Casa: via libera in Toscana a nuova legge su edilizia residenziale pubblica

Casa: via libera in Toscana a nuova legge su edilizia residenziale pubblica

Casa: l’Aula di palazzo del Pegaso ha detto si’ alla legge di modifica alle Disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica. Per l’accesso all’ERP si elimina il criterio dei cinque anni sul territorio regionale come condizione di accesso al beneficio dell’alloggio, ma si introduce una più articolata premialità nella formulazione della graduatoria per la residenza, già a partire dai tre anni di residenza o attività lavorativa.

Il testo emendato, dopo un lungo dibattito, e’ stato approvato con 23 voti favorevoli e 11 astensioni, dopo aver trovato la sintesi in un emendamento – prima firmataria Elisa Montemagni (Lega) e sottoscritto anche dal presidente del gruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli – che prevede l’obbligo per i cittadini (ad esclusione di coloro in possesso dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria), e che non autocertificano residenza fiscale in Italia, di presentare documentazione reddituale e patrimoniale del paese in cui hanno la residenza fiscale. Nelle dichiarazioni di voto, il consigliere Diego Petrucci (FdI), rivendicando la dignita’ del Consiglio regionale e il lavoro svolto in aula e in commissione, si e’ soffermato sulla importante modifica avanzata dal proprio gruppo, che premia la storicita’ della residenza. “Abbiamo modificato in meglio il testo della Giunta regionale e annunciamo il nostro voto di astensione”, ha detto.

Stessa espressione di voto anche per Elisa Montemagni (Lega): “abbiamo evoluto la nostra posizione, dall’iniziale e obbligato ostruzionismo all’astensione motivata, su un testo ancora perfettibile, ma che rende comunque equo l’accesso ai bandi”. “Abbiamo tutti collaborato e continueremo a lavorare insieme”, ha concluso la consigliera. “Apprezzo l’approdo al quale siamo arrivati e la maturazione dei colleghi della Lega”, cosi’ il presidente del gruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli: “c’e’ spazio e possibilita’ di lavorare per la casa, che e’ una priorita’ per la Toscana“. Il consigliere ha concluso sottolineando come la legge si rendesse necessaria dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, che rischiava di mettere in seria difficolta’ i Comuni nell’approvazione dei bandi. Di “punto di incontro positivo” ha parlato anche il vicepresidente del Consiglio Stefano Scaramelli (Iv): “il Consiglio regionale nel suo complesso ha fatto un buon lavoro, l’edilizia residenziale pubblica e’ una sfida da vincere insieme”. Anche il presidente dell’Assemblea toscana, Antonio Mazzeo, nel chiudere i lavori, ha ringraziato tutte le forze politiche per l’operato.

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Vaccini: Toscana; opposizioni, verso commissione inchiesta

Vaccini: Toscana; opposizioni, verso commissione inchiesta

La richiesta che avvia iter per l’istituzione della  commissione, a firma Fdi, Fi, M5s e Lega è stata depositata oggi

Depositata in ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sul piano vaccinale: lo annunciano i partiti di opposizione dell’Assemblea spiegando che tale richiesta avvia automaticamente l’iter di costituzione della commissione.

“Oggi abbiamo istituito la commissione d’inchiesta regionale sul piano vaccinale grazie al sostegno di tutte le forze di opposizione – dichiara in una nota il capogruppo di Fdi Francesco Torselli -. Finalmente, anche gli altri partiti hanno capito che quella speciale serviva soltanto a distogliere l’attenzione dai reali problemi e che costituiva un alibi per il Pd per non individuare i reali responsabili della più disastrosa campagna vaccinale d’Italia”.

La capogruppo della Lega Elisa Montemagni spiega che “fin dall’inizio, come gruppo consiliare abbiamo detto che la Commissione speciale non avrebbe escluso quella d’ d’inchiesta, proprio perché hanno due funzioni e due tempistiche di azione diverse. Visto il fallimento della prima per dinamiche a noi del tutto estranee, sosteniamo adesso la commissione d’inchiesta con ancora maggior convinzione”. “Servono chiarezza e trasparenza – sostiene Marco Stella, capogruppo di Fi -, e per questo diciamo un sì convinto”.

“Arrivati a questo punto – sottolinea la capogruppo M5s Irene Galletti – è necessaria la totale trasparenza su quello che è avvenuto in una campagna vaccinale troppe volte salita ai disonori della cronaca: e politicamente possiamo averla ormai solo così. Secondo il regolamento del Consiglio regionale le commissioni di inchiesta sono istituite anche senza voto consiliare, con deliberazione dell’ufficio di presidenza del Consiglio, quando ne faccia richiesta un numero di consiglieri di minoranza pari ad almeno un quinto dei componenti dell’Assemblea.

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Inchiesta Dda: Toscana verso abrogazione emendamento pro-concerie

Inchiesta Dda: Toscana verso abrogazione emendamento pro-concerie

 Via libera all’unanimità dalla commissione ambiente del Consiglio regionale della Toscana alla proposta di legge che cancella l’emendamento relativo alla depurazione industriale dei fanghi, finito all’attenzione della Dda di Firenze per reati ambientali emersi nelle inchieste sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta

L’emendamento, secondo le indagini, avrebbe dovuto sottrarre il consorzio Aquarno dall’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione di integrazione ambientale (Aia). Ora la Regione vuole superarlo. Il provvedimento dalla Commissione passa questo punto all’esame dell’aula. La commissione ha licenziato il testo dopo una seduta di approfondimento alla quale hanno partecipato, spiega una nota, anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, l’assessore all’ambiente Monia Monni e l’avvocato generale della Regione Lucia Bora. “Come ci eravamo impegnati a fare con i colleghi della minoranza – afferma Lucia De Robertis (Pd), presidente della commissione – stamani abbiamo approfondito tutti quegli aspetti che da loro erano stati evidenziati. Molte le domande, molte le risposte chiarificatrici arrivate, che ci consentono di portare il provvedimento all’esame del Consiglio nella prossima seduta, come da impegni presi”.

