Flc-Cgil Firenze, no a rientro scuola ultimo giorno

Flc-Cgil Firenze, no a rientro scuola ultimo giorno

‘Sconcerto per appello Nardella, pensi a riapertura settembre’. . Lo afferma la Flc-Cgil di Firenze.

‘In assenza di adeguate misure di sicurezza l’ultimo giorno di scuola in presenza, ben lontano
dall’essere un ‘passo in avanti’, rappresenterebbe un ‘passo indietro’ rispetto al contenimento del contagio e si configurerebbe come un atto non certo responsabile’. Lo afferma
la Flc-Cgil di Firenze, esprimendo ‘sconcerto’ riguardo all’appello del sindaco Dario Nardella per un rientro in classe degli alunni in occasione della fine dell’anno scolastico.
Docenti, personale Ata e dirigenti, sostiene il sindacato in una nota, ‘si sono prodigati con ogni mezzo per non far mancare la loro presenza, garantire una relazione educativa e portare
avanti, nonostante tutto, attivita’ didattiche’, e peraltro ‘al momento non esistono protocolli di sicurezza per il rientro a scuola di ragazzi, insegnanti e personale Ata (se non
esclusivamente per lo svolgimento degli esami di Stato della scuola secondaria), contrariamente a quanto e’ avvenuto per molti altri settori lavorativi’.
Piuttosto, dice Paola Pisano (Flc-Cgil), ‘ribadiamo al sindaco Nardella la necessita’ di coinvolgere il mondo della scuola in un’ampia e ragionata discussione su cio’ che sara’
necessario per la riapertura a settembre’.

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Rientro a scuola? Sindacato Flc Cgil contro Nardella

Rientro a scuola? Sindacato Flc Cgil contro Nardella

Firenze, Flc Cgil in un comunicato: “Siamo sconcertati dalle parole del sindaco Nardella sulla proposta del rientro in classe per la fine dell’anno scolastico. Piuttosto gli ribadiamo la necessità di coinvolgere il mondo della scuola in un’ampia e ragionata discussione su ciò che sarà necessario per la riapertura a settembre”.

“Abbiamo letto con sconcerto – si legge nel comunicato di Flc Cgil – la notizia che il Sindaco di Firenze in un’intervista radiofonica avrebbe esortato lavoratrici e lavoratori della scuola a “fare un passo in avanti’ e a ‘prendersi la responsabilità per un giorno’ di ‘dare una soddisfazione’ ai propri ragazzi, organizzando un rientro in occasione della fine dell’anno scolastico, così da ‘dare un senso anche al loro lavoro'”.

“Al Sindaco non sfuggirà certo che docenti, personale Ata e Dirigenti in questi mesi – continua il comunicato – non hanno mai smesso di ‘prendersi la responsabilità’ di stare vicini ai propri ragazzi e, ben consci del ‘senso del proprio lavoro’, si sono prodigati con ogni mezzo per non far mancare la loro presenza, garantire una relazione educativa e portare avanti, nonostante tutto, attività didattiche”.

Non gli sfuggirà inoltre che lavoratrici e lavoratori della scuola sono a casa non per “preoccupazione sanitaria”, bensì perché le attività in presenza sono state sospese dal Governo fin dall’inizio dell’emergenza e tale divieto è stato prorogato per tutto l’anno scolastico e per tutto il territorio nazionale, Città Metropolitana di Firenze compresa.

“Il Sindaco Nardella dovrebbe sapere, tra l’altro, che al momento non esistono protocolli di sicurezza per il rientro a scuola di ragazzi, insegnanti e personale Ata (se non esclusivamente per lo svolgimento degli Esami di Stato della scuola secondaria), contrariamente a quanto è avvenuto per molti altri settori lavorativi. Pertanto, come ha affermato anche il Comitato Tecnico Scientifico, in assenza di adeguate misure di sicurezza l’ultimo giorno di scuola in presenza, ben lontano dall’essere un ‘passo in avanti’, rappresenterebbe un ‘passo indietro’ rispetto al contenimento del contagio e si configurerebbe come un atto non certo responsabile”.

“Piuttosto ribadiamo al Sindaco Nardella – conclude il sindacato – la necessità di coinvolgere il mondo della scuola in un’ampia e ragionata discussione su ciò che sarà necessario per la riapertura a settembre e su ciò che dovrà essere messo in campo da Enti Locali, istituti scolastici, organizzazioni sindacali, associazionismo, tecnici ed esperti per far ripartire “La Scuola”, non solo come spazio fisico, ma anche come luogo di crescita culturale, sociale e civile dei cittadini del futuro”.

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Cgil, preparare riapertura scuole a settembre

Cgil, preparare riapertura scuole a settembre

Firenze, “Scuola, facciamola ripartire, insieme, con intelligenza”: è l’appello lanciato da Paola Galgani, segretaria della Camera del lavoro metropolitana di Firenze, e Paola Pisano, segretaria generale della Flc Cgil fiorentina a istituzioni, associazioni, tecnici e esperti per organizzare fina da ora per settembre.

“Un disegno complessivo, che investa trasporti, edilizia scolastica, mense e ambienti comuni, protocolli di comportamento, infrastrutture, aumento del personale, procedure per la sanificazione”, si legge in un comunicato della stessa Cgil.

“Non ci possiamo permettere di arrivare a settembre senza un piano di rientro in classe – sottolineano Galgani e Pisano -. Tale scenario è evocato da più parti, ma tanto esso è necessario quanto poco invece ne vediamo delineate le caratteristiche: si fa un gran parlare di classi suddivise in più turni e didattica in presenza alternata a quella a distanza, ma ancora nessuna parola dal ministero dell’Istruzione e dagli altri organismi competenti sulla necessità di delineare un disegno complessivo”.

