Un documentario al giorno: il Festival dei Popoli lancia l’iniziativa sui social

Un documentario al giorno: il Festival dei Popoli  lancia l’iniziativa sui social

Un documentario al giorno: il Festival dei Popoli  lancia l’iniziativa sui social #ipopolirestanoacasa. Ogni giorno dai profili social un documentario che è stato proiettato durante le edizioni passate da guardare gratis, comodamente a casa

Iniziativa, dal titolo #ipopolirestanoacasa, consiglierà al pubblico giorno per giorno un documentario, che è stato proiettato durante le edizioni passate. Da guardare comodamente da casa su una serie di piattaforme “libere”. Il festival, sui propri social, suggerisce titolo e i meccanismi per attivarsi alla proiezione.

Dal viaggio che attraversa l’Algeria con Karim Sayyad e il suo “Of sheep and men” (su Amazon Prime Video) alla musica di “It Might Get Loud” di Davis Guggenheim (su Raiplay) fino a “If Only I Were That Warrior” del regista di Valerio Ciriaci che ha aderito all’iniziativa rendendo pubblico il link del suo video (sulla piattaforma Vimeo). Tra gli altri anche il documentario “Chaco” di Fausta Quattrini e Daniele Incalcaterra su Raiplay (vincitore del 59° Festival dei Popoli) che ci porteranno in Paraguay per seguire la battaglia di un uomo (lo stesso regista) contro la deforestazione di una parte del Chaco paraguyano.

“Il Festival dei Popoli – aggiunge Vittorio Iervese, Presidente del Festival dei Popoli – è stato sempre attratto dalle storie ai marigini, quelle che si faceva fatica ad incontrare e conoscere. Ed ora che siamo noi nella condizione di chi non può incontrarsi e farsi sentire non potevamo essere assenti. Questo perdiodo cambierà tante cose della nostra vita ma certamente non renderà meno importante il bisogno di condividere storie, immagini, emozioni. Guardate i film che vi proponiamo e starete un po’ meglio”. INFO/FB

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Il doc su Caterina Bueno regina del folk in concorso al Festival dei Popoli

Il doc su Caterina Bueno regina del folk in concorso al Festival dei Popoli

“Caterina” il documentario di Francesco Corsi sulle radici del folk italiano visto attraverso una delle sue più grandi interpreti: Caterina Bueno,  in concorso al 60° Festival dei Popoli, dal 2 al 9 novembre a Firenze

“Caterina” è il ritratto artistico e personale di Caterina Bueno, una delle più grandi interpreti e ricercatrici del canto popolare tradizionale e contadino in Italia. Il suo lavoro ha reso possibile il recupero e la diffusione di un vasto repertorio di canti, tramandato oralmente fino al ventesimo secolo e altrimenti destinato all’oblio a partire dagli anni ‘60.Una vita divisa tra ricerca e spettacolo ha portato Caterina a calcare i palchi nazionali e internazionali, rendendola una figura imprescindibile del mondo culturale dell’epoca e facendole incrociare il cammino con alcuni tra i più importanti intellettuali come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco e artisti come Giovanna Marini, Fausto Amodei e Francesco De Gregori che le dedicherà la canzone “Caterina”. Caterina rappresenta anche una parabola significativa della trasformazione sociale e culturale che ha subito l’Italia a partire dagli anni del boom economico e, più in generale, sul rapporto di un Paese e di una comunità con la propria memoria storica e con la propria cultura.

Il documentario sarà presentato al Festival dei Popoli venerdì 8 novembre alle 21.00 al cinema La Compagnia e sarà distribuito in sala da febbraio 2020 da Kiné. Francesco Corsi, classe 1980, si è laureato in Storia del Giornalismo e ha diviso studi e formazione tra le università di Siena, Pisa, Barcellona e Madrid. Il suo primo documentario del 2015 “Memorias” è un viaggio tra la Spagna e l’Italia attraverso i territori ancora segnati dalle ferite della guerra civile, alla ricerca delle voci dei testimoni e di tracce di memoria. È autore del libro “L’utopia della base”, edito da PuntoRosso (Milano, 2011).

“Caterina scritto e diretto da Francesco Corsi grazie alle le preziose testimonianze di Giovanni Bartolomei, Giovanna Marini, Jamie Marie Lazzara, Andrea Fantacci, Alberto Balia, Valentino Santagati, è prodotto da Francesco Corsi, Claudio Giapponesi, Mauro Lepri, fotografia di Andrea Vaccari, montaggio di Giulia Bertella Farnetti, presa diretta e montaggio del suono di Mirko Fabbri, correzione colore Gianandrea Sasso, Laboratorio La Camera Ottica, Università Degli Studi Di Udine – Gorizia, è prodotto da Kiné, con il sostegno di Mibac – Direzione Generale Cinema, un progetto realizzato nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, in collaborazione con Associazione Culturale Bueno, Istituto Ernesto De Martino, Archivio Del Movimento Operaio e Contadino Della Provincia Di Siena.

