Giovanisì, al via il bando per master all’estero. Voucher fino a 17 mila euro per le spese sostenute

FIRENZE -  Perfezionare all'estero il proprio percorso di studi come opportunità di crescita culturale e apertura al mondo, oltre che come investimento per risultare più competitivi nel mercato del lavoro. Questa la finalità dei voucher per l'alta formazione all'estero che la Regione finanzia anche per il 2019. Con il bando, pubblicato nei giorni scorsi e la cui scadenza è prevista per il prossimo 17 dicembre 2019, la Regione Toscana, nell'ambito del progetto Giovanisì, sostiene l'accesso a master all'estero di giovani laureati fino a 34 anni di età. In particolare, la Regione copre con voucher le spese di iscrizione, viaggio e soggiorno, fino a un massimo di 14.000 euro per master annuali e fino a un massimo di 17.000 euro per master pluriennali.

L'iniziativa, cofinanziata grazie alle risorse del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo 2014-2020, dispone complessivamente di 480 mila euro di risorse.

I giovani laureati destinatari dei voucher dovranno essere residenti in Toscana, avere fino a 34 anni di età, non aver fruito di voucher regionali nel 2018. Dovranno, inoltre, essere in possesso di laurea magistrale (o laurea vecchio ordinamento), ammissione al master prescelto, lettera di accettazione dell'Università straniera, ISEE non superiore a 100 mila euro.   

Per saperne di più
www.regione.toscana.it/-/voucher-per-master-all-estero-2019-2020

https://giovanisi.it/bando/voucher-alta-formazione-allestero

La Regione dedica all’ex assessore Riccardo Conti una borsa di studio sul rapporto tra rendita e mancata crescita

FIRENZE -   L'Irpet, l'istituto regionale di programmazione economica, bandisce una borsa di studio sui temi della rendita e delle relazioni con la crescita economica e con questa iniziativa la Regione Toscana vuole ricordare Riccardo Conti, assessore regionale per dieci anni fino al 2010, scomparso nel 2017 e che di questi temi si è a lungo occupato.

"Da amministratore capace e politico appassionato quale era – ricorda l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - , Riccardo Conti ha da sempre cercato di intrecciare i temi della programmazione urbanistica con quella della crescita economica di un territorio: reddito, da promuovere, contrapposto a rendita".  "La qualità toscana, il bel paesaggio, la storia e il valore del territorio, ripeteva spesso, produce infatti filiere di interessi grandi e piccoli – prosegue Bugli -, e Conti diceva anche che quando queste diventano filiere della rendita vanno contrastate e bisogna lavorare per incoraggiare innovazioni orientate invece ad una ‘buona urbanistica'. E' così che ‘concorrenza' diventa una parola di sinistra".

Sono passati due anni dalla scomparsa di Riccardo Conti. Era il 6 settembre 2017 quando se n'è andato.  Nel suo lungo impegno politico è stato prima assessore e vice presidente negli anni Novanta dell'allora provincia di Firenze e poi, per due legislature fino al 2010, assessore all'urbanistica della Toscana con il presidente Claudio Martini. 

"Per ricordarlo – si sofferma l'assessore Bugli - abbiamo voluto dedicargli la borsa di studio che l'Irpet bandirà proprio sui temi di cui Riccardo Conti si è più a lungo occupato. E' una scelta alla quale affidiamo il compito di valorizzare non solo il contributo politico forte e dinamico dato da Riccardo Conti al governo del nostro territorio, ma anche il suo essere un intellettuale curioso e attento e capace di coinvolgere nelle sue riflessioni i tanti giovani che si sapeva tenere intorno".

L'iniziativa, il cui bando è in pubblicazione, riguarda un periodo di formazione di sei mesi presso l'Istituto di programmazione economica della Toscana che si concentrerà sull'analisi del fenomeno appunto della rendita e delle sue relazioni con la crescita dei territori.  

