Morte Erika Lucchesi: amico consumò droga dello stesso pusher

Morte Erika Lucchesi: amico consumò droga dello stesso pusher

Uno degli amici di Erika Lucchesi, la 19enne morta dopo aver accusato un malore in una discoteca di Sovigliana nel comune di Vinci, avrebbe consumato pasticche di ecstasy fornite dallo stesso spacciatore, e per questo probabilmente appartenenti alla stessa partita di quelle che poi avrebbero provocato il decesso della giovane livornese.

Questo è quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri: secondo quanto ricostruito finora, l’amico avrebbe acquistato le pasticche dal pusher, e poi, all’interno della discoteca, ne avrebbe consumate alcune per sé, cedendone altre a Erika Lucchesi.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, c’è quella che, oltre ai danni causati all’organismo da droga sintetica, a provocare subito il decesso immediato, fulmineo, della ragazza sia stata la quantità assunta, dalle tre alle quattro pasticche secondo le testimonianze raccolte.

Dall’autopsia, in base a quanto appreso, sarebbe emerso un quadro compatibile con un’intossicazione da stupefacenti sebbene l’esatta causa della morte potrà essere stabilita solo in base ai risultati degli esami tossicologici che daranno il riscontro scientifico necessario a stabilire se ci sono sostanze chimiche presenti nell’organismo della vittima compatibili con pasticche stupefacenti.

L’amico della giovane è indagato nell’inchiesta per la morte della ragazza con le accuse di spaccio e morte in conseguenza di altro reato. E’ uno dei tre indagati insieme allo spacciatore e alla legale rappresentante della discoteca Jaiss.

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Erika: palloncini bianchi e rosa per l’ultimo saluto a Livorno

Erika: palloncini bianchi e rosa  per l’ultimo saluto a Livorno

Si sono svolti ieri  pomeriggio nella parrocchia dei Salesiani a Livorno i funerali di Erika Lucchesi, la 19enne morta dopo aver accusato un malore in una discoteca di Sovigliana di Vinci (Firenze) la notte fra il 19 e il 20 ottobre.

Grande commozione all’interno della chiesa mentre, al passaggio del feretro di Erika, circa 200 persone hanno fatto volare in cielo palloncini bianchi e rosa. Nella parrocchia, intorno ai
familiari, si sono stretti tanti amici della giovane e quanti hanno voluto darle l’ultimo saluto.

Per la morte di Erika al momento ci sono 3 indagati: il legale rappresentante del locale, il presunto spacciatore e una terza persona. Le accuse contestate sono quelle di morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

I tre sono indagati per la morte della 19enne avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca di Sovigliana a Vinci (Fi). La procura contesta in particolar modo al rappresentante legale di non aver impedito ciò che sarebbe stato giuridicamente obbligato a impedire per la sua qualifica, ossia il presunto episodio di spaccio che poi avrebbe portato alla morte della giovane.
Il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga poi consumata dalla giovane è stato individuato ed è al momento irreperibile. Questo pomeriggio il pm titolare delle indagini, Fabio Di Vizio, conferirà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della ragazza.
In merito alle tempistiche dei soccorsi, la Asl Toscana centro fa sapere che sono trascorsi dodici minuti fra la prima chiamata al 118 e l’arrivo dell’ambulanza infermieristica. Diciannove minuti, invece, il tempo trascorso da quella stessa prima chiamata e l’arrivo dell’auto col medico a bordo.
Secondo la Asl, la prima chiamata alla centrale operativa del 118 di Empoli-Pistoia è arrivata alle 3.13 della notte fra sabato e domenica scorsi. I mezzi di soccorso erano stati attivati dalla centrale operativa tra le 3.16 e le 3.17. Una seconda chiamata, in cui si avvisava che la 19enne era in arresto cardiaco, è arrivata alle 3.20. Alle 3.25 è arrivata alla discoteca la prima ambulanza infermieristica. Alle 3.32 l’arrivo dell’automedica, e alle 3.37 una seconda ambulanza con soli soccorritori.

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Erika: test tossicologici saranno decisivi per stabilire causa morte

Erika: test tossicologici saranno decisivi per stabilire causa morte

Durante l’esame autoptico, dal cadavere della 19enne sono stati prelevati tessuti per sottoporli ai test di laboratorio necessari a riscontrare se ci sono nell’organismo sostanze chimiche riconducibili all’assunzione di droghe.

E’ di 60 giorni il termine che i medici legali devono rispettare per stilare la relazione sull’autopsia sulla salma di Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno, morta nella discoteca Jaiss di Sovigliana di Vinci (Firenze) la notte tra il 19 e il 20 ottobre scorsi, probabilmente per l’assunzione di droghe sintetiche e di alcol.
L’autopsia – che si è conclusa ieri sera a Medicina legale a Firenze – consta di due relazioni disposte dal pm Fabio Di Vizio, una medico legale, l’altra tossicologica. La seconda in particolare può chiarire se il decesso è stato causato da droghe. Alcuni testimoni infatti hanno riferito ai carabinieri di aver visto ingerire da due a quattro pasticche di droga sintetica, tipo ecstasy, a Erika. Anche rispetto a questo c’è l’esigenza probatoria di stabilire se c’è un rapporto tra assunzione di droga e decesso, e l’autopsia porrà dei punti fermi su questo.
Durante l’esame autoptico, dal cadavere della 19enne sono stati prelevati tessuti per sottoporli ai test di laboratorio necessari a riscontrare se ci sono nell’organismo sostanze chimiche riconducibili all’assunzione di droghe. Se la perizia medico legale sembra escludere traumi esterni, quella tossicologica dirà nel giro di un paio di mesi quale è stato l’impatto mortale degli stupefacenti sulla 19enne.
Sulla morte della ragazza nella discoteca di Vinci (Firenze) il pm Di Vizio ha aperto un fascicolo che, per ora, ha tre indagati: la rappresentante legale del locale, lo spacciatore che ha venduto la droga e un amico di Erika Lucchesi. Le indagini dei carabinieri proseguono.

 

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Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Tre sono gli indagati per la morte di Erika Lucchesi. Della procura di Firenze risultano indagati il legale rappresentante del locale, il presunto spacciatore e una terza persona. Le accuse contestate sono quelle di morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

I tre sono indagati per la morte della 19enne avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca di Sovigliana a Vinci (Fi). La procura contesta in particolar modo al rappresentante legale di non aver impedito ciò che sarebbe stato giuridicamente obbligato a impedire per la sua qualifica, ossia il presunto episodio di spaccio che poi avrebbe portato alla morte della giovane.
Il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga poi consumata dalla giovane è stato individuato ed è al momento irreperibile. Questo pomeriggio il pm titolare delle indagini, Fabio Di Vizio, conferirà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della ragazza.

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Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Tre sono gli indagati per la morte di Erika Lucchesi. Della procura di Firenze risultano indagati il legale rappresentante del locale, il presunto spacciatore e una terza persona. Le accuse contestate sono quelle di morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

I tre sono indagati per la morte della 19enne avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca di Sovigliana a Vinci (Fi). La procura contesta in particolar modo al rappresentante legale di non aver impedito ciò che sarebbe stato giuridicamente obbligato a impedire per la sua qualifica, ossia il presunto episodio di spaccio che poi avrebbe portato alla morte della giovane.
Il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga poi consumata dalla giovane è stato individuato ed è al momento irreperibile. Questo pomeriggio il pm titolare delle indagini, Fabio Di Vizio, conferirà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della ragazza.

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