INFO

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Sette i documentari del Concorso Italiano al 60/mo Festival dei Popoli

Sette i documentari del Concorso Italiano al 60/mo Festival dei Popoli

Sette i documentari italiani, tutti in anteprima mondiale, selezionati nella sezione ‘Concorso Italiano’ alla 60/ma edizione del Festival dei Popoli, il Festival internazionale del film documentario, dal 2 al 9 novembre in vari luoghi di Firenze.

Sette i documentari selezionati, girati in Toscana, Abruzzo, Piemonte, Lombardia e nei luoghi del terremoto in Italia, sono: Caterina di Francesco Corsi (produzione Kiné), un’emozionate ritratto dell’artista fiorentina Caterina Bueno, etnomusicologa, cantante e “raccattacanzoni” che, a partire dagli anni ‘60, portò all’attenzione del grande pubblico il preziosissimo patrimonio di canti e tradizioni musicali pazientemente raccolti nelle campagne della Toscana. Ghiaccio, di Tommaso Clavarino (produzione ActingOUT) ambientato in Val Pellice, Piemonte, ormai spopolata, che vede arrivare stranieri in cerca di una nuova vita: alcuni richiedenti asilo, provenienti da vari paesi dell’Africa, si appassionano al curling, sport che si pratica sul ghiaccio, che diventa strumento di integrazione e di riscatto personale. E poi, dall’Abruzzo, arriva Il passo dell’acqua di Antonio Di Biase (produzione Zelig), attraverso le storie di tre personaggi “antichi” (un pastore, una contadina devota, un pescatore) il film ci immerge in paesaggi, gesti e ritmi che appaiono sospesi in una dimensione fuori dal tempo. La regista Laura Cini presenta Medium (produzione Zenit Arti Audiovisive e RAI cinema), documentario ambientato a Firenze che ci fa incontrare Tarika, una donna che ha messo a disposizione degli altri il suo talento nel comunicare con l’aldilà, di farsi da tramite tra la vita terrena e quella ultraterrena. Tra Lucca e Stati Uniti si sviluppa invece la storia di migrazioni raccontata in Mister Wonderland di Valerio Ciriaci (Produzione Awen Films) che racconta la straordinaria storia di Sylvester Z. Poli, un umile artigiano ‘toscano’ (Lucca) emigrato in America alla fine del XIX secolo per diventare il più grande proprietario di sale cinematografiche del suo tempo. Un uomo deve essere forte di Ilaria Ciavattini e Elsi Perino ci racconta di Jessica, che diventa Jack e del tempo necessario per trasformare un corpo femminile e permettere la venuta al mondo di un uomo: della sua forma fisica, del suo sentire, del suo agire, del suo soffrire. Vulnerabile Bellezza di Manuele Mandolesi (Respiro produzioni)rintraccia, tra le macerie delle case e delle fattorie distrutte dal terremoto del 2016, lo spazio umano, intimo e inviolato di una giovane famiglia e di un’intera comunità che cerca di riconquistare i ritmi della quotidianità in un territorio che ieri è stato sconvolto dalla furia della natura e oggi è stato lasciato a se stesso.

I film, rappresentativi della migliore produzione nazionale, competono per il Premio “CG Entertainment” (distribuzione in home video nella collana “Popoli doc”), il Premio “Imperdibili” (distribuzione al Cinema La Compagnia di Firenze), il Premio “Lo sguardo dell’altro. La sfida del dialogo tra culture e religioni” (€ 1.500,00 assegnati dall’Istituto Sangalli per la Storia e le Culture Religiose di Firenze), a cui, da quest’anno, si aggiungono due importanti novità: il Premio “Il Cinemino”, assegnato dal gruppo composto dai fondatori del “Cinemino” di Milano (il film vincitore verrà programmato in sala durante una serata dedicata e tenuto in programmazione) e il Premio “Tënk”, assegnato da Tënk, la prima piattaforma SVOD in Europa dedicata al cinema documentario indipendente, che arriverà anche in Italia nel 2020 (il film vincitore sarà distribuito sulla piattaforma per 2 mesi).

