Uffizi: nel 2020 -72% visitatori ma settimo museo al mondo

Uffizi: nel 2020 -72% visitatori ma settimo museo al mondo

Introiti per 8,8 milioni di euro, che rispecchiano esattamente la percentuale di decrescita dei visitatori. Nel 2019 gli incassi erano stati di 34 milioni. I dati diffusi dal direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt

“Il colpo della pandemia è stato fortissimo, ma le Gallerie degli Uffizi resistono: nel 2020 abbiamo avuto complessivamente 1.206.175 visitatori, il 27,5% dell’anno precedente, nonostante il Covid e tutto quello che ha comportato in termini di chiusure e restrizioni. Questo ci posiziona al settimo posto tra i musei d’arte di tutto il mondo, nel 2019 eravamo al nono posto in classifica”. Lo ha detto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, intervistato dall’Associazione Stampa Estera in Italia. “Abbiamo perso il 72% dei visitatori – ha aggiunto -, percentuale identica al Louvre di Parigi e al Reina Sofia di Madrid”.

“Complessivamente – ha proseguito Schmidt – abbiamo realizzato introiti per 8,8 milioni di euro, che rispecchiano esattamente la percentuale di decrescita dei visitatori. Nel 2019 gli incassi erano stati di 34 milioni”. Per quanto riguarda la ripartenza dei musei, Schmidt spiega che “per i musei non aspettiamo la ripartenza vera prima dell’anno prossimo. Dal 2022 ci aspettiamo il ritorno alla grande richiesta che c’era prima della pandemia. Operativamente, come Uffizi per inizio maggio saremo pronti a riaprire: abbiamo 15 nuove sale dedicate alla pittura del Cinquecento fiorentino e romano che verranno inaugurate lo stesso giorno in cui il museo tornerà ad accogliere il pubblico”.

“L’analisi dei numeri ce lo conferma: per i visitatori sotto i 25 anni si è registrata una crescita stabile tra fine giugno e la terza settimana di agosto. Dunque l’effetto che si potrebbe chiamare ‘Socrate-Ferragni’ viene solidamente supportato dai numeri, che rivelano come non si sia trattato di fenomeni isolati o episodici, ma di uno sviluppo durevole e di ampio respiro, grazie a una strategia precisa e sistematica di avvicinamento rivolta ai giovani” ha poi detto Schmidt. “Il maggior ingaggio del pubblico giovanile lo si comprende attraverso l’analisi delle percentuali – aggiunge Schmidt – dalle quali rileviamo una stabile fruizione degli under 19 per tutta l’estate nonostante la mancanza di gite scolastiche, e una crescita singolare nella fascia 19-25 da inizio giugno a fine luglio, seguita da una relativa stabilizzazione durata fino ad ottobre. Nel 2020 per la prima volta la presenza di visitatori under 25 alla Galleria degli Uffizi è stata più di un terzo del totale (34,6%). Questo equivale ad una crescita della fascia pari al +24,9% rispetto all’anno precedente. Per la fascia 19-25 si registra un netto salto dal 6,1% (2019) al 14,3% (2020): una crescita del +134,4 % rispetto all’anno precedente. Il picco è stato raggiunto nelle due settimane dopo il 17 luglio, data della visita di Chiara Ferragni agli Uffizi”. Per quanto riguarda il progetto degli Uffizi diffusi, Schmidt ha spiegato che “potrebbe servire da modello anche per altre città d’arte e per altri territori”, ma all’estero “più che l’apertura di sedi distaccate in altri continenti – ha detto – stiamo organizzando e portando all’estero esposizioni, tese anche a suscitare interesse non solo per gli Uffizi stessi, ma per la Toscana e per l’Italia”.Galleria

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Gli ingressi nei primi 100 musei mondiali sono calati del 77%

Gli ingressi nei primi 100 musei mondiali sono calati del 77%

Le visite nei primi 100 musei e gallerie del mondo sono calate del 77% a causa della pandemia. Un sondaggio indica che ci vorranno anni perché tornino ai livelli pre-covid.

Nel 2020 le visite ai primi 100 musei e gallerie del mondo sono calate del 77%. Dai 230 milioni di visitatori del 2019 si è arrivati a 54 milioni a causa delle restrizioni alla mobilità e al turismo imposte dalla pandemia.

