Empoli: 1500 in piazza contro gassificatore

Empoli: 1500 in piazza contro gassificatore

La protesta  contro  il progetto, promosso da Alia, di realizzazione nella zona industriale del Terrafino a Empoli  di un impianto di trasformazione dei rifiuti in metanolo e idrogenoAl corteo non erano presenti ufficialmente partiti politici, anche se sui social ci sono state varie prese di posizione.

Il corteo, organizzato da alcuni comitati, ha avuto inizio di fronte alla stazione ferroviaria di Empoli per poi snodarsi delle vie del centro fino a raggiungere piazza della Vittoria, sede del comizio finale. Alla fine, secondo i dati della questura, sono stati in circa  1.500 a partecipare alla protesta contro il progetto di rigassificatore, promosso da Alia.

L’impianto dovrebbe sorgere di realizzazione nella zona industriale del Terrafino  a Empoli. Si tratterebbe di  un impianto di trasformazione dei rifiuti in metanolo e idrogeno.

Tra i manifesti che sono stati mostrati alcuni in cui veniva evocato il dissenso da parte di residenti delle frazioni a ovest di Empoli, non distanti dall’area individuata per l’impianto, e richieste di partecipazione a un percorso di confronto pubblico, ipotesi che comunque i sindaci dell’Empolese Valdelsa hanno indicato in un recente comunicato congiunto.

Al corteo non erano presenti ufficialmente partiti politici, anche se sui social ci sono state varie prese di posizione. “Decisioni fondamentali per i cittadini prese senza nessun processo partecipativo”, scrive per esempio la capogruppo in consiglio comunale a Empoli del M5s, Anna Baldi, mentre l’omologo di Fdi, Andrea Poggianti, descrive quello che ha manifestato “un popolo depositario di fondate perplessità di salute, impatto paesaggistico e sicurezza ambientale su un progetto fumoso e di portata gigantesca che inciderà per il futuro degli attuali residenti e delle prossime generazioni”.

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Anpas: “Maltempo a Stabbia, i residenti prendono a male parole i volontari”

Anpas: “Maltempo a Stabbia, i residenti prendono a male parole i volontari”

Firenze, l’Anpas Toscana, che riunisce le Pubbliche assistenze, denuncia con un comunicato che suoi volontari sono stati presi a male parole durante gli interventi di soccorso per il maltempo di Ferragosto a Stabbia, località vicino a Empoli.

È comprensibile la rabbia per i danni subiti, ma sfogarsi contro il volontariato non è accettabile”, sottolinea Anpas riportando alcune frasi subite dai volontari tipo “Se siete venuti qui per parlare al telefonino potete anche andarvene”, “avete attrezzature del 1500, e pensare che paghiamo le tasse per mandarvi in giro”, “Non sapete neanche quello che state facendo”. I volontari della protezione civile sono intervenuti in piena notte a Stabbia, frazione di Cerreto Guidi incontrando i residenti che “si sono sfogati inveendo nei loro confronti”.

C’erano molti ‘veterani’ di maxi-emergenze, spiega Anpas, “volontari che hanno donato il tempo libero e prestato servizio nei campi di accoglienza dei senza tetto all’Aquila, ad Amatrice, o hanno spalato il fango nell’alluvione di Livorno. C’erano anche volontari che erano già intervenuti anni fa sempre a Stabbia, quando una tromba d’aria scoperchiò i tetti in eternit di quasi tutti i capannoni della zona industriale seminando la sostanza tossica a frammenti in mezzo alle strade”.

“Comprendiamo le difficoltà dei residenti di Stabbia – ha detto il responsabile della protezione civile di Anpas Toscana, Roberto Poggiani – sappiamo i danni e gli allagamenti di quel territorio. Sono stato informato dai nostri volontari presenti sul posto di quello che è accaduto. Sfogarsi contro i volontari però non è accettabile. E neanche lo sfottò a chi viene ad aiutare. Con le attrezzature che le associazioni hanno acquisito senza chiedere soldi ai contribuenti, ma per aiutarli in maniera disinteressata. L’intervento di protezione civile avviene con modalità che prevedono un piano preciso e tempi di intervento predefiniti. Le squadre lavorano col coordinamento delle istituzioni. E non su richieste estemporanee dei cittadini. Come è successo ieri, e come succederà oggi e domani”.

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Nursind, al pronto soccorso di Empoli, situazione grave

Nursind, al pronto soccorso di Empoli, situazione grave

Empoli, il sindacalista del Nursind, Gianni Piccini, denuncia le difficoltà all’interno della struttura di emergenza/urgenza collegata all’ospedale ‘San Giuseppe’.

“Questa mattina al pronto soccorso – fa sapere il sindacalista di Nursind – stazionano 80 persone fra persone visitate, in attesa di controllo o aspettando che si liberi un posto nei reparti. Ci sono già 19 letti virtualmente occupati con le dimissioni che verranno effettuate dal primo pomeriggio di oggi”.

“Ci sono pazienti che da oltre 30 ore sono sulle barelle del pronto soccorso per mancanza di posti letto nello scorso weekend – prosegue Piccini -, a questo si aggiunge come da oltre 24 ore l’area Covid sia satura. Servono dei metodi per tamponare questa situazione: in questo momento per medici e infermieri diventa difficile fornire notizie con frequenza ai pazienti che sono all’interno. Abbiamo informazioni di aggressioni verbali a personale ospedaliero, in particolar modo agli infermieri che si occupano del triage al pronto soccorso”.

Secondo il Nursind, questa situazione è dovuta al fatto che “ci sono alcuni reparti chiusi come le cure intermedie dell’ospedale di San Miniato (Pisa) e altri del nosocomio empolese, oltre alle carenze del personale dovute ai contagi del Covid e alle ferie, le quali negli ultimi due anni si sono notevolmente accumulate”.

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