Programma del Concorso Italiano, orari e luoghi

 Medium di Laura Cini (Italia, 2019, 60’) – 2/11, ore 16.30, La Compagnia

Tarika ha dedicato la vita ad imparare a gestire la sua capacità innata di comunicare con l’aldilà. Nel suo mondo entra Sirio, un uomo la cui vita è stata lacerata dalla tragica morte della moglie, e Nadia, una donna vibrante che nasconde un oscuro passato di famiglia. Grazie alle capacità di Tarika di varcare la soglia tra vita terrena e ultraterrena, Sirio e Nadia superano i loro limiti, ottenendo una seconda possibilità di affrontare alcuni problemi irrisolti con i loro defunti, che diventa il veicolo per prendere coscienza della loro natura più profonda e del loro viaggio come esseri umani.

Vulnerabile Bellezza di Manuele Mandolesi (Italia, 2019, 75’) – 3/11, Spazio Alfieri, ore 16:15

Tra le macerie delle case e delle fattorie distrutte dal terremoto del 2016, mentre si continua a demolire e a ricostruire, il film scova lo spazio umano, intimo e inviolato di una giovane famiglia, e fa levitare l’animo dello spettatore tra i cieli e le terre incantevoli di quel pezzo d’Italia con la sua armonia. Scandito dal passare delle stagioni, il film di Manuele Mandolesi racconta con discrezione, pur rimanendo a un livello molto profondo di indagine, la vita di una famiglia di allevatori, Michela, Stefano e i loro due piccoli figli Diego e Emma, nel momento più difficile della loro storia.

Ghiaccio di Tommaso Clavarino (Italia, 2019,72’) – 4/11, Spazio Alfieri, ore 21:30

La Val Pellice, in Piemonte, ormai spopolata, vede arrivare nuove persone in cerca di un lavoro e di una nuova vita: sono richiedenti asilo, da vari paesi dell’Africa, persone che si trovano sospese, in attesa che una decisione sulla loro permanenza arrivi prima o poi. Sei ragazzi che arrivano dal Gambia e dalla Sierra Leone si ritrovano in un territorio montuoso, così diverso da ciò che è loro familiare. Ecco che l’attesa si trasforma in una attività: i ragazzi formano la prima squadra di Curling (gioco a loro completamente sconosciuto prima) composta da richiedenti asilo.

Mister Wonderland di Valerio Ciriaci (Italia, USA, 2019, 53’) 6/11, Spazio Alfieri, ore 18:45

Mister Wonderland racconta la straordinaria storia di Sylvester Z. Poli, un umile artigiano emigrato dall’Italia in America alla fine del XIX secolo, per poi diventare il più grande proprietario di sale cinematografiche del suo tempo. Il film racconta il suo viaggio dalla Toscana rurale ai ruggenti anni Venti negli USA, rivelando come l’ingegnosità del migrante abbia plasmato l’esperienza cinematografica così come la conosciamo. Attraversando continenti e generazioni, Mister Wonderland si propone di scoprire ciò che rimane oggi dei cinema di Sylvester e delle comunità che vi ruotavano intorno.

 Un uomo deve essere forte di Elsi Perino, Ilaria Ciavattini (Italia, Italia, 2019, 52’) 6/11, Spazio Alfieri, ore 18:45

“Chi è Jack? Sono io, la mia persona, tutto quello che ho affrontato, tutto il mio percorso fin qui”. Il lavoro della regista Elsi Perino racconta Jessica, che diventa Jack. Ovvero la storia di Jack, che si dà al mondo e al ricordo di sé. Il film è stato costruito seguendo il tempo della trasformazione del corpo femminile e la venuta al mondo di un uomo: della sua forma fisica, del suo sentire, del suo agire, del suo patire.

Il passo dell’acqua di Antonio Di Biase (Italia, 2019, 52’) – 7/11 novembre, Spazio Alfieri, ore 20:00

Attraverso le storie di tre personaggi anziani (un pastore, una contadina devota, un pescatore) il regista ci immerge nei gesti e nei ritmi di un Abruzzo che appare quasi fuori dal tempo. I personaggi ci appaiono avvolti in una sorta di incantamento, seguendo codici e rituali che parlano di una diversa relazione con la natura, gli animali e le stagioni.