Il sondaggio di Art Newspaper mette in evidenza il crollo nel numero di visitatori e i giorni di chiusura imposto dalla pandemia. Il Louvre di Parigi ha mantenuto il primato di museo più visitato al mondo grazie alla mostra su Leonardo da Vinci, prima di chiudere nel febbraio del 2020. Durante l’anno, il Louvre ha avuto 2.7 milioni di visitatori, un calo del 72% rispetto al 2019 che ha comportato una perdita di fatturato stimata attorno ai 90 milioni di euro.

La Tate Modern di Londra, con 1.4 milioni di visite, ha subito un calo del 77%. La galleria è rimasta chiusa per 173 giorni durante il 2020 e ha comunicato di aver perso 56 milioni di sterline in ricavi mancati.

I Musei Vaticani hanno avuto 1.3 milioni di visitatori nel 2020, un calo dell’81% rispetto all’anno precedente. I dati sul numero di giorni di chiusura non sono disponibili.

Alison Cole di Art Newspaper ha detto che l’impatto della pandemia sui musei è stato disastroso e che le prospettive restano poco incoraggianti: “mentre nel Regno Unito si attende fiduciosamente il 17 maggio, la data in cui riapriranno i musei, resta la capacità ridotta dovuta al Covid e il crollo del turismo significa che per i grandi musei passeranno anni prima di tornare ai livelli pre-pandemia”.

Art Newspaper ha calcolato che i principali 100 musei del mondo sono stati chiusi per 41.000 giorni combinati, “112 anni di mancate visite e centinaia di milioni di fatturato in meno”.

Le Gallerie degli Uffizi si trovano al 27esimo posto della classifica. Nel 2020 ci sono stati 659.043 visitatori, il 72% in meno dell’anno precedente. I giorni di chiusura sono stati invece 111. Lo scorso novembre Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, aveva dichiarato che per il museo ogni mese di chiusura equivaleva a una perdita di fatturato pari a 1 milione.

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🎧 Dantedì – In Piazza Signoria installato un albero “Del Paradiso”

🎧 Dantedì – In Piazza Signoria installato un albero “Del Paradiso”

Firenze, Dantedì – In Piazza Signoria installato un albero “Del Paradiso” dell’artista Giuseppe Penone. Alta circa 22 metri, l’installazione, curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune, ed è la più grande scultura mai ospitata nello spazio pubblico del centro storico di Firenze.

La scultura è ‘spuntata’ in piazza Signoria, in occasione del “Dantedì” che quest’anno è anche in occasione del sette-centenario dalla morte dell’autore della Divina Commedia, nel Podcast le dichiarazioni del direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt e del sindaco di Firenze Dario Nardella raccolte da Gimmy Tranquillo.

La dal titolo scultura “Abete”, si può vedere come metafora del Paradiso: cioè “l’albero che vive de la cima / e frutta sempre e mai non perde foglia” (vv. 29-30, Canto XVIII, Paradiso, Divina Commedia), come afferma Cacciaguida degli Elisei per descrivere all’incredulo Dante il luogo in cui si trova.

L’albero per Penone è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant’anni di ricerca. Esso rivela attraverso la sua crescita a cerchi concentrici una forma essenziale, strettamente necessaria alla sua stessa esistenza e al suo stesso sviluppo: è saldamente piantato nella terra ma con i rami protesi verso il cielo.

Il tronco e i rami sono stati realizzati in fusione di acciaio inossidabile, avvolta da un reticolo che conferisce all’installazione un senso ascendente: i 18 elementi che lo formano sono stati modellati in bronzo, con un procedimento di fusione da calchi di bambù.

“Abete” rivela l’interesse di Giuseppe Penone – e collettivo – per gli aspetti ambientali dell’arte, soprattutto nello spazio urbano: qui, secondo l’artista, si sviluppa la continuità tra cultura e natura, tra il tempo della storia e quello della vita, tra passato e presente, perfino in un luogo così fortemente connotato come piazza Signoria a Firenze.

L’installazione, curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune e la collaborazione dell’associazione Arte continua, costituisce un’anticipazione di Alberi In-Versi, mostra dedicata a Penone che le Gallerie ospiteranno dal 1° giugno al 12 settembre prossimi, sempre nell’ambito delle celebrazioni dantesche previste per il 2021.

Lo stesso titolo allude al tema dantesco del “albero che vive della cima”: dunque a questo territorio di confine tra il mondo corporeo e quello concettuale, tra la materia e l’idea, farà riferimento una serie di disegni dell’artista accolti per l’occasione negli spazi delle Gallerie.

