Influenza, Toscana: oltre 400mila vaccini prenotati da medici e pediatri

Influenza, Toscana: oltre 400mila vaccini prenotati da medici e pediatri

La campagna di vaccinazione antinfluenzale, avviata lunedì scorso, con quasi un milione e mezzo di dosi gratis messe a disposizione dalla regione Toscana per le categorie a rischio, registra i primi risultati.

Estar, l’ente del servizio sanitario regionale, ha acquistato 1 milione e 468.050 dosi, per una spesa complessiva di 8.188.932 euro. 

Considerata l’emergenza sanitaria, quest’anno per la prima volta, i medici e i pediatri di famiglia possono ritirare le dosi di vaccino tramite il canale delle farmacie.

“Quest’anno, l’emergenza sanitaria determinata dal Covid ci ha spinto a fare uno sforzo straordinario per proteggere i nostri cittadini più a rischio dall’influenza, i cui sintomi sono sovrapponibili a quelli del Coronavirus e le cui complicanze cliniche possono aprire la strada al Covid – commenta il neo presidente di Regione Toscana Eugenio Giani -. Per limitare l’impatto di una probabile co-circolazione di Covid 19 e virus influenzali abbiamo fatto il possibile per anticipare di un mese la campagna antinfluenzale rispetto agli altri anni e raddoppiato le dosi da distribuire gratuitamente a un numero maggiore di tipologie di persone potenzialmente a rischio. La vaccinazione antinfluenzale è sempre stata lo strumento più efficace per prevenire le malattie e ridurre, in maniera significativa, complicazioni, ospedalizzazioni e anche decessi”.

Per saperne di più sulla campagna di vaccinazione antinfluenzale di Regione Toscana clicca qui.

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Estar replica alla Cgil, abbiamo scorte con 6 mln di guanti

Estar replica alla Cgil, abbiamo scorte con 6 mln di guanti

Firenze, la direzione di Estar, centrale acquisti della Regione Toscana, replica in una nota al sindacato Fp-Cgil riguardo alla disponibilità di Dpi nella Asl Toscana Centro e sottolinea che al momento la scorta di guanti, in particolare, è di circa 6 milioni di pezzi e che ulteriori consegne sono previste nelle prossime settimane.

“Solo relativamente alle forniture di guanti negli ultimi quattro mesi – si legge in un comunicato – Estar ha svolto due indagini di mercato, circa 50 operatori contattati, negoziazioni dirette e due gare con il coinvolgimento complessivo di oltre 200 operatori economici. Una terza procedura sarà pubblicata entro al fine di questa settimana per 9 tipologie di guanti. Tutto questo, naturalmente, dovendosi confrontare con realtà di mercato mondiale estremamente complessa”.

Ricordiamo che ieri Fp-Cgil aveva evidenziato il rischio di carenza di Dpi nelle strutture della Asl Toscana Centro soprattutto se dovessero aumentare i casi di Coronavirus.

Estar, prosegue il comunicato, “è impegnata fin dall’inizio dell’emergenza Covid 19 in un’intensa attività di ricerca di fornitori in grado di soddisfare la pressante domanda di dispositivi di protezione sanitari. In questa azione sul mercato ha fatto e fa ricorso ad ogni possibile misura semplificata e ad ogni possibile deroga prevista sia dalle norme speciali varate nel corso dell’emergenza che da quelle introdotte col recente decreto Semplificazioni, ponendo sempre attenzione alla qualità dei beni”.

Riguardo altri Dpi “per ciò che riguarda camici e mascherine, grazie alle numerose iniziative assunte negli ultimi mesi, al momento la disponibilità di questi beni in generale è sostanzialmente adeguata rispetto alle necessità: sono attualmente disponibili nei magazzini di Estar circa 250.000 camici e 11.400.000 mascherine chirurgiche.

“Quanto ad alcuni disagi segnalati, potrebbero essere riconducibili al contingentamento delle consegne cui si è provveduto per una distribuzione equilibrata dei materiali tra le Aziende”, si spiega dalla Regione Toscana, comunque “per garantire la copertura del fabbisogno complessivo del Sistema sanitario regionale sono stati comunque già interessati la Protezione Civile ed il Commissario per la gestione dell’emergenza. Entro la prima settimana di settembre saranno assunte ulteriori iniziative per il consolidamento delle forniture: nuova gara per camici e tute visitatore ed altri prodotti similari e per l’attivazione di ulteriori soluzioni presenti sul mercato”.

