Polizia Municipale, “tutele e sicurezza per il lavoro notturno”, presidio Piazza Signoria

Polizia Municipale, “tutele e sicurezza per il lavoro notturno”, presidio Piazza Signoria

In Piazza della Signoria si è tenuto un presidio organizzato da Rsu e sindacati per fare il punto della vertenza con il Comune che da cinque anni deve risolvere un problema di salute e sicurezza per i servizi notturni della Polizia Municipale

I lavoratori e le lavoratrici della Polizia municipale di Firenze, tramite la Rsu (con Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, Dicapp) sono tornati in piazza per chiedere maggiori tutele per il lavoro notturno, aumentato in questo periodo segnato dal Covid.

In Piazza della Signoria si è tenuto un presidio organizzato da Rsu e sindacati per fare il punto della vertenza con il Comune che da cinque anni deve risolvere un problema di salute e sicurezza per i servizi notturni. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici è partita nel 2016 che denunciano il peggioramento della situazione con la nuova organizzazione del servizio comunicata lo scorso dicembre.

“Il servizio notturno è una delle parti fondamentali sullo stress da lavoro correlato. È un problema che abbiamo da tempo prima del 2016 c’era già una procedura che permetteva un esonero a una certa età. Con l’ultima procedura uscita prima di Natale è stato destrutturato portando gli agenti. Nell’ultimo anno molto lavoro si è trasformato in 18-24, che non è riconosciuto come orario notturno”, spiega Roberto Bologni, RSU Polizia Municipale e delegato sindacale CGIL.
Bologni lavora dal 1996 nella Polizia Municipale a Firenze, ” Abbiamo voluto dare un segnale alla città ma anche alla giunta”, conclude Bologni, “Per la nostra azione quotidiana siamo parte della vita di questa città noi chiediamo solo delle soluzioni che in questo momento sia tutelata la nostra salute”

La Rsu ha ricordato che l’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici durante questo periodo segnato dal covid. “In un periodo di emergenza sanitaria il personale della Polizia Municipale ha costantemente lavorato in presenza, garantendo come sempre il proprio impegno istituzionale. Impegno che ci aspettiamo anche da chi amministra questa città, nel garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, beni primari ed irrinunciabili per tutti. Si tratta di una vertenza sindacale che non chiede soldi in più al Comune di Firenze, ma tutela della salute e sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici della Polizia Municipale”.

La dirigenza del Comune ha convocato i sindacati per discutere della vertenza in un tavolo tecnico per il 28 aprile.

Il presidio è stato anche l’occasione per donarehanno raccolto 6mila euro che sono stati donati al teatro L’Affratellamento. L’assegno simbolico è stato consegnato stamani, davanti a Palazzo Vecchio, al presidente del Teatro Luigi Mannelli. “Il teatro L’Affratellamento, a fronte di una crisi finanziaria profonda dovuta al lungo periodo di chiusura, ha ricevuto, come tutto il settore dello spettacolo, pochissime risorse in questo lungo periodo di chiusura”, ha spiegato la Rsu, mentre Mannelli, ringraziando per il gesto, ha detto che si tratta di “una boccata d’ossigeno che ci aiuta a resistere”.

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Covid in Toscana, la Fp Cgil: “Nessuna riapertura se non calano i contagi”

Covid in Toscana, la Fp Cgil: “Nessuna riapertura se non calano i contagi”

Covid in Toscana, Bartolini (Fp Cgil) e D’Onofrio (Fp Cgil Medici e Dirigenti): “Ospedali al limite, nessuna riapertura se non calano i contagi. Non è questo il momento di allentare la stretta, stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini ma dobbiamo insistere con le misure di prevenzione”. Secondo il sindacato :”in Toscana il tasso di saturazione medio di reparti ordinari Covid e terapie intensive è, da una settimana, stabilmente sopra il 95%”

“Stiamo in piena terza ondata, l’effetto della variante inglese a maggiore contagiosità è ormai evidente. Le strutture ospedaliere Covid sono in grande sofferenza, in Toscana come in gran parte del Paese, sia per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto Covid di tipo ordinari che per quelli intensivi e sub-intensivi.  In Toscana il tasso di saturazione medio di reparti ordinari Covid e terapie intensive è, da una settimana, stabilmente sopra il 95%.” la denuncia è della FP CGIL.

“Il personale medico, infermieristico, OSS, sanitari e tecnici, da mesi sotto pressione in questi ospedali, è chiamato a un ulteriore sforzo. La sua condizione psico-fisica è segnata da oltre un anno di lavoro intenso e logorante per l’esposizione a rischio biologico” aggiunge il sindacato.