Caterina di Francesco Corsi (Italia, 2019, 90’) – 8/11, La Compagnia, ore 21:00

Un’emozionate ritratto di Caterina Bueno, etnomusicologa, cantante e “raccattacanzoni” che, a partire dagli anni ‘60, portò all’attenzione del grande pubblico il preziosissimo patrimonio di canti e tradizioni musicali pazientemente raccolti nelle campagne della Toscana e diffusi in dischi e concerti che ricossero un’attenzione internazionale. Il lavoro e l’arte di Caterina nacquero dalla consapevolezza che i canti popolari fossero canti di tutti, trasmessi di generazione in generazione e continuamente rimaneggiati. Il film è impreziosito da alcune tre le esecuzioni più pregevoli di Caterina e dei tanti musicisti (tra cui un giovanissimo Francesco De Gregori) che l’hanno accompagnata in quella straordinaria stagione della musica italiana.

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Museomix, maratona creativa alla collezione di Antropologia Unifi

Museomix, maratona creativa alla collezione di Antropologia Unifi

Proveranno a ripensare un museo, ventiquattro comunicatori e designer, maker e programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali dall’8 al 10 novembre si cimenteranno al Museo di Antropologia dell’Università di Firenze nell’ambito di Museomix per realizzare strumenti innovativi e percorsi di visita originali, utili a migliorarne la fruizione e a coinvolgere nuovi pubblici.

La presentazione dell’iniziativa Museomix, concorso internazionale per ripensare il modo di vivere i musei attraverso un approccio multidisciplinare, è avvenuta oggi al Museo di Antropologia, a Palazzo Nonfinito, in un incontro aperto dal presidente del Sistema Museale dell’ Ateneo fiorentino Marco Benvenuti e dalla curatrice di Museomix Firenze Valeria D’Ambrosio. Erano presenti, fra gli altri, i rappresentanti dell’Associazione Culturale Forme, co-organizzatore del progetto; La Jetée e PaLEoS, partner tecnologici che metteranno a disposizione dei mixer le loro risorse tecniche e il know-how; il Festival dei Popoli, che domenica 10 novembre all’interno di Museomix proporrà una proiezione di un film a tema antropologico in Virtual Reality.

museomix

Il Museo fiorentino di Antropologia e il Museo della Città di Ancona sono le uniche realtà espositive italiane selezionate per l’edizione 2019 del network internazionale ideato in Francia.

Le squadre di “innovatori” (definiti “mixer”) cercheranno di favorire una lettura interculturale del museo e una fruizione anche tecnologica delle collezioni, recuperando le storie e le emozioni che stanno dietro ai contenuti scientifici. La collezione di Antropologia sta per festeggiare i 150 anni di età e offre testimonianze delle varie culture del mondo, ospitando ben 30.000 manufatti etnologici, raccolti nell’arco di cinque secoli e provenienti da Europa, Africa, Asia, America e Oceania.

museomix

A conclusione di Museomix, domenica 10 novembre, dalle ore 16 alle 19, il Museo di Antropologia (via del Proconsolo, 12) aprirà gratuitamente le porte al proprio pubblico per vedere e testare i prototipi realizzati dalle squadre durante la maratona creativa.

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“John & Yoko: Above us only sky” di Michael Epstein al Festival dei Popoli

“John & Yoko: Above us only sky” di Michael Epstein al Festival dei Popoli

Il prossimo 2 novembre al 60/mo Festival dei Popoli  arriva il documentario”John & Yoko: Above us only sky”

Sarà “John & Yoko: Above Us Only Sky” del regista Michael Epstein, sulla storia della genesi di uno degli album più famosi di tutti i tempi come “Imagine” di John Lennon, uno degli eventi in prima italiana in programma, sabato 2 novembre (ore 18.15), al 60esimo Festival dei Popoli, il festival internazionale del film documentario presso il cinema La Compagnia di Firenze.

Il film rivela al pubblico la profonda collaborazione creativa fra John Lennon e Yoko Ono nella produzione dell’album Imagine, rievocando quell’epoca ma anche mettendo in risalto quanto quella musica e quel messaggio parlino ancora al pubblico di oggi. Grazie alla piena cooperazione della John Lennon Estate e alla piena disponibilità di Yoko Ono, il film esamina come l’attivismo, la vita politica, la musica della coppia fossero intrinsecamente collegati. Grazie a filmati inediti di John e Yoko, interviste nuove e materiali d’archivio, “John & Yoko: Above Us Only Sky” illustra come il messaggio dell’album invitasse a una forma di impegno radicale e come quest’opera si rivela più attuale che mai.

Il Festival dei Popoli, dal 2 al 9 novembre a Firenze – presieduta da Vittorio Iervese e diretta da Alberto Lastrucci – si propone di presentare il meglio del cinema documentario internazionale in un programma di 109 film, accompagnati da oltre 90 ospiti internazionali.

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