Lucca: Lega attacca vescovo contrario a ‘sicurezza bis’

Lucca: Lega attacca vescovo contrario a ‘sicurezza bis’

Monsignor Giuletti aveva postato una foto in cui mostra un cartello contro l’approvazione del DL. Montemagni (Lega): “come un Tambellini qualsiasi. E attacca: ” luoghi di culto spesso semivuoti, mentre le piazze con la presenza del ministro Salvini sono sempre pienissime”

“Il vescovo di Lucca non faccia il politico, si adoperi a predicare il Vangelo ed a attrarre più fedeli nelle chiese cittadine”: così il capogruppo della Lega al Consiglio regionale della Toscana, Elisa Montemagni, sul prelato lucchese per una foto riportata oggi da Il Tirreno in cui lo si vede mostrare un cartello di critica al decreto sicurezza bis durante un’iniziativa pubblica in città domenica sera. Nel cartello c’è scritto ‘La disumanità non può diventare legge’. “E’ arrivato da poco, ma subito il nuovo vescovo di Lucca Paolo Giulietti si toglie l’abito talare ed indossa quello di un Tambellini qualsiasi (il sindaco di Lucca, ndr)”, afferma Elisa Montemagni esprimendo il suo “forte disappunto verso questa Chiesa, fortunatamente solo una parte di essa, che pensa quotidianamente a fare bassa politica e non alla cura delle anime dei fedeli che, tra l’altro, a Lucca paiono un po’ scarseggiare, visto che i luoghi di culto sono spesso semivuoti, mentre le piazze con la presenza del ministro Salvini, anche in piena estate, sono sempre pienissime”. “Tra l’altro – conclude la capogruppo leghista in Regione – invito il responsabile della diocesi lucchese a leggere attentamente i 18 articoli del decreto prima di emettere giudizi così trancianti su un documento che vuole garantire maggiore sicurezza e quindi più serenità ai cittadini”.

‘Io sto dalla parte dell’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti e dalla parte della liberta’ di
espressione. Rivendico orgogliosamente di avere votato contro il decreto sicurezza bis del ministro Salvini’ asfferma invece ll presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci

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Lucca: Lega attacca vescovo contrario a ‘sicurezza bis’

Lucca: Lega attacca vescovo contrario a ‘sicurezza bis’

Monsignor Giuletti aveva postato una foto in cui mostra un cartello contro l’approvazione del DL. Montemagni (Lega): “come un Tambellini qualsiasi. E attacca: ” luoghi di culto spesso semivuoti, mentre le piazze con la presenza del ministro Salvini sono sempre pienissime”

“Il vescovo di Lucca non faccia il politico, si adoperi a predicare il Vangelo ed a attrarre più fedeli nelle chiese cittadine”: così il capogruppo della Lega al Consiglio regionale della Toscana, Elisa Montemagni, sul prelato lucchese per una foto riportata oggi da Il Tirreno in cui lo si vede mostrare un cartello di critica al decreto sicurezza bis durante un’iniziativa pubblica in città domenica sera. Nel cartello c’è scritto ‘La disumanità non può diventare legge’. “E’ arrivato da poco, ma subito il nuovo vescovo di Lucca Paolo Giulietti si toglie l’abito talare ed indossa quello di un Tambellini qualsiasi (il sindaco di Lucca, ndr)”, afferma Elisa Montemagni esprimendo il suo “forte disappunto verso questa Chiesa, fortunatamente solo una parte di essa, che pensa quotidianamente a fare bassa politica e non alla cura delle anime dei fedeli che, tra l’altro, a Lucca paiono un po’ scarseggiare, visto che i luoghi di culto sono spesso semivuoti, mentre le piazze con la presenza del ministro Salvini, anche in piena estate, sono sempre pienissime”. “Tra l’altro – conclude la capogruppo leghista in Regione – invito il responsabile della diocesi lucchese a leggere attentamente i 18 articoli del decreto prima di emettere giudizi così trancianti su un documento che vuole garantire maggiore sicurezza e quindi più serenità ai cittadini”.

‘Io sto dalla parte dell’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti e dalla parte della liberta’ di
espressione. Rivendico orgogliosamente di avere votato contro il decreto sicurezza bis del ministro Salvini’ asfferma invece ll presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci

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Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

“Un atto che riguarda la persona e la sua dignità e che rimarca i diritti inviolabili dell’essere umano, soprattutto di chi ha estremo bisogno”. Così il presidente della commissione regionale Sanità, Stefano Scaramelli (Pd) ha sintetizzato in Aula il cuore della proposta di legge regionale “Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”. In aula Lega con magliette ‘prima i toscani’.