“In questa ultima ondata, l’età media dei pazienti Covid si sta abbassando, molti pazienti giovani finiscono in rianimazione. Si tratta di pazienti impegnativi, che allungano i tempi di degenza e riducono il turnover, a causa di una malattia insidiosa, persistente, non di rado mortale”. Aggiunge la FP CGIL. “E’ necessario fare appello ai cittadini affinché, ancora una volta, ci aiutino a limitare la diffusione della malattia e dunque la pressione sugli ospedali2

” La sofferenza indotta dalla crisi economica, la stanchezza, tutto comprensibile! Ma possiamo continuare a pagare un tributo così alto in termine di vite umane e di sofferenze? Non può esserci libertà se non si riduce la mortalità. Non è questo il momento di allentare la stretta, stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini ma dobbiamo insistere con le misure di prevenzione. Nessuna riapertura se non calano i contagi. La pressione sugli ospedali rappresenta l’indicatore più oggettivo e dunque determinante per le scelte di tipo politico e sanitario” prosegue il comunicato del sindacato.

Che aggiunge: “Va allentata la pressione sugli ospedali covid ormai saturi, lo sforzo comune va ripartito tra tutte le strutture in relazione alla dotazione di letti e personale. Il virus non è un problema per un pezzo di sistema ma per tutto il sistema. Va dato quindi respiro a operatori estenuati, chiamati da mesi a sacrificare ferie e recuperi, per dare risposte ai pazienti covid senza dimenticare lo sforzo ulteriore di quanti sono ovviamente impegnate a trattare pazienti complessi e patologie tempo dipendenti.Bisogna cercare di ampliare il reclutamento di posti letto covid nelle strutture convenzionate, sia per garantire l’allentamento del carico alle strutture più esposte che per garantire la dotazione di posti letto non covid per le attività urgenti e complesse delle strutture SSN”.

Infine, sendondo la FP CGIL: “il settore sanitario, per anni assoggettato a tagli indiscriminati, è arrivato decimato allo scontro con il virus. Vanno reclutate e stabilizzate nuove unità di personale, per consentire il ripristino di organici necessari a recuperare oggi un minimo di diritti e un adeguato turnover; e predisporre, in futuro, una risposta di cura soddisfacente a malati in attesa di prestazioni sanitarie rimaste inevase”.

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Ospedale Empoli: laboratorio allo stremo, presidio Fp Cgil

Ospedale Empoli: laboratorio allo stremo, presidio Fp Cgil

La Fp Cgil lancia l’allarme per il laboratorio dell’ospedale di Empoli e proclama lo stato di agitazione. “Con questa pandemia situazione organizzativa al collasso. I lavoratori sono allo stremo, senza riposi, permessi e nemmeno i 52 festivi annui spettanti. Vanno rispettati i loro diritti e servono assunzioni”. Oggi presidio del sindacato ore 9-12 davanti all’ospedale di Empoli.

Dall’inizio della pandemia il laboratorio dell’ospedale di Empoli è sottoposto a un continuo aumento delle attività e dei carichi di lavoro: il vertiginoso aumento della richiesta di prestazioni va a sommarsi alla cronica carenza di tecnici di laboratorio, figura da sempre colpevolmente sottostimata nelle dotazioni previste dalla USL Toscana Centro rispetto all’importante volume di richieste generate da un ospedale come quello di Empoli e dal suo territorio.

“Dal mese di agosto tutto il personale del laboratorio è obbligato a non fruire dei dovuti riposi settimanali per non mettere in ginocchio la precaria tenuta degli stessi turni di servizio” denuncia il sindacato.

La scarsità di operatori impedisce al personale presente di chiedere anche un solo giorno di permesso, di ammalarsi o di avere improvvisi problemi familiari per non costringere i colleghi a turni di lavoro immani per sopperire all’assenza; da anni le dotazioni di tecnici assegnate dall’Azienda per il pieno funzionamento del laboratorio non sono state nemmeno sufficienti per gestire il quotidiano volume d richieste di prestazioni che provengono dai servizi sanitari dell’ospedale e del territorio empolese.

La FP CGIL da più di un anno chiede un’importante e urgente immissione di personale, con la graduatoria ESTAR a ruolo di tecnici di laboratorio, ma l’Azienda è stata incapace di reclutare il personale necessario per garantire i diritti dei lavoratori e di mettere in sicurezza la tenuta del servizio stesso, che vive da marzo una perenne emergenza organizzativa a causa della pandemia.

La FP CGIL per questi motivi ha proclamato lo stato di agitazione permanente di tutto il personale tecnico sanitario del laboratorio di Empoli, che terminerà solo con una cospicua immissione di tecnici nell’attuale dotazione (almeno 6 ne servono), pronta ad agire in tutte le sedi più opportune per l’immediato ripristino dei diritti contrattuali dei lavoratori fino ad oggi colpevolmente calpestati.

