Musei: Uffizi chiusi ma aperti al pubblico con dirette online

Musei: Uffizi chiusi ma aperti al pubblico con dirette online

‘Uffizi On Air’ è il nome del nuovo progetto social: ogni martedi e venerdi, alle 13, ci saranno video live sul profilo Facebook, con curatori e specialisti delle Gallerie ad illustrare le opere d’arte.

Domani, spiega una nota, il primo appuntamento, con il direttore Eike Schmidt che, alle 13, presenterà ‘Uffizi On Air’ e poi porterà gli spettatori del popolare social alla scoperta del cuore più antico della Galleria, la Tribuna del Buontalenti.

Tra le iniziative in programma, sarà presto anche la ‘trasposizione’ online dell’ultimo trittico di mostre inaugurate nelle scorse settimane, con ipervisioni dedicate sul sito.

“Come già nel caso del lockdown di primavera – sottolinea Schmidt – anche stavolta gli Uffizi resteranno in contatto con tutti voi: ora, con Uffizi On Air, offriamo un modo ancora più diretto per condividere i nostri tesori con il mondo. E ci sarà anche la possibilità per il pubblico di fare domande e ottenere risposte in diretta. Se non possiamo portarvi fisicamente in museo, con questo nuovo progetto social vi ci accompagneremo virtualmente, in versione live, mettendoci a disposizione per soddisfare il vostro desiderio di sapere e le vostre curiosità”.

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“Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane” agli Uffizi

“Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane” agli Uffizi

Tutte le donne dell’Impero. Gli Uffizi raccontano con una mostra il potere femminile nell’antica Roma. Fino al 14 febbraio 2021

Potenti. Determinate. Discusse. Indipendenti. Ribelli. E molto altro ancora.  Le donne romane dell’età imperiale, con le loro storie, i loro segreti, le loro battaglie di emancipazione civile, politica ed economica: sono loro le assolute protagoniste della mostra “Imperatrici, matrone, liberte” alla Galleria degli Uffizi dal 3 novembre 2020 al 14 febbraio 2021. Si tratta di circa trenta opere provenienti dalla ricca collezione archeologica del complesso museale: tra queste, anche le splendide sculture di Agrippina Minore, celeberrima madre di Nerone, o di Domizia Longina, chiacchierata sposa di Domiziano.

L’itinerario è ampliato da importanti prestiti del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che con alcune preziose monete d’oro di epoca romana consente di osservare dall’interno il ruolo femminile nella propaganda della casa imperiale, e dalla Biblioteca Nazionale Centrale del capoluogo toscano, i cui codici cinquecenteschi dialogano in mostra con i disegni della stessa epoca conservati al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, mostrando le diverse raffigurazioni delle antiche epigrafi presenti in mostra.

La narrazione, articolata in tre sezioni, permette di seguire la vita delle donne romane nei primi due secoli dell’Impero (dagli inizi del I alla seconda metà del II secolo d.C.), soffermandosi sui modelli positivi e negativi incarnati dalle imperatrici e dalle donne di spicco della casa imperiale e mettendo in risalto i possibili ruoli pubblici al femminile, ma si concentra anche su affascinanti storie di vita quotidiana di matrone e liberte. Così, è possibile incontrare Giunia Atte, prima schiava e poi liberta sposata al suo patrono, vittima, probabilmente sotto il regno di Domiziano, di una vera e propria maledizione scagliatale dal marito, abbandonato dopo la morte della figlia comune: le terribili parole spese contro di lei sono iscritte sulla ara dedicata alla fanciulla. Oppure Pompeia Trebulla, potente matrona dell’élite di Terracina che, circa quarant’anni prima, sotto l’imperatore Claudio, era in grado di far restaurare a sue spese il tempio dedicato a Tiberio ed alla madre Livia, ponendo così il suo nome accanto a quello degli Augusti in un significativo gesto di indipendenza e potere femminile.