La proposta di legge illustrata che modifica la normativa regionale già in vigore per l’accoglienza, l’integrazione e la cura dei cittadini stranieri in Toscana riguarda, come riporta Scaramelli: “6mila 700 persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 3mila che potrebbero essere coinvolte dall’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario”.

L’atto, presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto sicurezza dell’ottobre 2018, ha l’obiettivo di garantire i bisogni essenziali delle persone, fornendo a tutti tutela sanitaria, alimentazione e ricovero. Anche nel caso di coloro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto del governo nazionale, rischiano di rimanere senza assistenza, cercando di colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio.

“Un lavoro attento e puntuale” – ha detto Scaramelli – ringraziando la Giunta regionale “per il percorso di condivisione e di ascolto con i soggetti del terzo settore, del mondo no-profit” che ci “ha visto fare un ragionamento preciso sullo stato dell’immigrazione anche rispetto al bisogno delle persone in quanto tali”.

L’obiettivo è rendere possibile quella rete di interventi, già attivi in Toscana, che a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. In particolare, si vuole garantire alle persone prive del permesso di soggiorno, ma che dimorano nella nostra regione, l’accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche di carattere continuativo; le prestazioni socio-assistenziali, compreso l’accesso a sistemazioni temporanee di accoglienza; per i minori, l’accesso all’istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia.

“Con questo provvedimento la Toscana vuole garantire a tutti – ha commentato Scaramelli – i diritti fondamentali, senza strumentalizzazioni, e vuole mettere in grado i Comuni e il terzo settore di agire in questo senso”. Scaramelli ha poi ricordato alcuni numeri “sono 6mila 700 le persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e l’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario ne coinvolgerà circa 3mila che potrebbero trovarsi da un giorno all’altro fuori regola rispetto alle norme nazionali. È per tutelare tutti i cittadini toscani che dobbiamo assistere anche quelle 3mila persone presenti sul nostro territorio, generando sicurezza sanitaria, sociale, assistenziale”.

“Con questa norma – conclude Scaramelli – la Toscana non vuole sfidare il Governo, ma lavorarci insieme e ribadisce la sua tradizione di terra di inclusione e di aiuto verso l’altro con la consapevolezza che l’altro non è mai un’insidia o un problema ma una persona che va aiutata e questo è un dovere istituzionale”.

Sei consiglieri regionali toscani della Lega si sono presentati stamani nell’aula dell’Assemblea regionale indossando magliette con la scritta ‘prima i Toscani’. Sono Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Luciana Bartolini, Roberto Biasci, Marco Casucci e Elisa Montemagni.
L’atto, contestato dai consiglieri della Lega e discusso in Aula oggi, è stato presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto Sicurezza voluto del ministro Matteo Salvini.

consiglieri lega
Foto tratta da Facebook

I consiglieri della Lega che protestano oggi, già in commissione avevano espresso voto contrario. Con riferimento alla stessa pdl, ieri i consiglieri di Fi Maurizio Marchetti e Marco Stella hanno presentato un ordine del giorno collegato per chiedere alla Giunta di ‘predisporre e sottoporre al Consiglio regionale entro il termine di 30 giorni una proposta di legge che attribuisca ai cittadini toscani pari garanzie di accesso a servizi e prestazioni rispetto a quelle assicurate alla platea di stranieri presenti nel territorio toscano’

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Rom: Consiglio Regionale approva mozione integrazione

Rom: Consiglio Regionale approva mozione integrazione

La Giunta della Regione Toscana si impegni a “istituire una cabina di regia regionale sulle politiche di gestione e integrazione delle comunità rom presenti sul territorio toscano, coinvolgendo prefetture e Comuni interessati, perché venga favorita l’inclusione sociale e garantito il rispetto dei doveri, della legalità e della dignità umana, a partire dall’accesso a educazione e istruzione per i minori”.

Lo prevede una mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale, prima firmataria Alessandra Nardini (Pd), che ha registrato il voto contrario di Lega e Forza Italia. Il testo è stato sottoscritto anche da Andrea Pieroni (Pd), Serena Spinelli (capogruppo Mdp) e Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra).