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Test sierologici: Rossi, “entro domani consegnati 240.000 kit”

Test sierologici: Rossi, “entro domani consegnati 240.000 kit”

Al via i test sierologici in Toscana. Sono 240.000 i nuovi kit che Estar, la centrale acquisti della Regione, ha ordinato. Si sommano a 140.000 destinati ad operatori sanitari, volontariato, forze dell’ordine ed ospiti delle Rsa.

“Entro domani mattina, martedì – tranquillizza il presidente Rossi in un comunicato stampa – i 240.000 nuovi kit saranno consegnati a tutti e 40 i laboratori che effettueranno gli esami alle categorie individuate dall’ordinanza che ho firmato ieri (domenica, ndr)”.
Sono kit sufficienti per almeno 20 giorni, si legge nella stessa nota, in base al numero di esami che ogni laboratorio potrà organizzare in una giornata. La campagna sarà dunque distribuita nell’arco di almeno tre settimane. Se poi di kit ne servissero di più, fanno sapere da Estar, ne saranno acquistati altri, magari allargando ulteriormente la platea.

La scelta di sottoporsi all’esame è volontaria e sono stati stabiliti con l’ordinanza di ieri un perimetro e priorità precise, individuando una lista di lavoratori più esposti al contatto con altre persone. Il costo del test sarà a carico del Servizio sanitario regionale (Ssr).
I contratti con i 40 laboratori individuati e distribuiti in tutta la regione saranno formalizzati da oggi. “Estar ha comunque già comunicato alle strutture – precisa Rossi – che,
pur in assenza della formalizzazione, potranno fin da oggi raccogliere le prenotazioni e da domani iniziare ad erogare i servizi”.

I lavoratori (o le aziende, qualora se ne vorranno fare carico), possono contattare la struttura più vicina al loro luogo di lavoro o residenza per prenotare il test. In caso
di esito positivo o dubbio, sarà obbligatorio a quel punto sottoporsi a tampone: nell’attesa a quel punto ognuno dovrà adottare adeguate misure di cautela e isolamento, informando
anche il proprio medico. I primi 140 mila test erano stati riservati dalla Regione ad tutti gli operatori sanitari – pubblici privati e servizi in appalto – ospiti delle Rsa e residenze per disabili, personale del volontariato impegnato nell’emergenza sanitaria e di protezione sociale, lavoratori delle farmacie, personale degli istituti penitenziari, forze dell’ordine, vigili del fuoco e chiunque fosse impegnato nell’assistenza alla popolazione anziana e fragile. L’elenco si è ampliato con l’ordinanza n. 30 del 19 aprile. Una platea potenziale di 240 mila lavoratori.

Si sono aggiunti gli agenti della Polizia municipale e della Polizia provinciale, chi lavora negli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare e chi è addetto al trasporto delle merci, i lavoratori di aziende pubbliche o private di smaltimento e raccolta dei rifiuti la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti e tutta una serie di altri lavoratori che hanno contatti con il pubblico: dipendenti pubblici, dipendenti degli uffici postali, dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, lavoratori dei servizi a domicilio, lavoratori della editoria e della emittenza radiotelevisiva, edicolanti e librai, operatori del trasporto pubblico locale, tassisti, operatori della logistica, personale dei porti e degli aeroporti. Sono compresi anche operatori delle imprese o agenzie di onoranze funebri, il personale dei porti e degli aeroporti e i lavoratori infine del distretto cartario, che potrà essere un caso pilota di valutazione per i successivi distretti industriali toscani.

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Test sierologici: Rossi, “entro domani consegnati 240.000 kit”

Test sierologici: Rossi, “entro domani consegnati 240.000 kit”

Al via i test sierologici in Toscana. Sono 240.000 i nuovi kit che Estar, la centrale acquisti della Regione, ha ordinato. Si sommano a 140.000 destinati ad operatori sanitari, volontariato, forze dell’ordine ed ospiti delle Rsa.