Intervenendo in commissione il presidente della Toscana Eugenio Giani ha spiegato che l’emendamento sarà abrogato perché “superfluo alla luce delle valutazioni attuali, dell’esaustiva relazione resa dall’assessore Monni in aula ad aprile e anche dal fatto che non ha prodotto alcun effetto”. Nel corso della seduta, spiega una nota, è stata riproposta, dal vicepresidente della commissione Alessandro Capecchi (Fdi), dalla capogruppo della Lega Elisa Montemagni e dal portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega), la domanda inerente i motivi per cui la Regione ha deciso di difendersi contro l’impugnativa del Governo. E il motivo per cui, dopo alcuni mesi, si è invece deciso di abrogare la norma oggetto della stessa impugnativa. L’avvocato generale della Regione, Lucia Bora, ha spiegato come sia prassi costituirsi in giudizio. “Si difendono gli atti qualsiasi essi siano – ha precisato – e dopo si verifica la possibilità di un superamento dei motivi del contenzioso”. Bora ha anche fatto presente che l’impugnativa è arrivata ad agosto, e che i tempi previsti per la risposta regionale sono strettissimi. “Abbiamo scritto una memoria difensiva e basilare, non un parere – ha aggiunto -, perché la redazione dell’emendamento in questione non aveva coinvolto gli uffici della Giunta e perché c’era da difendere il sistema di depurazione misto molto diffuso in Toscana, potenzialmente messo a rischio dall’impugnativa”. “Non è mai accaduto – ha poi concluso – che la Regione non si sia difesa da una impugnativa”. Circa le richieste avanzate dai commissari di minoranza sulle domande di autorizzazione, presentate alla Regione, e basate sull’emendamento del 2020, che a detta del vicepresidente Capecchi “sarebbero almeno tre”, Monni ha chiarito: “Agli uffici non arrivano richieste di applicazione di una norma”

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Consiglio respinge sfiducia a Bezzini. No Commissione inchiesta, approvata quella speciale

Consiglio respinge sfiducia a Bezzini. No Commissione inchiesta, approvata quella speciale

Consiglio regionale della Toscana: con 25 voti contrari e 16 favorevoli è stata bocciata la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro l’assessore alla Sanita’ Simone Bezzini. Bocciata anche la Commissione di Inchiesta su vaccini proposta da FdI, M5S e FI, passa invece l’Istituzione di una Commissione speciale proposta dalla Lega.

La mozione per esprimere “il proprio non gradimento nei confronti dell’assessore al Diritto alla salute e sanita’, Simone Bezzini, dimostratosi “inadeguato al ruolo in questo momento storico” e’ stata respinta a maggioranza. L’atto, presentato dal gruppo della Lega con prima firmataria la capogruppo Elisa Montemagni, ha visto i 25 voti contrari della maggioranza (Pd, Italia viva) e i 16 voti favorevoli di tutte le forze di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle e Forza Italia).

L’aula  a maggioranza ha respinto inoltre la proposta di delibera che chiedeva l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta per “verificare le misure messe in atto dalla Giunta e dal Sistema sanitario regionale, degli atti e dei criteri seguiti per contrastare la pandemia da Covid-19 e in particolare gli acquisti e forniture dei Dpi e l’organizzazione, gestione e verifica della campagna vaccinale”. Hanno votato a favore i gruppi proponenti (Fratelli d’Italia, M5s e Forza Italia), contrario il Pd, astenuta la Lega e non ha partecipato al voto il gruppo di Italia Viva. Il primo firmatario Francesco Torselli (FdI)  ha annunciato che riproporra’ l’istituzione della commissione all’Ufficio di presidenza.

Approvata infine, per la durata di tre mesi e rinnovabile una sola volta, la Commissione Speciale “per il sostegno, il monitoraggio e controllo della campagna vaccinale per la prevenzione delle infezioni da Sars-Cov-2”. E’ quanto chiedeva la proposta di delibera presentata dalla capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, e approvata dal Consiglio regionale con il voto contrario di Fratelli d’Italia. Nel corso del voto sono stati approvati anche alcuni emendamenti proposti dal M5s, da Italia Viva e dal Pd. “Con questa commissione intendiamo metterci in gioco, dare un accelerata al piano vaccinale e tenere sotto controllo l’operato della Giunta regionale”, ha sottolineato Montemagni. Alla commissione sono attribuite una serie di funzioni. La prima di esse e’ quella di “attivita’ di supporto e controllo circa le decisioni della Giunta” in merito alla campagna vaccinale per verificarne “la coerenza tra le attivita'” messe in atto sia col “rispetto del Piano nazionale dei vaccini”, sia col rispetto alla risoluzione 15/2020 a suo tempo proposta dalla commissione Sanita’ e votata dal Consiglio regionale.

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