Intanto, a tagliare il nastro di Abete, oggi in piazza Signoria, c’erano, tra gli altri, oltre al direttore del museo Eike Schmidt, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella.

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Uffizi, dopo Pasqua al via i lavori per la riapertura del Corridoio Vasariano

Uffizi, dopo Pasqua al via i lavori per la riapertura del Corridoio Vasariano

Inizieranno dopo Pasqua i lavori per l’apertura al pubblico del Corridoio Vasariano. La durata programmata dell’intervento è di 14 mesi.

La Direzione degli Uffizi annuncia i lavori di restauro del Corridoio Vasariano. Inizieranno dopo Pasqua e termineranno tra 14 mesi, permettendo ai visitatori di tornare finalmente a percorrere il corridoio chiuso dal 2016.

Progettata da Giorgio Vasari per consentire ai Granduchi di muoversi dalla loro residenza privata di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio, il Corridoio Vasariano fu realizzato dal Duca Cosimo I de’ Medici nel 1565. I lavori per la sua costruzione durarono appena cinque mesi. Il percorso totale è di 760 metri a partire dal corridoio di Ponente degli Uffizi, fino all’uscita accanto alla Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli.

Dal 1973 fino al 2016 il Corridoio Vasariano ha ospitato la collezione di autoritratti delle Gallerie degli Uffizi. Venne chiuso nel 2016 per questioni di sicurezza e dovrebbe tornare ad essere fruibile l’anno prossimo: la durata dei lavori sulla struttura è stimata in circa 11 mesi, seguiranno poi quelli per il riallestimento e l’apertura al pubblico che dovrebbero andare avanti per circa altri tre mesi.

Le stesse Gallerie degli Uffizi hanno dato notizia dopo la conclusione della fase di aggiudicazione dei lavori, del progetto di restauro, adeguamento e messa in sicurezza, per un valore di gara di circa 7 milioni di euro e costo complessivo di 10 milioni.

In una nota diffusa dal Direttore degli Uffizi Eike Schmidt si annuncia che il Corridoio Vasariano sarà “per la prima volta nella storia aperto democraticamente a tutti – aggiunge poi – sarebbe significativo, e adesso, pandemia permettendo, sta diventando una possibilità concreta, se riuscissimo ad inaugurare il Corridoio Vasariano proprio il 27 maggio 2022”, giorno in cui cade l’anniversario dell’attentato mafioso di via dei Georgofili che nel 1993 provocò 5 vittime e danneggiò gravemente la parte iniziale del Corridoio, oltre a rovinare numerosi quadri degli Uffizi.

Corridoio Vasariano esterno

La riapertura del Corridoio Vasariano, aggiunge Schmidt, è “allo stesso tempo un chiaro segno di speranza nella ripartenza dopo il lungo periodo di chiusure dovute alla pandemia”. Soddisfazione anche da parte del soprintendente ai Beni Archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Firenze, Prato e Pistoia, Andrea Pessina “per l’avvio di un’opera così importante per Firenze che porterà alla creazione di un grande, unico circuito museale“.

In base al progetto presentato nel febbraio 2019, quando fu annunciata la riapertura già per il 2021, il Corridoio non ospiterà più però la celebre collezione di autoritratti – oltre ad altri dipinti per un totale di più di 700 opere destinate ad altri spazi degli Uffizi – ma vi troveranno spazio 30 sculture antiche e una raccolta di iscrizioni greche e romane. Ci saranno anche due memoriali: uno in corrispondenza di via Georgofili, l’altro subito dopo Ponte Vecchio per ricordare la devastazione nazista del 1944. Il Corridoio, si spiega, sarà percorribile in una sola direzione, cioè dagli Uffizi verso Pitti: previsto al momento che al suo interno possa contenere, per ragioni di sicurezza, un massimo di 125 persone in contemporanea.

Il nuovo percorso del Corridoio Vasariano garantirà completa accessibilità per i disabili, con un sistema integrato di rampe, pedane ed ascensori che consentiranno il superamento di ogni dislivello lungo l’itinerario e sarà dotato di servizi igienici; per la prima volta, avrà un impianto di climatizzazione e riscaldamento che ne regolerà in ogni momento la temperatura interna. Il Corridoio Vasariano sarà illuminato a led e sarà interamente videosorvegliato.

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Giani annuncia “legge su Uffizi diffusi”, opere anche all’ Isola d’Elba

Giani annuncia “legge su Uffizi diffusi”, opere anche all’ Isola  d’Elba

Giani ha annunciato che il progetto degli Uffizi diffusi coinvolgerà anche l’isola d’Elba per il suo legame con Napoleone Bonaparte che qui fu in esilio.

