Picchiato in sottopasso Firenze: indagini, non fu razzismo

Picchiato in sottopasso Firenze: indagini, non fu razzismo

Sarebbe stato colpito nel corso di una lite da un 22enne di origini rom, il 26enne nigeriano raggiunto da un pugno al volto la mattina dell’11 novembre scorso in un sottopasso a Firenze, nei pressi di piazza delle Cure. E’ quanto emerso dalle indagini eseguite dagli investigatori della Digos, in base alle quali, secondo quanto appreso, sarebbe escluso che si sia trattato di un episodio di razzismo.

Il 22enne dopo essere stato identificato grazie alle telecamere della zona è stato denunciato per il reato di percosse. In base a quanto appreso, avrebbe raccontato di essere stato colpito a sua volta dal nigeriano e non escluderebbe di querelarlo.

La lite tra i due, che si conoscerebbero da tempo, sarebbe scattata per dissapori legati probabilmente al fatto che la moglie del 22enne sarebbe solita chiedere l’elemosina nella zona nei pressi del sottopasso dove anche il nigeriano staziona guadagnandosi da vivere come venditore ambulante.

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Famiglia intossicata da monossido di carbonio, 4 in ospedale

Famiglia intossicata da monossido di carbonio, 4 in ospedale

Una 36enne egiziana e i tre figli di 4, 10 e 16 anni sono rimasti intossicati a causa di esalazioni da monossido di carbonio, ieri sera intorno alle 21,30 mentre si trovano nella loro casa, un garage adibito ad abitazione a Firenze, in via del Lasca nella zona delle Cure.

Portati in ospedale per le cure del caso, al momento sarebbero tutti in buone condizioni di salute. A dare allarme è stato il marito della donna, 32enne egiziano, che si trovava a parlare con un amico in strada e ha sentito alcuni lamenti provenire dal garage dove vive in affitto con la famiglia.

Sul posto polizia e vigili del fuoco. Secondo quanto ricostruito, le esalazioni sarebbero state provocate da una caldaia utilizzata per il riscaldamento dell’acqua del bagno, che sarebbe stata montata in modo artigianale dallo stesso 32enne, e sarebbe stata priva del tubo di aspirazione di ossigeno dall’esterno e di quello di scarico dei residui della combustione, che fuoriuscivano direttamente nel locale.

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