La borsa di studio, del valore di 8000 euro lordi, è riservata a laureati in discipline economiche, scienze politiche, statistiche o equiparate o equipollenti. Sarà assegnata, spiega il direttore di Irpet Stefano Casini Benvenuti, attraverso una selezione per titoli ed esame. Non potrà partecipare chi già lavora (sia che si tratti di dipendenti pubblici o privati) o chi svolge in via continuativa e prevalente attività autonoma. L'attività di formazione finanziata è infatti da intendersi a tempo pieno. E' escluso dall'assegnazione anche chi usufruisca nello stesso periodo di altre borse di studio o analoghi assegni o sovvenzioni. Le domande dovranno essere inviate ad Irpet entro trenta giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

Borsa di studio sul rapporto tra rendita e crescita economica. La Regione la dedica all’ex assessore Riccardo Conti

FIRENZE -   L'Irpet, l'istituto regionale di programmazione economica, bandisce una borsa di studio sui temi della rendita e delle relazioni con la crescita economica e con questa iniziativa la Regione Toscana vuole ricordare Riccardo Conti, assessore regionale per dieci anni fino al 2010, scomparso nel 2017 e che di questi temi si è a lungo occupato.

"Da amministratore capace e politico appassionato quale era – ricorda l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - , Riccardo Conti ha da sempre cercato di intrecciare i temi della programmazione urbanistica con quella della crescita economica di un territorio: reddito, da promuovere, contrapposto a rendita".  "La qualità toscana, il bel paesaggio, la storia e il valore del territorio, ripeteva spesso, produce infatti filiere di interessi grandi e piccoli – prosegue Bugli -, e Conti diceva anche che quando queste diventano filiere della rendita vanno contrastate e bisogna lavorare per incoraggiare innovazioni orientate invece ad una ‘buona urbanistica'. E' così che ‘concorrenza' diventa una parola di sinistra".

Sono passati due anni dalla scomparsa di Riccardo Conti. Era il 6 settembre 2017 quando se n'è andato.  Nel suo lungo impegno politico è stato prima assessore e vice presidente negli anni Novanta dell'allora provincia di Firenze e poi, per due legislature fino al 2010, assessore all'urbanistica della Toscana con il presidente Claudio Martini. 

"Per ricordarlo – si sofferma l'assessore Bugli - abbiamo voluto dedicargli la borsa di studio che l'Irpet bandirà proprio sui temi di cui Riccardo Conti si è più a lungo occupato in Regione".

L'iniziativa, il cui bando è in pubblicazione, riguarda un periodo di formazione di sei mesi presso l'Istituto di programmazione economica della Toscana che si concentrerà sull'analisi del fenomeno appunto della rendita e delle sue relazioni con la crescita dei territori e in particolare sugli effetti di competitività tra gli stessi.

La borsa di studio, del valore di 8000 euro lordi, è riservata a laureati in discipline economiche, scienze politiche, statistiche o equiparate o equipollenti. Sarà assegnata, spiega il direttore di Irpet Stefano Casini Benvenuti, attraverso una selezione per titoli ed esame. Non potrà partecipare chi già lavora (sia che si tratti di dipendenti pubblici o privati) o chi svolge in via continuativa e prevalente attività autonoma. L'attività di formazione finanziata è infatti da intendersi a tempo pieno. E' escluso dall'assegnazione anche chi usufruisca nello stesso periodo di altre borse di studio o analoghi assegni o sovvenzioni.

Le domande dovranno essere inviate ad Irpet entro trenta giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.  

Istruzione e formazione professionale (IeFP): presto al via nuovi corsi legati ai settori trainanti dell’economia toscana

FIRENZE - Pelletteria, oreficeria, lavorazione metalli lapidei, tessile: sono alcuni dei comparti più importanti dell'economia toscana. Ma presto saranno anche i settori verso cui potranno indirizzarsi i percorsi di istruzione e formazione professionale sostenuti dalla Regione, e già oggi fortemente frequentati dai giovani studenti che cercano percorsi scolastici alternativi, più collegati al mondo del lavoro. In questo modo tanti giovani che spesso sono a rischio di abbandono scolastico non solo potranno completare la loro formazione ma avranno anche competenze tecniche fortemente spendibili nelle imprese toscane.