“Sono almeno una cinquantina i comuni della Toscana che si sono detti
disponibili” per il progetto degli Uffizi diffusi. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, all’isola d’Elba (Livorno) in occasione di un sopralluogo con il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. “Schmidt – prosegue Giani – sta sviluppando un’opera di selezione, ma è un messaggio che noi come Regione vogliamo raccogliere e faremo una legge sugli Uffizi in Toscana. E ho avuto modo di capire che questa iniziativa di Schmidt è avvalorata proprio dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini che mi ha detto che un’iniziativa simile, togliere le opere dai depositi, la faranno anche loro sul piano nazionale”.

Giani ha annunciato che il progetto degli Uffizi diffusi coinvolgerà anche l’isola d’Elba per il suo legame con Napoleone Bonaparte che qui fu in esilio. “Come non pensare, nel progetto
Uffizi diffusi, a questa realtà che è il forte Falcone per opere che magari si riferiscono al periodo in cui Napoleone qui esaltava le arti”, “potremo dargli il segno di un ricordo della
Toscana proprio nell’isola d’Elba dove rimase per poco più di 10 mesi nel momento in cui fu esautorato”. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione Giani ha spiegato che quest’anno è in programma “la mostra temporanea, poi ci sarà da pensare, strada facendo, a come rendere la cosa più strutturale. Ma per la mostra temporanea ce la possiamo fare per quest’estate quando le opere potranno essere gustate anche da tante persone che affollano l’isola d’Elba per la sua attrazione naturale”.

“Il progetto ‘Uffizi diffusi’ non poteva non toccare Portoferraio – aggiunto in una nota il
presidente della Toscana, Eugenio Giani – città che lo stesso Cosimo I aveva scelto come presidio del Granducato di Toscana nell’Arcipelago. Forte Falcone potrà essere un eccellente
scrigno per una serie di opere strettamente legate ai temi che si intrecciano con la storia dell’Elba e dell’Arcipelago, ad esempio tutte le opere che si riferiscono alla vita e all’opera
di Napoleone Bonaparte, del quale quest’anno ricorrono i 200 anni dalla morte”.

Il presidente ha ricordato che gli stessi Uffizi sono nati come luogo di ‘decentramento’ degli uffici amministrativi da Palazzo Vecchio, dunque è in linea con la loro storia la prospettiva di ‘decentrare’ in alcune prestigiose sedi di varie città toscane parte delle opere d’arte che
costituiscono il patrimonio del museo, ma che attualmente non sono esposte in maniera stabile.

“Gli Uffizi vantano una tale ricchezza di opere d’arte che alcune di esse fino ad oggi sono
state esposte solo in occasione di eventi o mostre temporanee – precisa Giani – mentre grazie a questo progetto la galleria potrebbe espandersi sull’intero territorio regionale e
valorizzare il rapporto tra l’arte, la storia ed il territorio riservando a ciascuna area le opere ad essa più strettamente legate. Penso ai temi napoleonici per l’Elba, alle opere del
primo periodo mediceo per la villa di Careggi, all’Art decò per Montecatini”.

“Sarò molto felice se questo nostro progetto potrà avere un suo proprio quadro normativo e di finanziamento, sarebbe il coronamento e la concretizzazione definitiva di un’operazione che sapevamo fin da subito possedere la capacità di dare risposte e rilancio culturale ai territori toscani”.

Così il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt ha commentato con “entusiasmo” l’annuncio del presidente della Toscana Eugenio Giani sulla legge regionale dedicata agli
Uffizi diffusi.
Durante il sopralluogo all’isola d’Elba (Livorno), fatto, oltre che con lo stesso Giani, insieme al sindaco di Portoferraio Angelo Zini, al portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale Marco Landi e al sindaco di Siena Luigi De Mossi, sono stati visitati gli spazi di Forte Falcone, Villa dei Mulini e Pinacoteca Foresiana.

“L’idea è di organizzare una esposizione temporanea con nostre opere a tema napoleonico, in vista del 5 maggio, dato che quest’anno ricorre il bicentenario della morte di Bonaparte, – ha detto Schmidt – e questi spazi sono idonei ad accoglierla. Ma non vogliamo fermarci qui con le iniziative culturali degli Uffizi diffusi: è necessario andare
oltre ed è quello che faremo”.

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