Fascismo: il Mugello ricorda contadino ucciso dalle camicie nere

Fascismo: il Mugello ricorda contadino ucciso dalle camicie nere

Cento anni dopo il Mugello ricorda Giovanni Sitrialli, il primo contadino della zona ucciso dai fascisti con un colpo di pistola davanti alla porta di casa.

Chi aderiva alle Leghe Bianche issava una bandiera bianca sopra alla propria casa e così, ricorda una nota del Comune Scarperia San Piero, fece anche Giovanni Sitrialli per chiedere alla marchesa Cambray Digny, insieme a tanti altri contadini, l’applicazione e il rispetto dei patti agrari.

Ma la marchesa si sentì offesa da tale richiesta e arrivò da Firenze, un manipolo di camicie nere per una spedizione punitiva. Fu così che fu ucciso Giovanni Sitrialli.

Il Comune ha acquistato l’ex casa del Fascio a Scarperia per farci la nuova Biblioteca Comunale che l’amministrazione intitolerà a Giovanni Sitrialli per non dimenticare la sua efferata uccisione.

“Abbiamo il dovere di ricordare – ha commentato il sindaco Federico Ignesti – di far conoscere alle generazioni future le storie degli uomini che sono morti per difendere i loro diritti e per lasciare a noi la libertà di cui oggi possiamo godere, per difendere ogni giorno la democrazia e il diritto irrinunciabile alla libertà”.

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Cento anni dopo il Mugello ricorda Giovanni Sitrialli, il primo contadino della zona ucciso dai fascisti con un colpo di pistola davanti alla porta di casa.

Chi aderiva alle Leghe Bianche issava una bandiera bianca sopra alla propria casa e così, ricorda una nota del Comune Scarperia San Piero, fece anche Giovanni Sitrialli per chiedere alla marchesa Cambray Digny, insieme a tanti altri contadini, l’applicazione e il rispetto dei patti agrari.

Ma la marchesa si sentì offesa da tale richiesta e arrivò da Firenze, un manipolo di camicie nere per una spedizione punitiva. Fu così che fu ucciso Giovanni Sitrialli.

Il Comune ha acquistato l’ex casa del Fascio a Scarperia per farci la nuova Biblioteca Comunale che l’amministrazione intitolerà a Giovanni Sitrialli per non dimenticare la sua efferata uccisione.

“Abbiamo il dovere di ricordare – ha commentato il sindaco Federico Ignesti – di far conoscere alle generazioni future le storie degli uomini che sono morti per difendere i loro diritti e per lasciare a noi la libertà di cui oggi possiamo godere, per difendere ogni giorno la democrazia e il diritto irrinunciabile alla libertà”.

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Natale: sindaci Mugello a Conte, ‘Rivedere spostamenti’

Natale: sindaci Mugello a Conte, ‘Rivedere spostamenti’

Richiesta su divieti fatta anche a governatore Giani

“Rivedere il divieto e consentire gli spostamenti nelle festività natalizie individuando degli ambiti di libero spostamento”. E’ la richiesta che gli otto sindaci del Mugello – Giampiero Mongatti, Paolo Omoboni, Stefano Passiatore, Giampaolo Buti, Tommaso Triberti, Philip Gian Piero Moschetti, Federico Ignesti, Filippo Carlà Campa – hanno rivolto in una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed anche al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“Ci rivolgiamo a voi – si legge nella lettera – dopo che in queste ore abbiamo raccolto il dispiacere di molti nostri concittadini nel non poter passare queste festività con i propri genitori o figli. Capiamo bene lo sforzo e la grande responsabilità che avete nel fare il possibile per contenere questa pandemia e siamo grati per il vostro lavoro. Tuttavia riteniamo che gli ultimi provvedimenti, quelli inerenti le festività, siano molto severi e poco equi”. I sindaci hanno precisato che “più piccola è una comunità e più è cosa ordinaria avere parenti stretti nei comuni limitrofi. Riteniamo opportuno, quantomeno per le festività, permettere il ricongiungimento dei genitori soli con i propri figli anche se non residenti nello stesso comune. Tanto più che, in caso di Regione in area gialla, la misura varrebbe solo per i tre giorni indicati”. Secondo i primi cittadini “un ragionevole compromesso è di individuare degli ambiti nei quali applicare il divieto di spostamento per permettere a genitori e figli di passare insieme le festività”.

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Coronavirus: muore medico di base 63enne in provincia di Firenze

Coronavirus: muore medico di base 63enne  in provincia di Firenze

Un medico di base di 63 anni, che viveva e operava nella provincia di Firenze, positivo al coronavirus, è morto oggi dopo 16 giorni in ospedale.

Il medico è stato ricoverato per Covid-19 il 18 marzo e pare avesse manifestato un lieve miglioramento negli ultimi giorni. Ma poi alcune complicanze hanno compromesso in maniera irreparabile il suo stato di salute. Grande commozione nel Mugello dove il professionista esercitava da anni le funzioni di medico di base:
“Il prezzo che stanno pagando i medici in tutta Italia è altissimo, e soprattutto i medici di famiglia, dimostrando quanto il loro ruolo rappresenti davvero quello più prossimo ai
cittadini”, ha detto Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, “ci mancherà il suo lavoro e la sua professionalità, ci mancherà la sua umanità”.

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