“Entro domani mattina, martedì – tranquillizza il presidente Rossi in un comunicato stampa – i 240.000 nuovi kit saranno consegnati a tutti e 40 i laboratori che effettueranno gli esami alle categorie individuate dall’ordinanza che ho firmato ieri (domenica, ndr)”.
Sono kit sufficienti per almeno 20 giorni, si legge nella stessa nota, in base al numero di esami che ogni laboratorio potrà organizzare in una giornata. La campagna sarà dunque distribuita nell’arco di almeno tre settimane. Se poi di kit ne servissero di più, fanno sapere da Estar, ne saranno acquistati altri, magari allargando ulteriormente la platea.

La scelta di sottoporsi all’esame è volontaria e sono stati stabiliti con l’ordinanza di ieri un perimetro e priorità precise, individuando una lista di lavoratori più esposti al contatto con altre persone. Il costo del test sarà a carico del Servizio sanitario regionale (Ssr).
I contratti con i 40 laboratori individuati e distribuiti in tutta la regione saranno formalizzati da oggi. “Estar ha comunque già comunicato alle strutture – precisa Rossi – che,
pur in assenza della formalizzazione, potranno fin da oggi raccogliere le prenotazioni e da domani iniziare ad erogare i servizi”.

I lavoratori (o le aziende, qualora se ne vorranno fare carico), possono contattare la struttura più vicina al loro luogo di lavoro o residenza per prenotare il test. In caso
di esito positivo o dubbio, sarà obbligatorio a quel punto sottoporsi a tampone: nell’attesa a quel punto ognuno dovrà adottare adeguate misure di cautela e isolamento, informando
anche il proprio medico. I primi 140 mila test erano stati riservati dalla Regione ad tutti gli operatori sanitari – pubblici privati e servizi in appalto – ospiti delle Rsa e residenze per disabili, personale del volontariato impegnato nell’emergenza sanitaria e di protezione sociale, lavoratori delle farmacie, personale degli istituti penitenziari, forze dell’ordine, vigili del fuoco e chiunque fosse impegnato nell’assistenza alla popolazione anziana e fragile. L’elenco si è ampliato con l’ordinanza n. 30 del 19 aprile. Una platea potenziale di 240 mila lavoratori.

Si sono aggiunti gli agenti della Polizia municipale e della Polizia provinciale, chi lavora negli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare e chi è addetto al trasporto delle merci, i lavoratori di aziende pubbliche o private di smaltimento e raccolta dei rifiuti la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti e tutta una serie di altri lavoratori che hanno contatti con il pubblico: dipendenti pubblici, dipendenti degli uffici postali, dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, lavoratori dei servizi a domicilio, lavoratori della editoria e della emittenza radiotelevisiva, edicolanti e librai, operatori del trasporto pubblico locale, tassisti, operatori della logistica, personale dei porti e degli aeroporti. Sono compresi anche operatori delle imprese o agenzie di onoranze funebri, il personale dei porti e degli aeroporti e i lavoratori infine del distretto cartario, che potrà essere un caso pilota di valutazione per i successivi distretti industriali toscani.

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Test sierologici: definito accordo, 61 laboratori partecipano a screening

Test sierologici: definito accordo, 61 laboratori partecipano a screening

Saranno forniti ai privati dalla Regione 250mila kit e verranno realizzati almeno 10mila tamponi al giorno

“E’ stato definito l’accordo quadro con le rappresentanze dei laboratori privati per l’effettuazione dei test sierologici. Sono 61 i laboratori privati che hanno risposto all’avviso di manifestazione di interesse di Estar dando la propria disponibilità ad effettuare test per conto della Regione ad integrazione del lavoro già fatto dal SSR inserendosi così nella programmazione regionale”. Lo annuncia il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

“Un primo blocco di test sierologici – spiega – è in corso di effettuazione da parte del SSR. Si tratta di 140.000 test riservati prioritariamente ai lavoratori della sanità pubblica e privata, agli ospiti delle Rsa e agli operatori delle stesse. L’intervento si esaurirà entro la fine della prossima settimana e consentirà una prima valutazione epidemiologica del passaggio del virus tra le categorie di cittadini più esposte a rischio, come lo è la popolazione più anziana. A questi si sono aggiunte le forze dell’ordine, i volontari e le badanti”.

