Strage Viareggio, Cassazione dichiara prescritti gli omicidi colposi

Strage Viareggio, Cassazione dichiara  prescritti gli omicidi colposi

Da rivalutare la responsabilità per il solo reato di disastro ferroviario colposo. Soddisfatta naturalmente la difesa. in lacrime i parenti delle vittime.

Sono stati dichiarati prescritti gli omicidi colposi per la strage di Viareggio a seguito
dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro: lo ha deciso la corte di Cassazione rinviando alla corte d’Appello di Firenze la riapertura
dell’appello bis, anche per l’ex Ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti.

Da rivalutare la responsabilità per il solo reato di disastro ferroviario colposo. Soddisfatta naturalmente la difesa. “E’ stato ridimensionato radicalmente il verdetto della Corte d’Appello di Firenze: la Cassazione ha emesso un dispositivo molto complesso ma ad una prima lettura emerge subito che è stato colpito in modo profondo l’impianto delle accuse e delle responsabilità”. Questo il primo commento dell’avvocato Franco Coppi, difensore dell’ex di Fs e Rfi, Mauro Moretti nel processo per la strage di Viareggio, nella quale era
stato condannato a 7 anni.

“Grande soddisfazione per il verdetto della Cassazione che ha fatto giustizia della sentenza della corte di Appello di Firenze che abbiamo da sempre contestato: ora è stata definitivamente esclusa la condanna di Rfi per la strage di Viareggio”. Questo il commento dell’avv. Carla Manduca che ha difeso la posizione di Rfi insieme a prof. Alfonso Stile.
“E’ stato escluso anche il risarcimento per tutte le 22 associazioni che si erano costituite come parti civile nel processo”, ha aggiunto la legale ricordando che i familiari
delle vittime sono stati invece risarciti.

Scene di disperazione fra i parenti delle vittime della strage di Viareggio, davanti al palazzo
dalla Corte di cassazione a Roma. Molti di loro sono scoppiati in lacrime quando hanno ricevuto la notizia del verdetto che dichiara prescritti gli omicidi colposi per il disastro
ferroviario nel quale persero la vita 32 persone nel giugno del 2009, a seguito

 

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Firenze: Berlusconi indagato in procedimento stragi

Firenze: Berlusconi indagato in procedimento stragi

Silvio Berlusconi è indagato nel procedimento aperto dalla procura di Firenze sulle stragi mafiose del 1993.

La notizia si apprende a Palermo. La notizia è circolata nell’ambito  nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, dove gli avvocati dell’ex Cavaliere hanno depositato alla corte d’assise d’appello, che celebra il dibattimento, la certificazione da cui risulta che il loro assistito è appunto indagato a Firenze.  Gli avvocati Coppi e Ghedini che assistono l’ex premier, dopo la citazione a deporre del loro assistito da parte dei difensori di Dell’Utri nel processo trattativa, avevano chiesto alla corte d’assise d’appello di Palermo di definire in quale veste giuridica sentirlo: se come teste o indagato di reato connesso, stato questo che gli consentirebbe di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il nodo è stato sciolto dagli stessi avvocati dell’ex premier che si sono informati con i pm fiorentini.
La riapertura a Firenze delle indagini su Silvio Berulusconi nell’ambito del procedimento sulle stragi mafiose del 1993 per le quali l’ex premier era già stato indagato e archiviato nel capoluogo toscano per due volte risale a due anni fa. E’ quanto si apprende in ambienti giudiziari a Firenze. La riapertura era stata disposta in seguito alla trasmissione, da Palermo a Firenze, delle intercettazioni in carcere di Giuseppe Graviano disposte dalla procura siciliana. Allora si era parlato di un “atto dovuto” per le dovute verifiche. Accertamenti che, a due anni di distanza, non sono ancora stati conclusi.
“L’indicazione dell’iscrizione del presidente Berlusconi da parte della Procura di Firenze non costituisce certamente una novità. Siamo certi che come già nelle precedenti occasioni tale ipotesi non potrà che risolversi in un’archiviazione”. Lo affermano in una nota i legali di Silvio Berlusconi, Franco Coppi e Nicolò Ghedini.
“Del resto l’assurdità dell’ipotesi è conclamata non solo dalle risultanze processuali ma dalle numerose sentenze passate in giudicato sul punto che hanno confermato che il Presidente Berlusconi è stato semmai vittima della mafia. E tutti i provvedimenti assunti dai governi da lui presieduti vanno ulteriormente ad illustrare il suo costante impegno nel contrasto del fenomeno mafioso”, concludono i legali.

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