Le interviste di Monica Pelliccia al Direttore degli Uffizi Eike Schmidt e alla curatrice Novella Lapini:

 

Mostra curata da Novella Lapini con la direzione di Fabrizio Paolucci

Firenze, Uffizi, primo piano, Sala Detti e Sala del Camino

3 novembre 2020 – 14 febbraio 2021 Gallerie degli Uffizi

 

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Uffizi: Schmidt, calo visite ma giusta reazione Covid

Uffizi: Schmidt, calo visite ma giusta reazione Covid

‘Ad oggi no misure specifiche musei, se arrivano pronti adottarle”

“Abbiamo visto, dopo la grande crescita di luglio e agosto che ci ha portato a 3-4mila visitatori al giorno, dal momento in cui si è saliti oltre i mille contagi giornalieri, che questo trend di aumento nel flusso si è fermato. E vediamo nel mese di settembre una piccola flessione: una flessione però giusta, perché la gente reagisce a quello che sa, quindi non intraprende i viaggi come lo faceva in un momento di grande sicurezza paragonato alla situazione attuale”. Così il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt rispondendo ai giornalisti in merito al Coronavirus e se fosse preoccupato per l’eventualità di nuove restrizioni riguardanti i musei.


“Vediamo già adesso che i nostri visitatori, nel loro comportamento, rispettano tutte le indicazioni e le raccomandazioni e seguono le notizie e gli sviluppi sui telegiornali”, ha aggiunto Schmidt spiegando poi che “ovviamente noi seguiamo scrupolosamente le indicazioni del ministero della Salute. In questo momento non è previsto niente di specifico per i musei, ma se questo dovesse avvenire in futuro ci adegueremo immediatamente”

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Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli aperti a Ferragosto

Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli aperti a Ferragosto

Gli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli saranno aperti il giorno di Ferragosto. Restano  in vigore in tutti gli spazi le norme antiCovid.

Gli orari di visita saranno quelli ordinari: Galleria degli Uffizi 9-18,30; Giardino di Boboli 8,45-18,30; Palazzo Pitti 8,30-13,30.

Si ricorda che a Palazzo Pitti, per coloro che entrano prima delle 9,25, è attiva la riduzione di metà prezzo sul biglietto. Ma per l’ex reggia medicea ci sono novità in arrivo: dal 1 settembre infatti Palazzo Pitti tornerà aperto per tutta la giornata, fino alle 18,30, per venire incontro all’aumento dei visitatori registrato in questi mesi estivi. Il trend positivo delle presenze è stato innescato anche dall’introduzione del Passpartout 5 Days, lo speciale biglietto che consente di accedere a tutti i luoghi del complesso museale nell’arco di ben 5 giorni dall’attivazione del ticket. Restano ovviamente in vigore, in tutti gli spazi delle Gallerie degli Uffizi, le norme antiCovid. INFO

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Uffizi, dal 4 luglio al via progetto ‘Black Presence’, con viaggio nei social

Uffizi, dal 4 luglio al via progetto ‘Black Presence’, con viaggio nei social

Prenderà il via il 4 luglio il progetto ‘Black Presence’ dedicato a un nucleo di opere delle Gallerie degli Uffizi che hanno come protagonisti personaggi africani, storici, biblici o mitologici.

Nel giorno della ricorrenza della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, il 4 luglio, il museo fiorentino propone un doppio appuntamento social: sulla piattaforma Tik Tok, dalle 20, Justin Randolph Thompson, direttore e cofondatore del Black History Month Florence, festival dedicato alla cultura nera organizzato annualmente a Firenze, in una passeggiata tra i corridoi del museo racconterà alcune opere, soffermandosi anche sulle istanze di uguaglianza razziale tornate di recente alla ribalta. A seguire, su Facebook, dalle 21, sempre in diretta dagli Uffizi, il polistrumentista del Burkina Faso Gabin Dabirè si esibirà in un concerto con strumenti tradizionali africani davanti al ‘Perseo che libera Andromeda’ di Piero di Cosimo.

A completare l’evento ‘Black Presence’ sarà una serie di otto video pubblicati su Facebook ogni sabato dove Thompson illustrerà nel dettaglio ciascun dipinto della rassegna, tra cui i ritratti dei re dell’Abissinia e dell’Etiopia realizzati nel ‘500 da Cristofano dell’Altissimo su commissione di Cosimo I de’ Medici, l’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer, in cui uno dei tre re ha tratti africani, il trio di popolani immortalato dal fiammingo Justus Suttermans nella Madonna Domenica delle Cascine, la Cecca di Pratolino e Pietro Moro. Per il direttore Eike Schmidt, le Gallerie degli Uffizi “non sono una ‘turris eburnea’ dell’arte e anzi nelle loro collezioni comprendono i grandi temi della contemporaneità: attraverso l’arte il museo può raccontare la grande storia del passato e fa vivere le opere nel presente”

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