🎧 Festa Toscana, Mazzeo: “Noi dalla parte giusta della storia e dobbiamo continuare ad esserlo”

🎧 Festa Toscana, Mazzeo: “Noi dalla parte giusta della storia e dobbiamo continuare ad esserlo”

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, in occasione della seduta solenne del Consiglio per la Festa della Toscana, in corso al cinema ‘La compagnia’ a Firenze.  Giani e Nardella scrivono a Governatore Oahio per chiedere abolizione pena morte

“La Toscana ha scelto sempre di stare dalla parte giusta della storia, e noi dobbiamo continuare a fare lo stesso, portando con forza il tema dei diritti al centro della nostra azione. La Toscana vuole essere all’avanguardia anche nella lotta ai linguaggi d’odio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, in occasione della seduta solenne del Consiglio per la Festa della Toscana, al cinema ‘La compagnia’ a Firenze. L’appuntamento quest’anno è intitolato “Dall’abolizione della pena di morte alla lotta ai linguaggi d’odio: la Toscana terra di diritti”.

“Ai ragazzi e le ragazze più giovani dico di non voltarsi mai dall’altra parte se un loro coetaneo è molestato in rete o dal vivo – ha aggiunto -. Avete visto che cosa è successo alla giornalista Greta Beccaglia qualche giorno fa, questo è solo un caso piccolo rispetto alla violenza che ogni giorno tante donne e tanti uomini ancora subiscono”.

Mazzeo ha spiegato che si tratta di “una sfida culturale, oggi è l’inizio, noi vogliamo andare nelle scuole, portare avanti questa battaglia culturale che non ha colori politici ed è di tutta l’assemblea legislativa. Lo vogliamo fare dicendo che la Toscana è una terra che non odia, è una terra che sui diritti vuole essere all’avanguardia, ed è una terra che guarda con speranza al futuro”. “Oggi non viviamo questo giorno come una ricorrenza – ha detto ancora – ma come un momento in cui guardiamo con speranza al futuro ed in cui tramandiamo i nostri valori alle generazioni più giovani”.

Sulle parole della senatrice a vita Lilia Segre “sono concetti che devono essere un monito per tutti e ci indicano la strada da seguire. Oggi le violenze che vediamo a poche centinaia di km da noi, quello che sta accadendo sul confine fra Polonia e la Bielorussia, danno il senso dell’impegno che noi dobbiamo prenderci”.

l discorso d’odio “è esploso negli ultimi anni perché i social hanno permesso questo. I social sono strutturati per far proliferare il discorso d’odio. Se non riusciremo a costruire un sistema che trovi una soluzione all’utilizzo del discorso d’odio in qualsiasi ambito della società noi diventeremo incapaci di affrontare anche i problemi più semplici. Ci mancherà il linguaggio per farlo”. Questo quanto ha invece dichiarato  Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, in occasione della seduta solenne del Consiglio regionale per la Festa della Toscana.

Russo ha parlato proprio del collegamento tra hate speech e il percorso per l’abolizione della pena di morte: “Così come la pena di morte è l’esempio di uno stato che nega i diritti umani nella sua essenza – ha spiegato -, così il proliferare incontrollato del discorso d’odio nelle nostre relazioni rappresenta un rischio mortale per la convivenza pacifica, armonica, per una vita condotta nel rispetto dei diritti umani”. “È sempre più difficile – ha concluso – trovare una giustificazione per uno stato che decide di uccidere una persona, non importa quale sia il reato commesso. Amnesty dice che non si ha giustizia attraverso l’esecuzione della pena capitale: anzi, dire che una persona è stata giustiziata significa usare in modo improprio il termine giustizia”.

“La Festa della Toscana ha il messaggio di rievocazione storica ma soprattutto di proiezione verso il futuro. Fummo il primo Stato al mondo 235 anni fa ad abolire la pena di morte: oggi è abolita in 106 Paesi del mondo su circa 200 Stati: questo significa che ancora più della metà della popolazione della terra vive in paesi in cui l’ordinamento penale chiede, seppur come extrema ratio, la pena di morte”. Questo quanto affermato dal  presidente della Toscana Eugenio Giani,. Giani ha ricordato che, causa Covid, l’anno scorso non era stato possibile festeggiare questo evento. “I valori di civiltà, dei diritti, della libertà che la Toscana seppe esprimere per prima 235 anni fa sono attuali – ha aggiunto -. Ci sono ancora giudici che possono condannare alla pena capitale. Il tutto salvo poi scoprire, magari anni dopo, che si tratta di un errore giudiziario. Una vita umana deve vivere il suo percorso naturale, fino alla fine, anche con la possibilità di poter rieducare se stessi e rendersi conto dello sbaglio che si è fatto. Il rispetto dell’uomo è uno dei salti di qualità della civiltà umana”. Tra le iniziative anche il corteo dei Gonfaloni verso Palazzo Vecchio con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo che ha consegnato ai sindaci la bandiera della Regione.

Nel file audio una parte dell’intervento del Presidente del Consiglio Regionale ANTONIO MAZZEO

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