“Un secondo blocco di cittadini e lavoratori che verrà sottoposto a test sierologico – prosegue Rossi – riguarda i lavoratori impiegati nei servizi essenziali rimasti aperti fin dal Dpcm dell’11 marzo. Sarà data priorità ai lavoratori maggiormente esposti al contatto con altre persone, come i lavoratori della piccola e grande distribuzione alimentare, delle aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti, dei dipendenti pubblici che hanno contatto con l’utenza, degli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, riders, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, operatori del trasporto pubblico, delle pompe funebri, i tassisti, chi lavora nella logistica in genere, il personale dei consolati e quello portuale. A questi si aggiunge la polizia comunale e provinciale, già compresa dall’ordinanza ma non ancora coinvolta, e il distretto della carta della Lucchesia che ha sempre continuato a lavorare e che potrà fornirci per dimensioni e caratteristiche di insediamento territoriale e produttivo alcune utili indicazioni in merito all’impatto del virus all’interno di un’area industriale ben definita, anche allo scopo di compiere analoghe valutazioni in vista della riapertura di altri distretti. Naturalmente altre categorie dei servizi essenziali potranno essere aggiunte, ma sempre facendo riferimento al Dpcm dell’11 marzo”.

“L’accordo con i laboratori privati, che verrà definito giuridicamente nella giornata di domani, prevede – dice ancora Rossi – che lo screening alle categorie previste in questo secondo blocco sia da loro svolto su indicazione della Regione. La Regione fornirà ai privati che ritengono di aderire a questa iniziativa almeno 250.000 test sierologici a fronte della loro disponibilità ad effettuare almeno 10.000 test al giorno. Oltre a questa attività su commissione del SSR i laboratori privati potranno effettuare altri esami sierologici in forma privata a quei soggetti appartenenti alle categorie di filiera essenziale individuate dal DPCM dell’11 marzo, ad un costo complessivo di circa 25€”.

“Come si è dimostrato nel caso delle Rsa, questa indagine  permetterà di identificare eventuali casi positivi su cui intervenire con tempestività e con provvedimenti di prevenzione, contenimento e osservanza sanitaria.
Nel corso della definizione del contratto, alle rappresentanze dei laboratori è stato chiesto di organizzare il servizio rivolto alle categorie sopra identificate in modo da coprire tutta la regione. E’ importante sottolineare che tutti i dati dello studio epidemiologico verranno raccolti dalla Regione stessa e caricati su una applicazione per studiare la diffusione del virus suddiviso per categorie di lavoratori. Se sommiamo i test in corso per conto del SSR e quelli che stiamo per affidare ai privati siamo di fronte alla più grande iniziativa di screening di massa che sia mai stata affrontata in Italia che ci consentirà di raggiungere ben 400.000 lavoratori tra quelli maggiormente esposti al contagio al fine di tutelare al meglio la loro salute e quella collettiva”.

“E’ bene ribadire – sottolinea Rossi – che non esistono al momento strumenti assoluti che possono risolvere la diagnostica di un caso nuovo e complesso come quello della diffusione del coronavirus. La nostra politica è quella di sviluppare l’uso dei cosiddetti tamponi. E in Toscana, ne abbiamo fatti oltre 80mila. Siamo dell’idea che una maggiore conoscenza del virus, della sua contagiosità e delle sue caratteristiche può derivare proprio dalla complementarietà tra i tamponi e i test sierologici. Questa complementarietà ci permetterà di tracciare una mappa conoscitiva della diffusione del virus sui casi individuali e di comunità, a partire dalle tipologie di lavoratori testati, al fine di da adottare le migliori strategie di contenimento, di prevenzione e di cura per combattere l’epidemia. Da questa indagine – conclude il presidente – emergeranno utili valutazioni per procedere, d’intesa con il governo nazionale, all’organizzazione della fase 2, che dovrà mettere al primo posto la salute dei lavatori e dei cittadini. Nella giornata di domani verranno definite le questioni organizzative per coinvolgere maggiormente le aziende interessate a partecipare all’indagine”.

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