Truffa sulla tassa suolo per Festa dell’Unità

Truffa sulla tassa suolo per Festa dell’Unità

Firenze, una presunta truffa da oltre 300mila euro ai danni del Comune di Firenze nel pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap) in occasione della Festa provinciale del Pd, al Festa dell’Unità, al parco delle Cascine.

La truffa è quanto ipotizzato in un’inchiesta della procura di Firenze che ha chiesto il rinvio a giudizio del responsabile tecnico della manifestazione per le edizioni dal 2014 al 2017.

L’indagato, difeso dagli avvocati Alice Pucci e Francesco Gaviraghi, ha chiesto la sospensione del procedimento e la messa alla prova per svolgere lavori socialmente utili, istanza su cui il gup si pronuncerà nel corso dell’udienza preliminare fissata per l’8 giugno.

Secondo quanto spiegato dai suoi legali, il responsabile tecnico non si riterrebbe colpevole, ma avrebbe comunque deciso di chiedere la messa alla prova per porre fine alla vicenda giudiziaria.

Per l’accusa, in occasione delle quattro edizioni della festa dal 2014 al 2017 l’indagato, in qualità di responsabile tecnico avrebbe procurato un ingiusto profitto al coordinamento metropolitano di Firenze del Partito Democratico, indicando agli uffici del Comune una superficie di spazio pubblico inferiore a quella effettivamente occupata per la festa.

Inoltre, avrebbe quantificato in modo falso la ripartizione tra la superficie occupata da attività commerciali e quella occupata per le attività di altro tipo. Grazie a questo meccanismo, nel 2014 sarebbero stati pagati al Comune 11.999 euro a fronte degli oltre 87.676 dovuti.

Nel 2015 14.426 invece di 90.982; nel 2016 8.827 invece degli 88.652 che avrebbero dovuto essere versati; nel 2017 21.934 euro invece di 126.108.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Turco, sono partite da un esposto presentato nel dicembre del 2017 da Tommaso Grassi, all’epoca consigliere comunale di Firenze riparte a sinistra.

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Bellanova, Piombino è punto di sfida fondamentale

Bellanova, Piombino è punto di sfida fondamentale

Firenze, Teresa Bellanova, neoministra delle Politiche agricole, parlando a margine della Festa dell’Unità, dove è arrivata dopo aver partecipato a una iniziativa a Piombino, ha ribadito l’importanza delle acciaierie ex Lucchini, per l’economia della Toscana.

“Sono andata per incontrare delle persone alle quali avevo dato la mia disponibilità – ha spiegato la ministra – Su Piombino noi misuriamo davvero l’idea di sviluppo che abbiamo, la necessità di avere uno sviluppo che sia sempre più ecosostenibile, ma uno sviluppo che punti sull’acciaio per rafforzare il sistema manifatturiero in Italia, e che punti sull’agroalimentare, perché noi l’agroalimentare lo dobbiamo vivere non come settore dell’arretratezza, ma come settore della modernità”.

Per quanto riguarda l’ambiente “Deve essere al centro, così come noi andiamo dicendo da molto tempo: l’ambiente deve essere al centro, che non significa la cultura del ‘No’, significa la cultura dell’innovazione – ha detto poi Bellanova – L’idea di ambiente al centro “significa credere nella ricerca, significa credere nel riciclo, significa credere in un’idea di sviluppo diverso che metta al centro le persone, che metta al centro la qualità dello sviluppo, che metta al centro la qualità della vita”.

La ministra ha risposto poi ad una domanda sul caso-Xylella: “La Corte europea ci dice che si è sbagliato a credere in quelli che andavano appresso agli sciamani, e non credevano invece nelle innovazioni della ricerca e della tecnica. Noi dobbiamo ripartire da lì – ha aggiunto – e il mio ruolo al ministero sarà esattamente questo: innovazione e lavoro di qualità, risposte ai giovani e alle donne di questo paese”. Bellanova ha sottolineato che “la Corte europea ha deciso su pratiche vecchie dove evidentemente il nostro paese non aveva fatto tutto quello che andava fatto. Oggi noi dobbiamo ripartire per dire, appunto, che c’è un problema che riguarda l’emergenza alla quale dobbiamo dare una risposta in modo risolutivo credendo nella scienza”.

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