Troppi disagi per lavoratori e utenti: sit in al parcheggio dell’ospedale di Torregalli

Troppi disagi per lavoratori e utenti: sit in al parcheggio dell’ospedale di Torregalli

Sit in di protesta nel parcheggio dell’ospedale di Torregalli promosso per oggi dalle 11 alle 14 dalla Fp Cgil Firenze. “Nonostante le nostre continue denunce  e la promozione di una raccolta firme fra tutti i lavoratori del presidio ospedaliero consegnata nei mesi passati alla Direzione Generale, nessuna soluzione è stata ancora individuata per risolvere la regolamentazione degli accessi dei parcheggi interni di Torregalli”, denuncia Simone Baldacci Fp Cgil ai microfoni di Chiara Brilli.

“L’assoluto disinteresse e l’incapacità dell’azienda di risolvere questa spinosa problematica sta provocando gravi disservizi al normale funzionamento dei servizi ospedalieri e forti disagi ai lavoratori, costretti a code e tempi biblici per trovare un parcheggio. Gli stessi disagi che subiscono i lavoratori li stanno vivendo gli utenti che frequentano il nosocomio, costretti a lunghe file e a lasciare le proprie macchine molto distanti dal presidio ospedaliero. La mancanza di una regolamentazione dei flussi d’ingresso e di uscita dei veicoli ha portato anche alla deprecabile abitudine di lasciare le autovetture parcheggiate nei vialetti interni che portano le ambulanze all’ingresso del Pronto Soccorso, con molti disagi e difficoltà per i mezzi di soccorso a raggiungere l’entrata”, conclude la nota sindacale diffusa durante il presidio. 

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Estar replica alla Cgil, abbiamo scorte con 6 mln di guanti

Estar replica alla Cgil, abbiamo scorte con 6 mln di guanti

Firenze, la direzione di Estar, centrale acquisti della Regione Toscana, replica in una nota al sindacato Fp-Cgil riguardo alla disponibilità di Dpi nella Asl Toscana Centro e sottolinea che al momento la scorta di guanti, in particolare, è di circa 6 milioni di pezzi e che ulteriori consegne sono previste nelle prossime settimane.

“Solo relativamente alle forniture di guanti negli ultimi quattro mesi – si legge in un comunicato – Estar ha svolto due indagini di mercato, circa 50 operatori contattati, negoziazioni dirette e due gare con il coinvolgimento complessivo di oltre 200 operatori economici. Una terza procedura sarà pubblicata entro al fine di questa settimana per 9 tipologie di guanti. Tutto questo, naturalmente, dovendosi confrontare con realtà di mercato mondiale estremamente complessa”.

Ricordiamo che ieri Fp-Cgil aveva evidenziato il rischio di carenza di Dpi nelle strutture della Asl Toscana Centro soprattutto se dovessero aumentare i casi di Coronavirus.

Estar, prosegue il comunicato, “è impegnata fin dall’inizio dell’emergenza Covid 19 in un’intensa attività di ricerca di fornitori in grado di soddisfare la pressante domanda di dispositivi di protezione sanitari. In questa azione sul mercato ha fatto e fa ricorso ad ogni possibile misura semplificata e ad ogni possibile deroga prevista sia dalle norme speciali varate nel corso dell’emergenza che da quelle introdotte col recente decreto Semplificazioni, ponendo sempre attenzione alla qualità dei beni”.

Riguardo altri Dpi “per ciò che riguarda camici e mascherine, grazie alle numerose iniziative assunte negli ultimi mesi, al momento la disponibilità di questi beni in generale è sostanzialmente adeguata rispetto alle necessità: sono attualmente disponibili nei magazzini di Estar circa 250.000 camici e 11.400.000 mascherine chirurgiche.

“Quanto ad alcuni disagi segnalati, potrebbero essere riconducibili al contingentamento delle consegne cui si è provveduto per una distribuzione equilibrata dei materiali tra le Aziende”, si spiega dalla Regione Toscana, comunque “per garantire la copertura del fabbisogno complessivo del Sistema sanitario regionale sono stati comunque già interessati la Protezione Civile ed il Commissario per la gestione dell’emergenza. Entro la prima settimana di settembre saranno assunte ulteriori iniziative per il consolidamento delle forniture: nuova gara per camici e tute visitatore ed altri prodotti similari e per l’attivazione di ulteriori soluzioni presenti sul mercato”.

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Cgil: a Usl Toscana Centro e Careggi “Mancano i guanti per i sanitari”

Cgil: a Usl Toscana Centro e Careggi “Mancano i guanti per i sanitari”

?Firenze, il sindacato Fp Cgil lancia un allarme sulla mancanza di guanti monouso ospedalieri negli ospedali cittadini: “Nonostante le nostre ripetute denunce e segnalazioni – avvisa il sindacato – persiste ancora, nei servizi sanitari dell’Azienda sanitaria Usl Toscana Centro e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, una drammatica penuria di guanti monouso che sta mettendo a durissima prova la tenuta stessa dei servizi sanitari essenziali, i quali nei prossimi giorni, se non saranno presi urgenti e drastici provvedimenti, non potranno garantire la normale erogazione delle prestazioni”.

“Situazione drammatica – si legge in un comunicato della Cgil – che sta mettendo in grave difficoltà il lavoro di centinaia di operatori sanitari impegnati nei servizi ospedalieri e territoriali dell’Area Vasta Centro, che a breve si troveranno impossibilitati a svolgere il proprio lavoro per la mancanza di un importante e fondamentale presidio di protezione individuale”.