Per Galgani e Pisano, “non possiamo però attendere ‘dall’alto’ quello che possiamo e dobbiamo programmare a livello di territorio, affinché non si perda tempo prezioso e si arrivi a settembre senza un’idea compiuta delle cose da fare: dobbiamo riaprire ‘La Scuola’. È il momento di chiamare a raccolta, a partire dall’area metropolitana di Firenze, enti locali, organizzazioni sindacali, associazionismo, tecnici ed esperti, per iniziare a delineare in modo coordinato e partecipato una road map”.

“La Cgil e la Flc Cgil – concludono – hanno le idee, la competenza e il radicamento territoriale per offrire un contributo a questo percorso”.

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Università, mobilitazione nazionale per chiedere nuovi fondi

Università, mobilitazione nazionale per chiedere nuovi fondi

Più fondi per garantire il funzionamento delle università: è la richiesta alla base della mobilitazione nazionale promossa oggi in 12 città, da Torino a Palermo, da Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil (Flc Cgil) con Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (Adi) e il Coordinamento Universitario Link. Ad aprire le manifestazioni previste per la giornata è stata Firenze, seguita poi da Pisa.

La protesta nasce dalla constatazione che l’attuale Fondo di Finanziamento Ordinario, pari a circa 7,5 miliardi di euro, “risulta inferiore in termini assoluti a quello di dieci anni fa e a fronte di tagli complessivi per 5,3 miliardi di euro nell’ultimo decennio” e che lo stanziamento previsto dalla Legge di Bilancio “irrisorio”.

Si chiede quindi “un rifinanziamento strutturale delle università per garantire il loro corretto funzionamento, un piano di reclutamento ordinato e ciclico che assorba il precariato storico, investimenti per un diritto allo studio universale per studentesse e studenti”.

Per quanto riguarda il personale, si legge nella nota dei promotori della manifestazione, “l’Università si regge per una significativa parte delle attività sul lavoro precario, condizione che riguarda un lavoratore su due degli addetti alla ricerca e alla didattica”.

Quanto al diritto allo studio, gli organizzatori denunciano che una “sparuta minoranza” di studenti beneficia di una borsa di studio, oltre alla “carenza strutturale di residenze e posti letto”.

Ad aprire le manifestazioni previste in giornata è stata Firenze alle 9,00, seguita da Palermo (alle 10,00), Pisa e Bologna (11,00), Potenza Bari (12,00), Trieste (13,00), Roma (13,30) Lecce (14,30), Perugia e Milano (15,00) e Torino (16,30).

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Licenziato per reclamo, l’azienda deve risarcirlo

Licenziato per reclamo, l’azienda deve risarcirlo

E’ bastato il reclamo di un cliente per licenziare un dipendente della catena Mediaworld. L’uomo, sostenuto dal sindacato Filcams Cgil, ha fatto ricorso al il tribunale del lavoro di Firenze. La sentenza ha rilevato la natura sproporzionata del provvedimento. Condannata l’azienda a pagare un risarcimento. Dichiarato nullo anche il licenziamento della docente della scuola privata Lorenzo de’ Medici per aver svolto attività sindacale al suo interno.

Il dipendente era stato licenziato in tronco dall’azienda dopo oltre 10 anni di servizio senza che abbia mai ricevuto alcuna contestazione in nessuna forma. La vicenda è stata resa nota dalla stessa Filcams Cgil ritenendo che la “sentenza rappresenti un messaggio per tutti i lavoratori della multinazionale che, da anni, vivono condizioni di tensione e incertezza. Rappresenta anche un messaggio a MediaWorld che, nei prossimi mesi, dovrà riflettere sul proprio operato e sulla logica di alcune scelte”.
Il sindacato Flc Cgil ha reso noto inoltre l’esito positivo di un’altra causa di lavoro in cui il tribunale di Firenze ha annullato il licenziamento di un docente della scuola privata Lorenzo de’ Medici (Firenze), perché aveva svolto attività sindacale dentro l’istituto. Il tribunale ha annullato il provvedimento dell’istituto condannandolo alla sua reintegrazione nel ruolo.
Gli avvocati del lavoratore, Massimo Capialbi e Arnaldo Dettori, hanno chiesto inoltre al giudice di accertare la natura discriminatoria e ritorsiva del licenziamento. L’azienda aveva contestato al docente di aver inviato ai colleghi, sulle loro caselle di posta elettronica aziendale, l’invito a partecipare ad un’indagine promossa anche da Flc Cgil per approfondire le condizioni lavorative nei programmi Study Abroad a Firenze e in Toscana. Il tribunale ha  condannato la scuola privata a reintegrare il lavoratore, a risarcire il danno da mancata retribuzione e a sostenere le spese della lite.
ll sindacato rende noto che la sentenza rileva “come la comunicazione su temi sindacali e di lavoro tra colleghi non necessiti di alcuna autorizzazione da parte né del datore di lavoro né dei colleghi. Il licenziamento è quindi giudicato discriminatorio perché comminato per punire il lavoratore per aver svolto attività sindacale in azienda. La valutazione è rafforzata dal fatto che la scuola privata, per contrastare l’attività sindacale, aveva sottoposto a provvedimento disciplinare tutti i colleghi dello stesso dipartimento del lavoratore illegittimamente licenziato”.

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