Piombino, sindaco: “Chiedo a Giani di dimettersi da commissario”

Piombino, sindaco: “Chiedo a Giani di dimettersi da commissario”

“Oggi ho inviato al presidente della Regione Eugenio Giani una lettera nella quale, alla luce della caduta del Governo Draghi e la conseguente instabilità politica del Paese, gli chiedo di dimettersi dal ruolo di commissario straordinario per la realizzazione del rigassificatore a Piombino”.

Così il sindaco di Piombino (Livorno) Francesco Ferrari, che in una nota fa sapere che: “viste le ormai imminenti elezioni, ritengo giusto che la decisione sul futuro di questo progetto così dannoso per la città sia rimesso nelle mani della futura guida politica del Paese nella sua piena capacità e le dimissioni del commissario sono indubbiamente un
valido strumento per interrompere il procedimento amministrativo fino alla formazione del nuovo esecutivo”.

Ferrari ha chiesto di convocare una conferenza dei capigruppo in consiglio comunale
per discutere e firmare la lettera. “A questa convocazione – spiega Ferrari – il Pd ha risposto annunciando la propria assenza in quanto non disponibile a firmare il documento perché,
secondo i capigruppo Pd e ‘Anna per Piombino’, ‘le dichiarazioni rilasciate dal presidente Giani sono al momento garanzia per tutti'”.

“Mi chiedo quale garanzia – osserva ancora – possa dare un commissario che è stato uno dei principali protagonisti della scelta di Piombino come sede del rigassificatore. Quel che,
invece, non mi chiedo più, perché ormai appare chiaro, è da che parte sta il Pd: da quella del partito e non dei cittadini”.

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Piombino, sindaco: “scelta localizzazione rigassificatore arbitraria e priva di fondamento”

Piombino, sindaco: “scelta localizzazione rigassificatore arbitraria e priva di fondamento”

Così il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari, dopo le parole del premier Mario Draghi sul rigassificatore. “rischiamo colpo di grazia dopo anni difficilissimi”

“Ora che, finalmente e con fatica, la città si sta risollevando, questo rigassificatore rischia di essere il colpo di grazia per la rinascita ambientale e la diversificazione economica di tutto il territorio”. Lo ha detto il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari, dopo le parole del premier Mario Draghi sul rigassificatore.

“La sicurezza energetica è fondamentale -ha aggiunto Ferrari-  non c’è dubbio, ma non può essere barattata con la sopravvivenza di una comunità: da decenni Piombino paga conseguenze ambientali, economiche e occupazionali in nome del sistema Italia”.

“Vogliamo sapere con quali criteri tecnici è stata scelta la nostra città come sede dell’impianto invece di un qualunque altro porto italiano – aggiunge  il sindaco di Piombino- a questa domanda il Mite non ha saputo rispondere e ciò significa che, evidentemente, la decisione è stata arbitraria e senza fondamento tecnico. Questo è inaccettabile. Vogliamo avere garanzie sulla sicurezza, accesso agli studi tecnici, non ci basta la parola del presidente Draghi”.

Inoltre, evidenzia Ferrari  “il presidente del Consiglio parla di autonomia energetica ma, in realtà, il rigassificatore ci rende semplicemente dipendenti da Paesi diversi dalla Russia e che ci forniranno energia a costi enormemente più elevati: cambiamo padrone, ma restiamo ancora schiavi”

“In ogni caso – conclude Ferrari – ci auguriamo che il Governo segua alla lettera il procedimento amministrativo necessario ad autorizzare un impianto del genere: è solo così che si tutelano i cittadini di Piombino, L’emergenza non è una giustificazione sufficiente per mettere a repentaglio il futuro di una comunità”.

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Nardella su rigassificatore: “È come Bilancino”, sindaco Piombino: “Paragone ridicolo”

Nardella su rigassificatore: “È come Bilancino”, sindaco Piombino: “Paragone ridicolo”

Piombino, il sindaco Francesco Ferrari interviene a proposito delle dichiarazioni del primo cittadino di Firenze in un’intervista a Il Tirreno, in cui Nardella sottolineava: “IPiombino: corteo contro rigassificatore, Giani pronto per ok senza valutazione ambientalel rigassificatore a Piombino è l’equivalente del lago di Bilancino, nel Mugello: negli anni Novanta fu fonte di grandi polemiche ma se non lo avessimo fatto adesso un milione e mezzo di persone soffrirebbero la sete”.

“Le dichiarazioni del sindaco di Firenze, Nardella, sono quanto di più distante ci possa essere dalla realtà piombinese e dimostrano ancora una volta l’ignoranza che c’è ai vertici riguardo ciò che accade nelle periferie della regione. Innanzitutto, il paragone con la diga di Bilancino è ridicolo: i due interventi non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, come non ce l’hanno i due schieramenti contrari ai progetti. Il no di Piombino, sia chiaro, è un no compatto che include la politica, le realtà economiche del territorio e i cittadini”.

Per il sindaco di Firenze “il rigassificatore” deve essere fatto, con “attenzione a evitare un impatto negativo sul lavoro e sulla sicurezza”. “Nardella – è la replica di Ferrari – continua ad accusare Piombino di essere nimby, di fare parte dello schieramento del no a prescindere, ma Nardella conosce Piombino? La città è stanca di essere la ruota di scorta della regione, di tenersi in casa ogni genere di progetto dannoso in nome di promesse di infrastrutture mai realizzate. Davanti a tutto questo e senza titoli che gli diano autorità sulla specifica questione, il sindaco di Firenze legittima il meccanismo secondo il quale se Piombino rifiuta il rigassificatore è corretto amputare ogni progetto di sviluppo che, mi sia concesso, è un diritto e non una merce di scambio”.