Secondo Nardini, il problema dovrebbe essere gestito con una serie di soggetti interessati tra cui “il garante per l’infanzia, l’ufficio scolastico regionale e i servizi socio-sanitari, le parti sociali, i soggetti del terzo settore e gli ulteriori soggetti potenzialmente interessati”.
Nardini ha infine ricordato che “la Regione Toscana da sempre si è contraddistinta per aver perseguito un modello di società solidale, nella quale si garantiscono pari dignità, diritti e doveri a tutti i cittadini”.

La mozione, illustrata in aula da Nardini, parte dallo sgombero del campo nomadi di Navacchio, nel comune di Cascina (Pisa), il 17 dicembre 2018, che ha interessato circa 40 rom, di cui 25 minori. “Non mancarono ovviamente le foto gioiose della sindaca leghista Ceccardi sulle macerie, accanto alla ruspa – ha detto Nardini – in una grottesca manifestazione di propaganda sotto le quali rimanevano intatte le criticità”. La decisione di sgombero, si legge nella mozione, non fu concordata con gli enti locali.

La mozione ha stimolato un lungo dibattito in aula. Monica Pecori (Gruppo misto), ha chiesto di sottoscrivere la mozione di cui condivide i valori, mentre non condivide “assolutamente le ruspe e la cultura della ricerca del nemico”. Jacopo Alberti (Lega) ha chiesto innanzitutto come mai la mozione non fosse rinviata in commissione, visto il riferimento nel titolo “alle famiglie e i minori sgomberati dal Comune di Cascina”, ovvero a “una questione prettamente locale e non di interesse regionale”. Per Tommaso Fattori (capogruppo Sì Toscana a sinistra) il testo di riferisce a questioni “relative alla Regione Toscana nel suo insieme”, e quindi “propone una soluzione di tipo generale”. “La mozione è da discutersi in aula e chiedo di poterla firmare”, ha concluso.

La capogruppo della Lega Elisa Montemagni ha detto di poter “essere d’accordo sulla cabina di regia, ma non sulla strumentalizzazione di temi che sono delicati”. A Cascina (Pisa), “ci sono campi che sono stati sgomberati perché ci sono bambini che non possono stare nello sporco”. Per Antonio Mazzeo (Pd) “non si può spostare persone di qualunque genere, colore e razza, da una parte all’altra solo per continuare a fare slogan e campagna elettorale continua”. Serena Spinelli (capogruppo Mdp) ha affermato che “difendere queste popolazioni non porta consenso, è una battaglia che si fa sulla valutazione etica e morale. Ritornare a occuparsi” di questi temi “in maniera non strumentale, ma mettendo al centro i diritti delle persone, è una cosa importante”. Giacomo Giannarelli (capogruppo M5s), ha proposto di togliere il riferimento al caso specifico di Cascina dal titolo della mozione, soluzione accettata da Nardini. La mozione è stata così votata.

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Strage Viareggio, capogruppo Lega: “Tragedia doveva essere evitata”

Strage Viareggio, capogruppo Lega: “Tragedia doveva essere evitata”

Lo ha affermato il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Elisa Montemagni in merito all’arringa dell’avvocato difensore dell’ad di Fs e Rfi Giorgio Moretti al processo d’appello sulla Strage di Viareggio.

“Pur rispettando e comprendendo il compito di un avvocato difensore, ritengo davvero fuori luogo l’affermare che il disastro ferroviario di Viareggio, praticamente ‘non potesse essere evitato’. Immagino cosa avranno provato nel sentire questa frase, i parenti delle trentadue vittime. E’ come negare l’evidenza di una tragedia che si è concretizzata nella notte di quel tristissimo 29 giugno 2009, quando la vita di tante persone venne improvvisamente interrotta e tante famiglie ne subirono pesanti ed insanabili conseguenze”. Lo afferma il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Elisa Montemagni in merito all’arringa dell’avvocato difensore dell’ad di Fs e Rfi Giorgio Moretti al processo d’appello sulla Strage di Viareggio.

“Anche sottolineare, come ha fatto il difensore dell’ex amministratore delegato Elia – sottolinea Montemagni in una nota – che la sentenza emessa sia affetta da ‘populismo giudiziario’ ci lascia alquanto perplessi, perché è chiaro che i giudici ricerchino la verità e non un colpevole a prescindere, da dare in pasto ai mass media”. “Nel ribadire la piena fiducia nella magistratura – conclude -, non smetteremo, però, mai di stare dalla parte dei familiari delle vittime di una strage che, secondo noi, a differenza di quello che pensa il legale, poteva e doveva essere assolutamente evitata”.

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