Simone Baldacci, FP CGIL Usl Toscana Centro. Intervista di Chiara Brilli 

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Scandicci: manifestazioni e sciopero contro chiusura Makarenko

Scandicci: manifestazioni e sciopero contro chiusura Makarenko

Annuncio sindacati sulle manifestazioni contro la scelta di chiudere la scuola Makarenko dopo l’esito negativo incontro con Comune Scandicci

Manifestazioni di protesta che culmineranno in uno sciopero del personale educativo contro la scelta di chiudere la scuola per l’infanzia Makarenko a Scandicci. E’ quanto annunciano la Rsu del Comune, la Fp Cgil e la Uil Fpl dopo che ha “avuto esito negativo l’incontro avvenuto questa mattina con il Comune di Scandicci alla presenza della prefettura”.

Esito negativo, spiegano i sindacati in una nota, “dovuto al fatto che l’Amministrazione comunale non desiste dal proprio intento di volere chiudere la scuola Makarenko. Le lavoratrici manifesteranno la loro contrarietà per una scelta unilaterale, sbagliata, maturata senza alcun confronto preventivo, che vuole chiudere una scuola prestigiosa, importante, a cui una parte significativa della comunità di Scandicci si oppone ormai da mesi”.

Per Giovanni Iorio della Fp Cgil, Flavio Gambini della Uil Fpl e Marco Rizzo della Rsu del Comune di Scandicci, “è evidente l’intento di ridurre la proposta pubblica di servizi all’infanzia, di ridimensionare l’offerta educativa comunale, di risparmiare sul personale comunale e di favorire così i soggetti privati che operano soprattutto nell’ambito dei nidi, dove ormai la dimensione privata ha proporzioni analoghe a quella pubblica. La rappresentanza sindacale unitaria e le organizzazioni sindacali sosterranno le azioni di protesta delle lavoratrici del settore che chiedono un netto ripensamento rispetto ad una scelta fortemente penalizzante per il futuro dei bambini, delle bambine di Scandicci e di chi opera al servizio della scuola pubblica”.

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Campionessa canottaggio Paola Piazzolla licenziata da Vvf, proteste Fp-Cgil

Campionessa canottaggio Paola Piazzolla licenziata da Vvf, proteste Fp-Cgil

Vince un concorso per atleta dei Vvf nonostante sul concorso penda un ricorso della terza arrivata. Dopo 4 anni una sentenza dice che non era lei la vincitrice

Assunta al concorso del 2016 per atleti dei Vigili del Fuoco, e ora licenziata dopo che la terza arrivata al concorso ha vinto il ricorso in sede amministrativa: è quanto accaduto a Paola Piazzolla, medaglia d’oro nel 4 di coppia pesi leggeri ai Campionati mondiali di canottaggio del 2017, più volte campionessa del mondo under 23 e ora in corsa per le prossime Olimpiadi del 2021 a Tokio.

Una storia che si è conclusa con il licenziamento, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che non accoglie l’istanza di sospensiva del provvedimento inoltrato all’atleta nel mese di settembre.

In questi quattro anni l’atleta Paola Piazzolla ha collezionato tre medaglie d’oro Mondiali ed una di Bronzo rimanendo in corsa per una eventuale partecipazione alle Olimpiadi di Tokio che si terranno, causa rinvio per Covid, nel 2021. Quattro anni durante i quali sull’assunzione di Paola Piazzolla era pendente un ricorso della terza classificata. Quel ricorso, dopo 4 anni, è arrivato a sentenza che ha stabilito che sono valide le ragioni della ricorrente, da qui il licenziamento della Piazzola.

Secondo la Fp-Cgil, tuttavia, “l’Amministrazione” del Corpo dei vigili del fuoco “unica responsabile di quanto accaduto, non ha difeso a dovere la propria atleta, ha pensato a difendere solo se stessa”

“Sempre l’Amministrazione – afferma il sindacato in una nota – si è intestata le sue vittorie pur sapendo che su quel concorso era pendente un ricorso della terza classificata”, ricorso poi vinto da quest’ultima: si tratta dunque di “un errore dell’Amministrazione, incapace di gestire concorsi sulla base di leggi che essa stessa promuove, che paga il soggetto più debole che aveva solo il compito di pensare al raggiungimento degli obbiettivi sportivi al più alto livello possibile. Un danno per l’atleta che nel frattempo non ha potuto fare altri concorsi e che da ultimo ha dovuto anche pensare a difendersi in via giudiziale dal licenziamento”.

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