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🎧 Rigassificatore Piombino, Giani: “Entrerà in funzione tra aprile e maggio 2023”

🎧 Rigassificatore Piombino, Giani: “Entrerà in funzione tra aprile e maggio 2023”

Fermamente contrario il sindaco di Piombino Francesco Ferrari che ha affermato che il rigassificatore, “rappresenta un pericolo per la sicurezza nonché un danno economico”.

Riunione intensa quella che si è tenuta venerdì mattina presso la sede della Regione Toscana in merito alla nave rigassificatrice che attraccherà nel porto di Piombino, il prossimo anno. Presenti, oltre al Governatore Giani anche i sindaci dei Comuni di Piombino e limitrofi e i tecnici ambientali dello Snam.

Una riunione che ha fatto emergere la volontà di portare la nave di quasi 300 metri di lunghezza all’interno del porto di Piombino da aprile 2023. Un investimento di 330 milioni di euro. Si tratta della seconda nave rigassificatrice che arriverà in Italia, oltre a quella di Ravenna. Fermamente contrario è il sindaco di Piombino Francesco Ferrari che ai giornalisti ha spiegato le ragioni del No.

In podcast le dichiarazioni di Giani, raccolte da Lorenzo Braccini. 

Per collocare a Piombino (Livorno) la nave di rigassificazione di Snam, ha detto Giani, “entro 120 giorni noi dobbiamo raccogliere tutte quelle autorizzazioni che sono necessarie perché l’opera possa procedere”, mentre “il posizionamento e l’entrata in funzione è prevista da qui a un anno, ovvero fine aprile, inizio maggio dell’anno prossimo”.

“Allo stato attuale se vogliamo è un lavoro di autorizzazioni e di natura burocratica, però in 120 giorni, per rispettare i tempi messi dal decreto ministeriale, questo processo deve completarsi”, ha spiegato Giani, secondo cui “è evidente che mi pongo di fronte a una realtà che è scettica – ha detto, riferendosi anche al Comune di Piombino – è diffidente, è contraria, ma c’è un interesse nazionale che deve essere seguito”. Per il governatore toscano “l’interesse nazionale deve portare il sottoscritto ad avanzare al Governo anche un memorandum, in cui il governo chiede questo sacrificio a Piombino: e allora ci siano gli investimenti che da anni erano promessi, e non sono stati mai fatti”.

“L’abbiamo detto negli scorsi mesi e l’abbiamo ribadito oggi, Piombino è la scelta sbagliata” per la nave di rigassificazione di Snam, ha detto il sindaco Francesco Ferrari. “Un rigassificatore nel nostro porto – ha affermato – rappresenta un pericolo per la sicurezza nonché un danno economico, sociale, ambientale e turistico per una città che sta con fatica cercando di rialzarsi da una crisi attraverso la diversificazione”.

Ferrari ha detto che sperava “che la riunione di oggi fosse un’occasione per aprire una seria discussione sull’opportunità di collocare un rigassificatore, non sulle modalità con cui l’opera sarà realizzata. E’ evidente che la decisione era già stata presa, ancora una volta senza ascoltare la voce contraria del territorio”.

Il Comune di Piombino, sostiene il sindaco, ora “vigilerà sulla regolarità del percorso mantenendo una posizione forte e coerente a tutela della città. Non diamo per scontato l’esito: le criticità sono molte e la voce del territorio deve avere un peso. Ci doteremo di studi tecnici, giuridici e ambientali per proteggere la città. Abbiamo già richiesto al Ministero tutti i documenti che hanno portato a scegliere Piombino e ad escludere tutti gli altri porti italiani”.

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Rigassificatore Piombino, sindacati: “Serva per rilancio Jsw”

Rigassificatore Piombino, sindacati: “Serva per rilancio Jsw”

Piombino – Annunciata per venerdì 8 l’assemblea dei lavoratori di Jsw per chiedere rilancio.

Assemblea unitaria con i lavoratori della Jsw di Piombino (Livorno), in vista delle possibili novità che potrebbero aprirsi per la città in seguito l’interessamento del Governo per l’installazione di un impianto di rigassificazione, anche alla luce dello stallo del progetto di rilancio dello stabilimento piombinese. La annunciano per l’8 aprile i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Uglm Ugl e Usb, presso lo stabilimento Jsw.

Su questi temi, spiega una nota, ieri si è svolto un incontro tra l’Amministrazione comunale di Piombino, alla presenza del sindaco Francesco Ferrari, con i sindacati metalmeccanici provinciali di Livorno. “Da un lato nell’incontro con l’Amministrazione ha riconfermato quanto già anticipatoci anche dai presidenti di Regione Toscana Giani e Autorità di sistema portuale Guerrieri a margine del loro incontro – sottolineano i sindacati in una nota -, ossia di un primo contatto per valutare il sentimento Istituzionale di tale ipotesi. Dall’altro c’è stata piena condivisione sulla necessità che il nostro territorio non possa essere considerato solamente come un territorio di servizio, e che questa necessità nazionale debba coniugarsi con un’idea complessiva nella quale deve trovare risposta anche l’idea di rilancio dello stabilimento piombinese”.

A tale proposito, aggiungono, “fermo restando che la prospettiva dello stabilimento Jsw ha la priorità”, i sindacati esprimono “apprezzamento per la sintonia di linguaggio e posizioni delle Istituzioni, proprio come le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici che in questi giorni provano a fare fronte comune, convinte come sono del fatto che soltanto parlando come un unico soggetto territoriale si possa sperare essere visti come interlocutori.

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