimentale di un metodo di indagine che usa un random laser, che ha una struttura semplificata rispetto ai laser tradizionali, come sorgente di illuminazione. “Può sembrare contro-intuitivo che un laser disordinato, con il suo carattere imprevedibile, possa essere usato per migliorare la risoluzione di una misura – spiega il professor Wiersma proprio la sua caoticità permette di sondare un campione di materia in zone spettrali differenti”.

Diversamente da quelli convenzionali, spiega l’università di Firenze, un random laser possiede una cavità ottica basata su un mezzo disordinato. Tale caratteristica fa sì che, a determinate condizioni, le sue emissioni siano caratterizzate da picchi molto intensi emessi a frequenze casuali. L’analisi statistica condotta su tali emissioni permette la ricostruzione ad alta risoluzione dello spettro trasmesso dall’oggetto d’indagine.

“Nei laboratori del Lens abbiamo costruito un random laser molto semplice e abbiamo accumulato un elevato numero di spettri a bassa risoluzione. La statistica raccolta ha permesso di ottenere una risoluzione maggiore rispetto a quella che sarebbe stata possibile ottenere fino a oggi con lo spettrometro utilizzato – commenta Alice Boschetti, prima firmataria dell’articolo -. Oltre alla maggiore semplicità e robustezza, uno dei vantaggi principali dei random laser è il fatto che possono dar luogo a righe di emissione molto strette in frequenza pur avendo dimensioni estremamente ridotte, il che – conclude la giovane ricercatrice, assegnista di ricerca Unifi – apre la strada allo sviluppo di strumenti di misurazione più compatti ed economici, comunque in grado di ottenere risoluzioni elevate”.

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Unifi: coleottero asiatico ispira nascita materiale super brillante

Unifi: coleottero asiatico ispira nascita materiale super brillante

I fisici dell’Università di Firenze e dell’Accademia di scienze di Pechino, ispirandosi a un coleottero asiatico noto per il suo candore, hanno creato un materiale artificiale di straordinaria brillantezza che potrebbe essere impiegato per molteplici usi. La ricerca sarà pubblicata sulla copertina di ‘Advanced functional materials’.

Cinque anni fa un coleottero asiatico del genere Cyphochilus, ha stupito il mondo dei ricercatori per le microscopiche scaglie di un bianco particolarmente intenso che ricoprono il suo corpo. Da quel momento molti gruppi di ricerca hanno provato a ricreare il bianco del coleottero imitandone la struttura, ma soltanto i ricercatori di Firenze e Pechino sono riusciti nell’intento.

La struttura realizzata dai ricercatori è ottenuta a temperatura ambiente in un’atmosfera ricca di vapore acqueo tramite un processo noto come ‘separazione di fase’. Il risultato è una architettura di polistirene composta da una rete di microscopici filamenti e tunnel collegati fra loro.

“Questo tipo di struttura – hanno spiegato i componenti Unifi del team, Lorenzo Pattelli e Diederik Wiersma – è particolarmente interessante anche perché ad oggi, a livello industriale, il colore bianco viene tipicamente ottenuto con l’aggiunta di nanoparticelle che, se inalate, sono potenzialmente dannose per la salute, mentre nel nostro caso abbiamo una struttura unitaria non composta da parti separabili. Queste caratteristiche fanno ipotizzare per il polistirene super bianco una molteplicità di utilizzi: dalla produzione di vernici più ecologiche a tessuti termoregolanti, dalla realizzazione di pannelli solari più efficienti a quella di schermi ultrasottili e flessibili”.

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Unifi: coleottero asiatico ispira nascita materiale super brillante

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I fisici dell’Università di Firenze e dell’Accademia di scienze di Pechino, ispirandosi a un coleottero asiatico noto per il suo candore, hanno creato un materiale artificiale di straordinaria brillantezza che potrebbe essere impiegato per molteplici usi. La ricerca sarà pubblicata sulla copertina di ‘Advanced functional materials’.

Cinque anni fa un coleottero asiatico del genere Cyphochilus, ha stupito il mondo dei ricercatori per le microscopiche scaglie di un bianco particolarmente intenso che ricoprono il suo corpo. Da quel momento molti gruppi di ricerca hanno provato a ricreare il bianco del coleottero imitandone la struttura, ma soltanto i ricercatori di Firenze e Pechino sono riusciti nell’intento.

La struttura realizzata dai ricercatori è ottenuta a temperatura ambiente in un’atmosfera ricca di vapore acqueo tramite un processo noto come ‘separazione di fase’. Il risultato è una architettura di polistirene composta da una rete di microscopici filamenti e tunnel collegati fra loro.

“Questo tipo di struttura – hanno spiegato i componenti Unifi del team, Lorenzo Pattelli e Diederik Wiersma – è particolarmente interessante anche perché ad oggi, a livello industriale, il colore bianco viene tipicamente ottenuto con l’aggiunta di nanoparticelle che, se inalate, sono potenzialmente dannose per la salute, mentre nel nostro caso abbiamo una struttura unitaria non composta da parti separabili. Queste caratteristiche fanno ipotizzare per il polistirene super bianco una molteplicità di utilizzi: dalla produzione di vernici più ecologiche a tessuti termoregolanti, dalla realizzazione di pannelli solari più efficienti a quella di schermi ultrasottili e flessibili”.

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