Di questi nuovi  percorsi  si è discusso oggi a Firenze, auditorium di Sant'Apollonia, nel seminario "Il nuovo repertorio delle qualifiche e dei diplomi IeFP, prospettive per la Toscana". Un'occasione per presentare al mondo della scuola e del lavoro queste nuove opportunità, in attesa che i corsi possano essere predisposti e attivati nel prossimo anno scolastico.
"Siamo partiti adesso in modo che negli open day e percorsi di orientamento che inizieranno tra qualche settimana nelle scuole venga illustrata anche questa possibilità – spiega l'assessore all'istruzione e formazione della Toscana, Cristina Grieco - Peraltro chi dopo la scuola media decide di conseguire una qualifica non è detto poi che si debba fermare lì. Non si tratta di addestramento di manodopera, che non avrebbe peraltro senso, ma di acquisire competenze. E dopo la qualifica ragazze e ragazzi possono  conseguire un diploma o iscriversi agli Its, i percorsi terziari professionali paralleli all'università". Un segmento dell'istruzione che vede l'Italia, numeri e statistiche alla mano illustrati anche nel convegno di stamani, molto indietro rispetto alle altre nazioni del continente, anche più dei laureati. Sono infatti poco più di undicimila gli iscritti in tutta Italia agli Its, ricorda l'assessore, contro i novecentomila ad esempio della Germania.

Tra le nuove figure nazionali previste nel sistema IeFP (Istruzione e formazione professionale) ci sono quelle di operatore e tecnico alle lavorazioni dei prodotti di pelletteria, alle lavorazioni dell'oro, dei metalli lapidei, e ancora nelle produzioni tessili e infine di operatore e tecnico nella gestione delle acque per risanamento ambientale, tecnico degli allestimenti  e impianti dello spettacolo o dei servizi logistici. 

"Questi percorsi formativi – evidenzia l'assessor Grieco - sono fortemente rispondenti alle richieste del sistema produttivo toscano, in alcuni casi riguardano alcune sue eccellenze. Per questo in un futuro ormai prossimo i ragazzi in uscita dalle medie o che vivono l'istruzione secondaria con disagio potranno completare la loro formazione scegliendo, tra le tante opzioni, anche queste, sapendo che sono molto ben rappresentate nell'economia regionale e che quindi potranno offrire diverse opportunità di lavoro".

Le nuove figure sono stati inserite nel repertorio delle qualifiche e dei diplomi IeFP a seguito di un accordo raggiunto ad agosto dalla Conferenza Stato Regioni, grazie anche al lavoro delle Regione Toscana che coordina proprio la commissione istruzione e lavoro. "E' stato un risultato  fondamentale – proseguie Grieco - che ora dobbiamo portare al traguardo sollecitando da un lato il completamento dell'iter attuativo da parte del governo  e stimolando il mondo scolastico nel lavoro di predisposizione dei nuovi corsi dall'altro".

Per l'assessore la partita dei percorsi IeFP è parte di un percorso  complessivo volto a diminuire la dispersione scolastica e a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. "Negli ultimi quattro anni – dice - il tasso di dispersione scolastica in Toscana è sceso dal 16% al 10,6% e questo di sicuro anche per il lavoro svolto dagli IeFP: le analisi Irpet ci dicono che la quasi totalità dei giovani che completano percorsi IeFp o rientrano nei percorsi scolastici o accedono direttamente al mondo del lavoro. Ora ci attende un'altra sfida: quella di raccordare sempre di più il percorso formativo svolto dagli IeFP con quello delle scuole ad alta specializzazione tecnologica, gli ITS,  per aumentare le possibilità di qualificazione dei nostri giovani e renderli sempre più collegati al tessuto imprenditoriale toscano". "Vogliamo dare infatti  -  aggiunge – a tutta la filiera tecnica professionale la stessa dignità di altri percorsi di istruzione, evitando gerarchie e categorizzazioni". Una questione, alla fine, anche culturale. 