Sempre per la Cgil: “tutti i servizi sanitari, pronto soccorso compresi, andranno incontro a una paralisi operativa se non verranno adottate drastiche misure da parte di Estar, organo tecnico regionale responsabile del corretto approvvigionamento del materiale sanitario dei servizi sanitari regionali: da più di un mese gli operatori sanitari di tutta l’Area Vasta Toscana Centro sono costretti quotidianamente a fare miracoli per centellinare i pochi pezzi ancora in circolazione nei reparti, obbligati a lavorare con guanti di misure non idonee e fatti di materiale spesso scadente”.

Nel contrasto alla pandemia, conclude il sindacato: “guanti, mascherine e camici risultano essere dispositivi di protezione individuale necessari per la salvaguardia della salute dei lavoratori sanitari e presidi fondamentali per il contenimento nella diffusione del virus” e “vista l’attuale evidente impossibilità di Estar di garantire la corretta quantità del materiale necessario, la Fp Cgil chiede l’immediata attivazione di provvedimenti urgenti, con l’attuazione dei decreti ministeriali già oggi in vigore, che affidano alle Regioni la possibilità di requisire nel mercato privato i dispositivi individuali di protezione necessari per il mantenimento del normale funzionamento dei servizi sanitari pubblici”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Simone Baldacci delegato FP CGIL Usl Toscana Centro:

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Protesta dei lavoratori della sanità privata

Protesta dei lavoratori della sanità privata

?Firenze, continua la protesta dei lavoratori – in tutta Italia – della sanità privata, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per il rinnovo del contratto.

Stamani c’è stato un sit in di protesta davanti alla sede della prefettura, con circa 70 persone, ed è anche questo relativo alla mobilitazione in corso per la mancata ratifica da parte delle associazioni delle case di cura private, Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari), della pre-intesa per il rinnovo del contratto, atteso da 14 anni, raggiunta lo scorso 10 giugno.

IL contratto riguarda oltre 100mila lavoratori in Italia, circa 3mila in Toscana. I sindacati, già scesi in piazza a Roma lo scorso 5 agosto, minacciano lo sciopero, considerando “vergognosa” la scelta di Aiop e Aris: “Andiamo avanti con la mobilitazione – ha spiegato Riccardo Bartolini della Cgil – e siamo pronti allo sciopero nazionale, a meno che non arrivi la firma del contratto”.

Nei mesi scorsi, ha ribadito Fabrizio Grassi (Uil), “c’è stata una preintesa a livello nazionale, firmata da entrambe le parti. Poi però non è arrivata la firma definitiva. Sono scelte incomprensibili, che non danno merito agli operatori sanitari. Da oggi faremo un presidio che durerà fino al 31 agosto, giorno in cui ci sarà una nuova protesta. Poi andremo avanti fino allo sciopero”.

Per Marco Bucci (Cisl) si tratta di una “situazione vergognosa anche perché l’accordo permette di adeguare i valori economici” degli operatori privati “a quelli della sanità pubblica. Entro il 31 luglio si doveva ratificare l’intesa ma, con un atteggiamento gravissimo, le associazioni Aris e Aiop non hanno comunicato la loro disponibilità. È uno scenario grave, che apre scenari di inaffidabilità totale”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Lorenzo Mainetti della CGIL e Mario Bucci della CISL:

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Asili nido e scuole materne, presidio Fp Cgil a Firenze per “assunzioni e investimenti sulla sicurezza”

Asili nido e scuole materne, presidio Fp Cgil a Firenze per “assunzioni e investimenti sulla sicurezza”

Presidio regionale di Fp Cgil e di lavoratori e lavoratrici a Firenze in piazza Duomo davanti alla sede della Regione

“Per garantire la ripresa a settembre dei servizi scolastici 0-6 anni (nidi e materne) chiediamo investimenti sulla sicurezza, nuove assunzioni e formazione del personale sia nel pubblico che nel privato. Nel mese di luglio – si legge nella nota diffusa dal sindacato –  i centri estivi educativi sono stati il banco di prova per il riavvio delle attività in presenza dopo la sospensione dei servizi educativi e scolastici, con piccoli gruppi, rapporti numerici tra educatori e bambini di uno a cinque e con attività principalmente all’aperto. Questa esperienza, resa possibile anche grazie al lavoro delle educatrici e delle insegnanti del sistema dei servizi all’infanzia comunali  ha reso evidente da un lato cosa sia necessario per la riapertura dei servizi a settembre e dall’altro ha fatto riemergere vecchie criticità del settore. In molti Comuni a partire dalla Città metropolitana di Firenze – si legge ancora nel comunicato della FP Cgil –  i servizi educativi 0-3, lo scorso anno, erano garantiti mediamente al 40% delle bambine e dei bambini, con percentuali più alte dove maggiore è la gestione diretta dei servizi da parte dei Comuni.

Per garantire lo stesso livello di posti disponibili, la stessa qualità del servizio e un corretto rapporto numerico educatore/bambini nelle varie fasce orarie della giornata, così da consentire un’organizzazione in piena sicurezza, occorrono investimenti e nuove assunzioni. Serve aggiornare i Protocolli di sicurezza in relazione alle attività educative che verranno svolte, ed agli spazi che devono essere adeguati: troppo grande è il tributo già pagato dal personale in termini di contagio della malattia perché il tema della sicurezza non sia centrale, e infine occorre una formazione mirata a tutto il personale per gestire l’inevitabile cambiamento e per renderlo pronto ad affrontare la nuova normalità”

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