I corsi IeFP
I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), sono destinati ai giovani che vogliono scegliere un'opzione alternativa al corso di studi quinquennale proposto dalla scuola superiore. Ci sono percorsi di durata triennale (3.168 ore complessive di cui 800 di alternanza scuola lavoro) realizzati dagli istituti professionali – la maggior parte -  o dagli organismi formativi accreditati dalla Regione che consentono di adempiere all'obbligo d'istruzione, e interventi formativi biennali realizzati dagli organismi formativi pensati per far rientrare nel canale formativo chi ha abbandonato e quindi fronteggiare la dispersione scolastica  (2.100 ore di cui 800 di alternanza). 
Le tipologie di corsi IeFP coprono diversi ambiti professionali dal turismo alla moda, dall'edilizia alla metalmeccanica; dall'agricoltura al commercio, dalla logistica all'area del benessere. L'accesso è completamente gratuito. La qualifica professionale, di competenza regionale, è riconosciuta e spendibile a livello sia nazionale che comunitario.

Il nuovo repertorio
Il 1° agosto 2019 è stato siglato in Conferenza Stato-Regioni l'Accordo riguardante l'integrazione e la modifica del Repertorio nazionale delle figure di qualifica e diploma dell'Istruzione e Formazione Professionale. Il Repertorio precedente era stato istituito nel 2011. La veloce evoluzione del mercato del lavoro e le richieste formative espresse da parte delle imprese hanno reso improrogabile la necessità di rivederne i contenuti al fine di rendere l'offerta formativa regionale rispondente alle esigenze delle realtà produttive.
Il nuovo Repertorio delle figure, che entrerà in vigore a partire dall'anno scolastico/formativo 2020/2021, è costituito da 26 qualifiche di Operatore, articolate in 36 indirizzi, e 29 diplomi di tecnico, articolati in 54 indirizzi. Tra le nuove qualifiche figurano quelle di operatore (diploma triennale) o tecnico (diploma quadriennale) in lavorazione dei materiali lapidei, di oro e metalli preziosi, di prodotti di pelletteria delle produzioni tessili della gestione delle acque e risanamento ambientale.

 

Sicurezza e salute nelle scuole, siglato un protocollo Regione-Inail-Ufficio scolastico regionale

FIRENZE - Un sistema regionale in materia di sicurezza e salute nelle scuole. Lo istituisce il protocollo appena firmato tra Regione, Ufficio scolastico regionale e Inail. A siglarlo, per la Regione le assessore al diritto alla salute, welfare e integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi, e a istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco, per l'Ufficio scolastico regionale per la Toscana il direttore generale Ernesto Pellecchia, per l'Inail il direttore regionale reggente Giovanni Paura.

Le tre istituzioni collaborano già da tempo per promuovere, diffondere e consolidare la cultura della salute e della sicurezza; mettere in atto iniziative che contribuiscano alla riduzione degli eventi infortunistici in ogni ambiente di vita, studio e lavoro; sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sicurezza e della salute, il rispetto della legalità, l'affermazione della propria responsabilità di cittadini nella comunità scolastica e nella società civile. Il protocollo appena firmato istituisce tutto questo a sistema regionale, impegnando ciascuno dei firmatari ad azioni ben precise.

"Il tema della sicurezza ci vede impegnati come Regione su molti fronti - dice l'assessore Stefania Saccardi -, e quello della sicurezza sul lavoro è un settore cruciale del mio assessorato. E' importante che una cultura della salute e della sicurezza venga promossa e diffusa fin dai primi anni scolastici, formando gli insegnanti e offrendo ai ragazzi occasioni di conoscenza e contatto con chi lavora e chi si occupa degli aspetti della sicurezza, sia sul lavoro che in tutti gli ambienti di vita".

"In tema di tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro è fondamentale fare prevenzione attraverso l'informazione, la formazione e la consapevolezza - è il commento dell'assessore Cristina Grieco - Un cittadino consapevole è infatti anche un lavoratore consapevole. Per questo affrontare questo tema nelle scuole è importantissimo per educare alla ‘cultura della sicurezza'. È necessario far comprendere ai nostri ragazzi quanto sia importante saper valutare il rischio per mettere in atto comportamenti corretti per ridurlo o eliminarlo. In questo senso questo protocollo arricchisce la proposta formativa e noi come Regione Toscana ne siamo orgogliosi".

"Il mondo della scuola rappresenta un ambito privilegiato per promuovere le tematiche correlate alla salute e sicurezza in ogni ambiente di vita, studio e lavoro - afferma
Giovanni Paura, direttore regionale reggente Inail Direzione regionale per la Toscana - Il valore della prevenzione costituisce una competenza trasversale, da diffondere attraverso le azioni sinergiche dei sottoscrittori del protocollo d'intesa".

"La cultura della sicurezza, intesa come insieme di comportamenti tesi a svilupparne una consapevolezza attiva - dichiara il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia -, rappresenta un filone molto evidente nelle scuole della Toscana, che si concretizza attraverso azioni sistemiche che vengono attivate fin dal primo ciclo. La scuola quindi tende, nello sviluppare una cultura della sicurezza, a permeare l'istruzione non solo con azioni funzionali e strumentali volte a specifici apprendimenti, ma con una vera e propria azione a tutto tondo che pone  lo studente al centro di un un modello di sicurezza intesa come modo di vivere e di approcciare l'esperienza. Per questo, le sinergie che emergono da questa intesa rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile per la scuola."

Ufficio scolastico regionale e Inail collaborano da anni al progetto "A scuola di sicurezza, sicurezza a scuola", con l'assegnazione annuale di borse di studio per le scuole della Toscana; Usr e Regione Toscana collaborano a progetti per lo sviluppo della cultura della sicurezza nelle scuole, tra cui la realizzazione di bandi in forma congiunta per il finanziamento di progetti educativi interdisciplinari in materia di sicurezza e salute sul lavoro e negli ambienti domestici. Tutte e tre le istiuzioni intendono proseguire e rafforzare la collaborazione per la creazione di un sistema regionale toscano in materia di sicurezza e salute nelle scuole, che abbia come fine la programmazione congiunta delle attività rivolte alla scuola, favorendo interventi mirati di formazione e informazione.

Queste alcune delle iniziative previste dal protocollo. Individuare almeno un obiettivo annuale su cui orientare le attività per la promozione di salute e sicurezza sul lavoro. Formare dirigenti scolastici e docenti. Visite guidate per gli studenti in luoghi di svolgimento di attività lavorative a rischio e incontri con soggetti che hanno vissuto esperienze significative in ambito lavorativo (operatori di vigilanza, vittime di infortuni, medici, assistenti sociali, invalidi). Formazione/informazione per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado. Promozione di iniziative (concorsi, manifestazioni, progetti, ecc.) rivolte ad alunni delle scuole di ogni ordine e grado, per favorire la sensibilizzazione e l'acquisizione di comportamenti corretti. Diffusione nelle scuole di prodotti per la prevenzione e la sicurezza, e di "buone prassi".

Regione Toscana assicura al sistema le competenze dei settori regionali coinvolti e la messa a disposizione del sistema di web learning "TRIO", oltre ad avvalersi delle competenti strutture dei dipartimenti di prevenzione delle Asl. Usr e Inail mettono a disposizione le proprie risorse umane e professionali.